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“Di fronte a un’Europa invasiva, secondo la quale non si può più applicare l’ergastolo ai criminali e ai mafiosi, dico all’Europa che limiti la sua giurisdizione, la limiti ai confini dell’Italia, almeno in questo ambito. Di fronte all’assurdità di tale pronunciamento, il primo pensiero va alle tante vittime degli ergastolani, cittadini e servitori dello Stato assassinati dove lo Stato non è riuscito a imporsi: penso ai Giudici Falcone e Borsellino, a Rosario Livatino, a Ninni Cassarà, a Don Puglisi, ai tanti uomini e donne delle Forze dell’Ordine assassinati, ai bambini che, come il piccolo Giuseppe Di Matteo, non sono stati risparmiati dalla brutalità che, secondo questo pronunciamento, non meriterebbe l’ergastolo”.

 

È questa la reazione del Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, all’intervento della Corte di Giustizia Europea in materia di ergastolo in Italia.
“Giù le mani dall’ergastolo – aggiunge Zaia – che deve assolutamente rimanere come pena definitiva per chi ha commesso reati gravissimi e omicidi efferati, magari plurimi, come purtroppo spesso accade in generale, e in particolare nell’ambito dei crimini mafiosi”.

 

“Non dimentichi l’Europa – aggiunge Zaia – che la criminalità organizzata, la mafia, la camorra, la ‘ndrangheta, ha una sua specificità che non prevede la redenzione completa. Un mafioso è tale per tutta la vita. E peraltro già esistono ampie forme di clemenza per i collaboratori di giustizia che, dimostrandosi credibili e portando prove circostanziate in un cammino di pentimento, ottengono sconti di pena e anche protezione. Ma – conclude Zaia – ci si deve fermare qui, perché le vittime di questi criminali e i loro cari un’altra possibilità non la potranno avere mai”.

Dal 2011 al 2018, l’associazione NordEstSudOvest ha organizzato nell’area veneziana la “settimana europea dellʼenergia sostenibile” e, tra le centinaia che si tengono in tutta Europa, il ciclo di appuntamenti proposti è sempre stato il più importante d’Italia e secondo in Europa solo a quello di Bruxelles.

 

Anche per il 2019, sull’onda del rinnovato interesse per la tutela dell’ambiente e delle manifestazioni che stanno coinvolgendo milioni di giovani in tutto il mondo su queste tematiche, il programma della Settimana si propone particolarmente ricco ed articolato allargandosi alle provincie di Treviso e Vicenza, oltre alla naturale sede di Venezia e Mestre.

 

La Settimana veneziana è patrocinata dalla Commissione Europea, dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, dalla Regione Veneto edagli enti locali, e dalle Università veneziane.

 

Le tematiche della produzione di energia dai rifiuti, della sostenibilità energetica, dell’economia circolare e della rigenerazione dell’ambiente urbano saranno anche quest’anno al centro degli incontri e dei convegni che si intrecceranno con momenti espositivi, di festa e di cinema.

 

Il programma dettagliato della manifestazione sarà illustrato nel corso della conferenza stampa che si terrà martedì 11 giugno 2019 ore 12.00 a Venezia, negli uffici del Consiglio dʼEuropa, S. Marco 180/c.

 

Chi è NordEstSudOvest

NordEstSudOvest è un’associazione senza scopo di lucro che si ispira ai principi di libertà, di democrazia, di giustizia sociale e di eguaglianza tra gli individui e tra i popoli. L’Associazione fa propri il principio della laicità dello Stato e i valori del rispetto per tutte le opinioni politiche e le fedi religiose e si ispira al metodo del confronto e della partecipazione.

Il Parlamento Europeo è l’unica istituzione europea i cui membri sono eletti direttamente dai cittadini, e le elezioni sono alle porte!

 

Tra il 23 e il 26 maggio 2019, circa 400 milioni di europei si recheranno alle urne per eleggere i loro rappresentanti a Strasburgo.

 

Per chi vota in Italia, le urne saranno aperte domenica 26 maggio 2019, dalle ore 7 alle ore 23.

 

Tutti i cittadini sono invitati a esercitare il proprio diritto e dovere di voto recandosi presso il seggio elettorale di propria competenza. La scheda sarà di colore diverso a seconda della circoscrizione elettorale, ovvero:

• grigio, per l’Italia nord-occidentale (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia)

• marrone, per l’Italia nord-orientale (Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Emilia Romagna)

• fucsia, per l’Italia centrale (Toscana, Umbria, Marche, Lazio)

• arancione, per l’Italia meridionale (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria)

• rosa, per l’Italia insulare (Sicilia, Sardegna).

 

Per tutte le altre info si rimanda al sito del Parlamento Europeo.

 

 

Questo pomeriggio, alle 16.00, Europa Verde partirà da San Basilio (alle Zattere) per arrivare fino a Campo Santo Stefano a Venezia, con un’onda Verde di 30 metri.

 

Il movimento presenterà i propri candidati alle europee per la circoscrizione n°2 Italia-Nord Est immersi in un’onda verde.

 

I suoi esponenti fanno sapere: “Vogliamo far sapere che l’onda verde che attraversa il pianeta dall’Islanda all’Australia c’è, ed è la vera novità politica che è arrivata anche in Italia, dove il cambiamento climatico è diventato uno dei principali temi su tutte le prime pagine. Vogliamo creare consapevolezza tramite un evento emozionale che racconti in modo spettacolare e partecipato l’arrivo dell’onda verde.

 

Vogliamo far crescere la curiosità intorno a una visione possibile ecologista, l’unica alternativa alla stagnazione politica imperante”.

 

Info:

346.0785454 Luana – 346.1821276 Giorgio – 328.3096527 Gianluigi – 340.4841992 Marco

[email protected]

A seguito del convegno dei Verdi europei per l’Europa, tenutosi ieri sera a Mestre, riportiamo in versione integrale l’intervento di Eugenia Fortuni

 

Desidero portare la voce delle donne in Europa, in particolare delle madri. La voce delle donne italiane che diventano madri oggi.
Abbiamo molto da dire.
Abbiamo da raccontare fatiche, frustrazioni e abbiamo priorità che vogliamo inserire con forza nell’agenda politica europea.

 

Non si può pensare di parlare di femminismo senza parlare di ciò che accade alle donne quando diventano madri.

Scomparire.
La donna quando diventa madre rischia di scomparire.
Scompare trai suoi familiari perché tutti gli occhi sono rivolti al bambino.
Scompare al lavoro perchè non è più produttiva.
Scompare nella rete sociale perché non appare più.

 

Quando vado a trovare le donne dopo il parto a casa, ho l’impressione che uno dei motivi principali per cui vengo chiamata, e per cui il mio lavoro di doula è emergente come professione in Italia, sia che la donna, la neo-mamma ha bisogno di essere vista, ascoltata, valorizzata.

Pensiamo a una giovane laureata. Ha studiato per almeno 18 anni, di cui gli ultimi 5 all’università, e saranno stati particolarmente impegnativi. Magari ha qualche specializzazione, o master, quindi altri due anni di impegno e investimento economico.
Avrà poi passato altri 2 o 3 anni a trovare un lavoro, che molto probabilmente stabile non è. Sarà invece una precaria, una lavoratrice flessibile in altre parole. La retribuzione on conseguenza non sarà così alta come sperato al momento dell’iscrizione al corso di laurea.

 

Quindi:
Ha studiato a lungo.
Ha procrastinato la soddisfazione pecuniaria a data da definirsi.
Non ha un lavoro stabile, ma magari si sta adoperando per stabilizzarsi.
E nel frattempo il tempo è passato , saremo verso i 30 anni… ed ecco apparire naturale desideri di diventare madre che hanno la maggior parte delle donne. Non tutte, non voglio generalizzare.
La donna si trova a un bivio, nel mezzo del cammin di sua vita.
Diventare madre e rischiare di scomparire o consolidare ciò che ho con fatica costruito fino a quel punto?

 

Io voglio immaginare con le donne, con le madri un futuro prossimo in cui non ci sia questo bivio. In cui una donna che sceglie di avere figli non debba scomparire .
Desidero un’Europa che si occupi di questi temi. Che ponga nei suoi obiettivi quello di costruire standard di welfare che gli statu devono applicare.

 

Così anche per l’educazione.
Credo che questo sia un tema fondamentale per il futuro dell’Unione.
Dobbiamo essere ambiziose e costruire un sistema educativo che abbia delle linee comuni, degli standard comuni: sogno un sistema di educazione e istruzione europeo! Ecco come tenere insieme l’Europa, ecco come costruire un’identità comune, una forte solidarietà: attraverso la scuola, l’università e i servizi per l’infanzia.
E naturalmente mi lego qui anche quanto detto prima, perché servizi per l’infanzia significa servizi per le famiglie e quindi per le donne che diventano madri.

 

Per chi come me fa parte di quella generazione che ha iniziato a girare l’Europa durante l’università, è impensabile vedere come
non-europei popoli come gli inglesi, gli scandinavi, i francesi, ma anche gli slovacchi, i rumeni, i croati… chi si ostina a star fuori dall’unione o addirittura a volerne uscire , è anacronistico, miope e anche pericoloso.

 

Ma c’è molto da fare per costruire insieme un’Europa federale di servizi comuni. Che venga percepita da cittadini e cittadine al servizio dei contribuenti.

 

Mi immagino insomma un’Europa di welfare.
Un welfare comunitario e generativo.
Ciò che desidero generare è la solidarietà.
Cioè la coesione sociale che porta pace e benessere, e porta capacità di accogliere e prendersi cura.
Degli europei e di chi desidera diventarlo.

 

 

 

I Verdi Metropolitani sono una forza politica che intende presentarsi alle prossime elezioni europee con la volontà di essere un’onda verde per trasformare l’Europa in un’Europa Verde. Per questo hanno formato una lista con “Possibile” – movimento politico fondato da Pippo Civati – e con l’appellativo di “Europa Verde”.

 

La lista è composta da 15 persone (Silvia Zamboni, Angelo Bonelli, Chiara Bertogalli, Marco Affronte, Fiorella Belpoggi, Norbert Lantschner, Tiziana Cimolino, Davide Nava, Fatou Boro Lo, Alice Brombin, Eugenia Fortuni, Judith Kienzl, Giuseppe Prašel, Luca Saccone, Mao Valpiana) e si pone l’obbiettivo di raggiungere il 4%.

 

Eugenia Fortuni, candidata in lista alle europee, è stata intervistata dalla nostra testata. Eugenia Fortuni è laureata i sociologia ed è presidente dell’associazione Mater Femina a sostegno della genitorialità.

 

 

Signora Fortuni, chi siete e quali sono i vostri obbiettivi?

Questa è la rinascita di un’onda verde anche politica. Siamo come una Band: ognuno di noi ha il suo ruolo, ma insieme formiamo una squadra. Il nostro obbiettivo è ristabilire una forza politica ecologista in Italia. La forza dei Verdi si è depauperata, dissolta in altre forze politiche. Ora vogliamo ricostruire e rafforzarci per entrare nella governance europea. Se ce la faremo, poi a cascata vogliamo entrare nel parlamento e nella Regione.

 

 

Sarebbe bene arrivare in Regione per applicare le direttive sul consumo del suolo. Distruggere il territorio vuol dire distruggere le fonti di guadagno futuro.

Vogliamo inserirci in Europa, in Regione e anche in Venezia città con una forza autonoma e forte. Formare un asse Europa-Regione per costruire un lavoro verde e sostenibile.

 

 

Come vi ponete di fronte al problema grandi navi a Venezia?

È un problema dibattuto. Bene il turismo, bene il lavoro, ma per chi? L’indotto ormai a Venezia è costituito principalmente da stranieri malpagati con uno svilimento del lavoro. Se le cose vanno avanti così dobbiamo aspettarci un incidente tipo Isola del Giglio. Bisogna quindi portare le grandi navi fuori da Venezia. Troviamo un punto di approdo bloccando subito però la speculazione edilizia nei dintorni. Dare sì permessi di costruire, ma con una compensazione, come ad esempio l’impianto di un bosco.

 

 

E come giudicate la soluzione dei varchi a Venezia?

Di per sé non sono negativi. Abbiamo un turismo mordi e fuggi, con la costruzione di grandi alberghi, a Mestre, destinati per lo più a giovani che cercano solo la cartolina o il souvenir malfatto da artigiani non veneziani. Mestre ormai è piena di cemento, si stanno costruendo grandi alberghi con manodopera sottopagata che complicheranno la vita a tutta la popolazione A Venezia si deve iniziare a dire di No, onere che spetta a sindaco e giunta.

Noi intendiamo tutelare il territorio non solo dal punto di vista della natura ma anche da quello della cultura e Venezia ne ha molto bisogno.

 

 

Infine tornando all’Europa, quali sono le vostre priorità europee?

Desideriamo difendere ogni singolo albero e salvare dall’inquinamento l’atmosfera. L’Europa in questo potrebbe fare tanto, come il passare da energia fossile e energie rinnovabili e quindi combattere i cambiamenti climatici. Manca solo la volontà politica. Investire in un’economia verde, difendere il diritto d’asilo, proporre i treni come alternativa agli aerei, produrre cibi privi di OGM e pesticidi, garantire una buona istruzione gratuita, battersi contro la violenza di genere e fermare l’esportazione di armi. Infine un occhio particolare per l’infanzia, per l’educazione, per l’istruzione e il risanamento delle scuole, perché molto sono ancora contaminate da manufatti in amianto.

 

Questa è la battaglia politica che vogliamo portare in Europa e combattere le grandi lobby.

 

Il Pd ha presentato nella sede provinciale di Treviso i suoi candidati alle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo. Sono Silvio Calò e Laura Puppato.

 

Silvio Calò è cittadino europeo 2018 professore al liceo Canova ed è divenuto famoso per la sua esperienza di accoglienza in casa di alcuni migranti.

 

Laura Puppato ha affrontato efficacemente il tema  dei cambiamenti climatici, dell’inquinamento dell’aria, delle fonti fossili che andrebbero eliminate e della biodiversità. Ha richiamato quanto detto dalla giovanissima Greta Thumberg e cioè che non abbiamo un altro pianeta, questo dobbiamo conservarci e difendere. Abbiamo bisogno di politiche a livello europeo che affrontino la grande sfida dell’ambiente. Necessita una visione comune di traino per la qualità ambientale e per i diritti civili.

 

Anche Carlo Calenda, ex ministro del governo Gentiloni, capolista del Pd trevigiano nella corsa ad un posto nel Parlamento Europeo, ha ribadito il concetto della tutela ambientale, dello sviluppo, dell’integrazione, e il no ai sovranismi. Temi da affrontare e risolvere in sede europea tutti insieme.

 

Tutti i candidati sono concordi nel ricordare a chi dice NO Europa che le nostre imprese si sono salvate grazie al mercato europeo.

Per questo appuntamento del venerdì dedicato al tema dell’inquinamento, tema sul quale il nostro giornale intende insistere, desidero parlare di quanto l’Europa sta facendo per ridurre sino ad azzerare la travolgente quantità di plastica che investe le nostre acque e i nostri mari.

 

 

Il Parlamento europeo ha appena varato delle misure che vieteranno dal 2021 l’uso di oggetti di plastica monouso. Saranno vietati piatti e posate di plastica, cannucce, bastoncini cotonati, sacchetti di plastica e contenitori in polistirolo espanso.

 

 

Inoltre entro il 2029 dovrà essere raccolto separatamente il 90% delle bottiglie di plastica, ed entro il 2030 il 25% delle bottiglie di plastica dovrà essere confezionato con materiale riciclabile.

 

 

Da un indagine condotta da Bruxelles, l’80% dell’inquinamento è causato da plastica, prodotto che resiste al tempo ed è difficilmente degradabile, oltretutto in tempi molto lunghi. Continuamente, grandi quantità di questo materiale si ritrovano nella fauna marina finendo poi nella catena alimentare.

 

 

Esempio emblematico è quello del capodoglio trovato pochi giorni fa spiaggiato e morto a Porto Cervo, in Sardegna. Nel suo stomaco sono stati rinvenuti 22 kg di plastica, piatti monouso, buste di plastica e sacchetti condominiali: probabilmente la causa della sua morte. Per la cronaca era una femmina ed era incinta.

 

 

È stato appurato che il 95% dei rifiuti nei nostri mari è costituito da plastica. Molti sono gli animali marini, tartarughe cetacei ed uccelli, che muoiono per aver ingerito grandi quantità di microplastiche.

 

 

Il record di inquinamento da microplastiche è stato registrato nel Mediterraneo. Triste primato per il nostro mare.

«Oggi abbiamo ottenuto dalla commissaria Vestager le rassicurazioni sperate; a Bruxelles si sta lavorando per consentire ai risparmiatori truffati di ottenere un risarcimento veloce e senza obbligo di fornire ulteriori prove. Sarebbe un grande risultato a favore dei tanti nostri concittadini che hanno perso i loro risparmi». Lo affermano i due deputati europei David Borrelli (Gruppo misto) e Isabella De Monte (S&D), che oggi al Parlamento europeo a Strasburgo hanno incontrato la commissaria europea alla Concorrenza Margrethe Vestager in merito alla questione aperta delle banche venete, del risparmio tradito e del Fondo di indennizzo ai risparmiatori.

 

La situazione

«Abbiamo illustrato a fondo la questione alla commissaria europea partendo innanzitutto dai drammatici aspetti sociali che questa amara vicenda porta con sé, ricordando che nella maggior parte dei casi le vittime non sono certamente degli speculatori; ma cittadini che si sono fidati di quelli che per anni erano stati i loro bancari di fiducia. Tra di loro ci sono persone che hanno perso tutto, inclusi molti anziani, oggi in grande difficoltà, che non hanno tempo da perdere».

 

Le risposte di Vestager

«Da parte di Margrethe Vestager abbiamo ricevuto massima attenzione e disponibilità, oltre alla rassicurazione che a Bruxelles si sta lavorando in modo concreto. La commissaria ci ha spiegato che sta predisponendo uno schema che consenta a specifiche fasce di risparmiatori di ottenere un risarcimento veloce basato su un automatismo; quindi senza obbligo di fornire le prove dell’avvenuta truffa. Tali fasce includono le persone fisiche e le microimprese, non gli investitori professionali».

 

Le richieste

«Abbiamo ribadito l’importanza di accelerare e procedere rapidamente per dare risposta alle tante persone che si battono e attendono giustizia da anni. Abbiamo inoltre chiesto alla commissaria che vengano adottate forme di rimborso semplificate; poiché alcuni risparmiatori non sono più in possesso di tutta la documentazione bancaria, tantomeno sono nelle condizioni di poterla richiedere ora agli istituti di credito falliti. È una vicenda sulla quale il trattamento non può essere iniquo. L’incontro si è concluso con l’impegno reciproco a rimanere in stretto contatto su questa vicenda».

Dopo aver appreso del nulla di fatto emerso dall’incontro tra la Commissaria Vestager e alcuni membri del Governo italiano nella giornata del 5 marzo, l’eurodeputato David Borrelli ha definito un incontro con la Commissaria per il 26 marzo prossimo, durante la sessione plenaria di Strasburgo.

 

L’incontro sarà l’occasione per sottoporre alla Commissaria la situazione dei risparmiatori italiani defraudati dei propri risparmi a causa della mala gestione di alcuni istituti bancari.

 

“Come Membro del Parlamento europeo – commenta l’On. Borrelli – ho chiesto di incontrare personalmente la Commissaria per la Concorrenza, per sottoporle l’ancora irrisolta situazione dei risparmiatori danneggiati dal dissesto delle banche. La necessità di creare un dialogo con la Vestager è nata, soprattutto, dopo aver appreso del nulla di fatto emerso dall’incontro tra la Commissaria e alcuni membri del nostro Governo nella giornata di ieri. La mia battaglia a sostegno dei correntisti truffati è iniziata coinvolgendo oltre 1.100 cittadini delusi e, nel luglio del 2018, ho presentato un ricorso presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) contro lo Stato italiano per omessa vigilanza. Da allora siamo in attesa di una risposta da parte della Corte dell’Ue. Considerato il momento delicato che stiamo vivendo, dove i cittadini si stanno allontanando dalle Istituzioni europee, ho pensato che un dialogo costruttivo sia più che necessario. La paura che molti dei cittadini truffati vivono oggi, riguarda la possibilità di vedersi bollato un rimborso, in quanto visto come un aiuto di Stato, una volta ammesso ed oggi vietato. Ritengo fondamentale che la Commissione europea nel pronunciare il proprio giudizio sui profili di compatibilità dei rimborsi con la normativa europea in materia di aiuti di Stato, tenga conto e abbia chiara consapevolezza delle vicende umane, e non soltanto giuridiche, che stanno dietro ogni singolo cittadini truffato. Questa sarà la base del mio incontro con la Commissaria Vestager”.

 

Il tema dei rimborsi in questo periodo è tornato alla ribalta a seguito della visita ieri in Italia della Commissaria, la quale ha ribadito che le banche hanno l’obbligo di fornire informazioni sufficienti sui rischi legati all’acquisto di obbligazioni. Per l’Ue, infatti, non ci può essere rimborso senza un giudizio terzo che accerti che il risparmiatore sia stato effettivamente ingannato.

La richiesta di un dialogo, da parte dell’On. David Borrelli, appare necessaria, per cercare di costruire un ponte tra le Istituzioni Ue ed i cittadini. Serve ridurre i tempi, i cittadini attendono da troppo tempo una risposta.

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