Home / Posts Tagged "dpcm"

In attesa di ufficialità, si vocifera che quanto segue corrisponda alle novità introdotte dal Governo quali misure di contenimento del contagio da Covid-19.

 

Intanto sembra sempre più certa l’ipotesi che lo stato d’emergenza sarà prorogato fino al prossimo 30 aprile, diversamente dal 31 gennaio annunciato nei mesi scorsi.

 

Di seguito le disposizioni urgenti che potranno essere rispettate nelle prossime ore.

1. È confermato, fino al 15 febbraio 2021, il divieto di spostamento tra Regioni o Province autonome diverse, salvo quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.

2. Dal 16 gennaio 2021 e fino al 5 marzo 2021, sull’intero territorio nazionale si applicano le seguenti misure:

• è consentito, una sola volta al giorno, spostarsi verso un’altra abitazione privata abitata, tra le ore 5.00 e le ore 22.00, a un massimo di due persone ulteriori a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione.
La persona o le due persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli se minori di 14 anni (o altri under 14 anni su cui le stesse esercitano la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti loro conviventi.
Tale spostamento è consentito all’interno della medesima Regione, in area gialla, e all’interno dello stesso Comune, in area arancione e in area rossa, fatto salvo quanto previsto per gli spostamenti dai Comuni fino a 5.000 abitanti;
• qualora la mobilità sia limitata all’ambito territoriale comunale, sono comunque permessi gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti, per una distanza non superiore a 30 km dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia;
• sarà istituita una cosiddetta area “bianca”, nella quale si collocano le Regioni con uno scenario di “tipo 1”, un livello di rischio “basso” e un’incidenza dei contagi, per tre settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti. In suddetta area “bianca” non verranno applicare le misure restrittive previste dai Dpcm per le aree gialle, arancioni e rosse, bensì le attività si svolgeranno secondo specifici protocolli. Nelle medesime aree possono comunque essere adottate specifiche misure restrittive in relazione a determinate attività particolarmente rilevanti dal punto di vista epidemiologico.

 

Inoltre, considerata la necessità di agevolare l’attuazione del piano vaccinale per la prevenzione del contagio da Covid-19, in coerenza con le vigenti disposizioni europee e nazionali in materia di protezione dei dati personali, è istituita, una piattaforma informativa nazionale idonea ad agevolare le attività di distribuzione sul territorio nazionale delle dosi vaccinali, dei dispositivi e degli altri materiali di supporto alla somministrazione, e il relativo tracciamento. Infine, su istanza della Regione o Provincia autonoma interessata, la piattaforma nazionale esegue, in sussidiarietà, le operazioni di prenotazione delle vaccinazioni, di registrazione delle somministrazioni dei vaccini e di certificazione delle stesse, nonché le operazioni di trasmissione dei dati al Ministero della salute.

 

Dobbiamo attendere ancora qualche ora prima di conoscere se queste si confermeranno essere le novità introdotte dal Governo. Nell’attesa è indispensabile che tutti continuino a comportarsi con rispetto e responsabilità per la salute propria e altrui.

Ed eccoci arrivati alla ribellione. Iniziano i ristoratori, categoria che non ce la fa più a tirare avanti a causa dei Dpcm che ne hanno decretato di fatto la chiusura in tutta Italia.

 

Ben 50mila ristoratori hanno deciso di sfidare i divieti di Conte e di riaprire il prossimo 15 gennaio a pranzo e a cena.

 

Da calcoli fatti dalle associazioni di categoria, i ristoratori hanno perso ben 700 milioni di euro tra Natale e Capodanno. Possiamo quindi immaginare di quale portata e gravità siano state le perdite di denaro e di posti lavoro da inizio pandemia ad oggi.

 

Da qui la decisione di riaprire il 15 gennaio con servizio al tavolo sia a pranzo che a cena, sotto l’hashtag #ioapro, venendo meno alle regole e ai divieti imposti dai Dpcm.

Si tratta di una protesta pacifica durate la quale sarà rispettato l’obbligo delle mascherine e delle distanze imposte per evitare il contagio.

 

Tutto ha avuto inizio a Cagliari, dove la scorsa settimana i locali hanno aperto ripristinando il servizio al tavolo per i clienti che ordinavano vivande per l’asporto.

I clienti poi hanno postato le foto sui Social con gli hashtag #ioapro e #nonspengopiùlamiainsegna per far vedere che nel rispetto delle regole è inutile e dannosa la chiusura di ristoranti e pub.

 

Fonte: Leggilo.org

Italia zona rossa o arancione dal 24 dicembre al 1° gennaio. È questa l’ipotesi all’esame del Governo per evitare il pericolo di una terza ondata del virus.
Allo studio è anche la chiusura di negozi bar e ristoranti nel periodo sopra citato.
Il Governo starebbe pensando inoltre alla possibilità di permettere gli spostamenti tra piccoli comuni purché limitrofi e con una percorrenza massima di 30 chilometri, oltre all’ipotesi di anticipare alle 20 il divieto di circolare, anziché alle 22 come ora, sempre nel periodo natalizio.
Per ora si tratta solo di possibili ipotesi oggetto di studio, ma sembra che l’orientamento sia questo.
Tutto verrà comunque precisato nel prossimo DPCM.

 

Fonte: Money.it

“Il Governo ha varato il nuovo DPCM, io l’ho ricevuto alle 2.30 di questa notte”, ha detto oggi il Presidente del Veneto Luca Zaia durante il consueto incontro con la stampa presso la sede della Protezione Civile a Marghera.

 

“Riguardo a Natale e Capodanno vieta gli spostamenti tra comuni e inoltre dal 21 dicembre fino al 6 gennaio non ci si può muovere dalla Regione. Ma soprattutto il 25 e il 26 dicembre e il 1° gennaio ci si sposta solo all’interno del proprio comune. Non si tiene conto del significato di natura umana: nessuna ricongiunzione fra parenti se non abitano nello stesso comune. Per i territori di periferia è una sperequazione assurda bloccare i cittadini in piccoli paesi. A Roma ci si sposta in modo quasi normale, in piccoli comuni come i nostri invece è un vero lockdown. I ristoranti in quei giorni possono anche chiudere perché come clienti avrebbero solo i residenti del  paese e magari neanche quelli, se hanno un congiunto che abita fuori comune. Se tu chiudi i piccoli comuni li lasci isolati completamente – ha proseguito il Presidente Zaia – mentre milioni di residenti a Roma o Milano si possono spostare liberamente. Roma ha 3 milioni di abitanti e sono il doppio di tutti quelli del Friuli Venezia Giulia. Non è una polemica con Roma, voglio solo dimostrare che la norma non sta in piedi. Bisognava puntare di più sugli assembramenti, che sono la vera causa dei contagi, non su piccole riunioni familiari in casa. Non è possibile dividere figli e genitori o fratelli il giorno di Natale. Con questo Dpcm per il nostro territorio Natale sarà in lockdown”, ha concluso Zaia.

 

Silvia Moscati

“Il Veneto resta in zona gialla ma questa è una partita che si chiude giovedì quando scadrà il DPCM. Avremo, già da lunedì 30, riunioni con il governo per il prossimo DPCM. Intanto vediamo come va questo fine settimana”, ha detto oggi il Presidente del Veneto Luca Zaia durante la consueta conferenza stampa presso la sede della Protezione civile a Marghera.

 

Zaia ha rivolto inoltre le raccomandazioni contro gli assembramenti: “Ieri il Black Friday ha riempito le città e gli assembramenti purtroppo non sono mancati. Io vi invito ancora una volta a stare attenti. Abbiamo istituito delle fasce d’orario per gli over 65, ma a quanto mi dicono non vengono rispettate”.

 

Trapelava oggi dalle parole del Presidente Zaia una certa stanchezza dovuta forse al fatto che i risultati delle restrizioni imposte anche con la sua ordinanza ”Giallo Plus” tardano a manifestarsi con evidenza. Tra questi anche l’RT, l’indice di contagiosità, che era stato dato all’1,08 e che invece risulta poi essere uguale a 1,2 uno tra i più alti d’Italia, è forse un elemento poco incoraggiante.

 

“Il mio non è un appello al popolo veneto perché faccia squadra: ogni singolo cittadino deve sentirsi direttamente coinvolto nella battaglia contro questo virus, sapendo che i prossimi giorni saranno determinanti”.

 

Silvia Moscati

In molti erano in attesa negli ultimi giorni del nuovo Dpcm, temendo un passaggio del Veneto dalla zona gialla a quella arancione.
Ieri il presidente Conte ha emanato il Dpcm che ha passato cinque regioni dalla zona gialla a quella arancione: Umbria, Liguria, Toscana, Abruzzo e Basilicata.
Il Veneto quindi resta in zona gialla per nostra fortuna e per nostra bravura nel contenere la diffusione della pandemia nella regione.
Ora sta a noi mantenere questa posizione. Dobbiamo rispettare le regole imposte per contenere i contagi. Disciplina quindi e responsabilità di tutti e l’appello che ci viene rivolto onde evitare il trasferimento del Veneto in una fascia di pericolosità contagi.

Alla luce di quanto comunicato nella conferenza stampa dal presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, si comunica che tutte le misure previste dall’ultimo DPCM entrano in vigore da dopodomani, venerdì 6 novembre.

 

L’individuazione di tre zone – gialla, arancione e rossa – destina ciascuna ad alcune misure restrittive in base al rischio di appartenenza. Nella Regione Veneto, inserita tra quelle a livello di rischio “giallo”, entreranno in vigore le seguenti misure:

 

• Dalle ore 22 alle ore 5 del giorno successivo sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute (da dichiarare con modulo di autocertificazione);

• Didattica a distanza al 100% delle scuole secondarie di secondo grado (superiori), salvo i laboratori. Restano aperti in presenza nidi, scuole dell’infanzia (materne), primarie (elementari), scuole secondarie di primo grado (medie) con obbligo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie sopra i 6 anni;

• I mezzi del trasporto pubblico non potranno accogliere più del 50% della loro capienza massima;

• Chiusura al pubblico di teatri, biblioteche, cinema e musei;

• Chiusura di mercati e centri commerciali nei festivi e prefestivi (tranne che farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, generi alimentari, tabacchi ed edicole);

• Nelle zone all’aperto (compresi parchi e aree gioco) resta comunque il divieto di assembramento e l’obbligo di rispettare la distanza di almeno un metro;

• Consentiti eventi, competizioni e sessioni di allenamento sportive individuali e di squadra di interesse nazionale, a porte chiuse;

• Rimangono chiuse piscine e palestre;

• L’attività sportiva di base è consentita all’aperto con distanziamento sociale;

• Sospese attività di sale giochi, scommesse, bingo e casinò anche se svolte in locali adibiti ad altra attività (come le VLT nei bar e nelle tabaccherie);

• Bar, pasticcerie e ristoranti sono aperti dalle 5 fino alle 18.  Fino alle 22 si può prendere cibo da asporto (con divieto di consumarlo nelle adiacenze del rivenditore o all’aperto). È consentita la consegna a domicilio.

 

Venerdì 30 ottobre, a partire dalle 17.30, commercianti, ristoratori, cassaintegrati e baristi e cittadini scenderanno in piazza Ferretto a Mestre per manifestare contro le ultime misure restrittive introdotte dal Governo. A scatenare la protesta è l’ultimo DPCM, in vigore dallo scorso 26 ottobre e fino al prossimo 24 novembre, che obbliga alla chiusura anticipata alle ore 18 le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, pizzerie, gelaterie e pasticcerie).

 

Sono sempre di più le proteste in tutta Italia dopo la firma dell’ultimo decreto (un’altra, sempre a Mestre, è avvenuta domenica). Limitare gli orari di apertura alle attività della ristorazione ha significato infatti colpire e danneggiare un’intera filiera di distribuzione a cui queste sono collegate, ovvero lavanderie, fornitori, impiantisti, aziende con produzione di cucine, senza contare intere famiglie che ora si trovano ridimensionate le loro entrate.

Alla firma del nuovo DPCM c’è chi non ci sta, e dopo il presidio di ieri mattina in Piazza Donatori di Sangue a Mestre, questa sera (dalle 18) in Piazza dei Signori a Treviso si terrà la prima delle varie manifestazioni che Treviso Imprese Unite ha in previsione, per lanciare al Governo un forte messaggio di disapprovazione dopo le ultime restrizioni introdotte e che, ricordiamo, resteranno in vigore fino al prossimo 24 novembre.
La protesta nasce affinché le categorie già fortemente colpite dalle conseguenze economiche della pandemia ottengano risposte tempestive e tutele chiare. “Rispettiamo l’emergenza sanitaria, ma consideriamo che non si stiano tenendo in sufficiente considerazione le conseguenze del fallimento di migliaia di aziende e della disperazione a cui questo porterebbe. La vita va tutelata sotto ogni punto di vista, non possiamo non tener conto delle morti che le chiusure rischiano di creare”, scrivono su Facebook i sostenitori del sit-in.
La manifestazione pacifica, già notificata a Questura e Polizia locale, avverrà nel rispetto del distanziamento sociale e con obbligo di uso di mascherina.
Il ritrovo è dunque fissato per oggi, lunedì 26 ottobre, alle ore 18, sotto il palazzo della Prefettura di Treviso in Piazza dei Signori, tutti vestiti di nero e con cartelli al seguito (no offese alle Forze dell’ordine).

Ieri sera il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha parlato agli italiani per dare loro dei chiarimenti in merito all’introduzione di ulteriori restrizioni al DPCM firmato lo scorso 13 ottobre 2020.

 

Di seguito le novità e i principali punti emersi:

 

Istruzione

Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica, incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata, che rimane complementare alla didattica in presenza, modulando la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9.00.

Le Università predispongono piani di organizzazione della didattica e delle attività curriculari in presenza e a distanza in funzione delle esigenze formative.

 

Attività sportive

STOP a gare e competizioni sportive dilettantistiche.

Restano consentite le attività professionali e agonistiche.

Palestre e piscine al banco di prova per una settimana per adeguarsi a protocolli di sicurezza: se la situazione non migliorerà, sarà disposta la chiusura.

 

Ristorazione

Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle 5 alle 24 con consumo al tavolo, e con un massimo di sei persone per tavolo, e sino alle 18 in assenza di consumo al tavolo.

Resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nonché fino alle 24.00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.

È fatto obbligo per gli esercenti di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo.

 

Eventi

STOP sagre e fiere locali, consentite solo manifestazioni fieristiche a carattere nazionale e internazionale.

STOP anche a convegni e congressi in presenza.

Nell’ambito delle pubbliche amministrazioni le riunioni si svolgono in modalità a distanza, salvo la sussistenza di motivate ragioni; è fortemente raccomandato svolgere anche le riunioni private in modalità a distanza.

Dalle ore 21, i Sindaci potranno chiudere vie e piazze cittadine dove possano crearsi assembramenti, consentendo l’accesso soltanto per raggiungere esercizi commerciali legittimamente aperti o le abitazioni private.

 

Attività ludiche

Per le sale gioco consentita apertura fino alle ore 21.

Restano sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso. Sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto.

Le feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose sono consentite con la partecipazione massima di 30 persone, fermo il rispetto dei protocolli e delle linee guida vigenti.

Con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato di evitare feste, nonché di evitare di ricevere persone non conviventi di numero superiore a sei.

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Notizie da Venezia, Treviso, Mogliano e dintorni