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La musica ringrazia la sanità in prima linea e omaggia gli anziani davanti alla casa di riposo

 

La musica rende onore agli eroi in camice bianco traendo, proprio da loro, la forza per ripartire.

Oltre 400 persone, rigorosamente distanziate e con mascherina, hanno assistito ieri sera (giovedì 3 settembre 2020) davanti al Centro Servizi per gli anziani “Villa delle Magnolie” di Monastier (TV) al concerto/testimonianza in onore della sanità in prima linea durante l’emergenza Covid-19. A seguire l’evento, attraverso una telecamera collocata nelle loro camere, anche i 180 ospiti del Centro Servizi in rappresentanza di tutti i nonni d’Italia, la categoria più fragile e più colpita dal Covid-19. A Villa delle Magnolie fortunatamente il virus non è entrato ma le norme rigide alle quali sono ancora sottoposti tutti gli anziani delle case di riposo sta loro precludendo una vita sociale fatta di amici e parenti che sono ancora costretti ad incontrare attraverso un divisorio di plexiglass.

 

Un evento organizzato da Sogedin di Monastier e fortemente voluto da Gabriele Geretto amministratore delegato della Casa di Cura Giovanni XXIII di Monastier e dalle altre realtà del gruppo del Presidente Massimo Calvani: il Centro Servizi “Villa delle Magnolie”, il micronido “la Casa sull’Albero” e il park Hotel “Villa Fiorita” di Sogedin Hotel di Monastier.

 

 

Sul palco, insieme, si sono esibiti Roby Facchinetti che a conclusione dell’evento ha cantato il brano simbolo dell’emergenza di Bergamo “Rinascerò Rinascerai”, il maestro Vittorio Matteucci e l’Orchestra Ritmico Sinfonica Italiana diretta dal Maestro Diego Basso ed il tenore Luca Minelli. E poi le commoventi testimonianze, tra un brano e l’altro, degli operatori sanitari in prima linea dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, dell’Ospedale Covid di Jesolo con i colleghi del “Giovanni XXIII” di Bergamo, struttura duramente colpita dal coronavirus e del Presidio Ospedaliero “Giovanni XXIII” di Monastier.

 

Due complessi ospedalieri, quelli di Monastier e Bergamo, contraddistinti da destini diversi. Nella cittadina lombarda il Covid-19 ha lasciato un segno indelebile su un’intera popolazione; a Monastier il virus è stato arginato garantendo al Presidio Ospedaliero “Giovanni XXIII” di essere considerato Covid free hospital.

 

Un “gemellaggio in musica” tra le due strutture che portano lo stesso nome e che, con gli altri ospedali operano ogni giorno con gli stessi principi: quelli della salvaguardia e della tutela dell’essere umano.

 

Sul palco la musica come segno di rinascita ma anche come segno di rispetto nei confronti delle tante vite spezzate nei giorni bui dell’emergenza. Sono stati suonati brani come Poeta, Domani, Pierre, Uomini Soli interpretate da Roby Facchinetti, o Le Cattedrali, Mi Mancherai, Caruso cantate da Vittorio Matteucci, ma anche il Nessun dorma interpretato dal tenore Luca Minelli. Commovente il momento iniziale, quando, subito dopo i saluti del sindaco di Monastier Paola Moro, è stato suonato l’Inno di Mameli. Sullo sfondo prima le immagini drammatiche delle terapie intensive e dei camion militari che a Bergamo trasportavano le vittime fuori dagli ospedali e poi le immagini di gioia, gli applausi che hanno caratterizzato i momenti della fine dell’emergenza.

 

 

Tra un brano e l’altro le testimonianze di chi ha vissuto in prima persona l’angoscia, la paura di quei tristi momenti, di chi ha messo a repentaglio anche la propria vita per salvare quella del prossimo, i sanitari dell’ospedale “Giovanni XXIII” di Bergamo: il Dottor Stefano Fagiuoli Direttore del Dipartimento di Medicina e la dott.ssa Lauretta Rota Responsabile del Dipartimento Emergenza Urgenza e Area Critica.  Sul palco il Prof. Carlo Agostini Direttore Dipartimento di Medicina Interna Ospedale Ca’Foncello e la dott.ssa Lorena Zanin Coordinatrice Medicina Interna 1 e Dipartimento di Medicina Interna sempre dell’Ospedale trevigiano; in rappresentanza dell’Ospedale Covid di Jesolo (Ve) il Dottor. Fabio Toffoletto Direttore Dipartimento di Area Critica, Pediatrica ed adulta e Don Eros Pellizzari sacerdote dell’Ospedale di San Donà che durante il Covid si è trasferito a quello di Jesolo per assistere gli ammalati. E poi, a fare gli onori di casa, il dottor Maurizio D’Aquino Primario di Medicina del Presidio Ospedaliero Casa di Cura “Giovanni XXIII” di Monastier con il dottor Flavio Ogniben Direttore del Centro Servizi per gli Anziani “Villa delle Magnolie”. A portare la sua testimonianza anche Bruno Crosato in rappresentanza della Protezione Civile Ana che di recente è stato insignito dal presidente Sergio Mattarella del titolo di cavaliere proprio per il lavoro svolto durante l’emergenza.

 

Tutti hanno ricordato ad una società, ancora purtroppo distratta, che il Covid è ancora presente e solo attraverso un comportamento rispettoso delle regole da parte di tutti, potremmo stanarlo e definitivamente sconfiggerlo.

 

“Fin dai primi giorni dell’emergenza-  fa sapere Gabriele Geretto amministratore delegato della Casa di Cura Giovanni XXIII di Monastier che attraverso Sogedin ha organizzato l’evento – era nel nostro cuore dare una giusta dimostrazione di gratitudine a questi eroi che stavano combattendo contro il virus. L’abbiamo concretizzata oggi attraverso la musica che va al di là di qualsiasi parola.  Un evento che non è stato solo un concerto, ma la dimostrazione che l’umanità, la partecipazione e la condivisione possono sovrastare qualsiasi cosa, anche il Covid, che ci ha piegato ma non ci ha abbattuto” conclude l’amministratore delegato Gabriele Geretto.

 

 

Presenti anche il direttore Generale dell’Aulss 2 Francesco Benazzi, il direttore generale dell’Aulss 4 Carlo Bramezza e il prefetto di Vicenza Pietro Signoriello. Con loro anche numerose rappresentanze dei comuni trevigiani, di Jesolo ma anche autorità militari, religiose e i rappresentanti del mondo economico e bancario e del mondo dell’associazionismo, dello sport e del volontariato con gli Amici del Trodetto, le donne del Trifoglio Rosa di Mestre, di Cafè Coraggio e il presidente del comitato Melograno Daniele Furlan.

 

Partner sensibili dell’iniziativa: Elettro Automazioni di Meolo, Operamed di Limena, Termoidraulica Voltarel di Candelù, Lima Corporate di Udine e l’impresa Edile Tecno Costruzioni di Meolo.

“È stato trovato un positivo che si era recato lo scorso 20 agosto al “Summer Festival” di Cortina D’Ampezzo. Ora ci sono ben 500 persone da controllare, pertanto è stato istituito per domani, 28 agosto, un drive-in test dalle 14.30 alle 18.30 presso lo Stadio del Giaccio di Cortina”. Lo ha annunciato stamani durante la conferenza stampa presso la sede della Protezione Civile di Marghera, il Presidente del Veneto, Luca Zaia, sottolineando che è stata avviata la procedura di rintraccio di tutti i suoi altri contatti con il sistema di contact tracing ma “i numeri sono grandi e dunque c’è bisogno della collaborazione di tutti”.

 

Riguardo alla situazione attuale, Zaia ha ribadito: “Siamo la comunità che ha fatto più tamponi al mondo rispetto al numero degli abitanti. Il numero dei positivi, dal 21 febbraio a oggi, è di 22.469 e 132 sono quelli in più rispetto a ieri. I veneti ad oggi, 27 agosto, in isolamento sono 7.036, di cui solo il 32% è positivo e di questi solo il 7% ha qualche sintomo. Quello di trovare tanti positivi è un elemento di virtuosità”, conclude il Presidente Luca Zaia.

Il concorso nazionale pianistico “Ugo Amendola” nasce da un’idea della pianista veneziana Daniela Donaudi, allieva di Ugo Amendola e presidente dell’associazione Konzertmusik.
Il concorso intende omaggiare la figura del grande artista e accendere i riflettori su Mogliano. Durante i giorni del concorso arriveranno in città alcuni tra i migliori talenti pianistici di tutta Italia, valutati e premiati da una giuria di concertisti noti a livello internazionale.

 

La manifestazione ha ottenuto il patrocinio del Comune di Mogliano Veneto e la collaborazione dell’Associazione “Amici della Musica Toti dal Monte“, attivi da molti decenni sul territorio moglianese.

 

Ugo Amendola è stato tra i protagonisti del panorama musicale del ‘900 in Italia.
Pianista, compositore, didatta e trattatista veneziano, per molti anni è stato direttore del prestigioso conservatorio veneziano Benedetto Marcello.
Ha lavorato presso il teatro La Fenice e frequentato i salotti musicali più importanti d’Europa.

 

Scarica qui il regolamento.

Per iscrizioni:
www.concorsopianisticoamendola.it
[email protected]gmail.com
Segreteria: tel. 345.1701370
e-mail: [email protected]

Per i 250 anni dalla nascita del grande compositore tedesco l’orchestra, diretta da Massimo Raccanelli con il pianoforte di Anna Barutti, esegue sul palco del Del Monaco la Sinfonia n. 5. in Do min. Op. 67 e il Concerto n.3, op.37 in do minore.

 

Dopo aver aperto la stagione concertistica del Teatro Mario Del Monaco, ideata dallo Stabile del Veneto e dal Comune di Treviso, i Solisti di Radio Veneto Uno tornano sul palcoscenico del Comunale – mercoledì 22 gennaio,  ore 20.45 – con il primo dei tre concerti Beethoven 250, il focus dedicato al duecentocinquantesimo anniversario dalla nascita del grande compositore tedesco Ludwig van Beethoven (1770-1827). L’Orchestra diretta dal maestro Massimo Raccanelli e accompagnata dal pianoforte di Anna Barutti eseguirà il Concerto n.3, op.37 in do minore e la Sinfonia n. 5. in Do min. Op. 67.

 

Il concerto verrà trasmesso in live su un network televisivo della Corea Del Sud

Il concerto verrà trasmetto in live su un network televisivo della Corea Del Sud, in virtù del premio Korea Award 2019 assegnato lo scorso ottobre ai Solisti di Radio Veneto Uno dalla ICDI di Seul, un ente internazionale affiliato al ministero della Cultura della Corea del Sud e dal CWAP, Comitato Internazionale per la Cultura e la Pace nel mondo, per il lavoro di promozione della musica e della cultura in Italia svolto dall’Orchestra.

 

Alle ore 20.00 nel Ridotto del Teatro Del Monaco il Dipartimento di musica di Radio Veneto Uno terrà la conferenza di introduzione al concerto aperta al pubblico.

 

Il Concerto n. 3, Op. 37 in Do minore per pianoforte e orchestra di Ludwig Van Beethoven è uno dei concerti d’orchestra e solista più amati dai grandi esecutori del repertorio classico e romantico. Fu stampato a Vienna nel 1804, ma già un anno prima vide Beethoven stesso cimentarsi nell’esecuzione in prima assoluta a Vienna. Il suo stile è diverso, del tutto sperimentale, rispetto a quanto conosciuto nel Settecento, sia relativamente all’orchestrazione che alla tecnica tastieristica. Nonostante l’inevitabile riferimento allo stile settecentesco, periodo della formazione musicale, si evolve, in sicura energia, verso quella che sarà l’evoluzione romantica, stacco deciso dal secolo passato. È un concerto straordinario al quale il compositore conferisce un’energia diversa rispetto alle forme tradizionali, ed è marcata la volontà di ricerca per il rinnovamento.

 

Il pianoforte, strumento relativamente recente inventato dal padovano Bartolomeo Cristofori solo nel 1701, con il classicismo divenne molto presto lo strumento con cui venivano riprodotte, studiate, adattate le partiture orchestrali, dando origine a una diversa e proficua relazione tra universi musicali fino a prima sconosciuti. Sta scritto nelle cronache del tempo, ma chissà perché sempre tenuto nascosto, che nel periodo della sua formazione Beethoven ha avuto come insegnante il trevigiano compositore e maestro Andrea Lucchesi di Motta di Livenza, Kappelmaister dell’orchestra nella quale il grande compositore tedesco ha suonato la viola per almeno quattro anni. Un’esperienza che nel tempo ha poi spinto il Beethoven pianista e compositore ad affinare la sua sfida in termini di creatività, rendendolo uno dei primi protagonisti del classicismo.

 

Sinfonia n. 5. in Do min. Op. 67

La leggenda racconta che i violenti battiti della governate alla porta del suo studio, corrispondessero alle prime due battute, quelle che hanno dato ispirazione al famosissimo tema della quinta sinfonia. In effetti la composizione che assieme alla nona, si ritiene sia la più nota, costò al compositore tedesco almeno quattro anni di lavoro prima della sua stesura finale; dopo le continue esecuzioni al pianoforte, furono innumerevoli i rifacimenti per perfezionare l’orchestrazione.

 

Vero è, il senso dato, del destino che bussa alla porta: un destino contro il quale Beethoven suo malgrado si è dovuto misurare con veemenza, è ben nota la sordità che lo ha afflitto e penalizzato, una tragedia per un musicista, essere privato dell’udito; ascoltare le Sue composizioni, rende idea della chiara vittoria della ragione umana sul fato avverso, del grande compositore. Beethoven vince e ricaccia il Suo ingrato destino nella tenebra della superstizione in nome della chiarezza della ragione umana. La Quinta Sinfonia inizia con un “Allegro con brio,” un turbine carico di energia, protagonista è l’inciso iniziale, rare apparizioni del secondo tema cantabile ad esaltare la suprema arte del Grande Maestro che con poche note sa esaltare contrasti e vigore fino ad allora inarrivabili.
A seguire un “Andante con moto” a trasmettere sensazioni di tranquillità, pacatezza, due i temi cantabili, strutturati con eleganza di varianti colorate di musicalità quasi leggiadra.
Su questo delicato quadro irrompe lo “Scherzo”, tratto arcigno ad opera di bassi ascendenti che declinano nel ritorno del tema “del destino,” per attimi di estrema drammaticità; seguono momenti quasi di danza che si dissolvono sullo “Scherzo,” saranno poi i timpani a dare il senso dei cupi colpi del destino. Ma la vittoria dell’intelletto e della ragione su un fato inclemente, è il senso dell’”Allegro” finale, sfolgorante ritorno al motivo centrale della Sinfonia, ad affermare l’universalità della composizione. Vale la pena di citare le parole del musicologo Paul Bekker, che, nel 1918 intuì la soluzione di continuo data dalle sinfonie di Beethoven, non tanto relativamente alla composizione il modello sinfonica, ma di sensazioni fino ad allora sconosciute allo spettatore, considerato dal grande e rivoluzionario compositore non più il consueto passivo pubblico, ma colto fruitore di sensazioni universali, date dalla musica: “L’immagine ideale di un uditorio per il quale Beethoven scrisse, e da cui attinse la forza e l’impeto delle sue idee, fu un’ulteriore elaborazione del grande movimento democratico che dalla Rivoluzione francese condusse alle guerre di liberazione tedesche. Elaborazione come si presentò allo spirito di Beethoven. Possiamo percepirla ogni volta di nuovo quando viviamo in noi stessi la potenza catartica e solenne di una Sinfonia di Beethoven, poiché in tali momenti noi stessi diventiamo il pubblico per il quale Beethoven ha composto, la comunità cui egli parla”.

 

Orchestra filarmonica “I Solisti di Radio Veneto Uno”

Radio Veneto Uno è la radio di Treviso che nel 2020 compie i suoi primi 45 anni, e da circa 20 svolge attività di informazione di interesse generale, con in palinsesto programmi di carattere culturale. Da una decina d’anni ha creato il Laboratorio permanente per la riscoperta della “Scola Granda” di Musica Veneta, la prima scuola di musica mai esistita al mondo, dalla quale hanno attinto a piene mani tutte le scuole del mondo evolvendosi di generazione in generazione, nella musica classica attuale. L’Orchestra filarmonica di Radio Veneto Uno è il loro punto d’incontro, e la radio è la loro cassa armonica: all’iniziativa collaborano i musicisti più autorevoli e prestigiosi del Veneto e non solo.

L’Associazione Amici della Musica “Toti dal Monte” è lieta di porgere a soci e amici i migliori auguri di Natale e felice anno nuovo!

Anche quest’anno, come da tradizione, l’Ensemble PAUSA IN SOL MAGGIORE propone un concerto di Natale giovedì 26 dicembre, alle ore 16.30, nel Duomo di Santa Maria Assunta di Mogliano Veneto.

 

L’Ensemble proporrà una serie di brani natalizi tratti dalla tradizione europea e non, dal periodo medievale ai giorni nostri.
Bruno Barbon:             fisarmonica
Alberto Casarin:         viola da gamba e zhonghu
Federico Tommasi:    viola da gamba
Luciana Simonetti:     soprano 
Marina Olivari:           contralto
Alessandra Fusati:      lettrice della Compagnia teatrale Tracce sul palco

 

INGRESSO LIBERO.

 

 

Il programma

PARTE PRIMA 

Verbum patris hodie                                                           Anonimo, XIII sec.

Laude novella                                                                     Laudario di Cortona, XIII sec.

Puer natus est in Bethlehem                                            Anonimo, XIV sec.

Ave, Donna santissima                                                      Laudario di Cortona, XIII sec.

Magnificat                                                                            B. Barbon (1950)

Christus Jesus natus est                                                   Mottetto medievale, Piae Cantiones

El cant dels ocells                                                              Tradizione catalana, medievale

Ich steh’ an deiner Krippen hier                                       J. S. Bach, 1685 – 1750

 

PARTE SECONDA 

Astro del ciel                                                                       F. Gruber, 1787 – 1863

Happy day                                                                           Inno protestante XVIII sec.

Holy Night                                                                            A. C. Adam, 1803 – 1856

Joy to the World                                                                  G. F. Haendel, 1685 – 1759

Ding dong                                                                            Melodia popolare francese (1588)

We wish you a merry Christmas                                      Tradizione inglese (1501)

 

 


L’Ensemble PAUSA IN SOL MAGGIORE, attivo dal 2011 come trio, si compone attualmente di una fisarmonica, due viole da gamba e due voci (soprano e contralto), e propone un  repertorio di musica sacra e profana, antica e contemporanea, tratto da diverse tradizioni europee ed ebraiche.

 

Nata per accompagnare le funzioni religiose presso la chiesa parrocchiale di Mazzocco di Mogliano Veneto, si è poi esibita in concerti tematici di riflessione religiosa o culturale in occasione di mostre d’arte, presentazioni di libri e ricorrenze religiose e civili.

 

L’inusuale formazione richiede un impegnativo lavoro di adattamento e armonizzazione per esaltare l’anima segreta anche di semplici melodie attraverso una continua ricerca di sonorità inedite.

 

Nel nome, nel repertorio, così come nella scelta di rinunciare all’amplificazione, l’Ensemble PAUSA IN SOL MAGGIORE intende richiamarsi ad un passato ormai dimenticato in cui l’emozione era trasmessa dalla naturale vibrazione di voci e strumenti, per rivolgersi al cuore di chi ascolta e condividere una pausa di respiro nell’affannosa corsa quotidiana contro il tempo.

Domenica 15 dicembre, alle ore 16.00, nel Duomo S. Maria Assunta si terrà il Concerto di Natale a ingresso libero del complesso vocale e strumentale FALSO BAROCCO.

 

Direttore Matteo Chiodini

Coro (SATB):
soprani    Olga Gavryliuk, Marika Campagnaro, Loretta Maestrello
contralti  Elisa Favretto, Anna Schileo, Iris Genta
tenori      Giorgio Pinzoni, Ruggero Cedolini
bassi        Federico Tommasi, Andrea Corniola, Iuri Marchesin
flauto dolce soprano       Alberto Gobbo
flauto dolce tenore          Marco Noal
flauto dolce basso           Thomas Nepitali
violino                            Tommaso Lorenzon
viola                                Leonardo Bellin
viola da gamba tenore     Marcello Alemanno 
viola da gamba basso      Alberto Casarin
tastiera                            Mirco Cenedese
Musiche in programma:
Lentement, da “Water Music”, Suite in Re Magg. (G. F. Haendel)
Polorum Regina (Libre Vermell de Montserrat)
Quanno Nascette Ninno (S. Alfonso de’ Liguori)
Gaudete (Piae Cantiones)
Lieti Pastori (Tradiz. Italiano)
Il Est Nait le Divin Enfant (Tradiz. Francese)
God Bless You Merry Gentleman (Trad. Inglese)
Allegro Molto, dalla Sinfonia K 196 + K 121 (W. A. Mozart)
Inno al Creatore (Ludwig van Beethoven)
Agnì Parthène (San Nettario di Egina)
Verbum Caro Factum Est (Piae Cantiones)
Tollite Hostias (Camille Saint Saens)
Mnogaja Ljeta (Dmitri Bortniansky).

Sabato 7 dicembre, alle ore 17, presso la Piazza Eventi Unieuro del centro commerciale Auchan Porte di Mestre, avrà luogo l’evento “MusicAlive: Christmas and not only” a cura dell’associazione culturale MusicAlive. 

 

Gli allievi dei corsi di chitarra e canto si esibiranno dal vivo per il pubblico del centro, mettendo in pratica tutto quello che imparano quotidianamente grazie al supporto professionale dei docenti che collaborano con l’associazione. Le esibizioni live infatti sono parte integrante del percorso formativo di ciascun allievo, trattandosi di un importante momento di verifica del livello di competenza raggiunto.

 

Il repertorio proposto, scelto insieme da allievi e docenti, spazia dal rock a canzoni pop. I musicisti si esibiranno sul palco dell’area eventi fronte Unieuro e alle loro spalle, sul maxischermo, verranno proiettate le immagini rappresentative dell’attività dell’associazione.

 

La visione del concerto è gratuita e aperta a tutti.

 

 

Associazione culturale Musicalive 

È una scuola di musica fondata nel 2015 con sede a Mestre. Scopo dell’associazione è la divulgazione della cultura musicale attraverso corsi di canto e strumento, individuali e collettivi. L’associazione mette a disposizione dei soci aule confortevoli, insonorizzate e dotate di strumentazione completa e accessori.

Il 2020 si preannuncia un anno ricco di festeggiamenti per Marco Masini, che celebra 30 anni di carriera artistica.

 

Il 12 maggio 2020 (ore 21) sarà al Teatro Goldoni di Venezia, nell’evento organizzato da Veneto Spettacolo, in collaborazione con Teatro Stabile del Veneto, nell’ambito della rassegna “Dal Vivo, la grande musica al Teatro Goldoni”.

 

Nel 1990 usciva nei negozi “Marco Masini”, l’omonimo primo album dell’artista toscano che nel corso degli anni ha pubblicato undici album in studio rimasti nel cuore degli italiani. Indimenticabili anche singoli come T’innamorerai, Bella Stronza, Ci vorrebbe il mare, L’uomo volante, Raccontami di te o, ancora, Spostato di un secondo, brano con cui ha partecipato per l’ottava volta al Festival di Sanremo.

 

Il prossimo anno sarà caratterizzato da un disco, in uscita in primavera, e da un importante tour: da aprile 2020, infatti, Marco Masini si esibirà live nei principali teatri italiani ed europei, per riabbracciare il suo pubblico in un’atmosfera intima ed elegante.

 

 

Biglietti

I biglietti sono disponibili in prevendita per gli iscritti al Fan Club.

I biglietti sono ora disponibili anche su TicketOne.it e nei punti vendita e nelle prevendite abituali (per info www.friendsandpartners.it).

Il tour è prodotto da Concerto Music in collaborazione con Friends & Partners.

 

Costo:

Platea e primo ordine: 48€ + diritto di prevendita

Secondo, terzo, quarto ordine: 40€ + diritto di prevendita

 

Acquisto in biglietteria Teatro Goldoni:

Da martedì a sabato 10.00/18.30

Nei giorni di spettacolo dalle 10.00 a inizio spettacolo

Domeniche con spettacolo dalle 15.00 a inizio spettacolo

Lunedì chiuso (nei giorni di spettacolo aperto dalle 10.00 a inizio spettacolo)

Tel. 041.2402014

[email protected]

sito

Standing ovation al Concerto del Coro Stella Alpina, Coro Ana di Oderzo e Francesca Gallo

 

Una standing ovation per il “Signore delle cime” cantato dal coro Stella Alpina di Treviso, dal Coro ANA di Oderzo e da Francesca Gallo. Il brano di Bepi De Marzi ha concluso la serata benefica che si è tenuta sabato scorso in Chiesa Votiva a Treviso per raccogliere fondi per realizzare il secondo punto nascite a Waterloo, paese della Sierra Leone martoriato prima dalla guerra civile e poi dall’ebola.

 

In Sierra Leone la sanità è a pagamento e ci sono pochi ospedali. Mancano anche le forze mediche che con l’ebola sono state ridotte del 20%. Per questo motivo la Onlus trevigiana dal 2012 fornisce l’assistenza sanitaria con le missioni mediche. Quattro ogni anno durante le quali medici di molti ospedali del Veneto, a titolo completamente gratuito e durante le loro ferie, vanno nell’ospedale di Lunsar ad operare, a curare e ad aiutare le mamme a partorire in sicurezza. “In Sierra Leone muoiono di parto circa 1500 donne ogni 100.000; in Italia 11 ogni 100.000 – ha dichiarato il dottor Massimo dal Bianco primario di Urologia del Sant’Antonio di Padova e Presidente di Around Us. – È stato proprio un medico della nostra equipe, che in quel momento si trovava in Sierra Leone, a visitare per primo le gemelline siamesi che dovrebbero arrivare in Italia per l’operazione che consentirà loro ti dare una speranza di vita, indirizzando la famiglia ai medici del CUAMM con i quali collaboriamo”, ha concluso il dottor Dal Bianco.

 

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il concerto della Chiesa Votiva è stato una grande dimostrazione di solidarietà espressa sia dai due cori e da Francesca Gallo, che si sono esibiti gratuitamente, ma anche dalle tante persone che partecipando all’evento contribuiscono a dare un futuro a tanti bambini.

 

 

 


Around us opera in Sierra Leone dal 2012 e supporta Padre Maurizio Boa di Badoere, Padre Mario Zarantonello e Padre Gianni Zanni dei Giuseppini del Murialdo soprattutto nella formazione professionale. Sono state create tre scuole primarie, una scuola superiore con 1500 studenti. Ragazzi che sono sostenuti nello studio attraverso le tante donazioni che arrivano dall’Italia. Molti di loro sono riusciti ad imparare un mestiere come l’idraulico, l’elettricista, il meccanico. Altri addirittura sono arrivati alla laurea e ora, a loro volta, aiutano chi sta ancora studiano. Un altro obiettivo di Around è quello di sostenere i molti orfani di ebola, un’epidemia che ha provocato migliaia di vittime. Con quello che si riesce a raccogliere, anche attraverso iniziative che quella che si è svolta sabato in Chiesa Votiva a Treviso, si fornisce loro almeno un pasto al giorno e l’istruzione necessaria per arrivare ad una professione ed essere autosufficienti. Tutto il denaro raccolto viene portato direttamente in Sierra Leone per questo chi volesse contribuire può continuare a farlo in qualsiasi momento attraverso il conto corrente IT73S0707461810000000111369 Progetto “Adotta un Orfano di Ebola”.

Il Signore delle Cime cantato insieme dal Coro Stella Alpina diretto dal Maestro Diego Basso, il Coro Ana di Oderzo diretto dal Maestro Claudio Provedel e da Francesca Gallo per aiutare a far nascere i bambini in Sierra Leone. 

 

La celebre canzone di Bepi De Marzi farà parte del repertorio del concerto benefico che si terrà domani sera – 9 novembre alle 20.45 – in Chiesa Votiva a Treviso.

 

L’intero ricavato servirà per costruire il secondo punto nascite in Sierra Leone dell’associazione trevigiana Around Us Onlus dove operano  Padre Maurizio Boa di Badoere, Padre Mario Zarantonello e Padre Gianni Zanni dell’Ordine dei Giuseppini del Murialdo.

 

 

Donati 1000 euro dalla De’ Longhi Treviso Basket

Per il progetto sono già stati donati 1000 euro dai tifosi della De’ Longhi Treviso Basket. L’assegno è stato consegnato nei giorni scorsi, durante la presentazione del concerto a Palazzo Rinaldi da parte del Presidente del Consorzio Universo Treviso Roberto Rizzo. 

 

È il provento della vendita delle magliette al Palaverde e dall’asta benefica che si è tenuta lo scorso giugno durante la festa dopo l’approdo in A1.  

 

 

Il progetto in Sierra Leone

Il luogo dove verrà costruito il punto nascite era un vecchio aeroporto militare di Waterloo che poi è diventato un campo profughi. Lì Padre Maurizio Boa di Badoere ha dato vita alla sua parrocchia e alla realizzazione di un piccolo ospedale al quale manca un punto nascite. C’è dunque già lo stabile è necessario dotarlo della strumentazione necessaria per fare in modo che i medici locali e le ostetriche della Caritas riescano ad operare.

 

“Un grazie di cuore al parroco della Chiesa Votiva Don Paolo Pigozzo e al signor Daniele che ci hanno dato subito la disponibilità ad accogliere questo evento” ha detto Emanuela Calvani Vice Presidente di Around. “E un ringraziamento particolare, va ai tifosi della De’ Longhi Treviso Basket e al Consorzio Universo Treviso e a tutti i membri dei cori e a Francesca Gallo che hanno deciso di regalare un sabato sera, sottraendolo alle proprie famiglie, per fare in modo che altre famiglie si formino vedendo nascere i propri bambini”.

 

 


Around Us è presieduta dal dottor Massimo Dal Bianco (primario di Urologia all’ospedale di Padova). Nel corso degli anni ha contribuito a dare dignità e vita alla popolazione africana ridotta allo stremo dalla fame, dalle guerre e dall’epidemia di Ebola che ha fatto oltre 10 mila vittime. Ha costruito tre scuole primarie, una scuola superiore, ha contribuito per la costruzione di una chiesa, di un ambulatorio punto nascite, di tre pozzi, due magazzini per i prodotti agricoli, due mulini per la lavorazione del riso, e poi, cosa molto nobile, iniziato le missioni mediche con personale sanitario che dal Veneto va 4 volte all’anno, durante le proprie ferie, a curare gli ammalati sierraleonesi. I medici e gli infermieri, tutti volontari, alloggiano in stanze collocate all’interno degli ospedali e appositamente sistemate per ospitare i sanitari. Around Us, fa inoltre assistenza per la malnutrizione dei bambini, aiuta economicamente delle case famiglia e porta avanti un progetto di sport con fine riabilitativo e di integrazione per ragazzi che coinvolti nelle guerre per i diamanti, sono amputati di braccia o gambe. Alcuni di loro, amputati, si sono laureati di recente a Ca Foscari a Venezia.

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