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Impazzano le tendenze moda per la prossima stagione. Quali saranno i vestiti più in voga della primavera-estate 2021? Ce lo dicono le passerelle che parlano di tanto romanticismo e libertà tra le sfilate, soprattutto virtuali di questi tempi.

 

E cosa andrà di moda allora? A quanto pare le nuove proposte rispecchiano la voglia che abbiamo tutti in questo momento, quella della libertà, di vivere un po’ di spensieratezza, di uscire, di tornare ad ammirare la natura. E infatti i fiori sono proprio tra i maggiori trend scelti dagli stilisti e dai designer che del resto hanno composto le proprie creazioni in un periodo difficile di chiusura che abbiamo vissuto tutti. E allora via con i colori, con l’energia e il movimento anche per quanto riguarda le proposte glamour della bella stagione.

 

Ne è un esempio Twinset che con i suoi vestiti eleganti dimostra proprio tutto questo. Tanto colore, tanto movimento, fiori e stampe che si rincorrono sui tessuti. Una ventata di ottimismo e di libertà che si percepisce nelle proposte della maison del Made in Italy dedicata alla donna che per la stagione corrente ha un catalogo tutto nuovo e variegato.

 

Parla proprio di questo l’abito corto in creponne a fiori. Una proposta très chic, dalla linea diritta, con chiusura a goccia con bottone, un taglio in vita che dona movimento e uno spacco a portafoglio. Nulla di impegnativo ma con il quale non si passa inosservate, da indossare anche con cow boots alti per dare un ulteriore tocco di tendenza.

 

Un’esplosione di colore e di movimento è l’abito lungo in misto seta. Un rosso corallo con spalline sottili, una balza al fondo e linee asimmetriche che si si rincorrono su tutte la lunghezza per parlare della voglia di libertà e di vita. Impossibile non catturare gli sguardi dei passanti, essere glamour e nello stesso tempo comoda perché la gonna è ampia e morbida. I sandali a tacco completano “l’opera” per una serata indimenticabile.

 

Colore e stampe a fiori sono invece le protagoniste dell’abito lungo in mussola di cotone. Il giallo, il simbolo della rinascita, si unisce alla stampa a fiori indiano, ed insieme donano un tocco di femminilità leggero e di classe ravvivando l’outfit che si impreziosisce di un disegno che è stato pensato e progettato in esclusiva da Twinset. Il pizzo dei bordi del corpetto inserisce un ulteriore dettaglio di classe completando un total look contemporaneo, perfetto da essere indossato anche con un paio di sneakers.

Continuiamo con la pubblicazione a puntate del libro scritto dal nostro concittadino, Nuccio Sapuppo. In questa raccolta l’autore ha voluto raccontare – in forma di monografie – luoghi, avvenimenti e personaggi figli di Mogliano che si sono distinti per le opere che hanno compiuto nella loro vita

 

Di proprietà del Cav. Elio Vian, erano denominati Magazzini, ma in effetti erano degli elegantissimi negozi di abbigliamento che nei decenni scorsi, assieme ad altri centri di abbigliamento, hanno fatto la storia dell’abbigliamento a Mogliano. Avevano un campionario praticamente interminabile per chi voleva sfogliarlo tutto. Vi si trovava di tutto e di più. Era sito in via Matteotti, vicinissimo al centro di Mogliano.

 

Il titolare, Cav. Vian, può considerarsi un filantropo d’altri tempi, un vero gentleman, sempre elegante, gentile con tutti, generoso di animo. Per sua scelta era rimasto celibe e quindi poteva dimostrarsi galante con le sue clienti, senza temere gelosie di nessun genere. Cattolico praticante, frequentava la Chiesa Madre di Mogliano e tutte le domeniche faceva anche la Comunione.

 

Con le sue ultime volontà prima di morire ha espresso tutta la sua generosità di cui era dotato e la riconoscenza verso i suoi collaboratori, lasciando proprio a loro una parte del notevole patrimonio come regalo di fine rapporto e buona uscita dal lavoro di commessi al suo servizio e la rimanenza (una somma ingente di denaro e di proprietà immobiliari!) al Duomo Arcipretale Santa Maria Assunta di Mogliano Veneto.

 

Sono sicuro che l’Arciprete attuale Don Samuele saprà farne ottimo uso in favore dei cittadini moglianesi più indigenti!

OVS apre un innovativo store di 1400 mq nella galleria di Valecenter, centro commerciale a Marcon, gestito da Multi Italy. 

 

Lo store, ultima evoluzione del brand risponde ad esigenze di benessere, condivisione, inclusività con una nuova concezione di design. Un negozio che è luogo pubblico ma anche domestico, semplice, funzionale, inclusivo, secondo una proposta versatile di utilizzo. Spazi ampi, atmosfere calde e accoglienti grazie anche alla presenza di materiali naturali – legno per i pavimenti e tappeti in cocco – creano un ambiente dove possono convivere il piacere di fare shopping o il potersi prendere una pausa di relax, osservando le ultime tendenze moda. Un luogo da fruire in modo trasversale dove chiunque, donna, uomo, adolescente e bambini, può trovarsi a proprio agio e sentirsi libero. Design, architettura ed estetica italiane, ma con un respiro internazionale: questo negozio OVS è nato per tradurre il concetto di creatività, funzionalità e estetica, così ben radicate nell’anima del nostro paese, e per dare un volto all’orgoglio di sentirsi cittadini del mondo senza mai perdere le proprie origini, la propria cultura, il proprio bagaglio di esperienze. 

 

Multi Italy, società di gestione del centro commerciale che segue l’organizzazione, restyling e riqualificazione di Valecenter, con l’ingresso dello store OVS nella galleria commerciale, conferma l’obiettivo di creare una community fidelizzata, con prodotti e servizi adatti ai differenti target di riferimento, grazie a un’esperienza d’acquisto diversificata e in continuo aggiornamento. Infatti, mediante una strategia di ammodernamento sono state realizzate 3 medie superfici a seguito dell’acquisizione di 7.000 mq dell’ipermercato Carrefour. Un continuo work in progress per permettere al centro polifunzionale di soddisfare le esigenze dei clienti prestando attenzione ai nuovi trend di mercato.

 

OVS è la prima delle tre medie superfici ad aprire e rappresenta un ottimo esempio del lavoro di merchandising mix eseguito in un’ottica di riposizionamento. Come dichiara Luca Maganuco, amministratore delegato di Multi Italy “L’apertura del nuovo negozio rappresenta per la galleria commerciale un importante tassello per la definizione di un’offerta sempre più integrata e per la realizzazione del piano di sviluppo che la società ha deciso di intraprendere. Inoltre – continua Luca Maganuco – il nuovo store è dotato delle più innovative tecnologie a supporto del consumatore, tra cui MySize, il servizio che in poche azioni semplici ed immediate consente al cliente di individuare autonomamente la presenza in negozio del capo scelto nella propria taglia e, nel caso mancasse, richiederne la consegna gratuita a domicilio o il ritiro in negozio.” 

 

 

Coerente con la visione di Valecenter di rinnovamento e di attenzione alla sostenibilità, soprattutto per i progetti di restyling, OVS si fa promotore di questi ideali. Dunque una comunione di intenti quella del centro commerciale e del nuovo store che ospita al suo interno, nel voler essere sostenitori di modernità senza trascurare il rispetto per l’ambiente. Infatti, se Valecenter ha promosso eventi dedicati al tema come la mostra fotografica e la campagna pubblicitaria “Gocce di Sostenibilità” e un progetto di relamping per la riduzione dei consumi energetici, OVS ha lanciato nel 2016 #wecare, il programma di innovazione sostenibile che tocca tutte le dimensioni aziendali a 360 gradi, dal prodotto, al negozio, alle persone. OVS è stata la prima azienda italiana ad aver sostenuto Better Cotton Initiative (BCI), l’organizzazione internazionale che mira a migliorare radicalmente l’impatto sull’ecosistema e sulle persone dell’industria globale del cotone ed è stata inserita da BCI nel “Better Cotton Leader Board”, tra le prime 15 realtà più virtuose al mondo (su oltre 100 aziende associate), per aver contributo ad incrementare l’acquisto proveniente da coltivazioni più sostenibili.

Ivan Venerucci, classe 1976, artista indipendente digitale e designer italiano distribuisce su molteplici piattaforme mondiali di vendita abbigliamento, complementi d’arredo ed accessori moda, le sue opere: realizzazioni grafiche dal grande impatto visivo che rispolverano la gloriosa storia italiana, lanciando altresì dei messaggi sociali.
Un sogno nel cassetto: quello di riuscire a vedersi riconoscere nella moda, anche nella sua terra nativa, l’Italia!
Già, percéè come quasi sempre accade agli artisti italiani, il successo lo si realizza prima nel resto del mondo, così come ora sta accadendo.

 

Credo nella mia arte, nella mia passione e nella mia Patria. Quello che creo, lo creo con il cuore e con la precisa intenzione di lasciare il segno. Non ho sponsor, raccomandazioni o canali preferenziali nel mondo della moda, e avanzo deciso e solo. Credo nella meritocrazia e in Dio, cosciente di essere una “mosca bianca”.

 

Queste le parole di Venerucci, il quale appoggiandosi ad aziende presenti nel web, presenta le sue creazioni digitali, nate dall’ausilio di software specifici e delle sue personali doti artistiche.
Un artista di nicchia, conosciuto dagli appassionati del suo stile grafico unico ed accattivante, personale ed affascinante.
Un uomo dalle alte doti morali, sempre attento al dettaglio, “un esteta dell’anima”.

 

Quello che indossiamo parla di noi, ci rappresenta e ha delle precise responsabilità. Quando noi camminiamo, quando intratteniamo pubbliche relazioni, volontariamente o involontariamente lanciamo dei messaggi subliminali, e la nostra attenzione su questi ultimi deve essere cosciente e totale. Ogni singolo esempio umano, è un patrimonio educativo di grande importanza. Io lavoro attraverso l’attento utilizzo di questi codici silenti che rindondano nel mondo, nella nostra vita sociale.”

 

Nato pubblicamente sulla piattaforma australiana di Redbubble, oggi collabora attivamente con la stessa, unitamente ad altre piattaforme mondiali che credono nei nuovi talenti, e a cui danno una possibilità, la stessa che dovrebbe essere in grado di dare ai suoi migliori, una nazione grande come l’Italia.

Il Partito Democratico della provincia di Treviso interviene per manifestare con forza la propria preoccupazione per il destino dei lavoratori Stefanel.

 

La crisi di Stefanel è la classica tragedia annunciata – dichiara Giovanni Zorzi, segretario provinciale PD  – Che il settore tessile nella Marca fosse gravemente in difficoltà, era purtroppo noto da tempo, come dimostrano, numeri alla mano, i trend consolidati su fatturato, produzione e export dell’intero comparto. A pagarne ora il prezzo più grande sono i lavoratori e famiglie e, assieme a loro, un intero territorio che ha accolto in questi anni l’azienda come parte integrante della propria comunità”.

 

Di fronte alle drammatiche notizie di imminente chiusura dello stabilimento di Ponte di Piave e all’improvvisa richiesta di cassa integrazione straordinaria per la quasi totalità di addetti, il PD della Marca Trevigiana non ci sta.

 

Incalza Zorzi: “Si sapeva che l’azienda era in grave difficoltà già da un anno. Consapevoli di questa situazione, i lavoratori, e con loro le proprie famiglie, con ammirevole generosità hanno sostenuto in questi mesi grandi sacrificiOra meritano rispetto e chiarezza. Non è in alcun modo accettabile che l’azienda dichiari lo stato di crisi senza accennare un minimo di progetto di recupero per il futuro. Non si può continuare a far pagare ai lavoratori il prezzo della confusione in cui è precipitata la proprietà”.

 

“Per questo – propone Zorzi – come PD provinciale, ci impegneremo perché, attraverso i nostri rappresentanti in Parlamento, data la dimensione del gruppo Stefanel, la questione diventi una delle priorità del Governo. Ci auguriamo che anche la Lega di Zaia faccia altrettanto, perché ne va di mezzo lo sviluppo di un intero territorio. Ci aspettiamo che si apra subito un tavolo al Ministero dello Sviluppo Economico, a salvaguardia dell’occupazione e del marchio, proprio come è stato fatto in passato dall’allora ministro Calenda per altre crisi aziendali della stessa gravità”

 

Conclude Zorzi: “Purtroppo gli indici economici tornano a registrare pericolosi rallentamenti, l’occupazione si sta fermando: situazioni come quella di Stefanel devono dimostrare a chi ha responsabilità di governo, qui in Veneto come a Roma, quanto sia urgente un piano industriale nazionale e regionale che dia la prospettiva chiara su cui investire per rilanciare lavoro e produttività. Senza politica industriale, il futuro resta grigio per tutti”.

Strada Facendo Indoor organizza per venerdì 25 gennaio (dalle 20.30 alle 21.30) una serata di presentazione dal titolo “Abbigliamento giapponese contro la fatica”.

 

Durante l’incontro, che si terrà presso la palestra Strada Facendo (via T. Salsa 2/A, Treviso), verranno presentati quali sono i materiali tecnici e l’abbigliamento che stimolano la produzione di ossido nitrico e i loro benefici sulla salute.

L’ossido nitrico, di cui era sospettata l’esistenza, fu scoperto solo nel 1998: una scoperta che valse a Louis Ignarro il premio Nobel.

La produzione di Ossido Nitrico sviluppa immediatamente un notevole incremento della micro e macro circolazione, portando a de-infiammare i tessuti e, tra i molti benefici, a ridurre in modo significativo il dolore e la stanchezza cronici.

 

La tecnologia Invel applicata all’abbigliamento è in grado di sviluppare raggi infrarossi, riutilizzando una parte dell’energia che il nostro organismo emette normalmente, intercettandola attraverso speciali ossidi posti nei tessuti e riflettendola sull’epidermide.

Questa riflessione delle nostre stesse energie nelle frequenze dell’infrarosso lungo provoca straordinari effetti benefici.
Invel ha brevettato dispositivi medici completamente naturali, riconosciuti come dispositivi medico-chirurgici dal Ministero della Sanità.

 

Durante la serata sarà possibile provare gli effetti dell’abbigliamento “a infrarossi” specifico per piedi, gambe, bacino, schiena, mani e braccia, cervicale, ginocchia e gomiti.

 

All’incontro saranno presenti Francesco Giuseppe Spada, direttore commerciale INVEL, Lucia Mascia Gasparini, Michela Gasparini, Andrea Mattiello e Anna Maria Schiavinato.

 

I saldi sono partiti e l’effetto sulle vendite non sembra, almeno per ora, dei migliori.
Come ogni anno il commercio, soprattutto quello relativo al settore abbigliamento, già stagnante a causa della crisi economica e a congiunture poco favorevoli quali clima e città poco accessibili, spera di rinvigorirsi con la ventata invogliante della merce a prezzo scontato.
Ma, come questi primi giorni di avvio offerte preannunciano, fatte salve poche eccezioni per outlet vicini alle località balneari, la sensazione che non tutto vada per il meglio serpeggia corposa.
Certo, la concorrenza dell’e-commerce con le sue vendite on-line – ultraconvenienza, comodità, consegna, restituzione e di tutto di più in un solo clic senza spostarsi da casa – nonché offerte stratosferiche partite già prima dell’avvio dei saldi tradizionali con sms vari da altrettanto varie catene, mettono a dura prova sia il piccolo negozio, che quello dei grandi centri commerciali.
Ma la difficoltà nel consumo, a ben guardare, sembra avere anche altre caratteristiche.

 

In America viene chiamato “Retail Apocalypse” ed è il fenomeno, che vede la veloce e inesorabile distruzione oltreoceano del commercio al dettaglio, negozi, grandi marchi, catene storiche o centri commerciali che siano. Le cause, a detta degli esperti, sono riconducibili in parte all’e-commerce, in parte al cambiamento qualitativo nelle scelte dei consumatori, ma anche ad una sorta di “bolla debitoria” che ha visto impegnate storiche catene e grandi marchi, nel contrastare la recessione precedente con manovre finanziare e speculative.

 

In Italia la situazione relativa ai grossi centri commerciali non sembra così disastrosa ma, si sa, l’America fa da pioniera nei grandi stravolgimenti nostrani, soprattutto economici e sociali.
Analizzando il nostro territorio, nel triangolo Venezia-Treviso-Padova, vi è una tra le più alte concentrazioni di centri commerciali su scala nazionale e la tendenza, purtroppo, non accenna a diminuire. Anzi. La polemica di questi giorni sulla mega torre di Marghera, e non solo, ne è un esempio lampante.
I portici, invenzione invidiata e straordinaria per vivere le nostre città con qualsiasi tempo atmosferico – riparo d’inverno e frescura d’estate – hanno lasciato il posto a lunghe sequenze di luci finte che illuminano a giorno la stessa merce, fotocopie indistinte di taglie e colori. Moltiplicato per cinque, dieci, cento, mille corridoi, a distanza di una manciata di chilometri l’uno dall’altro.
Dopo lo spargimento di sangue dei piccoli negozi dei centri storici, la sfida all’O.k. Corral tra colossi continua. Colossi dai…carrelli d’argilla?

 

Contratti di solidarietà, casse inattive, corridoi semivuoti in ore di punta, centri commerciali che si contendono la clientela a suon di cantanti, blogger, influencer, amici degli amici degli amici di Barbare e Marie nazionali, aperture nei giorni di festa, parafesta, post-festa, diurne, serali, fra poco anche notturne e chi più ne ha più ne metta, danno il segnale che forse non è tutto oro quello che luccica. La concorrenza si sta facendo davvero spietata nel cercare di accaparrarsi il consumatore – sempre quello – non solo dai negozi di vicinato ormai quasi abbandonati, ma direttamente dal parcheggio del centro commerciale più vicino.
E allora benvenuti saldi, salvifici saldi, con i cartellini sberluccicanti degli sconti che ammiccano dalle vetrine! Ogni tanto luccica un impercettibile flash. Una ragazzina vicino a me – adulta già pentita come solidale accompagnatrice di una amica scatenata in cerca dell’affare di stagione – scatta una foto alle scarpe di marca e va veloce alla vetrina successiva per carpirne altre. Ha fretta. Il portale on-line la sta aspettando a clic aperti…

 

Cristina De Rossi

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