Queste giornate così uggiose fanno tornare alla mente vecchi ricordi. Come la prima volta che il Sior Pare ha potuto riabbracciare Siora Mare post Covid.
Quanto può mancare un gesto così semplice e spontaneo come stringersi la mano?
Pensate, quasi sette mesi senza poter sfiorare la persona che amate. Vederla da dietro uno schermo o a un vetro. Poterla sentire solo tramite un telefono. Non sono stati mesi di certo facili quelli per il Sior Pare. Anche se, puntualmente, ogni lunedì mattina si alzava presto e si vestiva di tutto punto per andare a trovare la Siora Mare, non era la stessa cosa che poterla avere vicina e parlarci dal vivo.
In quel giugno 2020 finalmente anche le case di riposo riaprirono le porte ai parenti, anche se con giustissime mille precauzioni.
Il Sior Pare era emozionato come se fosse al primo appuntamento. In macchina non apriva stranamente bocca. Una volta arrivati entra tutto trafelato e la vede, lì sulla sua sedia che parlotta da sola. Di colpo sorride, di un sorriso che solo gli innamorati fanno. Io intanto compilo tutti i vari moduli. Ci portano in una saletta, bisogna tenere comunque le distanze, ma lui (vaccinato) la può toccare per brevi attimi.
Siora Mare ci parla come se fossimo sempre stati lì, per sua fortuna non si rendeva conto del tempo che passa, di tutto quello che è successo in quell’anno così tragico. I suoi discorsi erano sempre senza un filo logico, ma sembrava molto contenta di poter chiacchierare con noi. Il Sior Pare, invece, era lì, che la ascoltava, chiedendole come stava, parlando del più e del meno, o almeno ci provavano!

Mi stupisce sempre il fatto che ogni volta che ci vedeva poi iniziava a cantare, spesso senza parole o con testi sbagliati, ma sempre motivetti molto allegri, colmi di gioia. Per quanto non riuscisse a connettere molto, a capire dove fosse e collocare temporalmente, qualcosa dentro di lei cambiava totalmente quando capiva che eravamo noi. Nonostante tutto, non doveva essere per niente facile nemmeno per lei, anche se tutti gli operatori, infermieri ecc. della struttura sono sempre stati molto presenti.
Il Sior Pare la guardava estasiato, e ridono, di qualsiasi cosa, con quella complicità che solo i veri innamorati hanno. La faccio parlare al telefono con sua cugina, più di una sorella per lei, e continuava a ridere. Era davvero felice, come non la vedevo da tempo. Malattie come l’alzheimer e la demenza senile strappano via, purtroppo, non solo i ricordi alle persone, ma anche molti aspetti caratteriali o ne ingigantiscono altri, di fatto stravolgendone i comportamenti più banali.
Per un attimo sembravano la coppietta felice di cinquant’anni prima, lo stesso sguardo delle vecchie foto in cui erano fidanzati al mare. Di certo il suo cervello non sapeva in che anno eravamo, ma l’amore che li legava è palpabile. Guardandoli mi rendo conto che sì, l’amore può davvero durare una vita intera.
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