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Quando sfuma la nuance

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Lo voglio rosso!

Era questo il grido che la Signora Matilde, attempata ereditiera di quella Milano che non si vedrà mai più, urlò ai quattro venti davanti ad una vetrina in Via del Gesù. L’oggetto del desiderio era un abito in velluto che avrebbe dovuto sfoggiare ad una festa a cui era stata invitata con il marito Federico, commendatore ed ex direttore alle poste di Cordusio.

Il giorno dopo Matilda con l’amica del cuore, la signora Colombo, figura molto popolare nel quadrilatero della moda da quando negli anni 80 si presentò in un celebre ristorante in costume adamitico, coperta solo da un visone, entrò nella boutique e, riuscendo a trovare la taglia si assicurò il capo, con il beneplacito della sciura Colombo ed il suo folle compiacimento.

Era stato un amore a prima vista, boicottato in prima istanza dal commendatore che lo considerava un filino osé, forse azzardato per una signora della Milano bene, che amava ostentare appieno il bon ton, il discreto buon gusto, quasi un marchio di fabbrica dalle parti del Duomo.

Storie meneghine, come tutto quello che ruotava attorno a quelle famiglie annoiate, a volte inconsapevolmente in cerca del pettegolezzo da decantare per poi esporlo in un salotto, in una terrazza, davanti ad un Cosmopolitan e ad una tartina di Beluga.

Come al circolo degli scacchi, luogo perfetto per il silenzio ma che portò la signora Matilde a voler sospendere una partita di un torneo nazionale per una delle sue bizze, ordinare del tea matcha al posto di un volgare, a suo dire, darjeeling nero.

Lo voglio rosso.

Con questo urlo ancora nella partitura, la signora Matilde e il marito Federico arrivarono all’agognata festa con lo splendido abito in velluto rosso lei ed uno smoking lui.

Ma tra tutti gli invitati spiccava la Signora Brambilla di Modrone, bionda e in perfetta forma.

Con lo stesso abito rosso della Matilde, che nessuna nuance avrebbe reso diverso.

Per l’immenso imbarazzo delle due signore in rosso e il sottile, divertito compiacimento delle altre commensali, con abiti neri, marroni o blu. Senza alcun problema di sfumature.

Instacult di Mauro Lama

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Giornalista pubblicista, cura personalmente rubriche di arte e cinema.
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