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Orsi nel mirino

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La strage di orsi in Trentino è iniziata. Ne sono convinti gli attivisti della campagna ‘StopCasteller’ che sabato hanno manifestato a Trento.

Più agguerriti che mai per difendere il diritto alla vita e alla libertà degli animali selvatici, gli animalisti sono scesi in piazza contro quella che chiamano la legge “ammazza-orsi”, in approvazione da parte della Giunta Fugatti. https://ilnuovoterraglio.it/obiezione-di-coscienza-per-m90/?fbclid=IwAR3d7xec7iT1jCGX_bWunZg_6wutP8rr62nkOMYfK0J-E_x6pethFMmsTdc

Così gli attivisti della campagna, dopo l’uccisione di Sonny-M90, sono arrivati a Trento da tutta Italia per protestare. Al corteo nazionale StopCasteller, hanno aderito le principali associazioni: LAV, LAC, LNDC Animal Protection, LEAL, ENPA, AnimaLiberAction, Ribellione Animale, Bearsandothers. Inoltre, si sono mobilitati importanti nomi del giornalismo e dello spettacolo come Andrea Scanzi, Caterina Murino, Elisa Di Eusanio e Giulia Ottonello. https://www.lav.it/donazione?&type=2&utm_source=google&utm_medium=cpc&utm_content=brand&utm_campaign=21goos&gad_source=1&gclid=CjwKCAiA_aGuBhACEiwAly57MSTFUYGTZQqQErYJuIZfi1ZxdO21C0sKUVBHRVNGUaAUejOJFccr4xoCKEgQAvD_BwE

Le ragioni

“Venti anni di mancata prevenzione e continui allarmismi della politica hanno creato un clima di paura e di odio che ci fa precipitare nel far west. Sparare agli orsi è un crimine di cui Fugatti e Piero Genovesi di Ispra dovranno rendere conto” dicono gli attivisti.

“L’uccisione di Sonny-M90 è stata solo un’anteprima della strage che si prepara per gli orsi in Trentino. Nel mirino della Provincia sono già finiti due nuovi orsi: Uno, che a Bolentina ha rovistato in un cassonetto di notte. Il cassonetto non era a norma, nonostante siano trascorsi 20 anni dall’inizio del progetto Life Ursus. E l’altra è un’orsa, avvista da un cacciatore su una pista ciclabile, in compagnia del suo cucciolo” sostengono.

“L’idea cardine di Fugatti e dei suoi elettori è: prima spariamo e poi mettiamo i cassonetti. Questo è un crimine nei confronti di una specie protetta al massimo livello dalla Direttiva Habitat e di questo speriamo che Fugatti dovrà presto rendere conto: lui e i suoi complici, fra cui Piero Genovesi, direttore di Ispra, che avrebbe dovuto sanzionare la Provincia di Trento per il suo operato e invece continua a collaborare all’uccisione degli orsi” scrivono in una nota.

Orsi nel mirino

“Secondo fonti vicine al parco Adamello Brenta, gli orsi uccisi nell’ultimo anno sarebbero nell’ordine di almeno 20 o 30 individui. Venti anni di mancata prevenzione e continui allarmismi, hanno creato un clima di paura e di odio che ci fa precipitare nel far west ogni giorno che passa. E intanto l’elenco di orsi morti dall’inizio del progetto cresce e cresce”

 “Nel frattempo, l’unica salvezza per questi orsi sono le mobilitazioni di protesta di tanti cittadini indignati da quello che sta succedendo, contro una scandalosa gestione politica che manipola la paura delle persone per i suoi fini. Domani in piazza mostreremo che c’è un altro Trentino, un’altra Italia che non vuole morte e sfruttamento ma creare relazioni positive con la natura e con il resto del vivente: questa è l’eredità che vogliamo lasciare a chi verrà dopo di noi”.

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