É un volo inarrestabile, la lista del Rassemblement National vira a più del doppio dei macronisti che sono al 15,% e si assesta all 32% dei voti, con la lista guidata dal giovane presidente Jordan Bardella
Che un elettore su tre prenda la scheda in mano e voti in un certo modo rappresenta un record nella storia del partito dell’estrema destra, ben dieci punti in più delle elezioni di cinque anni fa.
Terremoto immediato che spinge Macron a fare un’immediata quanto profonda riflessione annunciando lo scioglimento del Parlamento e la susseguente naturale convocazione di nuove elezioni il 30 giugno e il 7 luglio.
Marine Le Pen questa volta surclassando gli avversari mette in ambasce l’Eliseo e riporta il fermento in Francia, mai del tutto sopito, con il voto popolare che rappresenta tutto e ratifica il tracollo del Presidente che a questo punto non ha più la legittimità per portare avanti la sua politica.
Che ha radici tra l’altro economiche e sociali e inflazione a livelli da record, con la Francia messa a soqquadro da tumulti e manifestazioni da anni.
Saranno giorni di estrema inquietudine in Francia, tra alleanze in divenire e la protesta che imperversa, figlia di venti lontani che ora spirano sempre più forte.
Zero Biscuit di Mauro Lama
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