Intervista a Elena Pizzini, direttrice di una delle eccellenze del territorio: la Farmacia alle Catene, realtà storica di Marghera (Ve). Da quasi ottant’anni al servizio della comunità.
Ciao Elena, tra le eccellenze del territorio veneziano c’è sicuramente la Farmacia alla Catene. So che la Famiglia Pizzini è composta da farmacisti da sempre, a che generazione siamo?
Noi diciamo sempre dal 1821, però bisogna andare indietro al 1810-15 che non era ancora laurea in Farmacia, ma erano Maestri di Farmacia.
E dove eravate?
I Pizzini vengono dal Tirolo. In particolare il mio bisnonno Massimiliano, il nonno di mio papà, aveva suo fratello Arturo farmacista che aveva la Farmacia a Bolzano. Lui era il secondogenito, e quindi andava a fare sostituzioni in altre Farmacie.
Si è laureato a Vienna in Chimica. Poi si è abilitato e laureato una seconda volta in Farmacia perché con Chimica non trovava lavoro. E a quel punto è stato chiamato in una farmacia di Torre di Mosto (Ve) dove il titolare, Giovanni Furlan, aveva una figlia, Marcella, e si sono innamorati.
All’epoca il Dottor Massimiliano era ospite nella casa del Dottor Giovanni che con il tempo si accorse di questa simpatia e mandò il suo collaboratore a dormire in parrocchia. Successivamente si sposarono e si stabilirono a Torre di Mosto.
E come vi siete spostati qui?
La farmacia era della moglie e lui voleva emanciparsi e aprire una attività sua. Quindi decide di aprire la farmacia alle Catene.
La moglie e i figli erano rimasti lì a Torre di mosto. Il primogenito Cesare si laureò in Farmacia e spesso andava a fare supplenze scolastiche alla scuola media e a alla scuola elementare, come anche la bisnonna Marcella. Tutti erano appassionati di matematica, scienze, tutte le materie che erano di area scientifica.
Si occupava la famiglia Pizzini di aiutare, perché non c’erano altre figure professionali nel Paese. Magari c’era la professoressa di italiano che faceva la maestra alle elementari e alle medie. Una volta era così.
Hai qualche aneddoto particolare di quegli anni da raccontarci?
Durante la guerra la mia bisnonna era sfollata a Roma e la farmacia di Torre di Mosto era rimasta chiusa. Una volta tornata, mio padre ci ha raccontato che i camici per la farmacia di Torre di Mosto Marcella li aveva fatti con i paracadute degli americani perché intorno al Livenza lanciavano diversi viveri per la popolazione oltre a diversi soldati. Il tessuto era molto molto pesante, per cui era perfetto per fare i camici.

Torniamo alla Farmacia Catene
E quindi poi arriva qui alle Catene. All’epoca era ancora poco abitata e non industrializzata, ma era un importante snodo. Via Trieste faceva un po’ da congiunzione tra Spinea, Mirano e via Miranese verso la più importante Venezia.
Io venivo qua a giocare da piccola dai miei nonni. Ovviamente io il mio bisnonno Massimiliano non l’ho conosciuto perché è morto nel ’74. Nel frattempo mio nonno Cesare aveva aperto la prima farmacia, in via Bissuola, ma era molto scomodo. Così decise di avvicinarsi a casa e aprì la Farmacia “all’autostrada” in via Trieste 2, sempre qui a Marghera.
La mia bisnonna Marcella si ricongiungeva con marito e figlio nel fine settimana arrivando inizialmente con un carretto da Torre di Mosto, per poi, negli anni successivi, prendere la corriera.
Quindi, la tua famiglia è stabile qui alle Catene da quando di preciso?
Dal 1948, appena finita la guerra. La seconda farmacia, quella all’autostrada ha aperto negli anni ’60. Con il matrimonio tra mio padre Luigi e mia madre, abbiamo aperto poi anche la farmacia “Ai due angeli” nell’85 alla Cita. Una farmacia trasferita dal centro storico di Venezia in terraferma per via dell’industrializzazione.

Adesso siete aperti anche la domenica mattina, un altro servizio per la comunità
Sì, siamo aperti tutte le domeniche e festivi dalle 9 alle 13. Oltre a questo diamo molti altri servizi, consulenze e ci avvaliamo di collaborazioni con professionisti del settore.
Ti ringrazio Elena, ci risentiamo presto per raccontarci tutte le vostre attività e i servizi per i cittadini
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