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Il prossimo 5 ottobre, il Centro di Odontoiatria e Protesi Dentale di Marghera incontra i bambini in età pediatrica (0-12 anni) per educarli all’importanza dell’igiene e della prevenzione orale.

 

A quanti anni si consiglia di fare la prima visita, a che età escono i denti permanenti, cos’è il morso incrociato, quando è necessario mettere l’apparecchio ortodontico e cosa fare in caso di affollamento tra i denti saranno alcune delle tematiche affrontate durante l’arco della giornata.

 

Data la presenza dei denti da latte, spesso si tende a sottovalutare la necessità di far conoscere ai bambini la figura del dentista già dai primi anni di vita, ignorando però che i disturbi dentali e gengivali possono manifestarsi già a questa tenera età.

 

Ospitato presso lo studio sito in Via Bernardo Canal 6, a partire dalle 9.30, l’evento vedrà lo staff del Centro mettersi a completa disposizione dei bambini per approfondire i vari aspetti di una regolare igiene orale, offrendo anche una prima visita di controllo gratuita che può essere prenotata al n. 041.931313.

Ieri le Volanti hanno rintracciato e arrestato F. M., cittadino svedese di 33 anni ricercato nel paese d’origine, perché deve scontare 4 mesi di reclusione per reati commessi in Svezia in materia di stupefacenti.

 

Lo svedese è stato rintracciato in un camping di Marghera. I poliziotti lo hanno quindi accompagnato in carcere in attesa della sua estradizione. 

Inizia a Marghera, in Piazza Mercato, “Esterno Notte”, un programma di proiezioni di film della passata edizione della Mostra del Cinema.

 

Questi i film in calendario:

Venerdì 30 agosto: film storico First Man. Il primo uomo, che narra della missione dell’Apollo 11 Sabato 31 agosto: A Star is Born, un film drammatico/musicale

Domenica 1° settembre: La Favorita, altro film storico

Lunedì 2 settembre: sarà riproposta la proiezione di un film che era stata cancellata per maltempo

Martedì 3 settembre: Ralph Spacca Internet, film per i bambini,

Mercoledì 4 settembre: film Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità,

Da giovedì 5 a domenica 8: saranno riproposte le proiezioni i film cancellate per maltempo.

L’inizio degli spettacoli è fissato alle ore 21. Il costo del biglietto è di 3 euro.

 

 

 

Fonte: Venezia Today

Lunedì 28 ottobre dalle ore 12:30 alle 13:30, presso l’Auditorium M9 di Mestre, si terrà l’asta benefica dei quadri del Progetto Alfabeto di Marghera. L’evento si svolgerà in occasione della grande festa che dalla mattina presto occuperà tutto il Museo M9 per promuovere lo sviluppo sostenibile del territorio. Si prevedono oltre 600 partecipanti delle scuole elementari Grimani e Visintini con i numerosi partner del Comitato Marghera forever.
Biglietti di partecipazione gratuiti sul sito www.margheraforever.org.

Autori e ricavato dell’asta benefica 

I bambini di Marghera hanno collaborato attivamente per realizzare le 21 opere dell’Alfabeto di Marghera che sono state materialmente interpretate dagli artisti Liana Bortolotti, Daniele Cabianca, Elisabetta Conte, Irene Di Oriente, Carla Erizzo, Christian Martini, Roberto Angelo Rebuffi, Reveylant, Bianca Rilievi, Michele Serena e Guido Zennaro. Il ricavato sarà interamente utilizzato per lo sviluppo delle attività educative dell’Istituto Comprensivo Grimani di Marghera e la pubblicazione del libro didattico Alfabeto di Marghera.

Progetto innovativo ispirato dall’Agenda 2030 Onu

Alfabeto di Marghera è un progetto innovativo promosso dal Comitato Marghera forever, realizzato assieme a scuole, istituzioni, imprese e media per valorizzare tre aspetti caratteristici di Marghera, simbolo del ‘900: Città del Lavoro, Città Giardino e Città Multiculturale. Per l’Alfabeto di Marghera, ispirato dagli orientamenti internazionali dell’Agenda 2030 Onu, hanno partecipato più di 650 persone di 48 diverse nazionalità. Sono stati realizzati 21 eventi che hanno prodotto altrettante opere d’arte e videoclip.

Comitato, partner e supporti

Il Comitato Marghera forever, presieduto da Simonetta Saiu con vice presidente Elvio Goldin coordinatore Vittorio Baroni, opera assieme all’Istituto Comprensivo Grimani di Marghera con a capo la dirigente Marisa Zanon. Il Progetto è partecipato dal Porto di Venezia e il Gruppo AVM, Edison e il Gruppo PAM, M9 e Fondazione Archivio Vittorio Cini. Patrocinio del Comune di Venezia e Confindustria Venezia Metropolitana, Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale e Accademia di Belle Arti di Venezia. Collaborazioni della Questura di Venezia, Municipalità di Marghera, quotidiano La Nuova, Circolo Culturale Artistico Serenissima, Venezia Heritage Tower, VEGA Parco Scientifico Tecnologico, Eni, Fincantieri, Rigato, Farmacie Pizzini, Volta Pagina, Marzaro Abbigliamento, La Gatta Creazioni, Banca della Marca, Casa 900, Industria Nautica Veneziana, Hotel Lugano, Mercato di Marghera.

Il 7 agosto scorso, un ragazzo diciassettenne proveniente da Marghera e diretto a Mestre, mentre percorreva la passerella pedonale del cavalcaferrovia, è stato avvicinato da due giovani nordafricani che, con la scusa di chiedergli se avesse un accendino, lo hanno fermato. Uno dei due, mostrando una pistola che teneva infilata nella cinta dei pantaloni e occultata sotto la maglia, intimava al ragazzo di consegnarli il denaro in suo possesso. Il malcapitato ha risposto di non avere nulla e, impaurito, è scappato verso la stazione di Mestre dove ha raggiunto gli uffici della Polizia per raccontare l’accaduto.

 

Qualche ora dopo la notizia che, a San Donà di Piave, un altro giovane diciassettenne era stato vittima di un tentativo di rapina attuato con modalità analoghe. La vittima, quindi, ha fornito in sede di denuncia una dettagliata descrizione dei due malfattori.

 

Gli agenti del Compartimento Polizia ferroviaria Veneto sono così riusciti a individuare, analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza della stazione di Mestre, due soggetti compatibili con la descrizione fornita.

 

Grazie alla diffusione delle immagini dei due autori del reato, il personale del Posto Polizia Ferroviaria di Portogruaro è riuscito a risalire all’identità dei predetti che, nella giornata di lunedì 12 agosto, sono stati rintracciati presso le loro abitazioni e deferiti in stato di libertà per i fatti a loro contestati. Nella circostanza, i due hanno ammesso le loro responsabilità consegnando, peraltro, la “pistola” utilizzata a scopo di intimidazione che, seppur di buona fattezza, risultava in plastica e quindi inoffensiva.

Nella giornata di giovedì 8 agosto, il Compartimento Polizia Ferroviaria per il Veneto, operando in stretta sinergia con la Questura di Venezia, e coadiuvato nell’occasione dal Reparto Prevenzione Crimine e dal Nucleo Cinofili di Padova, ha attuato una serie di mirati controlli finalizzati a contrastare ogni forma di illegalità ed abusivismo nella stazione ferroviaria di Mestre e nelle zone limitrofe.

 

“Summer Clean Station”

L’attività di controllo, denominata “Summer Clean Station”, che si è svolta sull’intero territorio nazionale presso 10 delle principali stazioni ferroviarie (Bari Centrale, Bologna Centrale, Firenze S.M.N., Genova P. Principe, Milano Centrale, Napoli Centrale, Palermo Centrale, Roma Termini,  Torino Porta Nuova, Venezia-Mestre), ha concretizzato quanto disposto dal Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza. Con questa operazione si è voluto accrescere il livello di sicurezza rispetto alle infrastrutture ferroviarie che, in questo periodo di ferie estive, vedono il maggior afflusso di turisti e viaggiatori che utilizzano il treno per raggiungere le località di villeggiatura o le città d’arte. 

 

In questo contesto è stata data esecuzione a un’attività straordinaria di controllo di viaggiatori e bagagli, sia all’interno della stazione di Mestre, che nei sottopassi ciclopedonali e nelle aree immediatamente vicine di Mestre e di Marghera, spesso frequentate da persone dedite ad attività illecite. 

 

188 persone controllate

Nell’operazione sono state impiegate 11 pattuglie, con 32 agenti operanti complessivamente.

Le persone controllate sono state 188, due delle quali sono state denunciate per inottemperanza al foglio di via obbligatorio e per resistenza e violenza a Pubblico Ufficiale.

 

Nello specifico una di queste, una giovane già gravata da precedenti per reati contro il patrimonio e inerente gli stupefacenti, ha cercato di sottrarsi al controllo, opponendo resistenza e cercando di darsi alla fuga. La stessa, rintracciata e successivamente identificata dagli operanti, è stata deferita in stato di libertà ai sensi dell’art. 337 del C.P., oltre che per l’inosservanza al provvedimento del divieto di ritorno nel territorio comunale di cui  è risultata destinataria.

 

Nel corso dell’attività, infine, per una persona è stato emesso un D.A.S.P.O urbano, provvedimento antidegrado e a tutela della sicurezza dei cittadini.

Ci sono volute una richiesta danni presentata da Studio3A per conto dei familiari e una petizione popolare. Ora finalmente gli enti preposti (il Comune di Venezia su autorizzazione di Veneto Strade) si sono decisi a mettere in sicurezza l’intersezione tra via Padana e via dell’Avena, a Marghera. Proprio qui, l’11 novembre scorso ha perso la vita, a soli 26 anni, Alvise Donà.

 

In questi primi giorni di agosto sono stati posizionati un semaforo a chiamata per l’attraversamento dei pedoni e il relativo segnale stradale. Seguiranno a breve l’attivazione del dispositivo e il “disegno” delle strisce sull’asfalto.

I fatti

Alvise, perito informatico, che abitava in centro storico a Venezia, quella sera stava appunto attraversando la strada per raggiungere la fermata dell’autobus e andare in centro a Mestre per incontrare la sua fidanzata, quand’è stato falciato da una Mercedes che procedeva a velocità sostenuta, condotta da A. D. A., un oggi 53enne di Chioggia. Un impatto terribile che non gli ha lasciato scampo. In quel tratto il limite vigente è di 90 km/h.

Un tratto di strada pericoloso

La tragedia ha riaperto le polemiche sull’estrema pericolosità e anche la contraddittorietà di quel tratto di viabilità. Via Padana infatti, sino ad un centinaio di metri a monte del punto d’urto, ha carattere di strada urbana ed è gravata dal limite di velocità di 50 km/h.

 

Oltrepassato il cartello di “fine centro abitato” di Marghera, diviene una strada extraurbana a tutti gli effetti, gestita da Veneto Strade, e soggetta, mancando una diversa segnalazione, a limite generico di categoria (90 km/h per le auto, appunto), nonostante l’ambito urbano in cui è inserita non muti; quantomeno sino ad oltre l’intersezione con via dell’Avena, in corrispondenza della quale è accaduto l’incidente e dove si trovano le fermate degli autobus extraurbani di servizio alla zona industriale/artigianale di via Colombara/via dell’Avena.

 

Non si contano gli incidenti, anche gravi e mortali come quello occorso al giovane veneziano, di cui è stata teatro quella intersezione, che è un passaggio obbligato per centinaia di pendolari dato che dalla parte opposta si trova la fermata Actv. Una situazione resa ancora più insidiosa dalla mancanza sul tratto stradale in questione, per ben più di centro metri, di attraversamenti pedonali segnalati, con la conseguenza che per i pedoni l’unica possibilità per raggiungere il margine opposto è quella di attraversare la carreggiata di corsa. Una “impresa” che purtroppo, quella sera, non è riuscita ad Alvise.

 

Una petizione per Alvise

Dopo la sua morte, che ha profondamente scosso tutta la città, dalla community Facebook Buongiorno Marghera è così partita una petizione, #IoFirmo #AlviseDonà #ViaPadanaSicura, cui hanno aderito centinaia di cittadini e attività commerciali del luogo. Le firme raccolte sono state inviate alle autorità competenti in attesa di riscontri. A dare la “scossa” è stata senz’altro anche la richiesta danni che Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, ha presentato pochi giorni fa, il 17 luglio, sia a Veneto Strade, come Ente gestore della strada, sia al Comune di Venezia, dove ricade, chiedendo contestualmente le rispettive coperture assicurative.

 

I familiari della giovane vittima, infatti, attraverso la responsabile dell’area consulenti personali sinistri gravi, Daniela Vivian, si sono affidati a Studio3A per essere assistiti e, oltre alla compagnia di assicurazione della vettura che l’ha investito e il cui conducente è stato indagato per omicidio stradale, si è ritenuto di chiamare in causa anche gli Enti pubblici interessati, proprio in virtù delle annose carenze di sicurezza di quell’arteria, tanto più in presenza di una fermata dell’autobus. Prima di procedere, peraltro, Studio 3A ha affidato una perizia ad hoc a un esperto ingegnere cinematico che ha concluso inequivocabilmente come “in quel tratto, nonostante la oggettiva pericolosità e la presenza di fermate di autobus, sono totalmente assenti attraversamenti pedonali segnalati e/o un limite di velocità compatibile con un arresto tempestivo dei veicoli in presenza di pedoni in carreggiata. Ciò non è conseguenza di oggettive difficoltà operative, ma semplicemente di una inaccettabile inerzia da parte degli enti preposti alla gestione della strada”.

 

La sorella ringrazia tutti ma commenta: “Troppo tardi”

Sta di fatto che ora sono finalmente apparsi il semaforo a chiamata e il cartello di attraversamento pedonale, implicita ammissione che quell’intersezione necessitava di interventi urgenti di messa in sicurezza. “Ringrazio tutti voi, a nome mio e dei miei genitori, per la solidarietà avuta nei nostri confronti e per non aver lasciato cadere la cosa nel vuoto – ha commentato sulla pagina di Buongiorno Marghera la sorella del giovane, Annalisa Donà, a cui non resta che la consolazione che la morte del fratello non sia stata del tutto vana. Grazie alla mobilitazione che ne è seguita, potranno essere evitati altri drammi. Ma con un immenso rammarico: “Se quel semaforo fosse stato messo a tempo debito, viste tutte le segnalazioni fatte per la pericolosità di quella maledetta strada, – conclude Annalisa – mio fratello sarebbe ancora vivo”. Come spesso capita, infatti, la risposta della pubblica amministrazione è arrivata troppo tardi, fuori tempo massimo per il ragazzo, e di questo fatale ritardo i familiari di Alvise e Studio3A chiederanno conto.

Ci chiediamo spesso come sbiancare i denti rimuovendo il tartaro, le macchie e le carie dentali accumulati nel tempo. Denti bianchi e sani rappresentano infatti una delle caratteristiche più ambite, e non solo per un fattore estetico, ma anche per l’igiene dentale e la salute delle gengive.

 

La quotidiana pulizia dei denti però non basta, nemmeno se rafforzata dall’uso del collutorio e del filo interdentale. Talvolta, per avere denti bianchi bisogna ricorrere a un trattamento più profondo. Uno di questi è certamente lo sbiancamento dentale professionale.

 

Per riportare il colore dei denti al bianco e alla luminosità di un tempo, è possibile scegliere tra diverse tipologie di trattamenti sbiancanti, tra cui:

• sedute a base di perossido di idrogeno, applicato direttamente sulla superficie dentale;
• tecnologia White Dental Beauty, che rimuove le macchie in superficie e sbianca i denti dall’interno.

 

Riguardo l’utilizzo del perossido, niente paura. È un trattamento di pulizia denti molto efficace, che però richiede molta pazienza e molta attenzione durante il processo lavorativo, poiché non si tratta di un procedimento rapido e di solito necessita di un paio di applicazioni, ripartite in una o più sedute.

 

Altro discorso riguarda invece il White Dental Beauty, un trattamento che permette di sbiancare i denti tramite una tecnica associata all’uso di lampade o laser, che vanno a coadiuvare l’azione del gel.

 

Sebbene in tanti pratichino lo sbiancamento dei denti fai da te, rimettendosi ai diversi apparecchi di uso domestico disponibili in commercio, la cosa migliore per la propria pulizia dei denti resta quella di affidarsi a dentisti specializzati e agli igienisti dentali. Non solo per avere denti perfetti, ma anche per salvaguardare la propria salute.

 

Un consiglio per avere denti bianchi è di prendersene cura evitando, o perlomeno limitando, l’assunzione di cibi o bevande pigmentati come tè, caffè, bibite, caramelle, sughi, liquirizia, tabacco da masticare ecc… Senza dimenticare che la pulizia dei denti quotidiana è indispensabile contro la formazione del tartaro e delle carie.

 

Spesso e volentieri, per una questione di costi, le persone si affidano allo sbiancamento fai da te, navigando in rete alla ricerca di informazioni o tutorial.

Va però fatto presente che lo sbiancamento dei denti dovrebbe essere pensato con cura insieme ai professionisti del settore poiché, con i metodi casalinghi – specie se si usano sostanze improvvisate o inadatte – c’è il rischio di rovinare lo smalto. Al contrario, ogni dentista di fiducia sa bene come trattare i tuoi denti e cosa consigliarti per un sorriso ben curato e libero da tartaro e carie.

 

 

La Redazione ringrazia il Centro di Odontoiatria e Protesi Dentale per le informazioni accurate inviateci, che ci hanno permesso di realizzare questo articolo.

Nella mattinata odierna personale del Commissariato di Marghera ha proceduto all’esecuzione del decreto di sequestro preventivo dell’immobile sito a Marghera, in via Banchina dei Molini n. 14, che, dal marzo 2016, era locato all’Associazione Africani di Venezia, nella persona del suo presidente e amministratore unico, G.Z.B.C., ivoriano del ‘63.

 

Il capannone era noto per essere diventato nel tempo luogo di ritrovo di cittadini extracomunitari e non, nel quale venivano organizzate feste e veri e propri rave party, che vedevano la partecipazione di un elevato numero di giovani, con musica e vendita di sostanze alcoliche, pur non avendo le prescritte autorizzazioni di legge.

 

Diverse le segnalazioni alla Polizia per l’uso improprio dei locali da parte del Presidente dell’associazione africana di Venezia, sebbene, inizialmente, quest’ultimo si fosse dimostrato collaborativo con le Autorità, adempiendo alle prescrizioni dei provvedimenti di diffida ex art. 18 Tulps dal Questore di Venezia, che gli negavano la possibilità di organizzare feste aventi le caratteristiche di “spettacoli e intrattenimento aperto al pubblico”.

 

La situazione degenera, poi, nel corso del 2018, quando il Presidente dell’Associazione ricomincia ad organizzare feste notturne e, addirittura, come accertato successivamente, a fittare i locali ad altri gruppi per l’organizzazione di eventi della durata di intere giornate. Ricominciano gli interventi delle Volanti della Questura, su richiesta degli stessi avventori, per risse e aggressioni scoppiate all’interno e in prossimità dei locali, oltre che su chiamata dei residenti della zona, disturbati dagli schiamazzi e dalla musica a tutto volume. 

 

Il G.Z.B.C. comincia a dimostrarsi inosservante ai nuovi provvedimenti di diffida e alla misura dell’avviso orale del Questore formalizzata nei suoi confronti, e continua ad organizzare attività di intrattenimento senza avere le prescritte autorizzazioni, di fatto esercitando un’attività aperta al pubblico camuffata da circolo privato. 

 

Nel corso degli accertamenti esperiti dal Commissariato è, infatti, emerso che l’accesso alle feste non era riservato ai soci del circolo – che, peraltro, non disponeva di alcun registro soci – ma, al contrario, era consentito indistintamente a chiunque acquistasse il ticket all’ingresso. Gli eventi venivano pubblicizzati, inizialmente, tramite pagina Facebook; successivamente si è accertato poi il ricorso al “passaparola” su gruppi whatsapp, più difficilmente monitorabile da parte dei poliziotti.

 

Il locale era, inoltre, sprovvisto di licenza di agibilità e il conduttore era inadempiente rispetto agli obblighi imposti dalla normativa antincendio, che prevede, per i locali di pubblico spettacolo, una verifica da parte della Commissione tecnica per saggiare la solidità e la sicurezza dell’edificio, oltre che la predisposizione di idonee uscite di sicurezza atte a sgomberare l’edificio in caso di incendio. Al riguardo, durante i sopralluoghi effettuati dal Commissariato, è stata accertata la presenza di materiali incendiabili (legno, materassi, divani, materiale plastico, una bombola del gas, apparecchi elettrici e cavi scoperti). Tutte circostanze che rendevano di fatto pericolosa – oltre che illegittima – qualsiasi tipologia di attività di pubblico spettacolo.

 

Da qui la denuncia per i reati di cui all’art. 20 co. 1 D. Lgs. 139/2006 e del reato di cui all’art. 681 c.p. in relazione all’art. 80 Tulps, in forma continuata, oltre che per inosservanza dei provvedimenti del Questore (art. 650 c.p.), con richiesta della misura cautelare del sequestro preventivo del capannone.

 

Peraltro, anche in orari di chiusura al pubblico, il Presidente dell’Associazione ospitava soggetti extracomunitari, omettendone le dovute dichiarazioni all’Autorità di P.S., circostanze tutte rilevate dal personale del Commissariato di Marghera che ha elevato per i medesimi fatti sanzioni amministrative a suo carico. 

 

Anche in data odierna, in occasione dell’esecuzione del decreto di sequestro emesso dal G.I.P., all’interno del capannone erano presenti, oltre al Presidente dell’Associazione, altre 4 persone, di cui due stranieri extra-comunitari privi di permesso di soggiorno e irregolari sul territorio nazionale, nei confronti dei quali è stato formalizzato provvedimento di espulsione. 

Alle ore 20.15 circa di ieri i Vigili del fuoco sono intervenuti presso l’impianto Versalis di Fusina (Marghera), dopo l’attivazione delle torce di sicurezza. Le torce sono entrate in funzione a seguito dell’intervento dei sistemi di protezione dell’impianto dovuti a un malfunzionamento di un motore di raffreddamento. Le sostanze coinvolte bruciate in torcia sono etilene e propilene.

 

I Vigili del fuoco, insieme con la squadra di emergenza interna, hanno garantito la sicurezza dei tecnici, che hanno operando per il ripristino totale dell’impianto.

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