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Il fatto è accaduto a Marghera Malcontenta. L’altra sera una giovane minorenne di 15 anni – mentre era con un gruppo di amici – è stata avvicinata da un giovane tunisino che con la scusa di dover fare una telefonata urgente, il quale si è impossessato del suo cellulare fuggendo verso via Bottenigo.
La giovane lo ha inseguito e raggiunto, ma il tunisino le ha puntato una forbice minacciandola e tentando di palpeggiarla.

 

Fortunatamente le voci dei giovani che chiamavano la ragazza hanno impaurito il tunisino che è fuggito verso la vaschette e via Bottenigo.
Scovato mentre si nascondeva dietro a dei containers, è stato identificato dalla Polizia nel frattempo giunta sul luogo. È persona nota per numerosi reati.

 

Gli abitanti di Marghera sono preoccupati della malavita dilagante e chiedono maggiore sicurezza.

Conclusa la prima parte di Marghera Estate 2020 all’insegna degli spettacoli, è ora tutto pronto per dare il via alle proiezioni di Cinema Sotto Le Stelle, la storica rassegna cinematografica che animerà Piazza Mercato a Marghera da sabato 1 a domenica 30 agosto, in collaborazione con MakingMovie: 28 i film in cartellone, di cui 11 Italiani, tra commedie, suspense e film d’azione.

 

Il programma della rassegna, come da tradizione, non mancherà di dedicare una finestra sul cinema per i più giovani, il martedì sera, con film tra i più acclamati dal pubblico; il resto della programmazione sarà invece rivolto alle migliori produzioni nazionali e internazionali, con un occhio di riguardo per i vincitori dei premi più prestigiosi e per i palmarès dei principali festival, primo fra tutti la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

 

Il 1° settembre, inoltre, Cinema Sotto le Stelle renderà omaggio ad Alberto Sordi per il suo centenario dalla nascita, proiettando il film Venezia, la luna e tu del 1958 di Dino Risi.

 

Tutti gli spettacoli iniziano alle ore 21.15; la biglietteria apre ogni sera alle ore 18.30. Il biglietto d’ingresso costa 3 euro.

 

In conformità con le disposizioni dell’ultimo DPCM del 14 luglio 2020, l’accesso allo spettacolo avverrà con le seguenti modalità:

  • l’accesso è consentito solo con mascherina e previa misurazione della temperatura corporea
  • accesso a ai luoghi dello spettacolo a partire dalle ore 20.30
  • per accedere allo spettacolo verrà richiesta la registrazione dell’anagrafica prima di accedere al proprio posto.

 

 

Per informazioni si può contattare MakingMovie al 347.4591960 e, inviando a questo numero WhatsApp la frase “ADERISCO”, si verrà inseriti nella lista broadcasting di Cinema Sotto Le Stelle, dove verrà ricordata la programmazione quotidiana e si sarà avvisati in caso di annulli causa maltempo o di eventuali recuperi.

 

 

Tutte le informazioni si possono trovare sul sito www.margheraestate.it, sui canali social del Settore Cultura e sui profili social dedicati: Facebook Cinema sotto le stelle Marghera e Instagram Cinema_sotto_le_stelle.

La notte scorsa, mezz’ora circa dopo la mezzanotte, i Vigili del fuoco sono intervenuti in via Brunacci a Marghera per l’incendio di un’autofficina: nessuna persona è rimasta ferita.

 

Le squadre dei pompieri, accorse da Mestre e Mira con due autopompe, due autobotti l’autoscala e quattordici operatori, sono in breve tempo riusciti a circoscrivere le fiamme evitando un incendio generalizzato.

 

Il rogo ha danneggiato alcuni veicoli che si trovavano all’interno e molte attrezzature tecniche. Una bombola di acetilene è stata coinvolta dall’incendio e sono intervenuti gli specialisti del nucleo NBCR (nucleare biologico chimico radiologico) per metterla in sicurezza e iniziare le procedure di bonifica, che sono proseguite anche questa mattina. Le cause dell’incendio sono al vaglio dei tecnici dei Vigili del fuoco.

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Continua con intensità l’attività di presidio del territorio da parte della Polizia locale nelle zone più sensibili della città, compresa Marghera. Sabato pomeriggio il dispositivo di sicurezza urbana, entrato in azione in abiti civili tra le via Rizzardi, Ulloa e limitrofe, e i piazzali Giovannacci e Sant’Antonio, ha intercettato, verso le 17.30, una coppia di etnia rom, una donna e un ragazzino che, nel percorrere via Rizzardi in direzione Mestre, concentravano l’attenzione su case e palazzi della zona, saggiando anche l’apertura di alcuni portoni.

 

I sospetti degli operatori di trovarsi dinanzi a topi d’appartamento sono stati corroborati dal fatto che i sospetti, al passaggio di una pattuglia della Guardia di Finanza, cambiavano subito direzione imboccando via Ulloa. A quel punto gli agenti di Polizia locale hanno deciso di intervenire bloccando i due e identificandoli.

 

La donna è risultata essere una 26enne di nazionalità croata, all’ottavo mese di gravidanza e con decine di precedenti specifici per furti in abitazione, mentre il ragazzino, suo fratello, di 11 anni, vanta anch’egli svariate denunce per furti in abitazione. Nessun dubbio sul fatto che entrambi stessero cercando di mettere a segno qualche colpo: la donna aveva con sé la classica plastica utilizzata per l’apertura delle porte d’ingresso degli appartamenti, mentre il ragazzino, incaricato della custodia degli strumenti di effrazione, custodiva 2 cacciaviti e una chiave inglese nello zaino.

 

Al termine degli accertamenti la 26enne è stata denunciata per possesso ingiustificato di strumenti da effrazione in concorso con il minore, non imputabile. Della sua situazione è stata informata l’Autorità giudiziaria minorile.

Ennesimo arresto della Polizia locale: pusher colto in flagrante a Marghera finisce in manette, sanzionato il cliente
Continua con vigore e intensità il pressing della Polizia locale nei confronti degli spacciatori che operano in zona Marghera.

 

Nel pomeriggio di ieri, verso le 16, gli agenti hanno infatti bloccato e arrestato un pusher di nazionalità nigeriana di 32 anni sorpreso in flagrante in piazzale Giovannacci dopo aver appena venduto un ovulo di cocaina.

 

A intervenire sono stati gli uomini del Nucleo operativo di Sicurezza urbana: durante una perlustrazione del territorio hanno concentrato l’attenzione su un 32enne sospetto che, senza alcun motivo apparente, continuava a stazionare su una panchina di piazzale Giovannacci incontrando diversi possibili clienti.

 

A un certo punto il pusher, richiedente asilo, è stato avvicinato da un uomo di mezza età che, dopo un fitto conciliabolo, ha ricevuto un ovulo, che il suo interlocutore fino a poco prima nascondeva in bocca, dopo avergli consegnato una banconota.

 

Gli agenti hanno quindi fermato l’acquirente a debita distanza: gli è stata sequestrata una dose di cocaina. Lo spacciatore, con precedenti per spaccio e rissa, è stato quindi bloccato, nonostante opponesse resistenza, e ammanettato. Al termine degli accertamenti è stato portato nelle camere di sicurezza del Comando in attesa di comparire, lunedì, davanti al giudice per la direttissima. L’acquirente, un mestrino di 48 anni, è stato sanzionato con 450 euro e gli è stato notificato il daspo urbano da Marghera per 48 ore.

Continuano i controlli della Polizia locale a contrasto dello spaccio a Marghera, dove già nei giorni scorsi si sono registrati interventi che hanno portato a denunce e a sequestri di stupefacente. Gli agenti si sono portati in via Rizzardi, concentrando l’attenzione su cinque cittadini di colore, noti pusher. Gli agenti si sono appostati in attesa del possibile arrivo di clienti. L’attesa non è durata a lungo: dopo circa un’ora è giunto il primo acquirente, un camionista 49enne residente nel territorio della Riviera del Brenta. Quest’ultimo si è intrattenuto in un conciliabolo con uno dei 5 sospetti spacciatori e poi gli ha consegnato alcune banconote, ricevendo in cambio degli involucri appena sputati dal pusher.

 

Il cliente è stato quindi pedinato e bloccato a debita distanza: aveva appena acquistato due dosi di eroina pagandole 40 euro. Altri agenti, in contemporanea, sono riusciti a bloccare lo spacciatore, un cittadino nigeriano di 25 anni, richiedente asilo. Al termine degli accertamenti è stato denunciato per spaccio, mentre il camionista è stato segnalato alla Prefettura come assuntore di stupefacenti e sanzionato (al pari del pusher) con 350 euro per aver violato il Regolamento di polizia e sicurezza urbana, che punisce amministrativamente la cessione di droga sulla pubblica via.

Un nostro affezionato lettore condivide con la nostra Redazione una propria ricerca storica su Marghera

 

Tra le varie memorie storiche disponibili, riporto una mappa di Nicolas de Fer per dimostrare una cosa. Il nome Marghera esisteva già dal 1695.

Qui scriveva anche Malgera e in altre carte, come quella di Jacopo de’ Barbari del 1500, si legge Margera.

Con ciò va detto che Marghera ha radici storiche antiche. Più di quanto possa sembrare. Di sicuro ben oltre i 100 anni festeggiati per Porto Marghera e la Città Giardino di Emmer.

In un’altra immagine del 1638, disegnata da Willem Janszoon Blaeu (in foto), si vede molto bene che Marghera è chiamata Margera. Da notare che Marghera e Mestre sono spesso scritte con pari dignità cartografica.

 

 

 

Approfondimento sui nomi

MAR GH’ERA nasce da una definizione poetica e popolare, il toponimo deriverebbe dal veneziano mar gh’era ossia “mare c’era”, espressione con cui si cominciò a indicare la zona dove si sarebbe costruito il porto, un tempo paludosa.

 

MALGHERA si trova citata in “Storia della Dalmazia” di Giovanni Cattalinch, libro stampato a Zara nel 1834. A proposito del destino di Venezia è scritto che “prima di introdurre da Malghera quattromila Francesi che dovevano occuparla”. Malghera è anche citata nel libro “Storia delle guerre d’Italia dal 18 marzo 1848, al 28 agosto 1849” di Luigi Scalchi. Il capitolo XXXVI si intitola proprio Malghera e parla che i “lavori intorno a Malghera, nei quali gli austriaci impiegarono fino a 6 mila uomini per volta”. Viene raccontato del maresciallo Radetzky e di come i “difensori di Malghera approfittarono della notte per riparare i guasti prodotti da 5 mila proiettili e si preparavano ad una nuova lotta”.

 

MARIGO è un altro nome importante che c’entra con Marghera. Adesso vi spiego il perché. Anni fa avevo fatto delle ricerche in Biblioteca Marciana sulle radici romane di Marghera. Credo che a Marghera, in tempi antichissimi, ci fosse il Porto Romano dei Bottenighi che terminava alle Catene. Da questi ragionamenti basati su tracce storiche, dico che il nome di Marghera andrebbe legato alla figura del marigo. Infatti, nella “turris marghera” (ritratta da Canaletto, Guardi e Bellotto), il marìgo o maricus riscuoteva i dazi per passare dal mare al canale Botinicus. I “Bottenighi” rispecchiano l’antico tracciato della via Bottenigo che, partendo dalla famosa chiesetta della “Rana”, si sviluppa con un percorso sinuoso. Attraversa le zone di Ca’ Emilliani, Colombara e per un tratto lambisce il tratto di un canale ancora esistente. Via Bottenigo oltrepassa la Romea e l’Autostrada Venezia-Padova, sfiora Villabona, arriva a Valleselle e termina a Catene, proprio nella vecchia via Catene.

 

MACERIA proviene da un’interpretazione di Wladimiro Dorigo, il quale ipotizzava che il nome deriverebbe dal latino Maceria “muro a secco”, alludendo al pietrame usato dai romani per delimitare le proprietà.

 

MARGARA sempre un termine antico ripreso nel libro del 1859 sulle notizie storiche del castello di Mestre. Si narra che si riscuotevano gabelle a Marghera e Bottenigo già ai tempi degli Imperatori. Marghera era detta Margaria perché è probabile che si tenesse un mercato come da comune opinione dei Veneziani. Poi si racconta che Marghera è una opinione del volgo che così si denominasse dal Mare veduto dai Francesi condotti da Pipino allora che giunsero in quel sito per occupare le isole della Venezia.

 

L’opera dello scultore Mario Irraràzabal, realizzata per la Biennale del 95, parcheggiata tra le auto, ritorna a vivere grazie a un gruppo di cittadini anonimi

 

Se ne stava lì, alla fine del Vega, quasi a salutare stancamente le persone che, ogni giorno, escono dal polo scientifico e tecnologico di Marghera dalla parte di via delle Industrie. Un flash mob notturno, fatto di figure silenziose, ha riportato “in vita” la grande Mano, opera dello scultore Mario Irraràzabal, realizzata a Venezia in occasione della Biennale del ’95, donata dall’artista alla città e ospitata, o per meglio dire “parcheggiata” tra le auto, dal lontano 1996.

 

L’intervento notturno ha lo scopo di portare all’attenzione le precarie condizioni di conservazione in cui versa l’opera.

Durante il fine settimana, un gruppo anonimo di cittadini e lavoratori del complesso ha deciso di cogliere l’opportunità lanciata dalla pagina Angoli di Vega, comunità nata su Instagram per fotografare la quotidianità dei lavoratori del Vega e immortalare con tono ironico ma propositivo, le situazioni di disagio degli spazi. Attraverso la call FridaysForVega, il profilo social invita a compiere piccole azioni per riqualificare il Parco Tecnologico, come la pulizia di ambiti o zone interessate dalla presenza di rifiuti.

 

Questa volta è toccato alla grande Mano, di cui probabilmente pochi in città sono a conoscenza, ma che rappresenta comunque parte del patrimonio culturale del territorio. L’azione flash si è focalizzata sulla rimozione dei rifiuti intorno alla base della scultura, alla potatura delle fronde circostanti, per chiudersi con l’installazione di un delimitatore per musei, con tanto di targhetta che riporta le informazioni sull’opera.

 

“L’operazione di ripulitura – riferisce Angoli di Vega – è stata possibile grazie all’opera di un gruppo di persone comuni, che ritengono che la riqualificazione degli spazi del Vega debba muovere dal basso e dalla buona volontà di coloro che di questi spazi usufruiscono”.

Due garage di proprietà dell’Ater di Venezia, in via Catene a Marghera, avevano iniziato a esser utilizzati come dormitori abusivi, e ieri pomeriggio sono stati sgomberati e chiusi con le lastre anti-intrusione.

 

“Non intendiamo abbassare la guardia – afferma il presidente di Ater Venezia Raffaele Speranzon che da tempo ha dichiarato guerra alle occupazioni abusive – cerchiamo di intervenire il più velocemente possibile per non consentire che queste occupazioni abusive si “stabilizzino” per così dire, creando degrado nella zona e preoccupando i nostri inquilini. Ringraziamo la Prefettura e la Questura per il sostegno e chiediamo loro un sempre maggior aiuto e attenzione in questa battaglia per la legalità, perché frenare sul nascere situazioni come queste impediscono che alcune zone perdano la loro tranquillità e vivibilità. In questo caso, ad esempio, non è stato possibile capire quante persone utilizzassero i garage come dormitori abusivi, ma non si tratta di senzatetto che cercano un rifugio dove trascorrere la notte, perché le strutture di accoglienza, sul territorio, sono presenti. Chi compie un’effrazione e butta giù una porta, che si tratti di un appartamento, un negozio o un garage, non troverà clemenza da parte nostra”.

 

La segnalazione dell’occupazione all’Ater è arrivata ieri e a farla scattare la preoccupazione di alcuni residenti per il viavai nei garage, in orario notturno.

 

 

I fatti

Il Servizio Legale e Ispettivo di Ater si è subito attivato, assieme al Servizio Manutenzione, recandosi sul posto nel pomeriggio, assieme alla Polizia.

Quando gli operatori e le Forze dell’ordine sono giunti davanti ai due garage in via Catene, di pertinenza di altrettanti alloggi di proprietà dell’Ater, hanno trovato le serrature scassinate. All’interno dei locali in quel momento non c’era nessuno, ma segni evidenti dimostravano la presenza di persone, come un divano, un tavolo e alcuni indumenti, oggetti tali da far presumere che i locali venissero utilizzati come dormitori abusivi in orario notturno.

 

Al  termine delle verifiche gli operatori dell’Ater hanno rispristinato le condizioni di sicurezza e i due garage sono stati chiusi con le lastre anti-intrusione.

«Siamo bravi a costruire quello che va per mare, dalle gondole alle grandi navi da crociera. Parola del presidente Zaia che due anni fa, celebrando una nuova commessa per due navi da crociera a favore di Fincantieri, parlava apertamente di “un’eccellenza internazionale anche grazie a una veneta, come lo stabilimento di Marghera”. Quello stabilimento dove i lavoratori stranieri, soprattutto bengalesi o albanesi, vengono pagati 5 euro all’ora con dinamiche tipiche del caporalato». Così i consiglieri regionali Piero Ruzzante, Patrizia Bartelle e Cristina Guarda del coordinamento politico Veneto 2020, che nella giornata di oggi hanno depositato una interrogazione a risposta immediata chiedendo alla Giunta regionale di mettere in campo un’azione di prevenzione e contrasto del caporalato e dei fenomeni di corruzione presenti nel territorio della Regione.

 

«Sta emergendo anche la diffusione del consumo e dello spaccio di droga, le pastiglie a base di metanfetamine note come “droga di Hitler”, che gli operai sono costretti ad utilizzare per sostenere ritmi di lavoro folli. Un sistema marcio, fondato sull’esternalizzazione spinta anche delle attività connesse al “core business”. Le indagini degli inquirenti stanno scoperchiando un sistema di corruzione che ricorda, in piccolo, quello del Mose. La cosa che balza agli occhi – sottolineano i consiglieri – è che alla base di questo sistema, di cui la magistratura chiarirà i profili eventualmente rilevanti dal punto di vista penale, c’è una cosa antichissima e sempre attuale: lo sfruttamento dei lavoratori».

 

«Fatture false, corruzione e sfruttamento del lavoro: tre reati che sembrano in questo caso andare di pari passo. Non sarebbe la prima volta, si tratta di un sistema più diffuso di quel che si possa pensare. Con l’evasione fiscale e le buste paga false la società di turno ottiene i fondi neri, tramite cui pagare tangenti ed ottenere appalti o altri favori. Ecco a cosa serve il contante! Finalmente l’abbiamo capito. Ci guadagnano tutti, tranne i lavoratori pagati una miseria, con buste paga false, che spesso devono restituire soldi in contanti al caporale o al padroncino».

 

«È questa la forza della tradizione a cui faceva riferimento il presidente, quando parlava anche di “un successo scaturito dalla capacità delle maestranze”? Bene, caro Zaia, ecco a quali condizioni sono costrette le maestranze impiegate negli appalti Fincantieri, come da tempo denuncia la Fiom CGIL. Chiediamo a Zaia e alla sua Giunta di lasciare da parte la propaganda trionfalista e guardare in faccia la realtà, scopriranno un Veneto ben diverso da quello che raccontano nei loro comizi», concludono i consiglieri regionali.

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