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La sfida agroalimentare del mondo

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Il 30% della terra e dell’acqua del pianeta viene consumata dagli allevamenti. L’80% degli antibiotici prodotti dall’industria farmaceutica finisce nella zootecnia. Il 20% delle emissioni di gas serra vengono rilasciati da stalle e pollai. Il 60% della terra arabile è dedicata alla produzione di mangime. E ancora: l’intera catena agroalimentare globale è responsabile di oltre il 30% delle emissioni di anidride carbonica e assorbe oltre il 35% dell’energia generata nel mondo.

La produzione di cibo in tutte le sue declinazioni – agricoltura, allevamenti, fertilizzanti, mangimi, farmaci – ha assunto dimensioni che hanno un impatto sempre più insostenibile sugli ecosistemi. Insomma, sfamare il pianeta inquina. E anche tanto.

I nodi cruciali, che nell’ultimo ventennio con la globalizzazione hanno assunto proporzioni abnormi, sono sostanzialmente due. Il primo è di natura demografica: oggi la popolazione mondiale ammonta a 8 miliardi di persone che saliranno a 10 miliardi nel 2050 e, presumibilmente, diventeranno una dozzina entro la fine del secolo.

Il secondo è legato ai drastici cambiamenti delle abitudini alimentari globali che hanno fatto impennare i consumi delle derrate più inquinanti (le proteine di origine animale) nei paesi in via di sviluppo: oggi rispetto solo a vent’anni fa, in Cina, India, Brasile, ci sono centinaia di milioni di persone in più che mangiano quotidianamente carne, uova pesci e latticini.

Serve una transizione, forse addirittura una rivoluzione, che modifichi l’intero paradigma della catena agroalimentare in nome della sostenibilità ambientale. Il che significa agire lungo il seguente ventaglio di azioni: ridimensionare i consumi di proteine animali, promuovere l’impiego di proteine alternative, ridurre gli sprechi alimentari, aumentare la produttività agricola, diminuire l’impatto ambientale della zootecnia.

L’articolo di approfondimento per il portale di informazione eco-sostenibile theAgricult può aiutarci a comprendere meglio la situazione: Una rivoluzione agroalimentare per la sostenibilità del pianeta.

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