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La polemica sull’assalto antisemita a Vicenza

1 minuti di lettura

Nel dopo-assalto antisemita a Vicenza, Elly Schlein, segretaria del Pd, è al centro di uno scontro politico che la accusa di fornire “copertura politica” agli estremisti.

VICENZA. Il giorno successivo all’assalto antisemita alla fiera di Vicenza, continua il dibattito nella sfera della politica, con Elly Schlein, segretaria del Pd, al centro di accuse da parte della maggioranza di centrodestra.

La leader è accusata di aver fornito “copertura politica” agli estremisti dei centri sociali coinvolti nell’assalto, scatenando una vivace polemica.

La destra, rappresentata quasi in coro, punta il dito contro Schlein, chiedendo una chiara condanna dell’antisemitismo di sinistra.

Dalla segretaria del Pd, però, arriva un silenzio sulla vicenda. Nonostante ciò, il quartier generale della sinistra respinge le accuse, sostenendo che sia Schlein che l’intero partito si sono schierati dalla parte di Israele subito dopo l’assalto, condannando ogni forma di violenza terroristica.

Il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, aggiunge che il Pd ha mantenuto una posizione equilibrata sui fatti del 7 ottobre, criticando anche la risposta di Netanyahu.

La polemica, tuttavia, non accenna a placarsi. Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Tommaso Foti, sottolinea la necessità di una piena condanna degli incidenti a Vicenza e critica anche una manifestazione organizzata dalla sinistra a novembre al Circo Massimo, in cui si chiedeva il cessate il fuoco a Gaza. Marco Silvestroni, esponente di FdI, accusa Schlein di non aver condannato l’antisionismo dilagante nei centri sociali di sinistra.

Le comunità ebraiche intervengono, chiedendo di “cessare il fuoco delle parole” e di smettere di accusare Israele di crimini di guerra e genocidio. La presidente dell’Unione comunità ebraiche, Noemi Di Segni, denuncia un clima di irresponsabile legittimazione dell’odio e avverte di una crescente caccia all’ebreo-israeliano in Italia. Nel frattempo, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, esprime preoccupazione per l’antisemitismo, sia in Italia che in Europa, e condanna l’assalto definendolo un atto da delinquenti.

Mentre la lista dei denunciati per gli scontri si allunga, con la Digos che sta esaminando i filmati della guerriglia, la situazione politica e sociale resta tesa. Il 27 gennaio, Tajani annuncia la sua visita in Israele per commemorare la Shoah, evidenziando la necessità di affrontare il problema dell’antisemitismo.

Resta da vedere come evolverà la situazione e se si raggiungerà una condanna unanime degli eventi di Vicenza.

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