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Rosso d'Inverno

La leggerezza della determinazione

6 minuti di lettura

Benvenuti nella sezione dedicata ai racconti del Concorso Letterario Nazionale “ROSSO D’INVERNO”, giunto quest’anno alla X edizione con il tema della “Leggerezza”, ispirato dalle parole evocative e intramontabili di Italo Calvino. Buona lettura!

“Ciao, Flavia.”

“Ciao, capo, eccoci.”

“Caffè?”

“No grazie, appena scesa.”

“Dai siediti, come stai? E a casa come va?”

“Un po’ così. Con mia figlia Eleonora, è un momento difficile.”

“Mi dispiace. Se hai bisogno…”

“Lo so, te lo volevo chiedere. Una deroga allo smart working, ho bisogno di stare di più a casa.”

“Ora parliamo di lavoro, poi vediamo. Perdonami la fretta, ma dobbiamo vedere un po’ di cose e purtroppo alle 13,00 ho una call.”

“ Ok, dimmi.”

“Allora, aspetta che sposto lo schermo. Ecco, così vedi?”

“Sì, un attimo che metto gli occhiali. Sai l’età…“

“Perfetto, ora vediamo il tuo pagellino. Diciamo che il primo punto lo hai raggiunto, anche se obiettivamente potresti fare molto meglio.”

“Perdonami se ti interrompo. Non credo sia migliorabile. Posso anche lavorare giorno e notte, ma se mi mandi via una persona capace e al suo posto mi prendi uno stage, come faccio? Sto lavorando sull’emergenza, non sono nelle condizioni.”

“Condizioni! Ma quali condizioni, hai fatto formazione, corsi… Ti abbiamo preso un nuovo programma, hai libertà di orario. Dai, Flavia.”

“Ramon, perdonami, se mi lasci dire…” “Sei scorretta, mi fai alterare.” “Perdonami, posso parlare?”
“Dimmi.”

“Andato via Luigi sono completamente da sola, lo stage che aiuto può darmi? Messa così non riesco a migliorare il flusso dei dati, dobbiamo rivedere l’ufficio.”

“Non sono d’accordo, Flavia, ti stai impanicando. Più di così non posso darti.” “ Va beh, se la pensi così…”

“Andiamo oltre, che abbiamo poco tempo. Guarda, come vedi i punti due e tre li hai raggiunti, eccellente problem solving, nulla da dire.”

“Grazie.”

“Anzi hai superato le aspettative, brava. Ora il punto quattro: qui non sono contento, non hai raggiunto l’obiettivo.”

“Sì, ma la colpa è dell’ufficio, tutti che remano contro.”

“Flavia, basta, E’ sempre colpa degli altri, devi imparare a lavorare in gruppo. Sei una solista, e io ti penalizzo sul bonus, devi imparare.”

“Non trattarmi così, se non mi arrivano i dati mica posso inventarli, sei tu che non hai organizzato.” “ Se mi dici così mi fai pensare di non andare oltre.”
“Oltre?”
“Sì, dobbiamo parlare di altro, più importante del pagellino.”

Fece una pausa.
“Te la faccio breve: abbiamo pensato, d’accordo con Fernanda, di darti un’opportunità di crescita. ” “Cioè?”
“Avrai sentito del progetto VISION, immagino.”
“ Ne parlano tutti.”
“Davvero?”
“Sì.”
“Comunque, la nostra intenzione è di darti la responsabilità dei costi del personale.”
“Davvero ! Non ci credo.”

“Sommariamente, avrai due persone come collaboratori, operativa tra due mesi, purtroppo i tempi sono brevi, lo riconosco. Devi darmi risposta entro domani, e come sai la sede è a Roma. Puoi anche lavorare in smart ma la maggior parte in presenza. Comprendo il disagio del trasferimento, ma è una bella proposta.”

“Non so cosa dire… ma non me l’aspettavo… devo parlarne con mio marito e Eleonora.”

“Non mi sto a dilungare sul ruolo, lavoro etc… tutte cose di cui sei a conoscenza. Prenderesti il posto di Federico che è stato promosso.”

“Sì, non è semplice.”

“Flavia, non sono problemi dell’azienda. Hai un’offerta sul tavolo, prendere o lasciare, fuori c’è la fila.”

“E l’alternativa è rimanere qui, corretto ? Senza prospettive?”

“No, qui diamo il lavoro ad un’agenzia esterna. Non hai alternative. Volevo dirtelo prima, ma l’ufficialità da Parigi è arrivata oggi. Mi dispiace, comunque hai una possibilità, capisco che a livello logistico è difficile ma ce l’hai.”

Flavia non capiva, si sentì in un vortice, era successo troppo all’improvviso.

“Ma… Come ? Mi stai licenziando ? Non ho parole, dopo vent’anni di sacrifici, notti di lavoro e…”

Ramon, la guardò imperturbabile, erano situazioni da lui già vissute, non influivano più sulla sua sensibilità. Il suo animo era distaccato, leggero in queste situazioni. Tutto è divenire, pensava, come diceva Eraclito, tutto è transitorio.

“Pensaci. Ora se vuoi scusarmi, ho la call. Per favore, chiudi la porta, grazie.”

Flavia aveva un macigno nel suo cuore, la sera ne parlò malvolentieri con Mauro, suo marito.

“Ma tu cos’hai in testa! Ma come si fa!”

“Dai, non arrabbiarti. Riuscirei a gestirla. Non è tutta la settimana. Ci sono i sabati e le domeniche, più qualche giorno di smart… Non sarei sempre via.”

“Ma cosa stai dicendo, questi lavori ti impegnano tutto il mese. Lavorerai sempre, anche da qui.” “Non è vero, so gestirmi. Se non lo faccio mi lasciano a casa. Il mutuo.. come facciamo?”

“Il mutuo ? Ma Eleonora? Ma dove vivi? Lei ha bisogno di te, se non ci sei ci ricade in un secondo nella droga! Sti stronzi, neanche il tempo di sentire la psicologa ci danno. Non puoi accettare.”

“Mauro, abbiamo troppo bisogno di soldi. Riuscirò a seguire anche Eleonora, non possiamo rischiare. Se non accetto…Alla mia età non trovo più niente. Qualche sostituzione maternità, ma non basterebbe.”

“Non sono d’accordo, fa quello che vuoi. Io dormo sul divano.”

A letto prese il telefono, digitò il numero del fratello.

“Ciao, non sono tranquilla, come potrei. Mi hanno tenuto nascosto tutto. Fino all’ultimo. Hanno atteso che il progetto fosse terminato, e poi… Non mi capacito, sanno che non posso lasciare mia figlia. Stiamo facendo un percorso per uscire dalla dipendenza. Sanno che non posso accettare. Però così la loro coscienza è a posto. Quanta ipocrisia. Non potrò nemmeno chiedere una congrua somma in conciliazione. Hanno pensato a tutto. Non gli servo più.”

“Flavia, come fratello ti comprendo, come avvocato posso dirti che….”

Il fratello l’aveva consigliata, ma il suo cuore necessitava di altro. Prese un libro, il libro che sempre l’accompagnava nelle decisioni difficili. Lo sfogliò, trovò forza e ispirazione in quelle parole.

Il cielo mattutino aveva un tenue colore rosa, la notte era comunque trascorsa tra discussioni e pensieri. La strada verso l’ufficio le sembrava infinita.

“Ciao, Flavia.”
“Ciao, Irene.”
“Flavia, scendi, devo dirti di ieri…, un figone pazzesco.” “Immagino… Perdonami ma non posso, ci vediamo a pranzo.” “Da Uccio?”
“Aggiudicato, Uccio” rispose Flavia.

“Vai di nuovo dal capo ? Ieri, oggi… Hai qualcosa in ballo ?” Disse Irene incuriosita. “ Sì, poi te lo racconto.”
“ Non si tratta di Eleonora, vero?”
“ Rientra anche Eleonora, poi ti dico.”

“ Oh mamma, fatti abbracciare” disse Irene stringendo Flavia tra le sue braccia.

“ Ma no tranquilla, è tutto a posto. Vai che ho visto Francesca giù prima, mi sa che ti aspettava al caffè.”

“Ok, vado” rispose Irene.
“E non dire nulla, perché è tutto a posto, non spargere voci strane in giro” sussurrò Flavia.

“Ramon, scusa, posso ?” “Flavia, entra pure.”

“Come va ?Immagino non hai dormito, una di quelle notti decisionali.”

“ Esatto, ma è stata una notte importante, una scelta importante.”

“E’ così Flavia, è proprio così, la vita è fatta di scelte, ogni scelta un prezzo da pagare, ma il bello della storia è proprio questo, avere la possibilità di scelta. Tu ce l’hai, pensa quanto sarebbe brutto non averla, tu sei fortunata.”

Non lo stava ascoltando, non era una scelta tra due situazioni, ma una decisione obbligata. Nei suoi pensieri la decisione sarebbe risultata inaspettata al capo. Doveva essere decisa. Dimostrare sicurezza.

“ Senti, senza troppi preamboli. Ti comunico la mia decisione : i soldi che mi avresti pagato per l’hotel a Roma, me li tramuti in un appartamento in affitto. Accetto e mi trasferisco con tutta la famiglia, li porto tutti con me. Accetto il lavoro a Roma.”

“E Mauro?”

“ Mio marito chiederà di lavorare tutto il periodo in smart, e Eleonora si staccherà da questo mondo, da Milano, da certi ambienti. Roma gli farà solo bene, si iscriverà a dei corsi di specializzazione on line, userà il periodo per iniziare un nuovo modo di vedere le cose, e io avrò quello che voglio.”

“Flavia, non me lo aspettavo.”
“Grazie capo, almeno sei sincero.”
“No! Non fraintendere, sono contento per te. Farai un bel lavoro a Roma.” “Ok. Quindi accetti per l’appartamento in affitto ? ”

“Sì, il costo non cambia. Accetto la tua proposta. Passa da Lucia, così ti organizzi con Lei. Poi ti fisso un appuntamento per domani. In bocca al lupo.”

Il treno viaggiava veloce. Roma non era poi così lontana da Milano. Li aveva spiazzati. La sua vita sarebbe cambiata. Sicuramente avrebbe avuto disagi. Il lavoro era comunque predominante nelle scelte di vita.

Non è il lavoro che segue noi, ma noi che adattiamo le nostre esistenze al lavoro. Pensava così, guardando fuori dal finestrino.

Si alzò per prendere dei biscotti dal bagaglio sopra il sedile, nel farlo un libro le cadde dalla borsa, Lezioni Americane di Calvino, lo raccolse, lo strinse a sé. Il libro che aveva letto la notte prima, il suo libro preferito, pensò alla frase che le aveva dato forza e determinazione. La leggerezza associata alla precisione e alla determinazione, non alla vaghezza o all’abbandonarsi al caso. Guardò fuori dal finestrino, un sorriso e la tranquillità dipinse il suo volto.

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