L’amatissimo Anime giapponese Ken il Guerriero compie quarant’anni e per l’occasione il film animato a esso ispirato sarà disponibile per tre giorni nei cinema italiani
“Siamo alla fine del XX secolo: il mondo intero è sconvolto dalle esplosioni atomiche, sulla faccia della terra gli oceani erano scomparsi e le pianure avevano l’aspetto di desolati deserti; tuttavia la razza umana era sopravvissuta.“
11 ottobre 1984, in Giappone è un pomeriggio autunnale come tanti, quando improvvisamente sui canali della rete televisiva Fuji Television appaiono delle scene post atomiche. Le più grandi città del mondo sono state distrutte. In contemporanea il narratore, con una voce greve, narra il contesto storico.
Quel giorno di quaranta anni fa nessuno avrebbe immaginato che un semplice Anime (cartone animato giapponese) avrebbe influenzato così tanto la cultura e le produzioni successive.
Il pubblico giapponese aveva appena assistito alla prima puntata di Hokuto no Ken (北斗の拳 ), meglio conosciuto in Italia come Ken il guerriero. Trascinato anche dal successo dell’anno precedente ottenuto del Manga di Tetsuo Hara e Buronson, la serie composta da 152 episodi venne subito venduta anche nei paesi occidentale dove ebbe un’accoglienza controversa a causa delle numerosissime scene di violenza.
In Italia venne trasmessa da emittenti private locali, per poi passare a Italia 7 e Italia 7 Gold e infine al canale Sky Man-ga! che lo ripropose per alcuni anni. Rendendolo uno degli Anime più amati nel nostro Paese.
In occasione del suo quarantesimo compleanno la serie ora è disponibile su Prime Video, mentre il Film animato del 1986 arriverà per la prima volta nei cinema italiani il 14, 15 e 16 ottobre grazie alla Stagione degli Anime al Cinema, il progetto della Nexo Studios in collaborazione con Yamato Video.
La trama
Hokuto no Ken è ambientato in una Terra post apocalittica. Le città sono ormai distrutte, gli oceani scomparsi, è rimasto solo il deserto. I sopravvissuti alla guerra nucleare di fine anni ’90 si sono rifugiati in piccole oasi dove hanno costruito dei villaggi ma sono continuamente vittime di attacchi dei predoni che distruggono e rubano tutto quello che trovano.
In questo contesto vive Kenshiro, ultimo successore della divina scuola di Hokuto, un’antichissima arte marziale con cui si può uccidere semplicemente premendo i punti di pressione (tsubo) nel corpo dell’avversario. Pur volendo vivere una vita pacifica, il protagonista si ritroverà a combattere per difendere i più deboli e gli indifesi, in una ricerca continua della giustizia, inseguendo il ricordo del suo amore perduto Julia.
Durante i suoi viaggi incontrerà altri Maestri d’arti Marziali in un percorso che lo porterà ad accrescere sempre di più la sua forza ma soprattutto la sua tristezza. Nonostante le scene crude e ricche di violenza, Ken il Guerriero è infatti una serie incentrata sui sentimenti umani: l’odio, l’amicizia, il tradimento, la redenzione ma soprattutto l’amore.
È l’amore infatti che fa muovere tutti i personaggi principali, portandoli a compiere spesso scelte estreme. In un mondo di violenza è solo l’amore che potrà riportare la pace e nuova vita al pianeta. Proprio per questo sia la sigla iniziale originale Ai o torimodose!! (愛をとりもどせ!! Riprendersi l’amore) sia quella finale “Yuria… eien ni” (ユリア…永遠に Giulia… per sempre) sono dei veri e propri inni all’amore.
È probabilmente questo il motivo del successo planetario che hanno ottenuto sia il Manga che la serie animata, tanto da metterli ai primi posti tra i più amati e venduti al mondo. Nonostante le brutture del genero umano, la violenza, le guerre e l’odio dilagante, c’è sempre una speranza.
Ed è l’amore.
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