Risultato storico ai Campionati Europei di atletica. L’Italia vince il medagliere con ben 24 podi e sale per la prima volta sul tetto d’Europa.
ROMA – No. Non è un sogno. L’Italia domina i Campionati Europei di Roma con ben 24 medaglie di cui 11 ori, 9 argenti e 4 bronzi. Nella massima competizione continentale la nostra Nazionale non era mai andata oltre al quarto posto di Praga 1978 e Spalato 1990.
Ma il vento è cambiato. Dalle storiche medaglie olimpiche di Tokyo qualcosa nella testa degli azzurri ha fatto clic. E ora festeggiano una prima leggendaria volta in testa al medagliere europeo.
Un risultato ancora più storico perché è stato doppiato il record precedente di medaglie conquistate sempre nell’edizione di Spalato con dodici podi e cinque ori. Azzurri in testa anche nella classifica a punti con ben 232. Il tutto impreziosito anche dal record di finalisti: 45.
Lontanissime le altre Nazioni, con la Francia seconda con 16 medaglie di cui 4 ori, 5 argenti e 7 bronzi. Terza la corazzata Gran Bretagna con 13 medaglie di cui 4 ori, 4 argenti e 5 bronzi. Anche nei piazzamenti vediamo sempre seconda la Francia con 193 punti e terza la Germania con 163.
Due azzurri premiati tra i dieci risultati top della manifestazione, da ricompensare con un bonus di 50mila euro: Leonardo Fabbri, oro nel peso, e la regina del mezzofondo Nadia Battocletti con la doppietta d’oro nei 5000 e 10.000 metri.
Di fronte al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in tribuna d’onore per la seconda serata consecutiva, gli azzurri continuano a far incetta di titoli. Ci pensa subito la staffetta 4×400 maschile con l’argento dietro al Belgio, segue Larissa Iapichino con lo stesso insperato risultato. Pietro Arese nei 1500 metri centra un meritato bronzo.

E infine la ciliegina sulla torta. L’ultima gara, la più spettacolare, quella che ci ha fatto urlare come pazzi in quel pomeriggio d’agosto di tre anni fa alle Olimpiadi di Tokyo. La 4×100 di Melluzzo, Jacobs, Patta e Tortu vola in 37.82 con un vantaggio abissale sull’Olanda seconda.
A meno di due mesi dalle Olimpiadi di Parigi la musica è cambiata. Ora gli atleti italiani gareggiano solo per vincere. E il sogno continua.

Argento 4×400 maschile
Dopo l’insperato argento nella 4×400 mista, l’asticella si è alzata per i quattro ragazzi della maschile. Il neo primatista italiano Luca Sito, Vladimir Aceti, Riccardo Meli ed Edoardo Scotti entrano nella storia con un altro argento, questa volta dietro al Belgio, e resistendo all’attacco della Germania terza.
L’ultima volta che i quattrocentisti sono saliti sul podio europeo era per il bronzo del 1971 a Helsinki, più di cinquant’anni fa. Azzurri che vanno oltre anche alla sfortuna con l’argento dei 400 ostacoli Alessandro Sibilio che si ritira poco prima della partenza per crampi in riscaldamento. Al suo posto Riccardo Meli.
L’avvio vede subito gli azzurri partire benissimo con Luca Sito con 45.13, secondo solo al Belga Jonathan Sacoor. Tocca ad Aceti che prende il comando davanti al Belgio. La terza frazione vede la scelta dell’ultimo secondo, Riccardo Meli, combattere con grandissima grinta con Dylan Borlée.
Ultima frazione di gara. Edoardo Scotti contro il campione europeo individuale Alexander Doom. L’azzurro prova subito a prendere la vetta nella prima curva e poi inizia un testa a testa con il tedesco Emil Agyekum. Doom fa 43.88 nel lanciato che vale oro al Belgio, Scotti un clamoroso 44.46 e precede in tuffo di un solo centesimo la Germania.
3:00.81, quarto crono italiano all time. Sul podio anche Brayan Lopez che ha corso in batteria. Gli azzurri eguagliano il miglior risultato di sempre nella specialità agli Europei, l’argento di Bruxelles 1950.
La gioia dei protagonisti è palpabile in zona mista. Sito: “Prendere un’altra medaglia è un’emozione fortissima, pur senza Sibilio abbiamo tirato fuori una prestazione forse anche oltre le nostre possibilità. Io non potevo essere più contento di quest’Europeo”.
Aceti: “Le gambe stanno benissimo, peccato non ci sia una gara anche domani. Ho gestito la frazione come avevamo ipotizzato alla vigilia. È un argento che vale oro, siamo una squadra super”.
Un commosso Meli: “Ho saputo di correre dieci minuti prima di entrare in call room, avevo paura di rovinare la gara a questi ragazzi, Vladimir in testa mi ha dato tanta fiducia”.
Scotti: “Sono contentissimo, ammetto di aver visto in Riccardo un po’ di preoccupazione, ho cercato di caricarlo di gioia, è sempre bello correre con questi compagni. Quando indosso la maglia azzurra e abbraccio questi colori non c’è alibi che tenga. È un Europeo fantastico, non potevamo essere da meno”.

Iapichino argento all’ultimo salto
L’ennesima prova di una crescita esponenziale per Larissa Iapichino. La doppia figlia d’arte fiorentina ci regala una finale ricca di suspense ed emozioni. L’azzurra parte subito bene, acclamata dal pubblico di casa, con 6,82 (-0.1) ed è seconda dietro al 6,87 della portoghese Agate de Sousa. Al secondo tentativo Larissa salta 6,84 (-0.6). La tedesca Malaika Mihambo fa un incredibile 7,22 controvento (-1.4) e ‘world lead’ per la campionessa olimpica.
Al terzo salto 6,88 (-0.7) della francese Hilary Kpatcha, allunga de Sousa con 6,91 (-0.1) come l’altra tedesca Mikaelle Assani a 6,91 (-0.6). Iapichino è quinta. Fa un ottimo salto ma è nullo di tre centimetri. L’azzurra continua a crescere di centimetro in centimetro ad ogni salto. Prima 6,86 (+1.3) al quarto e poi 6,90 (-0.8) al quinto tentativo. Il podio dista solo un centimetro.
Ultima occasione per entrare nella storia: 6,94 (+0.1). A un solo centimetro dal record personale e a tre dal suo primato indoor. L’Olimpico è in visibilio. Mattarella sorride felice in tribuna, abbracciato anche dalla madre Fiona May (due volte campionessa mondiale e due volte argento olimpico) che poi premierà la figlia sul podio.
“Volevo regalare qualcosa di magico anch’io – sorride Larissa Iapichino – e ho cercato sempre di tirare fuori qualcosa in più. Sono molto contenta della consistenza in gara, credo che sia la mia migliore serie in carriera. Avevo un po’ di crampi all’inizio, ma volevo venir fuori da quella situazione. Le occasioni devono essere sfruttate e gareggiare in casa era un’occasione unica. Sono sempre rimasta sul pezzo, all’ultimo salto mi sono detta che dovevo andare a prenderla questa medaglia. A mia mamma sul podio ho detto: ‘Non commuoverti perché altrimenti scoppio a piangere anch’io’”.

Arese finalmente sul podio
Pietro Arese finalmente ce l’ha fatta. Dopo il quarto posto di due anni fa a Monaco, riesce finalmente a conquistare quell’agognato bronzo nei 1500metri in 3:33.34 e a salire sul podio con una medaglia al collo. Un risultato conquistato in una volata palpitante con in testa il fenomeno norvegese Jakob Ingebrigtsen (3:31.95).
Parte davanti il portoghese Ignacio Fontes, ma dopo 600 metri è il campione olimpionico norvegese a prendere la testa per non mollarla più. Dietro è lotta aperta con Federico Riva e il britannico Neil Gourley in prima fila. Negli ultimi 300 metri il romano però perde posizioni e con Gourley arrivano il francese Azeddine Habz, lo spagnolo Adel Mechaal e Arese.
Ingebrigtsen trionfa in 3:31.95, alle sue spalle a 70 metri dall’arrivo sbuca il primatista italiano Arese che deve però vedersela con la rimonta dei belgi. Jochem Vermeulen passa per l’argento in 3:33.30 (personale), ma Arese riesce nell’impresa di tenersi alle spalle Ruben Verheyden. Ossama Meslek è 14esimo in 3:36.35, Federico Riva scivola una posizione più indietro, 15esimo (3:37.37).
Prima di Pietro Arese sul podio europeo della specialità erano andati solo ‘miti’ del mezzofondo azzurro: Luigi Beccali (oro a Torino 90 anni fa, bronzo nel 1938), il solo omonimo Franco Arese (campione a Helsinki 1971) e Gennaro Di Napoli (argento a Spalato 1990).
Arese nel post gara commenta proprio i podi sfiorati:
“Dopo tanti sacrifici, dopo tanti ‘quasi’, ecco l’anno delle certezze. Ho messo anima, cuore e gambe: sapevo fosse alla portata, un pizzico di rammarico c’è per l’argento molto vicino. Ho messo un mattoncino alla volta, ho messo tanta determinazione in allenamento e fuori dall’allenamento. La dedica va ai miei genitori che non si perdono una gara e sono anche qui: sono stati fondamentali. Devo tantissimo al mio tecnico Silvano Danzi.
Al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ho raccontato un aneddoto: i compagni di Nazionale mi chiamano ‘il presidente’, lui ha sorriso. Una medaglia in casa a Roma è magica: negli ultimi metri le energie erano finite, sono andato avanti grazie al pubblico, finalmente posso dire di essere un medagliato internazionale. Essere sempre lì vicino a medaglie, finali e record italiani era un po’ frustrante, finalmente ci sono approdato”.

L’apoteosi d’oro della 4×100 uomini
È l’ultima gara. La più iconica, spettacolare e attesa dal pubblico. Dopo l’oro olimpico del 2021 e l’argento iridato del 2023, il quartetto azzurro è chiaramente il favorito, anche se non sale sul podio europeo dall’argento di Barcellona 2010.
L’Italia può vincere. Ma nessuno se lo aspettava così. Un dominio assoluto. 37.82 e miglior risultato europeo dell’anno, quarto italiano assoluto. Lontanissima l’Olanda seconda con 38.46, mai successo in un Europeo un distacco così largo. La Germania conquista il bronzo con 38.52.
Rispetto a Tokyo e Budapest cambia anche questa volta un elemento del quartetto. Dentro Matteo Melluzzo in prima frazione, segue il neo campione europeo Marcell Jacobs, terza per il campione olimpico Lorenzo Patta e alla chiusura il solito Filippo Tortu.
Melluzzo parte già velocissimo staccando tutti. Cambio perfetto, Jacobs parte già lanciato e aumenta il distacco con gli avversari. Patta e Tortu confezionano il trionfo. Azzurri primi in ogni frazione. Non ce n’è per nessuno. L’Italia è sempre più d’oro. Medaglia anche per Lorenzo Simonelli e Roberto Rigali impiegati in batteria.
Molta l’emozione di Matteo Melluzzo: “Non ho parole, sono troppo emozionato, sapevamo quello che potevamo fare” seguita dalla gioia di Marcell Jacobs: “Siamo entrati in pista molto carichi e pieni di energia, abbiamo dato il 100 per cento. Il movimento è cambiato, tutti scendono in pista non per partecipare ma per fare un grande risultato. L’Italia c’è, l’atletica c’è: a Parigi vi regaleremo tante gioie”. Prosegue Filippo Tortu: “Ho sentito tantissimo il pubblico, avevo paura di non sentire l’hop di Lorenzo, è andato tutto per il verso giusto, pensavamo di essere il gruppo giusto per realizzare questa impresa. Sono orgoglioso del lavoro fatto con il professor Filippo Di Mulo e con Giorgio Frinolli, dedico questo titolo a mio padre: volevo dedicargli l’oro dei 200, gli porterò quello della 4×100”. Infine Lorenzo Patta: “Era l’obiettivo che ci eravamo messi sin dall’inizio, contava solo la vittoria”.

Campionati Europei Roma 2024 – Medaglie e piazzamenti
Oro (11): Marcell Jacobs (100); Lorenzo Simonelli (110 ostacoli); Gianmarco Tamberi (alto); Leonardo Fabbri (peso); Matteo Melluzzo, Marcell Jacobs, Lorenzo Patta, Filippo Tortu (4×100, in batteria anche Roberto Rigali e Lorenzo Simonelli); Yeman Crippa (mezza maratona); Yeman Crippa, Pietro Riva, Pasquale Selvarolo, Eyob Faniel, Yohanes Chiappinelli, Daniele Meucci (squadra mezza maratona); Nadia Battocletti (5000); Nadia Battocletti (10.000); Sara Fantini (martello); Antonella Palmisano (20 km marcia)
Argento (9): Chituru Ali (100); Filippo Tortu (200); Alessandro Sibilio (400 ostacoli); Mattia Furlani (lungo); Pietro Riva (mezza maratona); Luca Sito, Vladimir Aceti, Riccardo Meli, Edoardo Scotti (4×400 uomini, in batteria anche Brayan Lopez); Larissa Iapichino (lungo); Valentina Trapletti (20 km marcia); Luca Sito, Anna Polinari, Edoardo Scotti, Alice Mangione (4×400 mista)
Bronzo (4): Catalin Tecuceanu (800); Pietro Arese (1500); Francesco Fortunato (20 km marcia); Zaynab Dosso (100)
Quarto posto (2): Federica Del Buono (10.000); Ilaria Accame, Giancarla Trevisan, Anna Polinari, Alice Mangione (4×400 donne)
Quinto posto (4): Fausto Desalu (200); Luca Sito (400); Ayomide Folorunso (400 ostacoli); Elisa Palmero, Sofiia Yaremchuk, Sara Nestola, Federica Sugamiele (squadra mezza maratona)
Sesto posto (8): Manuel Lando (alto); Stefano Sottile (alto); Dario Dester (decathlon); Pasquale Selvarolo (mezza maratona); Riccardo Orsoni (20 km marcia); Elisa Palmero (10.000); Elisa Molinarolo (asta); Sveva Gerevini (eptathlon)
Settimo posto (3): Emmanuel Ihemeje (triplo); Federica Del Buono (5000); Roberta Bruni (asta)
Ottavo posto (4): Osama Zoghlami (3000 siepi); Andrea Dallavalle (triplo); Eyob Faniel (mezza maratona); Dariya Derkach (triplo)
Record italiani (11)
Luca Sito (400) 44.75
Lorenzo Simonelli (110hs) 13.20
Lorenzo Simonelli (110hs) 13.05
Alessandro Sibilio (400hs) 47.50
Dario Dester (decathlon) 8235
Zaynab Dosso (100) 11.01
Nadia Battocletti (5000) 14:35.29
Nadia Battocletti (10.000) 30:51.32
Sveva Gerevini (eptathlon) 6379
Ilaria Accame, Giancarla Trevisan, Anna Polinari, Alice Mangione (4×400 donne) 3:23.40
Luca Sito, Anna Polinari, Edoardo Scotti, Alice Mangione (4×400 mista) 3:10.69
Altri primati personali
Chituru Ali (100) 10.05
Mattia Furlani (lungo) 8,38 (record mondiale under 20)
Dario Dester (100) 10.76 (eguagliato)
Dario Dester (giavellotto) 63,66
Dario Dester (1500) 4:23.36
Alice Mangione (400) 51.34
Federica Del Buono (5000) 15:00.05
Micol Majori (5000) 15:20.89
Federica Del Buono (10.000) 31:25.41
Elisa Palmero (10.000) 31:38.45
Elisa Palmero (mezza maratona) 1h11:22
Alice Muraro (400hs) 54.73
Linda Olivieri (400hs) 54.99
Sveva Gerevini (100hs) 13.35
Sveva Gerevini (alto) 1,80
Valentina Trapletti (20 km marcia) 1h28:37
Photo Credits: Grana/FIDAL
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