Esattamente tre anni fa, il 3 novembre del 2020, l’anno che non finiva mai, tutti noi giornalisti di guerra, come ci chiamava il Presidente Zaia, fummo sottoposti al primo tampone per la ricerca di un’eventuale positività al virus Sars-Cov2..
Sin da quel fatidico 21 febbraio 2020, quando ci fu il primo decesso causato dal famigerato Covid 19 (allora lo chiamavamo familiarmente così) il presidente del Veneto Luca Zaia riuniva la stampa per aggiornare la popolazione sull’andamento dei contagi e dei ricoveri.
Con i giornalisti, prima in conferenza da remoto a causa del lockdown, e poi in presenza nella sala della Protezione Civile di Marghera, il Presidente analizzava i dati e comunicava le nuove ordinanze, rispondeva alle domande e affrontava le polemiche.
Per accedervi, bisognava indossare la mascherina, sottoporsi alla prova della temperatura, disinfettare le mani e naturalmente essere nella lista degli accreditati.
Solo il giorno prima, ci era stato comunicato che, vista la crescente emergenza per un’incombente seconda ondata, per accedere alle conferenze in sala stampa, avremmo dovuto sottoporci preventivamente ad un test rapido per la ricerca di un’eventuale positività al virus Sars-Cov2.

Dopo l’interminabile lockdown di marzo e aprile, c’era aria di ottimismo e davvero si pensava che il peggio fosse alle spalle, ma invece ad ottobre i contagi ritornarono a salire e così, da quel fatidico 3 novembre, cominciammo a sottoporci settimanalmente al test, prima di poter accedere alla sala stampa.
Ricordo quel giorno: c’era molta ansia da risultato negativo. Per quanto nessuno di noi avesse sintomi, la paura che nelle pieghe del setto nasale si nascondesse il virus silente, era grande.
Nel deserto di piazzale Roma a Venezia, le nostre auto parcheggiate facevano la differenza. Ordinati e distanziati, mascherati e silenziosi, stavamo ognuno con la nostra paura.
Man mano che il risultato negativo ci liberava dall’ansia, tornavamo operativi.
Non lo sapevamo, ma quella sarebbe stata ancora una lunga battaglia. Ma non era la guerra.
Oggi, 3 novembre, dopo molti mesi dall’ultima convocazione, che sinceramente non ricordo quando ci fosse stata, il Presidente del Veneto ha convocato una conferenza stampa nella stessa sede, quella della Protezione Civile di Marghera, per parlare ai Cittadini dell’emergenza maltempo. Fortunatamente sembra che le condizioni meteo stiano migliorando e che l’emergenza sia rientrata.
Serve comunque prudenza e il consiglio del presidente Zaia è di non andare a passeggiare sugli argini dei fiumi in piena poiché quello è il punto più pericoloso. Restare a casa, per chi lo può fare, è la scelta giusta.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
