Home / La terza pagina  / La rubrica del venerdì: il Piano Marshall

La rubrica del venerdì: il Piano Marshall

Constatato il successo dello studio sull’analisi della poliedrica figura di don Luigi Sturzo, come già annunciato precedentemente, Il Nuovo Terraglio ha creato una nuova rubrica che corrisponde alla terza pagina dei giornali, cioè di articoli

Constatato il successo dello studio sull’analisi della poliedrica figura di don Luigi Sturzo, come già annunciato precedentemente, Il Nuovo Terraglio ha creato una nuova rubrica che corrisponde alla terza pagina dei giornali, cioè di articoli di cultura, storia, politica, che settimanalmente affronterà un argomento cercando di analizzarne il significato. Quando si tratta di eventi, istituzioni, sigle ed organizzazioni varie, cercherà di spiegare ai propri lettori lo scopo e l’attività da essi svolta in seno alla società.

In questa puntata analizzeremo:

Il Piano Marshall del 1950

Sono due le parole che indicano il nome e l’iniziativa del Segretario di Stato Americano, George Marshall, che nel 1947 in un discorso all’Università di Harward, a nome del governo del quale faceva parte e dell’Amministrazione americana presieduta da Franklin Roosvelt, annunciava la creazione di un piano economico per la ripresa dell’Europa che era uscita dalla seconda guerra mondiale in particolari condizioni di povertà.

 

L’idea fu suggerita inconsciamente all’eminente rappresentante del governo americano dagli onorevoli italiani Mario Scelba che in quel momento era Presidente del Consiglio dei Ministri e Alcide De Gasperi, come garante istituzionale perché era in quel momento la personalità politica italiana più conosciuta nel mondo, i quali, per incarico del Parlamento italiano si erano recati in America per chiedere un prestito per sopperire alle conseguenze disastrose procurate dalla seconda guerra mondiale, durante la quale era stata decimata dei giovani morti in guerra, con un mucchio di macerie da ricostruire e tutti i servizi da ripristinare e finanziare.

 

A quella richiesta, gli USA, analizzando attentamente e con spirito di responsabilità ed altruismo, non solo concessero il prestito all’Italia, ma, come aveva annunciato il loro Segretario di Stato, produssero immediatamente una legge che appunto chiamarono Piano Marshall in base alla quale stanziarono la somma di  un miliardo e duecento quattro milioni di dollari americani, che erano una montagna di soldi all’epoca, diluiti in quattro anni da distribuire a tutte le nazioni europee che avevano ricevuto danni durante la guerra. L’effetto del piano finì nel 1951, data in cui anche l’Italia cominciò a restituire ratealmente l’ammontare del debito.

 

Con quel cospicuo aiuto, i nostri governanti allora, senza chiedere, con nuove tasse, ulteriori sacrifici agli Italiani, riuscirono a riempire il vuoto economico che la guerra aveva causato alle casse dello Stato, durante quella deprecata guerra voluta a qualunque costo da Benito Mussolini, che sicuramente non era né necessaria né opportuna.

 

E forse senza volerlo, per merito del governo italiano e degli onorevoli De Gasperi e Scelba, che si prestarono per primi ad andare in America a chiedere un prestito agli USA, ne ebbero beneficio non solo l’Italia ma anche tutti i paesi europei appartenenti alla NATO.

 

Quel gesto, fatto dall’Amministrazione Americana nei confronti del Governo Italiano e dell’Europa, sicuramente generoso, contribuì ad accrescere i rapporti d’amicizia politico militari, che del resto erano già ottimi, fra l’Italia, l’Europa Occidentale e l’America che perdurano ancora oggi.

 

A cura di Nuccio Sapuppo

Questo giornale è gratuito ma, se vuoi, puoi sostenerlo donando un piccolo contributo di 1 euro al mese, impostando un pagamento periodico a questo link.

Commenta la news

commenti

POST TAGS:

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Notizie da Venezia, Treviso, Mogliano e dintorni