Continuiamo con la pubblicazione a puntate del libro scritto dal nostro concittadino, Nuccio Sapuppo. In questa raccolta l’autore ha voluto raccontare – in forma di monografie – luoghi, avvenimenti e personaggi figli di Mogliano che si sono distinti per le opere che hanno compiuto nella loro vita
Costruito nel X secolo d.C. e consacrato nel 1597, il Duomo Arcipretale S. Maria Assunta è il principale e più antico luogo di culto di Mogliano Veneto. Anticamente faceva parte di una complessa struttura benedettina. Era costruito in fianco all’Abbazia ed era usato come luogo di preghiera per i Frati che l’abitavano. Dopo aver attraversato nei secoli diverse alterne vicende di struttura e di appartenenza, è oggi una Chiesa Arcipretale della Diocesi di Treviso e sede del Vicariato.
Per capire bene la sua storia e la sua funzione nel tempo è bene abbinarlo all’Abbazia Benedettina, della quale esistono ancora tracce evidenti a Mogliano in fianco alla Chiesa che ne faceva parte.
Alcune testimonianze storiche affidabili collocano la sua fondazione addirittura all’età paleocristiana, riferendo che dove si trova l’attuale Chiesa “c’era una pieve con fonte battesimale”, una dotazione questa che spettava soltanto alle Chiese più importanti e fabbricate volutamente in posizioni strategiche di un determinato territorio con l’esplicita autorizzazione delle Autorità Religiose e Politiche dell’epoca.
Era questa un’incombenza importantissima per le usanze di quel tempo, perché quel privilegio oltre che concederle autorità spirituale di supremazia su tutte le altre chiese del circondario, presupponeva anche la gestione e l’amministrazione di tutte le elemosine ed i lasciti sia in danaro che in oggetti preziosi fatti da fedeli facoltosi e ricchi alle varie chiese dell’intera giurisdizione.
Apparteneva alla Diocesi di Altino e solo nel VII secolo fu assegnata alla Diocesi di Treviso, in occasione del trasferimento a Torcello della Cattedra Vescovile.
La pieve di Mogliano Veneto fu definitivamente distrutta durante una tremenda incursione subita da Venezia, avvenuta nel IX secolo, da parte di Ungari i quali avevano posto i loro accampamenti nei pressi di Campalto ed erano quindi comodi nel compiere le loro razzie e distruzioni nel limitrofo territorio di Mogliano Veneto.
Dopo un periodo di quasi totale abbandono si rese necessario rifondare l’intera Chiesa dai danni subiti dal tempo ma anche da squadre di vandali che transitavano per il Terraglio, ed affiancarla al limitrofo Monastero benedettino.
Compiuta l’opera di ristrutturazione i Monaci furono sostituiti dalle Monache Benedettine (1075), che successivamente, per la loro sicurezza fisica e per sfuggire ai continui saccheggi causati da truppe di passaggio e da vandalismi perpetrati da squadre di briganti della zona, preferirono rifugiarsi tra le più sicure Mura di Treviso nel Convento di San Teonisto.
Da allora la Chiesa, ristrutturata svariate volte, gradatamente nel tempo venne acquistando sempre di più le caratteristiche di una vera e propria Parrocchia nel senso moderno del termine. Purtroppo l’usura, il tempo e le continue ristrutturazioni hanno logorato e reso indispensabile la rimessione di pezzi delle antiche dotazioni della Chiesa, privandola da preziosi accessori del suo arredamento (il pulpito, il battistero, l’organo oltre al prezioso e vasto assortimento di paramenti che la Chiesa aveva in dotazione).
• Pazienza, ormai questa è acqua passata!
• Sic transit gloria mundi! Credo che la storia abbia già emesso il suo verdetto di condanna nei riguardi di quelle gesta malsane di vandalismo e di razzie!
Prima di esaurire l’argomento Prettamente religioso dei monumenti storici della città, mi sembra doveroso completare il quadro con le persone che si sono occupati e quelle che continuano ad occuparsi della salvaguardia e dello stato di salute di codesti Monumenti curandone anche la necessaria manutenzione e l’aspetto estetico.
La prima persona che merita una menzione particolarissima, legandola a Duomo di Mogliano, è senza ombra di dubbio Monsignor Vittorio Simeoni, il quale ne è stato Parroco esemplare e dotto per un lunghissimo periodo di tempo durato quasi 30 anni, e di cui vi parleremo prossimamente.
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