Dal whatever it takes al faccio da solo, era nell’aria da sempre, rumors dissociati gossip mica tanto sommessi ma la voce era una, Mario.
La lunga carriera al tesoro, poi da governatore della banca d’Italia e al vertice della banca centrale europea mica robetta ma quando nasci figlio d’arte sei spiccio.
La difesa indefessa dell’euro e il salvataggio dalla speculazione con i primi approcci come consulente del ministro del Tesoro Goria nel 1983, quando in radio il più delle volte ti imbattevi nei Duran Duran, poi il famosissimo aneddoto che partiva dalla bandiera a stelle e strisce e da Barack Obama,“chiamate Mario“ intimava quando l’hangover bussava prepotentemente.
E anche ieri dal Quirinale hanno chiamato Mario, glissando su elezioni, specchiandosi su maldestri mandati esplorativi e consultazioni sterili e stucchevoli, incontri tra redivive forze politiche fagocitate con i leader stretti tra cappottini neri e mascherine slim.
Ora l’incarico accettato con riserva movimenta ipotesi e opinioni, sostegni e dinieghi ma consapevole dell’emergenza Mario chiederà sostegno e prospettive unitarie.
E dietro l’angolo attendono varianti, campagne di vaccinazione, rilancio di occupazione e stato sociale in netto disarmo.
Missione di alto profilo.
Instacult di Mauro Lama
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
