L’ultima luna piena sono stata incastrata da un’amica a partecipare a un “Full Moon Circle” (cerchio della luna piena). La cerimonia si trovava a Hawea Flat, nota per ospitare una comunità di hippie di seconda generazione. Dedicata solo a una decina di donne, si tiene ogni mese per celebrare la femminilità. Come siamo arrivate, la mia amica Rachel e io siamo state purificate con della salvia bianca usata come incenso. Ci siamo sedute in cerchio, e la cerimonia è iniziata. La donna che ospitava la cerimonia si è presentata e oltre al nome ha condiviso il suo più severo trauma. La superficiale cordialità se ne va a farsi benedire quando qualcuno racconta di come è stato abusato sessualmente da bambino, credetemi. Durante la cerimonia accade tutto ciò che si può definire come l’incubo di un introverso: da dover ballare con gente sobria e a luce diurna in fronte a sconosciuti, a guardarsi negli occhi tra sconosciuti per tre minuti (la ragazza che ha guardato nei miei è scoppiata a piangere e ancora non so cosa pensarne). Se a volte gli esercizi mi hanno fatto roteare le pupille, come ballare con un fiore o scegliere il tarocco adatto, me ne sono uscita con la voglia di partecipare a un’altra. Possibilmente ogni mese. Per quanto a volte sembrasse sciocco, mi è affiorata la pizzicante sensazione di essere una strega e di riscoprire quella connessione femminile che si perde normalmente tra gossip e piattaforme sociali. Deve essere stato il momento in cui in cerchio ci siamo date la mano l’una con l’ultra e abbiamo intonato un canto al potere femminile. Non mi stupirei se alla prossima si parlasse di preparare una pozione.
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