Pierre Cardin, che nasce a Sant’ Andrea di Barbarana, 770 anime sulla destra del Piave ad un passo da San Biagio di Callalta e migra dopo la guerra con i genitori in Francia che è ancora un bambino.
Ma dopo l’apprendistato da Dior ed Elsa Schiaparelli, si intuisce immediatamente che sarebbe stato un couturier innovatore, che poi in effetti scrisse la storia dello stilismo, della moda.
Dall’abito a bolle, il bubble dress, con la gonna gonfia a palloncino che fece scalpore. Ma sopra ogni capo il pret-a-porter, abiti chic finalmente alla portata di tutti e di tutti i giorni. E poi nel 59 l’approdo ai grandi magazzini Printemps a Parigi, subbuglio e invenzione dello stilista, che sdoganò il luogo per il lancio di una propria collezione. Visionario e antesignano, come nel 1960 quando ci portò nello spazio con la sua personalissima Space Age. E l’unisex, geniale modo per prescindere dal genere sessuale. Innovatore e futurista, stilista del lusso con l’anima. Forse come lui stesso ammise un rimpianto segnò una parte della sua vita, la mancanza di un figlio, poi al tramonto anche il “Palais Lumière”, l’ambizioso progetto della Torre Cardin a Porto Marghera che per via di incomprensioni e disincantati dinieghi non ebbe mai luce.
Tutto il resto resterà sempre tra di noi. Grazie Pierre.
Instacult di Mauro Lama
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