Julio Cesar viaggia sui quarant’anni e vive ancora con la madre, una donna colombiana senza dubbio dalla personalità scintillante. Abitano appena fuori Roma in una casa sul Tevere e praticano un’esistenza vissuta in simbiosi. Fino a che arriva Ines, una giovane colombiana alle prese con il suo primo viaggio come corriere della droga
Arriva finalmente nelle nostre sale dalla sezione Orizzonti della Mostra del Cinema di Venezia 2023 “El Paraíso“, opera seconda di Enrico Maria Artale, con Edoardo Pesce protagonista nei panni di Julio, che con la madre condivide tutto, abbarbicato in una storia intima, intenta alla sottrazione ma inclusa nell’amore tra genitore e figlio.
Lo spaccio e la dipendenza narrati come un intercalare chimico che transita tra affetto, traffico e amore disfunzionale che non può prescindere dai bravissimi attori, Pesce e Margarita Rosa De Francisco Baquero, premiata a Venezia nella sezione Orizzonti. La ruota è questa e gira intorno al triangolo che ovviamente comprende Ines, fino a generare un alterco affettivo che scoperchia un vero e proprio vaso di pandora pieno di rabbia, gelosia e paure.
L’amore dannatamente malato ove si congestione la pellicola riporta all’incapacità di distinguere l’arroganza affettiva e la follia, fino al gesto compiuto e sofferto di Julio che, nel ritornare per la prima volta alla sua terra d’origine schiaffeggerà in un colpo solo desideri e sentimenti.
Una vera e propria carica di elementi offuscati da egoismi, necessari per sostenere la tesi del film, in un crogiolo intimo di emozioni e vibrazioni, forse “El Paraíso” diventa libero di regalarci questo, libero e disincantato.
Photo credi by La Biennale di Venezia
Intravisti per voi di Mauro Lama
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