Blockchain e criptovaluta sono termini ormai entrati nel nostro quotidiano. Ma per capire meglio abbiamo chiesto un parere al riguardo a Giampaolo Ambrosi, direttore generale di FidoImpresa Spa, società di mediazione creditizia operante in tutta Italia
“La tecnologia blockchain è l’unica che riesca a certificare a blindare un dato, un’informazione in maniera immutabile, il suo utilizzo è sempre più diffuso nella nostra economia, soprattutto in ambito finanziario, perché permette di registrare e conservare dati, documenti, numeri, informazioni in maniera indelebile per sempre.
Sostanzialmente, questa innovazione consente, potenzialmente, di fare a meno di banche, notai, istituzioni finanziarie e così via.
Uno dei settori in cui la tecnologia blockchain viene applicata è quello della criptovaluta.
Il termine si compone di due parole: cripto e valuta. Si tratta quindi di valuta ‘nascosta’, nel senso che è visibile/utilizzabile solo conoscendo un determinato codice informatico. La criptovaluta non esiste in forma fisica (anche per questo viene definita ‘virtuale’), ma si genera e si scambia esclusivamente per via telematica. Non è pertanto possibile trovare in circolazione dei bitcoin o altre criptovalute in formato cartaceo o metallico.
Come ogni tecnologia nuova, porta cambiamenti e, come ogni cambiamento, porta dubbi e perplessità, ma è destinata ad avere un uso sempre più massiccio nella nostra società.
Ma non solo. Ci aspettiamo che diventerà uno strumento sempre più utilizzato anche per quanto riguarda le politiche monetarie delle banche centrali, che si stanno organizzando al riguardo.”
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