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Centri per l’impiego: il Veneto è un buon esempio

“In Veneto il sistema dei Centri per l’impiego è ben organizzato. È un buon punto di partenza per la riforma dei servizi e delle politiche attive del lavoro”. È il primo giudizio della Commissione lavoro e

“In Veneto il sistema dei Centri per l’impiego è ben organizzato. È un buon punto di partenza per la riforma dei servizi e delle politiche attive del lavoro”. È il primo giudizio della Commissione lavoro e previdenza sociale del Senato che, guidata dalla presidente Nunzia Catalfo (M5S, siciliana), ha scelto il Veneto come seconda tappa della ricognizione conoscitiva sull’attività e l’organizzazione dei servizi per l’impiego nelle regioni italiane e in Europa. Un viaggio-inchiesta, partito dalla Sicilia, e che avrà le prossime tappe in Lazio, Germania, Danimarca e Francia per concludersi a dicembre con la presentazione a palazzo Madama dei risultati finali della comparazione, in vista della riorganizzazione dei servizi per l’impiego e dell’introduzione del reddito di cittadinanza.

 

Nella tappa veneta la commissione, rappresentata dalle senatrici Barbara Guidolin (M5S), Nadia Pizzol (Lega) e
Roberta Toffanin (FI), è stata accolta a Venezia dall’assessore al lavoro Elena Donazzan, dai dirigenti della Direzione lavoro Santo Romano e Alessandro Agostinetti, dal direttore dell’ente strumentale Veneto Lavoro, Tiziano Barone. La visita è proseguita poi con il sopralluogo al Centro per l’impiego di Treviso e l’incontro con responsabile e operatori.

 

“Le misure attivate in Veneto – ha sottolineato la presidente della commissione del Senato, prendendo visione del modello organizzativo e dei servizi erogati – e in particolare Garanzia Giovani e l’assegno per il lavoro, che è strumento equiparabile al futuro reddito di cittadinanza, nonché il buon collegamento di rete tra servizi pubblici e privati, tra centri per l’impiego ed enti di formazione e tra Centri per l’impiego e comuni, dimostrano che qui il sistema funziona e produce buoni risultati occupazionali. I Centri per l’impiego vanno rafforzati in tutta Italia, e non solo per erogare il reddito di cittadinanza che dev’essere misura pro-attiva e non assistenziale, ma per far funzionare al meglio tutte le misure di sostegno al reddito, come Naspi e cassa integrazione”.

 

Il governo ha stanziato un miliardo di euro per potenziare i Centri per l’impiego, aumentare le risorse umane e strumentali e i riqualificarne i servizi. Per il Veneto il piano di potenziamento vale 92 nuove assunzioni per i 39 centri per l’impiego, che andranno a sommarsi ai 32 profili professionali specializzati assunti a tempo determinato con risorse regionali. “Il Veneto è già a buon punto nel processo di riorganizzazione e potenziamento – ha commentato la presidente della commissione– e se si parte da una buona base è più facile arrivare all’obiettivo”.

 

Certezza e stabilità di risorse, ma soprattutto certezza di prospettive sono le richieste avanzate dall’assessore regionale Donazzan. “La specificità del modello veneto sta nella cooperazione tra servizi pubblici e privati – ha affermato –  nella capillarità e prossimità del servizio (potenziato ora anche dalla nuova intesa con Anci per aprire in ogni comuni un punto informativo per il lavoro) e nell’aver adottato costi standard per misurare impegno ed efficacia delle diverse misure. Ma per fare vere politiche attive per il lavoro servono canali stabili di finanziamento e una visione prospettica, una nuova intesa istituzionale a lungo termine che specifichi chi deve fare che cosa, tra Stato e Regioni, e armonizzi i diversi interventi. In materia di lavoro e occupazione non c’è nulla di più deleterio e vano del cambiare politiche e misure da un anno all’altro”.

 

I numeri del Centri per l’impiego in Veneto. I 39 CPI regionali contano attualmente 380 operatori e  accolgono in media 140 mila disoccupati e inoccupati l’anno per il rilascio della dichiarazione di disponibilità, premessa per iniziare il percorso per trovare lavoro. Al 30 giugno di quest’anno gli utenti dei Centri per l’impiego realmente in cerca di occupazione in Veneto erano 292 mila. La Regione ha investito a fine 2016 oltre 4 milioni di euro a valere sul Fondo sociale europeo per rafforzare i Cpi.

 

Tra le misure erogate dai Centri per l’impiego ci sono gli assegni per il lavoro (9 mila erogati nell’ultimo anno e uno su 3 si è già tradotto in contratto di lavoro), le azioni integrate di coesione territoriale per le persone svantaggiate e più fragili (1002 destinatari e 6 milioni di risorse comunitarie impegnate), i lavori di pubblica utilità e i lavori di impatto sociale (865 contratti attivati nel 2017 nei 238 comuni aderenti, con un impegno economico di 5,2 milioni), il collocamento mirato dei disabili anche attraverso l’accordo con le cooperative sociali (15 milioni di euro impegnati) e Garanzia giovani, che in Veneto ha raccolto 82.955 adesioni effettive e vede 50330 giovani impegnati in attività effettive, e 9499 assunti in pianta stabile.

 

Il piano di potenziamento e riforma dei Centri per l’impiego (transitati dalle Province a Veneto Lavoro, a seguito delle riforme Delrio e del Jobs Act) prevede una dotazione organica complessiva per il Veneto di 517 operatori entro il 2021.

 

 

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