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Obbligo di denuncia e di comunicazione al sindaco, al Prefetto e alla polizia, dei soggetti obbligati all’isolamento fiduciario, per  permettere eventuali controlli e misure cautelari.

 

La nuova ordinanza firmata oggi dal Governatore Zaia, che rimarrà in vigore fino al 31 luglio 2020, prevede l’obbligo di isolamento fiduciario di 14 giorni per le persone entrate in contatto con cittadini positivi al tampone che tornano o arrivano da Paesi extra Schengen. Un isolamento previsto anche per le persone che rientrano in Veneto dall’estero, dai paesi “non sicuri” e che abbiano una temperatura superiore a 37.5 gradi con difficoltà respiratorie o altri sintomi riconducibili al Coronavirus.

“Le Ulss poi potranno disporre l’isolamento in strutture alberghiere o extra-ospedaliere nel caso in cui il soggetto positivo viva con i familiari in uno spazio non adeguato”.

 

Le novità più importanti riguardano i lavoratori delle aziende per i quali ci sarà l’obbligo di un doppio test del tampone per quanti rientrino in Veneto dai viaggi di lavoro, provenienti da Paesi che non fanno parte della lista dei 36 Stati*, ovvero da paesi extra Ue. I lavoratori – e le badanti – dovranno così sottoporsi a un secondo tampone di accertamento, anche se il primo è risultato negativo.

 

“Chiedo che a livello nazionale si possa portare al penale la violazione dell’isolamento fiduciario – auspica Zaia. – Mi aspetto che sul ricovero coatto si provveda, e ne ho parlato con il ministro Speranza, a trovare la modalità con un DPCM, in maniera che i sanitari decidano se provvedere all’isolamento fiduciario in casa, e se il caso è grave, di fare in modo di evitare di disperdere il virus sul territorio. Il Tso – ha aggiunto Zaia – non si fa solo per le malattie psichiatriche, lo si fa anche per epidemie o altre attività. E, quando un cittadino ha l’obbligo di essere ricoverato e non può o vuole provvedere alle cure, i sanitari hanno l’obbligo di curarlo. A noi interessa che il virus non si diffonda, e non è una questione di razzismo”.

 

Chi rifiuterà il ricovero ospedaliero, qualora sia necessario, dopo essere risultato positivo al test, sarà denunciato all’autorità giudiziaria, ma l’ordinanza prevede anche una sanzione di mille euro per i lavoratori dell’azienda che si rifiuteranno di sottoporsi al tampone. Sanzioni sono previste anche per le aziende che non segnaleranno all’Ulss di competenza di avere dipendenti da sottoporre ai test perché rientrati dall’estero. Fino ad oggi, chi partiva e tornava in Veneto entro 120 ore di soggiorno, secondo il Dpcm in vigore, non veniva sottoposto alla quarantena. “Oggi con questa ordinanza risolviamo questa mancanza”, ha concluso Zaia.

 

 

Silvia Moscati

 


*

1. Austria
2. Belgio
3. Bulgaria
4. Svizzera
5. Cipro
6. Repubblica Ceca
7. Germania
8. Danimarca
9. Estonia
10. Grecia
11. Spagna
12. Finlandia
13. Francia
14. Croazia
15. Ungheria
16. Irlanda
17. Islanda
18. Italia
19. Liechtenstein
20. Lituania
21. Lussemburgo
22. Lettonia
23. Malta
24. Paesi Bassi
25. Norvegia
26. Polonia
27. Portogallo
28. Romania
29. Svezia
30. Slovenia
31. Slovacchia
32. Regno Unito e Irlanda del Nord
33. Andorra
34. Principato di Monaco
35. Repubblica di San Marino
36. Stato della Città del Vaticano

“Chissà se Zaia accetterebbe di lavorare a cinque euro l’ora. È vergognoso che ci siano paghe del genere in strutture pubbliche e, poiché non è il primo caso, che la Regione non sia mai intervenuta”. Così Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, commenta la protesta degli addetti ai servizi di portineria dell’Ulss 2 della Marca Trevigiana che, con il nuovo appalto vinto da una mini-cordata di due cooperative, hanno visto un netto peggioramento delle loro condizioni contrattuali.

 

“Non si possono ulteriormente tollerare le gare al massimo ribasso di Azienda Zero in cui a rimetterci è l’ultimo anello della catena, i lavoratori. Da 7,11 a 5,34 euro l’ora, lordi, è una sforbiciata troppo pesante per persone che già prima non guadagnavano cifre straordinarie e che magari, complice la crisi, saranno pure costrette ad accettare una paga da fame. Ma con stipendi del genere come si fa ad arrivare a fine mese e vivere dignitosamente? Come può il lavoro malpagato nobilitare l’uomo? Su ciò attendiamo una presa di posizione di Zaia, anche perché non è un episodio isolato. Un caso analogo era scoppiato quasi due anni fa a Vicenza, con i presidi sociosanitari dell’Ulss 8; come Partito Democratico avevamo presentato un’interrogazione a dicembre 2018 che è senza risposta da 18 mesi. Se questi sono i risparmi garantiti da Azienda Zero, c’è davvero poco di cui vantarsi”.

 

“Zaia – aggiunge in chiusura il consigliere democratico trevigiano – dovrebbe intervenire visto che è un ente regionale, mostrando verso gli addetti ai servizi di portineria la stessa sensibilità avuta nei confronti delle associazioni venatorie a cui ogni anno vengono garantite centinaia di migliaia di euro, soldi spesi anche in lauti pranzi e cene di pesce, dell’inadempiente concessionario della Superstrada Pedemontana, cui sono stati assicurati 300 milioni di euro per completare l’opera, o per la sua struttura di comunicazione che costa ai veneti un milione l’anno”.

Circolare Inps sulla cassa integrazione, i centri servizi delle associazioni di categoria sono in rivolta. «Lo Stato si è preso 40 giorni di tempo per emanare la circolare, a noi danno 5 giorni di tempo per fare tutto il lavoro» protesta Mattia Panazzolo, direttore territoriale di CNA Treviso.

 

Sabato 27 giugno è uscita la circolare Inps n.78, la prima di tre previste, che rende (solo in parte) operative le ulteriori 9 settimane di cassa integrazione Covid-19 introdotte dal Decreto Rilancio.

 

Dal 17 maggio (data di pubblicazione in GU del Decreto Rilancio) al 27 giugno (emanazione della prima circolare operativa Inps) sono passati ben 40 giorni. Agli intermediari si dà invece tempo solo fino al 3 luglio per presentare alcune tipologie di domande per conto delle aziende.

 

Per ovviare ai ritardi nei pagamenti, il Decreto Rilancio ha introdotto un farraginoso meccanismo di “anticipo del 40% della cassa integrazione” al lavoratore. In sostanza l’Inps paga il 40% della cassa integrazione al lavoratore prima ancora di verificare e approvare l’intera domanda presentata dall’azienda, con l’intento di accelerare i tempi.

 

La circolare 78, che disciplina operativamente come gestire questo anticipo, assegna ora per questa casistica agli intermediari il termine del 3 luglio per la presentazione delle domande.

 

Quindi, lo Stato si prende 40 giorni per rilasciare istruzioni operative, non ancora complete, mentre gli intermediari devono fare tutto in 5 giorni lavorativi.

 

«In questi mesi, pur evitando di sparare sull’Esecutivo ma cercando di dare il nostro contributo responsabile, abbiamo sempre contestato il troppo tempo intercorrente tra l’annuncio di ogni misura, l’entrata in vigore della medesima e le istruzioni operative – denuncia Mattia Panazzolo -. A farne le spese, oltre ai lavoratori e ai cittadini, sono gli intermediari come i nostri centri servizi, che da qualunque annuncio vengono tartassati di richieste non attuabili fintanto che non arrivano le istruzioni operative. Poi, quando finalmente arrivano, ci danno pochi giorni per produrre montagne di carte».

 

Per CNA, l’emergenza Covid-19 non sarà passata invano se la burocrazia italiana correggerà le storture che la caratterizzano da sempre e mettono in evidenza lo scarso rispetto per le altre articolazioni del sistema, nonostante siano essenziali per la buon riuscita degli interventi.

 

«È un’occasione straordinaria perché niente rimanga come prima – conclude Panazzolo – come ha auspicato anche il Capo dello Stato nel suo discorso a Bergamo nel ricordare le vittime del Coronavirus».

 

Venerdì scorso, 38 giorni dopo l’entrata in vigore del decreto Rilancio, sono intanto stati stanziati i 258 milioni di euro a beneficio della FSBA, la CIG per gli artigiani, erogata dagli Enti bilaterali. In attesa di sapere quale sarà la quota stabilità per il Veneto, non resta anche in questo caso che sottolineare i ritardi. «Questa tempistica non è ragionevole né rispettosa delle impellenti necessità di chi è da mesi senza stipendio – aggiunge il direttore di CNA. – L’auspicio è di non dover attendere altri 38 giorni per ogni accredito successivo».

Riceviamo da un nostro lettore una propria riflessione sulle riaperture commerciali dell’imprenditoria italiana

 

L’articolo 1 dello statuto di Confindustria (vision e mission) informa che l’Associazione “partecipa al processo di sviluppo della società italiana, contribuendo all’affermazione di un sistema imprenditoriale innovativo, internazionalizzato, sostenibile e capace di promuovere la crescita economica, sociale, civile e culturale del Paese”.

 

Direi che, dopo questa esaustiva informazione, era logico attendersi un’attività associativa capace di interpretare le opportunità e le difficoltà dei mercati, ma l’imprenditoria italiana, nonostante il profondo cambiamento dei suoi orizzonti operativi, ha continuato ad essere più attenta ai vantaggi dei rapporti di relazione (politici compresi), che attrezzarsi per sfidare la concorrenza.

 

E così, nelle elezioni del 2016, gli industriali italiani preferirono per la carica presidenziale di categoria Vincenzo Boccia (imprenditoria assistita) a Alberto Vacchi (imprenditoria di mercato) e dopo quattro anni il mandato confindustriale è terminato non solo con l’invariata fragilità dell’economia italiana, ma anche con l’urgente deposito al tribunale fallimentare di una procedura (182 bis) che permette alla Arti Grafiche Boccia di congelare l’esposizione debitoria nei confronti di banche e creditori senza dover dichiarare l’insolvenza e fallire.

 

Dopo questo ennesimo irridente risultato e in contemporanea con la titanica lotta della politica contro il Coronavirus, Confindustria ha avuto – per termine di mandato – nuove elezioni presidenziali e Carlo Bonomi, già Presidente di Assolombarda e piccolo imprenditore del settore biomedicale, è stato designato alla presidenza con 123 voti contro i 60 della sua rivale (maggioranza schiacciante).

 

Non ho particolari conoscenze sull’attività del Designato, ma per struttura e dimensione aziendale mi sembra che il capitale di rischio impegnato dal neopresidente per la sua attività sia esiguo e frazionato, per cui sarà estremamente difficile aspettarsi anche in questo quadriennio un adeguato cambio strategico a supporto delle nostre necessità industriali.

 

Certo Bonomi gode comunque di stima e consenso ed è ritenuto uomo capace e risoluto, ma nelle sue prime dichiarazioni post elezione ha criticato il governo sottolineando, tra altre cose, l’urgente necessità di “riaprire in sicurezza” e l’importanza di recuperare l’orientamento di una politica troppo affollata di esperti.

 

Non condivido queste tesi perché le decisioni governative, anche se eventualmente errate, non hanno sicuramente privilegiato una o l’altra regione e quindi le profonde disparità evidenziate raffrontando la situazione sanitaria lombarda con la condizione dei territori confinanti (Veneto e Emilia Romagna), ci portano a riflettere non solo sull’efficacia delle rispettive risposte strettamente sanitarie, ma anche, per restare in argomento con l’attività produttiva, sulla risposta lombarda al lockdown governativo, sul numero di autocertificazioni aziendali quanto meno affrettate (12 mila richieste in un solo giorno ai prefetti), sul motivo che ha portato (dati ISTAT) 2 milioni di lavoratori al lavoro senza misure di protezione e con protocolli di sicurezza inadeguati e sulla continuità di trasporti incredibilmente affollati: ma questi comportamenti non hanno forse influito sul moltiplicarsi dei contagi? E di questi fatti Assolombarda e il suo Presidente erano inconsapevoli o attori?

 

Mi sorgono quindi molte perplessità sul concetto “riaprire in sicurezza” espresso dal Bonomi che comunque, se questo fosse il suo concreto obiettivo, avrebbe la possibilità di verificarlo in Emilia Romagna (Ferrari S.p.A. e altri) e trasferire poi le sue nuove esperienze al territorio, verificando e raffrontando i conseguenti risultati.

 

In chiusura devo aggiungere che il moltiplicarsi di esperti può sicuramente essere dispersivo, ma affidarsi alla competenza è l’unica strada che questo Paese può percorrere per cercare di affrancarsi dalle sue storiche insufficienze e inefficienze politiche, sociali, burocratiche e imprenditoriali.

 

Luigi Giovannini

L’emergenza Coronavirus, in Italia, sta dominando le notizie d’attualità e ha travolto tutti gli aspetti della nostra quotidianità.

La necessaria chiusura dell’intero Paese e il conseguente abbassamento delle serrande di qualsiasi attività ed azienda hanno messo gli italiani in una situazione surreale durante questa emergenza.
Come possono aiutarci il mondo della rete e il Web Marketing a superare questa situazione?

 

 

Il Web Marketing al tempo del COVID-19

Seppur il mercato digitale sia fondamentalmente differente dal mercato reale, il marketing digitale si rivolge comunque a persone in carne e ossa. Chiaramente se le persone sospendono tutte le loro attività o le cambiano, allora anche il web marketing si adatta e cambia seguendo i tempi.

 

Google Ads e Facebook Ads, due colossi della pubblicità online, sono i due servizi/piattaforme online che in questi giorni vedranno più interventi rispetto al solito. Così come i pezzi grossi delle vendite online, come Amazon ed E-Bay, porteranno sicuramente a chi vende grossi benefici in questo periodo di incertezze per i consumatori.

 

In questo momento quindi stiamo vivendo un vero e proprio boom degli e-commerce, così come le ottimizzazioni dei processi chiave sui siti atti alla vendita: collegamento magazzini e stock, metodi di pagamento e spedizioni, allacciamento aree utente, ottimizzazioni della pagina checkout…

 

Smart Working

Questa scomoda situazione di quarantena ha modificato di molto il modo di lavorare di tutto il paese: finalmente nel 2020 anche in Italia si è scoperto lo smart working, un metodo funzionale ed una valida alternativa alla chiusura forzata di certi ambienti lavorativi.

 

Attraverso videochiamate, webinar, webmeeting e dirette streaming si sta aprendo un nuovo mondo in cui tutti hanno l’opportunità di prendersi più responsabilità, aiutando le aziende a snellire i processi e le difficoltà del momento.

Grazie agli innumerevoli strumenti di comunicazione presenti al giorno d’oggi infatti, il non essere vicini fisicamente a qualcuno non vuol dire ridurre la comunicazione interpersonale.

 

La tua azienda è pronta a lavorare da remoto?

Una cosa sembra essere certa: bisogna reagire accelerando e approfittando del momento per sistemare tutte le cose rimandate e pianificare al meglio azioni di medio/lungo termine come la SEO su Google e l’Analytics.

 

È necessario cercare di prevedere potenziali impatti negativi sulle attività di marketing come la lead generation che potrebbe diminuire in efficacia e il lead flow all’interno del funnel che potrebbe subire rallentamenti e peggioramenti nei tassi di conversione.

 

Mettiti in contatto con gli esperti di WTN-Digital Partner e analizza le possibilità per la tua azienda: in poco tempo potresti scoprire che molte fasi del tuo lavoro si possono svolgerle da remoto, permettendoti di continuare a lavorare e vendere anche in questa situazione di emergenza.

Accesso al credito, se ne parla stasera online con l’esperto di CNA

 

L’attività sindacale e di rappresentanza di CNA si è già da un pezzo spostata completamente online, con il format CNA Restart che, nei sui primi appuntamenti, si è rivelato un successo per la numerosa partecipazione.

 

Oggi, giovedì 16 aprile, si terrà il quarto appuntamento: focus sull’accesso al credito, un tema molto sentito dagli artigiani. Il MISE infatti ha appena reso noto il modulo da presentare per accedere alle garanzie statali per i finanziamenti fino a 25mila euro, garantiti al 100% dallo Stato, secondo quanto prevede il Decreto Liquidità.

 

Il video-incontro di oggi, con la possibilità di porre domande in diretta al relatore, Rudy Bortoluzzi, direttore del confidi CNA Canova, ha per tema “Strumenti per il credito e la gestione dei flussi finanziari aziendali”. Si terrà alle ore 17. Per avere il link di accesso alla piattaforma scrivere a [email protected] o chiamare lo 0422.3155.

 

Date e temi dei prossimi video-incontri

I prossimi video-incontri, tutti a partecipazione gratuita, si terranno martedì 21 aprile (“Formazione e consulenza finanziata per adeguare le imprese alle nuove sfide” con Gloria Spagnolo) e giovedì 23 aprile (“La corretta gestione degli ammortizzatori sociali per i lavoratori dipendenti” con Valeria Boesso).

 

Il ciclo CNA Restart seguirà quindi per tutto il mese di aprile con altri video-incontri su “Recupero crediti”, “Pagamenti alternativi” e altri temi di interesse per le aziende artigiane, per le piccole imprese e i professionisti.

 

I precedenti video-incontri “Restrizioni in vigore per le attività economiche e le persone fisiche”, “Come lavorare in sicurezza ai tempi di coronavirus” e “Gli strumenti assistenziali per l’emergenza COVID-19 a beneficio delle persone fisiche” sono caricati sul canale Youtube dell’associazione.

 

«I provvedimenti dell’autorità pubblica si susseguono ininterrottamente da settimane, introducendo quasi ogni giorno sempre qualche diversa novità – spiega Mattia Panazzolo, vicedirettore di CNA territoriale di Treviso -. Per un’impresa in questo momento avere informazioni corrette e in tempi rapidi è la materia prima più importante per capire soprattutto come ripartire. Chi si tiene aggiornato e comincia da ora a riorganizzare la propria attività, avrà grandi vantaggi quando ripartirà il mercato».

Fare domanda per il bonus da 600 €, chiedere all’Inps un congedo per assistere un familiare o il congedo parentale per l’emergenza COVID-19 o inviare richiesta di riconoscimento di infortunio sul lavoro per un caso di contagio da Coronavirus in azienda: in una quotidianità stravolta dall’emergenza sanitaria, il bisogno di attivare diritti previdenziali e socioassistenziali resta immutato.

 

Per rendere accessibili questi diritti, il patronato Inas Cisl di Treviso e provincia resta operativo per assistere i cittadini su domande e procedure che non possono aspettare.

 

Numero verde 800.249307 per pratiche a distanza

“Nonostante l’emergenza – spiega Michela Fuser, responsabile Inas Cisl di Treviso – non vogliamo lasciare sole le persone. Per farlo abbiamo rimodulato le attività, in modo da consentire alle persone di stare a casa”.
Chi ha bisogno dei servizi del patronato deve chiamare il numero verde 800.249307 e spiegare quali sono le proprie esigenze. Il patronato ricontatterà gli interessati per gestire le loro pratiche, nel rispetto delle misure anti-virus.

 

“Solo nel caso in cui la presenza fisica della persona in sede si riveli indispensabile per mandare avanti la pratica prenderemo appuntamento per vederci in ufficio, perché anche se restiamo aperti esclusivamente per questo tipo di incontri, facciamo di tutto per consentire alle persone di restare a casa”, spiega Fuser.

 

Prima di tutto, quindi, bisogna chiamare il numero verde oppure il numero territoriale 0422.545611 o inviare una e-mail all’indirizzo [email protected] e attendere il riscontro degli esperti del patronato Inas per sapere come procedere per ottenere una consulenza sulla possibilità di andare in pensione, di presentare domanda per una prestazione, richiedere i congedi parentali e molto altro.

 

“Anche se buona parte del Paese si ferma per arrestare il contagio, noi siamo operativi – conclude la responsabile del patronato Inas Cisl di Treviso – per evitare che a subire battute d’arresto siano le tutele delle persone”.

“È in momenti come questi che si pongono le basi per riorganizzare la propria attività imprenditoriale in modo che, superata la crisi, sia pronta a ripartire cogliendo le nuove opportunità che si presenteranno. È oggi che ci si gioca il futuro”. Ne è convinto Matteo Busato, ingegnere, fondatore e amministratore di Make Group Srl, società che tramite i brand Make Consulting, Nuovi Talenti e LaFirma, eroga servizi per l’innovazione e lo sviluppo delle imprese con sede a Scorzè. Per questo, senza perdersi d’animo, dopo averne parlato con il suo team ha dato vita alla community “Imprenditore del futuro – insieme si vince”.

 

Oltre al suo team, ha coinvolto avvocati specializzati in diritto del lavoro e diritto societario, commercialisti, esperti di comunicazione, commercianti con grande esperienza nel settore vendite, professionisti nel mondo del credito e del fisco, imprenditori. “Si tratta di una community aperta a cui ciascun imprenditore può partecipare. Ci ritroviamo giornalmente su Facebook e in differita su Linkedin per offrire attraverso delle dirette occasioni di formazione. Lo stile – spiega Busato – non è quello della lezione, perché non siamo docenti. Preferiamo il confronto, suscitare domande, scambiando idee e proposte che si fondano sull’esperienza professionale di cui ciascuno di noi è portatore”.

 

La partecipazione a questo spazio di formazione e condivisione è gratuita e aperta a tutti: basta iscriversi al gruppo Facebook “IDF – Imprenditore del futuro”.

 

 

Il programma delle dirette prevede due appuntamenti ogni giorno, sabato compreso, alle ore 14.00 e alle ore 20.00 in cui un professionista a turno si confronta per circa mezz’ora in diretta, offrendo spunti e raccogliendo domande e proposte. I temi sono vari: da come rendere il bilancio più efficiente al saper fare rete d’impresa; dallo Smart Working al rilancio del proprio brand; dalla sicurezza in azienda allo sviluppo di prodotti innovativi.

 

“Mai avrei pensato di raccogliere così tante adesioni. Questo è il momento di dare perché domani si possa ancora ricevere. E il condividere esperienze diverse può essere la strategia vincente. Se le richieste di aiuto e adesioni al gruppo “Imprenditore del Futuro” continuano a crescere, abbiamo già pensato di ampliare il numero degli interventi Live su Facebook e LinkedIn”. Una community aperta e solidale. Busato infatti con la società Make Group Srl è tra i sostenitori delle campagne di raccolta fondi da destinare ai nostri ospedali. “Perché prima di tutto c’è da vincere la battaglia sanitaria. Aiutando i tanti professionisti, medici e infermieri, che in questi giorni sono in prima linea” conclude.

La sostenibilità è ormai una prerogativa di molte realtà, nonché un aspetto fondamentale della vita di molti. In questo senso la regione Veneto ha dimostrato a più riprese di essere all’avanguardia, istituendo iniziative finalizzate a incoraggiare aziende e cittadini a dare un contributo rilevante all’ambiente.

 

Ne è un esempio il Premio Compraverde Veneto, che lo scorso mese è giunto alla terza edizione ed è realizzato grazie al lavoro coordinato di Confindustria Veneto, Confartigianato Veneto, Unioncamere Veneto, CNA Veneto e ARPA Veneto. Il concorso è parte della Green Public Procurement, strategia adottata dalla regione per garantire che tutti i principali criteri ambientali siano rispettati e valorizzati in ogni processo che coinvolge le aziende, dalla produzione al consumo finale. Il tutto, con l’obiettivo di favorire il mercato verde.

 

Il premio in questione è però solo uno dei tanti sforzi effettuati dal Veneto nei confronti di una maggiore sostenibilità. Basti pensare che all’inizio di febbraio circa 1 persona su 3 si spostava in bicicletta, con un aumento di quasi il 10% rispetto a un decennio prima. Non mancano poi iniziative attuate nel settore del commercio, con sconti a favore dei clienti che a Mogliano preferiscono recarsi a lavoro senza l’utilizzo della macchina. Una delle tante novità di un altro progetto regionale ambizioso, chiamato “Ecoattivi”, che stimola e premia i comportamenti dei cittadini che favoriscono l’ambiente. Suddetti comportamenti non si limitano però a spostamenti più “virtuosi” ma premiano anche altre attività come conferire rifiuti all’ecocentro e offrire lavoro volontario ad associazioni “green”.

 

Come detto, gli sforzi della regione Veneto sono in linea con un trend recente che non conosce confini nazionali. Ne è esempio lampante “La Giornata della Terra”, evento mondiale annuale a supporto della protezione ambientale a cui solo lo scorso anno ha preso parte più di un miliardo di persone, tra cui alcune tra le più importanti società al mondo. Rimanendo invece in ambito nazionale, doveroso citare il festival CinemAmbiente che solo l’anno scorso ha messo in mostra 140 titoli tra film-documentari e cortometraggi, tutti con lo stesso, rilevante tema di fondo.

 

I motivi dietro il crescente interesse di tante realtà nei confronti della sostenibilità sono innumerevoli e meritano un approfondimento. Lo sono soprattutto da un punto di vista professionale ma, anche indirettamente, rappresentano un beneficio inestimabile per la vita di ognuno di noi.

 

 

Innanzitutto, è bene sottolineare come per tutte le aziende impegnate sul fronte della sostenibilità quest’ultima possa rappresentare un’opportunità di crescita e sviluppo. Se a prima vista le tante regolamentazioni possono infatti sembrare vincolanti, queste sono un investimento anche per il futuro. Non è infatti difficile immaginare che nei prossimi anni sempre più compagnie si troveranno costrette ad attuare modifiche ai propri business e agire per tempo significa non farsi trovare impreparati in un futuro non troppo lontano.

 

Apportare poi dei cambiamenti non solo ai propri processi produttivi ma anche ai propri prodotti è a tutti gli effetti un’opportunità di innovazione e di maggior fidelizzazione. Sono tanti i clienti attenti all’eco-sostenibilità e soddisfare le crescenti richieste non è altro che una chance di espansione e miglioramento.

 

Ma la sostenibilità offre anche una finestra privilegiata sul mondo dello Smart Working, perché lavorare da casa significa ridurre le emissioni generate dagli spostamenti su mezzi di trasporto. E se è vero che lo Smart Working è già una realtà che si va consolidando, soprattutto in quest’ultimo periodo, non tutti ne colgono appieno l’enorme potenziale in termini di produttività e organizzazione. Anche in questo caso la sfida della sostenibilità rappresenta un incentivo in più.

 

Infine, ma non per ordine di importanza, a beneficiarne è soprattutto l’ambiente. Le risorse naturali sono differenti da quelle umane perché non sostituibili e vanno sfruttate con parsimonia, onde evitare conseguenze nefaste per la popolazione mondiale. Un modello sostenibile significa quindi garantire longevità a tutti i processi professionali e non che contraddistinguono le nostre vite.

 

Affacciarsi alla sostenibilità, come egregiamente fatto dalla regione Veneto negli ultimi anni, significa avere benefici immediati e tangibili. Ma, soprattutto, significa volgere il proprio sguardo al futuro e continuare a evolversi.

“Una risposta concreta e tempestiva, attraverso la quale contemperare le misure di contenimento della diffusione del COVID-19, di tutela della salute, di sostegno alle famiglie, con la necessaria continuità dell’azione amministrativa.”

È questa la motivazione che ha spinto il sindaco Romanello ad attivare, già da venerdì 6 marzo, presso il Comune modalità flessibili per lo svolgimento della prestazione lavorativa dei dipendenti comunali.

 

“Diverse le possibilità che offriamo ai nostri lavoratori”, spiega il sindaco:

• dal lavoro a distanza, che si è riusciti ad attivare in tempi record;
• al ricorso a una maggiore flessibilità dell’orario in entrata e in uscita, con possibilità di recupero anche in giorni diversi da quelli stabiliti dal consueto orario di lavoro, assicurando il regolare svolgimento delle attività istituzionali e la normale apertura degli uffici pubblici comunali;
• all’incentivazione nella fruizione di congedi ordinari e ferie, proprio in questo periodo.”

 

“Con questi provvedimenti – aggiunge Romanello – intendiamo agevolare in modo particolare:

• i lavoratori portatori di patologie che li rendono particolarmente esposti al virus;
• genitori lavoratori che debbano occuparsi di figli piccoli in questo periodo di asili e scuole chiuse;
• lavoratori che per raggiungere la sede lavorativa debbano avvalersi di servizi di trasporto pubblico.

 

“Prevenzione, tutela della salute, sostegno alle famiglie – sottolinea Romanello – sono questi gli obiettivi che garantiamo con decisioni tempestive per affrontare concretamente i problemi delle persone.”

Possibilità delle quali i lavoratori potranno usufruire per il perdurare dell’emergenza epidemiologica.

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