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Ieri è iniziato il festival nella Marca Trevigiana dedicato al business e alla creatività con un calendario ricco di eventi. Dalle quasi cento candidature al Premio per le start up, sono solo dieci le finaliste, tra le quali le trevigiane “Globescovery”, “Mysafe-watch” e “Connex Desk”

 

Al via la seconda edizione della Treviso Creativity Week, il festival di quattordici eventi e due premi che si celebra nel Trevigiano dall’11 al 20 ottobre, dieci giorni dedicati al genio creativo e al business pensati da Innovation Future School. Dalle quasi cento candidature al bando del “Premio Creativity Startup del Veneto”, che mette in palio 2.500 euro in denaro al primo classificato e 10.000 euro in servizi e benefit per lo sviluppo dei progetti per gli altri classificati, sono state selezionate le dieci start up che parteciperanno alla finalissima il prossimo 19 ottobre all’auditorium Sant’Artemio, nella sede Provincia di Treviso.

 

Tra queste anche tre start up di Natale a Treviso: Globescovery, Mysafe-watch e Connex Desk. Matteo Novello, trevigiano, con laurea all’universita Ca’ Foscari di Venezia e laurea magistrale all’Università Bocconi, insieme a Mattia Donà, Davide Trezzi e Tommaso Carpi compone il team della start up “Globescovery”, un’applicazione che grazie alla geolocalizzazione e ai contenuti foto e video etc provenienti dallo smartphone realizza automaticamente un diario di viaggio modificabile dall’utente in qualsiasi momento. “Questa applicazione – spiega Novello – crea il proprio diario di viaggio in modalità privata, quindi in un’area riservata o in area pubblica, condividendolo con gli altri utenti da cui potranno trarre ispirazione per il loro prossimo viaggio. Sarà inoltre possibile creare un book fisico da conservare o regalare alle persone più care”.

 

Nell’ambito dell’Health arriva invece “Mysafe-watch”, il gruppo formato da Federico Casagrande da Vittorio Veneto, Alberto Simoni, Beatrice Testolina e Maria Russello,tutti studenti dell’università Ca’ Foscari di Venezia. “Mysafe-watch – spiega Casagrande – è un innovativo smartwatch che risponde alle esigenze dei malati di Alzheimer e dei loro familiari. Questo orologio oltre che essere di facile utilizzo è dotato di tecnologia NFC, che permette al malato di poter effettuare dei pagamenti entro la soglia definita dal familiare, di un GPS integrato grazie al quale il familiare può impostare delle save-zone, anche in base alle fasce orarie, e di venire avvisato nel momento in cui il malato dovesse uscire da tali zone. È inoltre waterproof e non removibile dal paziente. Mysafe watch si suddivide tra uno smartwatch, per il paziente e un’applicazione per il familiare”.

 

A chiudere la rosa degli innovatori, anche il colombiano, ma trevigiano d’adozione, Eduardo Otero Rodriguez con “Connex Desk”, la start up che propone soluzioni tecnologiche per agevolare il lavoro di squadra. “È ormai risaputo che negli ambienti di lavoro il valore della collaborazione è un fattore chiave per il successo – racconta Eduardo – La tecnologia aiuta molto chi decide di lavorare in team e per questo motivo ho pensato di integrarla anche negli elementi di arredo, trasformando scrivanie in tablet 2D e 3D che permettono di condividere facilmente file tra colleghi oltre ricaricare via wireless i vari dispositivi”.

 

Assieme a loro, tra le dieci in gara c’è anche “Babylon” che sfrutta la tecnologia dell’idroponica per poter costruire delle serre sopra i supermercati, “Covergel” che propone una linea di abbigliamento basata sull’endotermia evaporativa, “Flood HyDrone” che addirittura è in grado di prevenire catastrofi alluvionali. Tante idee innovative che spaziano dall’hi-tech & digital al fashion, dal food and forniture (le tre “F” del made in Italy) al campo sociale e culturale, ma solo una salirà sul podio dei vincitori.

Oggi alle 11 verrà inaugurato con l’apertura al pubblico nella stazione di Santa Lucia Venezia il nuovo KFC, locale di fast food e colosso del pollo fritto.

 

Questa di Venezia è la seconda apertura di KFC nel veneziano. Il primo fu aperto due anni fa nel centro commerciale Valecenter di Marcon.

 

Il locale che oggi apre al pubblico è di 230 metri quadri con 230 posti a sedere e offre anche postazioni per la ricarica dei cellulari e dei computer. Produrrà 35 nuovi posti di lavoro.

 

Fonte: VeneziaToday

Mancano davvero pochi giorni al prossimo convegno nazionale della Fondazione Centesimus Annus Pro Pontefice, che sarà ospitato sabato 6 ottobre a Padova, nella splendida Sala dello studio teologico-chiostro della Magnolia della Basilica del Santo.

 

Aperto alla partecipazione di simpatizzanti e membri aderenti di lingua italiana, l’evento avrà per titolo “Il lavoro è amico dell’uomo e l’uomo è amico del lavoro”: una frase pronunciata dal Santo Padre Francesco lo scorso anno, in occasione dell’incontro con il mondo del lavoro presso lo stabilimento ILVA di Genova.

 

Un convegno quindi improntato sul tema lavorativo, che si aprirà alle ore 9.00 con la celebrazione della Santa Messa nell’oratorio di S. Giorgio, e sarà poi inaugurato da Domingo Sugranyes Bickel (presidente della Fondazione CAPP), cui seguirà un breve intervento del prof. Giovanni Marseguerra (coordinatore del comitato scientifico della Fondazione).

 

 

L’incontro, suddiviso in tre sessioni, fornirà l’occasione per approfondire le criticità e le sfide appartenenti alla sfera lavorativa e per ragionare sugli investimenti possibili in tema di formazione e di innovazione, senza perdere di vista le opportunità offerte dal progresso tecnologico.

 

Per chiudere la giornata in bellezza è stata organizzata anche una visita guidata alla magnifica Cappella degli Scrovegni (dalle 16.45 alle 18.30), che sarà seguita da un piacevole evento sociale con cena nella splendida location dell’antico Orto botanico cittadino.

 

 

Per chi lo desidera, ci sarà l’occasione di stare insieme anche nella giornata di domenica 7 ottobre, con la visita guidata al Gran Teatro La Fenice di Venezia.

 

Ottantadue persone disabili potranno trovare lavoro entro il 2023 nelle sedi territoriali venete dell’Agenzia delle Entrate, grazie all’accordo tra Regione Veneto e Agenzia. Il primo schema di convenzione con l’Agenzia delle Entrate per l’applicazione della legge 68/1999 sul diritto al lavoro delle persone disabili e il collocamento obbligatorio è stato approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore al lavoro Elena Donazzan.

 

La convenzione  prevede un programma graduato di assunzioni mirate, a tempo indeterminato, di ‘addetti alla segreteria’ che interesserà la sedi di Belluno (previste 6 assunzioni), Padova (12), Rovigo (5), Treviso (11), Venezia (30), Verona (8) e Vicenza (10). Il titolo di studio richiesto è il diploma di scuola secondaria di primo grado.

 

“L’accordo con l’Agenzia delle Entrate prevede la mediazione dei Centri per l’Impiego, che provvederanno a incrociare le esigenze dell’ente pubblico con le graduatorie degli aventi diritto – specifica l’assessore Donazzan – La Regione Veneto, per parte sua, si impegna a fornire, tramite Veneto Lavoro, consulenza e tutoraggio ai lavoratori inseriti, nonché a verificare annualmente l’applicazione del programma concordato”.

 

“L’intesa tra Regione e Agenzia – conclude l’assessore – dimostra che il diritto al lavoro non è un vuoto enunciato ma un diritto reale ed esigibile, se c’è – come in questo caso – un comune impegno a fare di un obbligo di legge una opportunità e ad accompagnare gli inserimenti con interventi formativi che valorizzino le capacità delle persone in sintonia con le esigenze del pubblico impiego”.

Saldo negativo per 150 posizioni, l’occupazione è ai livelli pre-crisi ma registra una brusca frenata nel mese di giugno. Aumentano le assunzioni degli under 30 e i contratti a tempo indeterminato, ma crollano di tutte le forme contrattuali atipiche e del tempo determinato

 

Il mercato del lavoro in provincia di Treviso chiude il secondo trimestre del 2018 con un saldo negativo per 150 posizioni. Rispetto alle dinamiche pienamente positive di aprile e maggio, quando è stato raggiunto il picco occupazionale record di 5.755 unità rispetto all’“anno zero” della crisi, il maggio 2008, il mese di giugno ha fatto registrare una frenata sul fronte occupazionale, solo in parte riconducibile alla scadenza dei contratti a termine degli insegnanti. È quanto emerge dal report sull’andamento del mercato del lavoro nel secondo trimestre del 2018 realizzato dall’Ufficio Studi della Cisl Belluno Treviso e presentato oggi a Treviso dal Segretario generale Cinzia Bonan e dal Segretario Gianni Pasian. “Il trend occupazionale positivo in corso dall’inizio dell’anno prosegue – spiega Bonan -, tant’è che a maggio di quest’anno la Marca aveva superato i livelli pre-crisi per 5.755 posizioni: a giugno, però, qualcosa è cambiato, perché il saldo è calato a 1.275. È il segnale preoccupante di una trasformazione in corso che va monitorata con attenzione”.

 

Gli oltre 30 mila posti di lavoro persi durante la crisi sono stati ampiamenti recuperati e nel mese di maggio è stato raggiunto il massimo occupazionale dal 2008. Il secondo trimestre dell’anno però ha chiuso con saldo negativo: -150. La variazione ha interessato principalmente le donne (-1.615 unità contro -1.380 dello stesso periodo dello scorso anno: si tratta soprattutto di insegnanti con contratto scaduto a giugno). Tra le età, i lavoratori con meno di 30 anni, in linea con lo stesso trimestre del 2017, aumentano di 2.100 posizioni (2.175 nel secondo trimestre 2017). Prosegue iltrend negativo per i lavoratori tra i 30 e i 54 anni (-1.100) e per gli over 54: il saldo è -1.150, un anno prima era -930.

 

Il settore dell’istruzione chiude con saldo in negativo-3.445 a causa della fine dell’anno scolastico e relativa risoluzione dei contratti dei docenti a tempo determinato. L’industria cresce ma lo fa più lentamente, sia rispetto ai primi tre mesi dell’anno, che in confronto allo stesso periodo dell’anno scorso: il saldo è a +1.705, contro +1.995 del 2017. Il settore metalmeccanico chiude il trimestre con saldo a +595, inferiore allo stesso trimestre dell’anno scorso (+845); in crescita l’industria della chimica-plastica (+310, migliore del 2017 che cresceva di quasi 100 unità in meno) e le industrie alimentari con + 210 rispetto a +185 dell’anno scorso. Robusta la ripresa del settore delle costruzioni, che chiude il trimestre con un saldo di +430 contro +135 dello stesso periodo dell’anno scorso. Boom anche per le attività immobiliari, che passano da +15 a +265, a indicare che la crisi del mattone è in fase risolutiva. Saldi positivi ma inferiori allo stesso trimestre dell’anno scorso per i servizi, 1.130 nel 2018 rispetto a 1.470 del 2017. Tra questi, più elevata la variazione nel terziario avanzato (+355, nel 2017 erano 265), nelle già citate attività immobiliaritrasporti e magazzinaggio (da saldo 0 del 2017 a +120), nel commercio all’ingrosso (+205 contro i +135 del 2017). In sofferenza il commercio al dettaglio (+35 contro +220 del 2017), servizi di pulizia (-135), quelli finanziari (-115) e sanità/servizi sociali (-35).

 

Passando all’analisi territoriale si ricava che solo Oderzo ha un saldo positivo delle posizioni da dipendente (260 unità); Treviso, Pieve di Soligo, Montebelluna e Castelfranco Veneto mostrano saldi di poco negativi (meno di 50 unità), ma in peggioramento rispetto al 2017. Più pesanti i saldi diConegliano e Vittorio Veneto, rispettivamente -155 e -120, quando l’anno prima erano 65 e -95.

 

Osservando le forme contrattuali, l’unica tipologia che cresce in maniera esponenziale nel secondo trimestre è il tempo indeterminato (+585 contro i -575 del secondo trimestre del 2017) spinto dalle trasformazioni dei contratti a tempo determinato. Anche l’apprendistato ha sostenuto il saldo del trimestre con 340 posizioni aggiuntive, valore in linea con i 335 registrati nel 2017. Positivo il saldo dei contratti in somministrazione, ma ben inferiore al 2017: 900, peggio dei 1.305 del 2017. Crolla il saldo dei lavori a tempo determinato che passa da -910 del 2017 a -1.975. Da registrare anche ilcrollo dei contratti a chiamata, che nel secondo trimestre 2018 sono un terzo rispetto allo stesso periodo del 2017 (600 contro 1705).

 

“I posti di lavoro persi in 10 anni di crisi sono stati complessivamente recuperati – commenta il segretario generale Bonan – ma questo trimestre registra degli indicatori che non vanno sottovalutati perché evidenziano che da giugno c’è un cambiamento in corso, un rallentamento, che può essere riconducibile anche ai segnali contradditori che la politica sta manifestando e alla conseguente preoccupazione delle imprese di fronte all’incertezza programmatoria, alle politiche anti-europeiste che non aiutano i mercati, a partire dall’export, ai mancati investimenti e alla carenza di politiche economiche e industriali nazionali realmente sostenibili. L’occupazione cala laddove il mercato del lavoro è più fragile e precario: fra contratti atipici e a termine, la Marca ha perso, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, 2.575 posizioni, mentre ne ha guadagnate un migliaio a tempo indeterminato. Questo ci porta a pensare che lo strumento degli sgravi contributivi previsti dalla Legge di bilancio 2018 ha dato dei buoni risultati per incrementare la stabilità dell’occupazione, ma ci deve far riflettere anche una evidente e sempre più marcata differenza tra la realtà e la sua percezione. Da mesi si discute di decreto dignità e lavoro precario, e oggi ci rendiamo conto che quest’ultimo è in diminuzione, mentre l’occupazione stabile sta crescendo”.

 

“Va sottolineato anche l’utilizzo dei contratti di apprendistato – aggiunge il segretario Gianni Pasian -, che è costante rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso, che va sostenuto e utilizzato maggiormente e che deve rappresentare un punto di partenza per offrire ai giovani ottime opportunità di inserimento e di professionalizzazione. A preoccuparci, oltre alla frenata di giugno, che ha interessato soprattutto l’industria, è l’espulsione dal mercato dei lavoratori over 54 per i quali sono urgenti politiche attive specifiche per la riqualificazione e il ricollocamento, e risorse e strategie per la formazione continua ed eventuali incentivi di fine carriera per chi è vicino alla pensione”.

Grazie alla partecipazione del Comune a progetti di inclusione sociale e professionale, alcuni moglianesi, giovani o appartenenti a categorie protette hanno trovato un lavoro o sono state inserite in percorsi formativi al termine dei quali la prospettiva di un lavoro è possibile.

 

A un anno dall’avvio delle progettualità legate all’inclusione, quindi, un primo parziale bilancio è assolutamente promettente. Il Comune di Mogliano Veneto aderisce, infatti, in qualità di partner di rete, al Progetto Re.T.I. “Rete Trevigiana per l’Inclusione” che, con finanziamenti europei e regionali, ha il duplice obiettivo di ridurre il numero delle persone a rischio di povertà ed esclusione e di sostenere la persona nel suo percorso di reinserimento nel mercato del lavoro.

 

“La nostra rete di welfare a disposizione delle fasce più deboli della popolazione collabora con altre istituzioni e agenzie del territorio per poter allargare il più possibile le opportunità, nell’ottica dell’inclusione e del prendersi carico di chi è in difficoltà, cercando di non lasciare mai nessuno indietro. Stiamo anche ampliando le opportunità per la creazione di un Patto territoriale che vede il coinvolgimento di più amministrazioni comunali, con l’obiettivo di partecipare ai bandi regionali ed europei in materia di inclusione sociale”, commenta il sindaco di Mogliano Veneto, Carola Arena.

 

Per quanto riguarda il Progetto RETI (AICT), di cui è pronta una nuova edizione, i servizi moglianesi hanno segnalato quattro candidati, di cui uno per le categorie protette, uno dei quali ha concluso positivamente il percorso formativo con tirocinio, al termine del quale ha avuto un contratto a chiamata.

 

Sono stati contemporaneamente rilevati anche altri risultati a livello “individuale” legati all’autostima e all’attivazione di altri percorsi di rafforzamento professionale e formativo. Altri candidati sono stati segnalati per diversi colloqui e sono in attesa di un inserimento lavorativo.

 

Tre tirocinanti su quattro segnalati dai servizi per il Progetto “Patto territoriale” in collaborazione con Caritas Tarvisina e cooperativa ERGA hanno ottenuto al termine del percorso un contratti di lavoro, anche tramite l’inserimento nel percorso di Garanzia Giovani, che prevede un iter formativo e la possibilità di partecipare a tirocini, prima di affrontare il passaggio finale verso un lavoro.

 

Inoltre, nell’ambito dei percorsi di accompagnamento educativo alla ricerca lavorativa che sono svolti dai servizi comunali con l’intervento di un’educatrice esterna, sono state circa venti le persone che seguite per la compilazione dei CV e per gli accompagnamenti educativi. Grazie alla partecipazione della rete di Ecipa, infine, alcune persone hanno potuto partecipare a percorsi di un altro bando specifico per le categorie protette, tutti conclusi positivamente.

 

“In un periodo difficile sul fronte del lavoro, soprattutto per disoccupati di lungo periodo e per situazioni svantaggiate, crediamo che già solo il sostegno formativo che aumenta autostima e consapevolezza delle persone seguite dai nostri servizi dei propri mezzi sia una gran spinta, anche se naturalmente il nostro obiettivo rimane quello di concludere i percorsi con un vero lavoro e per questo siamo impegnati”, conclude l’assessore alle Politiche sociali Tiziana Baù.

Questa mattina a Campocroce di Mogliano Veneto si è verificato un grave incidente sul lavoro: Michele Ferrazzo, 53 anni, è rimasto asfissiato.

L’incidente mortale è avvenuto nella ditta Euro 5, specializzata in stoccaggio dei cereali, mentre Ferrazzo si trovava all’interno di una fossa per stoccaggio. Il decesso è stato causato dai fumi dell’ammoniaca usata per la disinfestazione.

Sono intervenuti i vigili del Fuoco e i tecnici dell’Ulss 2, che indagano sulle cause insieme ai carabinieri di Mogliano.

 

Fonte: Oggi Treviso

Il Governo ha firmato il Decreto relativo alle risorse finanziarie che il ministero dello Sviluppo economico metterà a disposizione per la riconversione e riqualificazione dell’area di crisi industriale complessa di Porto Marghera a Venezia, a seguito della call di Invitalia del febbraio scorso che aveva registrato in totale 59 manifestazioni d’interesse. Nello specifico, il Governo ha assunto un impegno finanziario di 20 milioni di euro per sostenere la realizzazione di investimenti produttivi di dimensioni non inferiori a 1,5 milioni di euro. Le risorse ministeriali saranno integrate dai fondi della Regione Veneto, finalizzati al sostegno di interventi di riqualificazione e l’adeguamento delle competenze professionali e dell’occupazione.

 

“La grande collaborazione tra Comune, Città Metropolitana e Regione, in particolar modo con il presidente Luca Zaia e gli assessori Elena Donazzan (Lavoro) e Roberto Marcato (Sviluppo economico) ha portato a questo importante risultato, non solo per Porto Marghera, ma per tutta Venezia e il Veneto – commenta il sindaco Luigi Brugnaro – Al Governo va il nostro ringraziamento per aver dato una risposta concreta alle 43 manifestazioni d’interesse di imprenditori che hanno deciso di investire nel nostro territorio un totale di 556 milioni di euro, che creeranno 895 nuovi posti di lavoro. Cento anni fa nasceva Porto Marghera; questi 20 milioni, cui si aggiungono i 6,7 milioni della Regione, puntano al futuro, diventando il segnale tangibile per assicurare le condizioni necessarie allo sviluppo del territorio e al suo rilancio, sia in termini produttivi che occupazionali. Sono previsti inoltre altri finanziamenti regionali specifici per gli investimenti sotto il milione e mezzo di euro, con un potenziale di altri 16 interventi, con 10 milioni di euro di capitali privati, che creeranno un centinaio di nuovi occupati. È un grande risultato di squadra, ottenuto grazie alla collaborazione di tutte le istituzioni nazionali, regionali e locali, Invitalia e le parti sociali ed economiche interessate”.

 

La firma del Decreto consente di pervenire in tempi rapidi alla sottoscrizione, da parte del Comune di Venezia e degli altri soggetti coinvolti, a un Accordo di programma con cui saranno puntualmente definite le modalità di erogazione delle agevolazioni previste per favorire la crescita e lo sviluppo dell’area di crisi in attuazione del Progetto di Riconversione e Riqualificazione industriale di Porto Marghera – Venezia.

 

In particolare, con la sottoscrizione dell’Accordo di Programma il Comune di Venezia si impegna a:

– collaborare con Invitalia nella definizione dell’offerta di opportunità insediative nel territorio comunale e nelle attività di promozione e comunicazione previste;
– prevedere, in accordo con gli altri soggetti istituzionali coinvolti, azioni di semplificazione e/o accelerazione dei percorsi procedurali necessari all’insediamento delle imprese;
– individuare un referente unico per accompagnare gli investitori nella fase iniziale di raccolta delle informazioni (es. ricognizione lotti/stabilimenti industriali disponibili) e nel corso dell’iter amministrativo di insediamento;
– essere parte attiva del Gruppo di Coordinamento e Controllo.

Dopo il bando per la startup più creativa, al via anche le candidature per il Premio Donna Trevigiana dell’Anno. Gianpaolo Pezzato presidente di Innovation Future School: “Vogliamo promuovere, incentivare e sostenere personalità femminili di spicco della provincia di Treviso in tutti gli ambiti della società”

 

Nell’ambito della Treviso Creativity Week 2018, festival dedicato alla creatività e all’innovazione in tutte le sue forme e declinazioni in programma dall’11 al 20 ottobre nella Marca Trevigiana, si è voluto dedicare una particolare attenzione all’apporto rilevante delle donne nel contesto socioeconomico, non ancora adeguatamente evidenziato e valorizzato.

 

In questo senso è stato fondato il primo premio “Donna trevigiana dell’anno”, con l’intento di contribuire a dare visibilità agli sforzi e alla creatività delle donne in tutti gli ambiti della società per promuovere in questo modo modelli di azione ed esperienze che stimolino e siano di ispirazione per altre donne a essere sempre più protagoniste del nostro tempo. Sarà votata una donna trevigiana (nata o residente stabilmente in provincia di Treviso), imprenditrice e non, che si sia distinta per un particolare contributo alla società o per un’iniziativa che abbia una ricaduta positiva a livello economico e sociale, sia locale che nazionale o internazionale.

 

La giuria assegna alla prima classificata un premio in denaro di 700 euro da destinare a sostegno della causa per la quale è stato riconosciuto il premio e un’opera artistica realizzata da un team di studenti del Liceo Artistico di Treviso. Il nome della vincitrice sarà comunicato nella mattina di sabato 20 ottobre 2018 nel corso dell’ultima tappa della Treviso Creativity Week in programma presso il salone del Palazzo dei Trecento di Treviso.

 

Come si partecipa? Entro martedì 25 settembre 2018 tramite il form online o via email all’indirizzo [email protected]

Potranno essere inviate sia auto candidature spontanee che segnalazioni di profili di donne ritenute particolarmente meritevoli.

 

Il premio è un’iniziativa promossa dall’associazione Innovation Future School, organizzata con il supporto di VOLKSBANK e con la collaborazione delle principali realtà impegnate nella valorizzazione e sostegno in tutti i suoi del mondo femminile: l’associazione Rete Al Femminile di Treviso, LEI – Center for Women’s Leadership dell’Università Ca’ Foscari Venezia, la Consigliera di Parità per la provincia di Treviso, AIDDA – Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti D’Azienda, Confcommercio Terziario Donna Treviso – Unascom ed il MO.I.CA – Movimento Italiano Casalinghe.

Quest’estate potrebbe essere l’occasione giusta per riflettere su cosa fare da grandi. Il lavoro rappresenta una parte importante della nostra esistenza e trovare il lavoro giusto è un sogno, un punto d’arrivo per ognuno di noi. C’è chi con coraggio e un pizzico di intraprendenza ha scelto professioni che permettono di viaggiare e lavorare allo stesso tempo. Non si tratta di un sogno a occhi aperti, ma di opportunità reali che se conosciute possono davvero permetterci di lavorare e allo stesso tempo di scoprire luoghi meravigliosi in giro per il mondo.

 

Uno degli aspetti che più colpiscono dello smart working è la possibilità di gestire la propria attività da remoto, senza bisogno di andare tutti i giorni in ufficio. È quello che si chiama nomadismo digitale ed essere un nomade digitale offre un’opportunità unica per viaggiare e scoprire Paesi diversi. Certo ci sono alcuni indispensabili parametri da valutare per intraprendere una simile professione. Innanzitutto l’adattabilità. La flessibilità è fondamentale e bisogna costruirsi una professione che permette di lavorare da remoto.

 

Copywriter, traduttori, e tutti coloro che lavorano grazie al web e a una connessione internet possono gestire la propria attività a distanza. L’altro aspetto da valutare è il Paese che sceglierete come base, temporanea,  ovviamente. Una connessione internet affidabile e veloce è un  supporto imprescindibile. Un basso costo della vita vi permetterà di ottimizzare al meglio le vostre entrate. Per il resto avete il mondo di fronte per scegliere il luogo più adatto alla vostra nuova attività di nomade digitale.

 

Se viaggiare e lavorare è il vostro sogno nel cassetto, l’accompagnatore turistico potrebbe diventare la vostra professione. Questo lavoro vi permetterà di scoprire Paesi stupendi senza sborsare un euro. Certo la professione di accompagnatore turistico richiede particolari attitudini che devono essere ben valutate prima di intraprendere questo percorso lavorativo. Prima fra tutte un’ottima capacità di relazione unita a una scrupolosa attenzione per i dettagli e per tutti gli aspetti amministrativi per la corretta gestione del viaggio. Il gruppo che vi verrà affidato dipenderà esclusivamente da voi e starà a voi risolvere ogni piccolo o grande problema che si presenterà durante il tour. E infine un’attitudine per le lingue e quella curiosità innata che contraddistingue ogni vero viaggiatore.

 

Una professione che spesso nel nostro Paese è trascurata, ma che rappresenta una sicura opportunità di lavoro e un’esperienza unica per girare il mondo è quella di croupier sulle navi da crociera. Un salario minimo garantito più le mance da parte dei clienti. Vitto e alloggio assicurati e la possibilità di visitare mete da sogno in un ambiente dinamico e divertente. Questo è il lavoro di croupier sulle navi da crociera.

 

Certo è la vita a bordo non è sempre tutta rosa e fiori. Si lavora sette giorni su sette con orari notturni, ma anche nel nostro Paese molti giovani stanno studiando per intraprendere  questo percorso lavorativo. Se poi la vita a bordo non fa per voi, ma comunque amate viaggiare, le nuove tecnologie adottate da casino online come quelli della piattaforma PokerStars Casino ci suggeriscono altre inaspettate possibilità. Tra queste l’esperienza live che prevede croupier in carne e ossa che gestiscono la sala virtuale a cui accede l’utente. Uno smart job che in futuro potrebbe conoscere un successo ancora maggiore di quello attuale.

 

Pronti a salpare verso porti sconosciuti? Il lavoro di skipper è quello che fa per voi. Una carriera che vi permetterà di viaggiare in giro per il mondo a bordo di yacht, navi a vela e a motore alla scoperta degli angoli più belli del mondo. La vita a bordo richiede dei sacrifici e il lavoro è duro e spesso interagire con i clienti è molto molto difficile, ma se il mare è la vostra seconda casa e non temete il duro lavoro allora potreste valutare seriamente di intraprendere la carriera di skipper. I compensi variano ovviamente dal tipo di ingaggio, dalla sua durata e dall’imbarcazione che dovrete portare. La pazienza e la fermezza sono doti essenziali per un buon skipper. La conoscenza del mare e dei suoi segreti ve la farete con il tempo perché l’esperienza è cosa che nessuno ci può insegnare.

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