Continuiamo con la pubblicazione a puntate del libro scritto dal nostro concittadino, Nuccio Sapuppo. In questa raccolta l’autore ha voluto raccontare – in forma di monografie – luoghi, avvenimenti e personaggi figli di Mogliano che si sono distinti per le opere che hanno compiuto nella loro vita
Presidente emerito del Consorzio Artigianale della
zona dell’Ovest e di Radio Canale 36
Il signor Carlo Castellarin intorno agli anni cinquanta, subito dopo la guerra, era emigrato, assieme alla moglie, in Argentina dove aveva avviato una attività artigianale di serramenti per abitazioni, magazzini, capannoni ed aziende che in poco tempo era diventata molto fiorente e produttiva.
La sua vita è stata segnata da avventure, delusioni ed angustie che hanno tormentato in continuazione la sua indole pacifica ed altruista. Anche dal punto di vista lavorativo ed economico ha dovuto attraversare degli alti e bassi dai quali aveva sempre saputo riemergere.
Gli era morta una bambina, sua figlia, di leucemia, quando aveva solo dodici anni. Alla vigilia del primo colpo di stato verificatosi in Argentina, nottetempo dovette sfollare e riparare in Italia pena la cattura da parte del governo rivoluzionario insediatosi in quella circostanza in Argentina poi trasformatosi in rivoluzionario.
Tornato in Italia aveva messo su anche qui a Mogliano un valido laboratorio artigianale di serramenti in alluminio che allora erano abbastanza richiesti. Si interessò e ne fu promotore, riuscendo nell’intento, della progettazione e realizzazione della Zona Artigianale dell’Ovest avviata ed incoraggiata anche dal Comune di Mogliano. Evento ricordato da un cippo proprio all’ingresso della zona, all’Ovest di Mogliano.
Il nome del signor Carlo Castellarin è legato anche alla storia di Radio Canale 36. Non appena promulgata la legge sulle Radio Libere in Italia, d’accordo con un gruppo di ragazzi giovani, si prestò a sponsorizzare la fondazione e l’allestimento di una Radio chiamata Canale 36, per la quale dimostrò sensibilità verso le innovazioni e prodigalità nell’affrontare i capitali necessari perché la Radio funzionasse.
L’iniziativa aveva cominciato a funzionare alla grande. Erano stati piazzati dei ripetitori anche in montagna che consentivano alla Radio di irradiare le sue onde per una distanza di circa 150 chilometri di raggio. Si sentiva forte e chiara fino a Bologna ed era stata creata l’attrezzatura per trasmettere in diretta le radiocronache delle partite di calcio della Pro Mogliano sia quando giocava in casa e sia in trasferta.
Ma dopo, purtroppo, col nascere di altre radio libere concorrenti nel territorio, reperire pubblicità per la sopravvivenza della Radio divenne difficile e la Radio fu costretta a chiudere i battenti, lasciando nel cuore di tutti i collaboratori e forse anche in quello di tutti i Moglianesi un rimpianto profondo. E Castellarin dovette registrare nella sua agenda un ulteriore insuccesso che lo turbò non poco.
Fatto sta che, probabilmente in un momento di forte scoraggiamento ed un po’ confuso per le troppe traversie negative attraversate, un giorno correndo in macchina perse il controllo dell’autovettura ed andò a finire nel fiume Sile dove venne ritrovato dopo più di una settimana in condizioni indicibili.
Radio Canale 36
Quella di Radio Canale 36, per Mogliano ed i giovani moglianesi dell’epoca che avevano preso l’iniziativa e realizzato la possibilità concessa da una legge, di poter dare vita ad una radio libera, tra le prime in Italia, fino ad allora vietate dallo Stato, fu certamente un’esperienza fantastica e sicuramente unica nel suo genere. Tra tecnici, disc jockey, redattori, addetti alla pubblicità, furono impegnati parecchie decine di persone di ogni età e la Radio in quel momento era la più grossa e più potente Stazione Radio Trasmittente del Veneto, fatta eccezione per la terza emittente della Rai.
L’iniziativa aveva cominciato a funzionare alla grande. Erano stati piazzati dei ripetitori in montagna che consentivano alla Radio di irradiare le sue onde per una distanza di circa 150 Km di raggio. Si sentiva forte e chiara fino a Bologna. Era stata creata l’attrezzatura per trasmettere in diretta dagli stadi del circondario le partite di calcio che disputava la Pro Mogliano sia in casa che fuori casa
I fondatori, costituitisi in Cooperativa, grazie alla munificenza del loro Presidente, Carlo Castellarin, erano riusciti a realizzare una sede grande, accogliente ed anche elegante. La testimonianza di un famoso Giornalista della Rai della sede di Venezia di allora la definì una sede più grande e meglio organizzata di quella della Rai di Venezia.
Ma dopo, purtroppo lentamente, col nascere di altre radio libere concorrenti nel territorio in cui trasmetteva Radio Canale 36, reperire pubblicità per la sopravvivenza della Radio, divenne difficile e fu costretta a chiudere i battenti, lasciando nel cuore di tutti i collaboratori un rimpianto profondo.
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