Il convegno internazionale a Mestre delinea le nuove frontiere della chirurgia vascolare, presentando tecniche all’avanguardia per il trattamento delle patologie venose.
MESTRE – Un convegno di grande rilevanza per i professionisti della chirurgia vascolare quello in programma il prossimo 19 e 20 aprile a Mestre, al Laguna Palace Hotel, incentrato sull’utilizzo di tecniche chirurgiche sempre più evolute in termine di efficacia, sicurezza e mini-invasività per il trattamento delle patologie del sistema vascolare venoso.

Sono attesi oltre 200 medici e 51 relatori provenienti dall’Italia e da paesi sia europei che extraeuropei. L’evento è promosso dal team di specialisti dell’Ospedale Villa Salus: il dott. Pier Giovanni Bianchi, il dott. Luca Palombi , il dott. Fabio Martinelli e il dott Angelo Gabriele Chiappetta.
L’avanzamento delle tecnologie
L’insufficienza venosa è una patologia che affligge il 35/40% della popolazione, in particolar modo le donne, e influisce in modo importante sulla qualità della vita delle persone. Fino a pochi anni fa l’unica soluzione offerta dalla medicina era l’intervento chirurgico finalizzato al cosiddetto “stripping”, ossia lo sfilamento della vena varicosa in questione. Oggi invece sono accessibili diverse altre tecnologie, meno invasive e con meno effetti collaterali, le più avanzate delle quali sono accessibili nella struttura sanitaria di Villa Salus a Mestre, punto di eccellenza nazionale e internazionale in questa disciplina.
“Questo convegno internazionale – spiega il dott. Bianchi – viene dopo un percorso che la nostra equipe ha intrapreso attraverso la nostra esperienza in circa dieci anni di lavoro in comune sia di sala operatoria che di attività ambulatoriale, sia attraverso il confronto con colleghi stranieri, durante altri congressi ( questo è il quarto che organizziamo ) come pure in altri convegni che abbiamo frequentato in Italia e all’estero. Abbiamo avuto modo inoltre di ospitare presso l’Ospedale Villa Salus numerosi workshop dove abbiamo messo a confronto e testato i nostri lavori raccolti negli anni con quelli di altri colleghi. Siamo stati tra i primi in Italia a adottare le nuove tecnologie mini-invasive per il trattamento dell’insufficienza venosa. Oggi siamo in grado di offrire delle soluzioni estremamente personalizzate per il paziente con diverse tipologie di intervento, in anestesia locale: termoablazione, tecniche ibride come la S.F.A.L.T. (che combina la termoablazione alla scleroterapia), l’ablazione meccanico-chimica (rotazionale e non rotazionale), occlusione con cianoacrilato mediante microcatetere o per puntura diretta e scleroterapia ecoguidata”.
Tutte queste soluzioni non richiedono un intervento chirurgico convenzionale, ma si servono di tecnologie endovascolari che ci permettono di eseguire le procedure attraverso microincisioni o la sola venopuntura. Si tratta dunque di interventi ambulatoriali, disponibili anche in SSN, che non prevedono degenza. Il regime di queste nuove metodiche è oggi definito “walk-in walk-out”.
“L’amministrazione – spiega il direttore sanitario Maurizio Agnoletto – ha scelto di investire molto, in questi ultimi anni, nella strumentazione e nelle tecnologie più avanzate. Una scelta che paga dal punto di vista dei numeri: dal 2018 a marzo 2024 abbiamo eseguito qui in Villa Salus più di 2958 interventi di flebochirurgia avanzata, ma non si tratta solo di numeri ma di qualità degli interventi. Anche in pieno Covid siamo stati sempre stati operativi”.
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