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Domani mattina (ore 9.30-13), l’assessore al Lavoro e alle Pari opportunità di Treviso Elena Donazzan interverrà al convegno “Smart Working, un nuovo modo di lavorare anche nella piccola impresa” a Mestre, nella sala conferenze Orio Zanetto dell’università Cà Foscari (via Torino, 115).

 

Il convegno farà sintesi del progetto “Veneto in azione”, promosso dalla Regione Veneto con Confartigianato Imprese, Confcommercio, Cisl e Cgil regionali. Il progetto, unico in Italia, ha coinvolto oltre 600 piccole e microimprese del Veneto, per definire una guida operativa che sviluppi flessibilità nell’organizzazione del lavoro.

 

“Lo smart working è innovativo, consente la mobilità e al tempo stesso la condivisione di gruppo, aiuta la produttività aziendale e il benessere delle persone, perché fa leva sulla responsabilizzazione individuale e incentiva la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro – dichiara l’assessore regionale, che domani concluderà i lavori. – È, quindi, uno strumento da esplorare con convinzione e da promuovere, non solo tra le grandi aziende ma anche tra le piccole e medie imprese e, anche nella pubblica amministrazione, dove si continua a guardare con diffidenza a forme flessibili di organizzazione lavorativa”.

 

“L’innovazione nei processi di organizzazione nel personale – sottolinea Elena Donazzan – non vale solo per le grandi aziende, ma può e deve valere anche per dimensioni più piccole che stanno dando prova di grandi investimenti in innovazione tecnologica. L’organizzazione del tempo-lavoro è strettamente correlata all’innovazione degli strumenti di lavoro e in una regione, come il Veneto, che punta alla filiera corta nella produzione questo diventa un elemento di competitività dell’intero sistema”.

Presente all’evento anche il climatologo premio Nobel Filippo Giorgi

 

Malattie tropicali e ondate di calore; eventi acuti e catastrofici, malattie croniche non trasmissibili, come patologie cardiovascolari e respiratorie, con conseguente riduzione della speranza di vita e mortalità prematura per ictus o cardiopatia coronarica ma anche perdita di biodiversità, carestie e migrazioni.

Sono questi alcuni dei temi che saranno trattati domani, venerdì 25 ottobre 2019, da medici e scienziati ambientali che tornano a confrontarsi sulle conseguenze sanitarie della febbre planetaria nel corso del convegno “Pianeta Terra e Salute”.

 

Promosso dal Centro Studi Psicosociali Antonio Calvani con il patrocinio dell’Università di Padova, il convegno vedrà gli interventi di climatologi, epidemiologi, economisti, infettivologi, veterinari e psicologi.

L’evento avrà luogo presso il “Park Hotel Villa Fiorita” di Monastier (Tv), sito in via Giovanni XXIII, 1, e vedrà la partecipazione anche di 6 istituti Superiori del Veneto che da un anno stanno lavorando sull’argomento.

 

Cosa ci attende nei prossimi decenni?

Filippo Giorgi ha fatto parte dell’IPCC, Panel intergovernativo sui cambiamenti climatici, è stato vincitore del Premio Nobel nel 2007. Nel suo intervento ripercorrà le varie linee di evidenza che oggi portano a concludere che il riscaldamento globale in corso è un fatto scientifico inequivocabile. I vari scenari del clima che ci aspetta nel XXI secolo vengono prefigurati, dallo scenario di applicazione rigorosa degli accordi di Parigi a quello di non fare nulla per affrontare i cambiamenti, insieme con alcune delle loro conseguenze più importanti.

 

Molteplici gli effetti del riscaldamento globale e dell’inquinamento

Sono molti e diversi gli effetti dovuti al riscaldamento global e all’inquinamento. Nel corso della giornata saranno pertanto trattati i seguenti argomenti:
• Eventi acuti e catastrofici, come le inondazioni e le tempeste. Portano anche la testimonianza i sindaci Danilo De Toni di Alleghe (tempesta Vaia dell’ottobre 2018) e Alberto Polo di Dolo (tromba d’aria sulla Riviera del Brenta del luglio 2015)
• Eventi sub-acuti, come le ondate di calore, la siccità e l’erosione delle coste, e infine cambiamenti di più lungo termine, come la modificazione e l’impoverimento dell’ambiente fisico, la desertificazione, lo scioglimento dei ghiacciai e l’innalzamento dei mari.

 

Malattie croniche non trasmissibili

Di questo ne parlerà l’epidemiologo Stefano Vella. È stato stimato che milioni di nuovi casi di malattie croniche ogni anno siano legati all’inquinamento atmosferico. Tra queste, patologie cardiovascolari e respiratorie, asma grave, riduzione della funzionalità polmonare. Nel lungo termine, questi effetti porteranno inevitabilmente a una riduzione della speranza di vita, e a mortalità prematura per ictus o cardiopatia coronarica, cancro ai polmoni, bronchite cronica e bronco-pneumopatie croniche ostruttive.

 

Inquinamento atmosferico sulla salute umana

Gli effetti verranno approfonditi nella sessione pomeridiana da Vitaliana Murgia I principali responsabili della contaminazione dell’aria sono il particolato atmosferico (i cosiddetti PM10 e PM2,5) e numerose sostanze chimiche tra cui il monossido di carbonio, l’ozono, gli ossidi di zolfo e di azoto, gli idrocarburi Policiclici Aromatici, il benzene e il piombo. La pianura padana è una delle regioni più inquinate d’Europa perché la conformazione orografica e le particolari condizioni meteoclimatiche del bacino padano rendono particolarmente difficile la dispersione degli inquinanti.

 

Insorgenza nuove malattie causa vettori dovuti alle variazioni di temperatura, umidità come zanzare, zecche e flebotomi

Ne parla Gioia Capelli. Le variazioni di temperatura, umidità… influenzano in vario modo la dinamica di popolazione dei vettori e di conseguenza anche la loro presenza, densità e pericolosità come vettori di malattie.

 

Migrazioni delle popolazioni più vulnerabili (soprattutto dell’Africa sub-sahariana)

Ne parla il sociologo Vittorio Filippi: una importante ricaduta della crisi ambientale è data dall’aumento delle a causa del loro accesso decrescente a risorse come acqua e terra o a causa dei disastri naturali. Con conseguente aumento di possibilità di conflitti.

 

Disuguaglianze tra paesi

Ne parlerà Roberto Vogli Non tutti i paesi del mondo sono ugualmente esposti ai cambiamenti climatici, con il paradosso che quelli più vulnerabili (ad es. il Niger e la Somalia) sono quelli che meno contribuiscono a determinarlo, mentre i paesi con maggiori emissioni di gas serra (in primis i paesi europei e gli USA) sono tra i meno vulnerabili. Molti studi concludono che l’equità nei paesi e tra i paesi è associata al benessere e a comportamenti ecologici più responsabili.

 

Politiche per i cambiamenti climatici

Ne parlerà l’economista Enrica De Cian Offre una breve sintesi degli obiettivi di mitigazione e adattamento che i paesi si sono dati nell’ultimo Accordo di Parigi.
Molti studi mostrano l’impatto della crisi ambientale sulla salute fisica delle popolazioni, e in particolare dei gruppi più vulnerabili, al punto che l’autorevole rivista Lancet definisce quella ambientale “la maggior emergenza sanitaria del 21° secolo”.

 

Riconoscimento del diritto del cittadino ad un ambiente sano.

Ne parlerà Gianni Tamino. Il Trattato dell’Unione Europea precisa che la politica dell’Unione in materia di ambiente si fonda sui principi della precauzione, dell’azione preventiva e della correzione alla fonte dei danni causati dall’inquinamento, nonché sul principio “chi inquina paga”. L’UE fornisce anche finanziamenti per progetti in materia di salute in tutto il territorio. Vi è poi la Convenzione europea dei diritti dell’uomo, secondo la quale l’ambiente è un diritto quando siamo in presenza di un chiaro nesso con il diritto alla vita e all’integrità personale.

Tuttavia il lungo percorso verso la garanzia che l’ambiente sano sia un diritto è ancora lunga e spesso non bastano le leggi, se poi non vengono applicate.

 

Percezione dei cambiamenti ambientali e motivazione a intraprendere azioni positive per ridurli e mitigarli

Questo tema sarà trattato da Paolo Michielin ed Enrico Di Giorgi. A livello individuale, una motivazione forte può derivare dal fatto che la maggior parte dei comportamenti ecosostenibili sono gli stessi che favoriscono la salute, dall’alimentazione con meno carne rossa all’attività fisica. L’altra motivazione è di carattere morale e si basa su un’idea dell’ambiente, anzi della natura, come di cosa viva, che ha i suoi diritti e va rispettata, non solo sfruttata.

 

AZIONI POSITIVE: l’alimentazione sana e sostenibile

Ne parlerà Gianni Gallo. Mentre la mortalità prematura colloca l’Italia tra i 6 Paesi a minor rischio, la situazione si capovolge per i bambini: al 4° posto per maggiore obesità al Mondo. Le attività agricole se si includono le emissioni associate alle attività di pre e post produzione nel sistema alimentare globale, si stima siano del 21-37% delle emissioni nette totali di gas a effetto serra. La causa principale è legata alla produzione di carne, in particolare carne rossa, che determina oltre ad una alta produzione di gas serra elevati consumi di territorio e di acqua.

 

Creazione luoghi dove rigenerare la mente e il corpo

Ne parlerà Ilaria Doimo afferma che alberi e foreste stanno prendendo un ruolo di rilievo come soluzione ad una crescente domanda di contatto con la natura ma anche di servizi socio-sanitari. Non più solamente bacini di estrazione di legname o strumenti per la prevenzione e mitigazione del cambiamento climatico, ma luoghi dove rigenerare la mente e il corpo.

 

Mobilità individuale e collettiva

Tema che verrà approfondito da Pirous Fateh-Moghadam concorde a livello scientifico che alimentazione e la mobilità siano i due aspetti con maggiori sinergie positive tra promozione della salute e sostenibilità ambientale e quindi a favore dell’Agenda 2030. Partendo da alcune esperienze italiane, illustra il contrasto della sedentarietà attraverso la promozione del trasporto attivo.

 

Gestione responsabile dei rifiuti

Ne parlerà Franco Zanata. Spiegherà come la tutela della salute e la salvaguardia dell’ambiente possono trovare in una gestione corretta del settore dei rifiuti un contributo fondamentale e decisivo.

 

Presente all’evento anche l’attivista Aran Cosentino e moltissimi studenti

Aran Cosentino parla delle sue attività in favore dell’ambiente e del mondo di oggi visto da un giovane ragazzo ormai diciassettenne, diventato un attivista già all’età di dodici anni.

 

Parteciperanno inoltre gli studenti dei 6 istituti superiori di Tv e Pd (Besta e Canova di Treviso, Astori e Berto di Mogliano, Parini di Mestre e Dante Alighieri di Padova). I ragazzi esporranno i poster che sintetizzano il loro lavoro di approfondimento e di discussione su specifici temi ambientali.
Nel pomeriggio cercheranno, con la metodica del World Cafè (discussione libera attorno ad un tavolo, in gruppi di 5-6 e con una tovaglia di carta per annotare idee e proposte), di dare risposta alle domande:
1. Cosa può fare, da subito, la singola persona per riportare indietro il clima. Come farlo diventare di moda: motivazioni, barriere, opportunità.
2. Pensare globalmente ed agire localmente: cosa chiedere alle istituzioni locali (Comune, Regione) e come sostenere queste azioni.

 

Enrico Di Giorgi illustrerà i risultati del questionario, che è stato compilato da oltre 600 studenti degli stessi istituti. Verranno esposti poi i suggerimenti dei giovani per salvare il loro futuro.

 

 

Si conclude domani, lunedì 24 giugno, la Settimana Europea dell’Energia Sostenibile EUSEW 2019. L’evento finale sarà il convegno su “La rigenerazione del patrimonio edilizio costruito: esperienze e progetti con l’energia sostenibile” in programma alle 15.30 nelle sale dell’hotel Bologna, a Mestre.

 

Con il convegno sulla rigenerazione urbana si affronterà il tema della riqualificazione del territorio a 360° gradi: a partire dall’abitare delle famiglie e dal consumo energetico del patrimonio edificato fino ad arrivare agli aspetti della sicurezza delle città, del decoro e della qualità dell’ambiente. Quest’anno, architetti e urbanisti, ma anche ANCE, l’associazione dei costruttori, e Confesercenti saranno chiamati a discutere sugli interventi, talvolta nemmeno troppo costosi, che potrebbero essere attuati per risparmiare in termini di energia a beneficio del sistema produttivo, dei conti delle aziende e complessivamente dell’ambiente urbano.

 

 

Convegno

La rigenerazione del patrimonio edilizio costruito:

esperienze e progetti con l’energia sostenibile

Lunedì 24 giugno 2019, h 15.30 – 19.00

Venezia Mestre, hotel Bologna, via Piave 214

 

 

Saluti introduttivi e presentazione del tema

Gianpiero Perin, Comitato Direttivo Associazione NordEstSudOvest

Ugo Cavallin, Presidente ANCE Venezia

 

 

Modera

Francesco Miggiani, Responsabile Prodemos Venezia Nordest

 

 

Interventi

Franco Gazzarri, Consigliere Ordine Architetti PPC della Provincia di Venezia

Abitare il Paese, Città e Territori del futuro prossimo

Marina Dragotto, Direttrice AUDIS Associazione Aree urbane Dismesse

Una nuova cultura urbana per lo sviluppo del Paese

Oscar Girotto, Esperto della materia

Rigenerazione urbana: il caso di Mestre, esperienze e prospettive

Maurizio Franceschi, Direttore generale Confesercenti Venezia

Il ruolo del Commercio nella rigenerazione urbana delle Città

Andrea Sacchetto, EGE Esperto Gestione Energia, consulente CIVIESCO

I contratti EPC: strumento di rigenerazione del patrimonio edilizio costruito

 

 

Considerazioni conclusive

Gianfranco Bettin, Presidente Municipalità di Marghera

Paola Mar, Assessore al Turismo del Comune di Venezia

Andrea Ferrazzi, Senatore, Componente XIII Commissione Senato della Repubblica

 

 


 

La Settimana EUSEW è organizzata dal 2011 dall’associazione Nordestsudovest e gode del patrocinio della Commissione Europea, del Ministero dell’ambiente della tutela del territorio e del mare, della Regione del Veneto, dell’ENEA, della Camera di commercio di Venezia Rovigo Delta Lagunare, dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico settentrionale, dell’ANCI, dell’ANCE Venezia, del Comune di Venezia, della Città Metropolitana di Venezia e delle Università Ca’ Foscari e IUAV di Venezia.

Si inaugura oggi, lunedì 17 giugno, con il primo convegno in programma alle ore 16.30 sul tema “Produrre dai rifiuti: energia sostenibile e non solo. Esperienze e progetti di economia circolare” l’edizione 2019 della “Settimana europea dell’energia sostenibile”.

 

La manifestazione è organizzata dal 2011 dall’associazioneNordEstSudOvest e gode del patrocinio della Commissione Europea, del Ministero dell’ambiente della tutela del territorio e del mare, della Regione del Veneto, dell’ENEA, della Camera di commercio di Venezia Rovigo Delta Lagunare, dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico settentrionale, dell’ANCI, dell’ANCE Venezia, del Comune di Venezia, della Città Metropolitana di Venezia e delle Università Ca’ Foscari e IUAV di Venezia.
Con l’organizzazione della Manifestazione, l’Associazione vuole raggiungere l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini, i soggetti istituzionali, imprenditoriali e associativi e i mezzi di informazione sulle tematiche della produzione e dell’uso intelligente dell’energia, mettendo in evidenza tematiche generali e casi concreti e coinvolgendo a questo proposito le diverse realtà interessate.

 

 

L’edizione 2019 della Settimana sarà ufficialmente la prima manifestazione a Venezia che si propone come Plastic Free: l’associazione NordEstSudOvest che la organizza (dal 17 al 24 giugno) ha ottenuto il patrocinio del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare proprio in forza all’impegno a bandire durante i propri eventi in programma bottigliette d’acqua, bicchieri e quant’altro di plastica.

 

 

Di seguito il primo convegno del ciclo 2019.

Lunedì 17 giugno 2019 – ore 16.30
Venezia Mestre, Hotel Tritone Best Western, viale Stazione 16

PRODURRE DAI RIFIUTI: ENERGIA SOSTENIBILE E NON SOLO. ESPERIENZE E PROGETTI DI ECONOMIA CIRCOLARE
Modera Pierantonio Belcaro, Presidente dell’associazione NordEstSudOvest

 

Interventi di:
Silva Papalino
Sportello EuropeDirect del Comune di Venezia
Vladimiro Agostini
Presidente di Veritas s.p.a.
Alberto Ferro
Presidente di Eco-ricicli Veritas s.r.l.
Marco Boaria
Responsabile Risorse e sviluppo di ALDA
Enrico Cancino
CEO di Green Tech Italy Rete d’impresa
Antonio Casotto
Presidente Ethan Group
Massimo Fuccaro
Direttore Generale di NET s.p.a., in rappresentanza anche di CiviESCO s.r.l.
Roberto Galeazzi
Presidente Consorzio VALMAU
Lorenzo Lastella
CEO di Energintech s.r.l.
Elena La Rocca
Consigliera del Comune di Venezia

 

Le patologie definite con il termine di “demenza” hanno colpito 66.147 veneti, dei quali 63.458 con più di 65 anni e 2.689 con meno di 65 anni; questo secondo dati elaborati sull’anno 2017. In Italia, il numero sale a un milione 241 mila persone colpite, il 50-60% delle quali dall’Alzheimer.

 

Come supportare al meglio i pazienti e le loro famiglie? Come rendere più efficaci le cure? Come organizzare il sistema assistenziale? A queste domande, la Regione del Veneto sta dando risposte innovative, con il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA), abbinato all’attivazione di una novità a livello nazionale.

 

La Mappa per le Demenze a Supporto del PDTA Regionale, una piattaforma web di facile accessibilità. Dove ciascuna figura che si affaccia al mondo della demenza, professionista o utente che sia; può trovare modo di orientarsi e trovare supporto alle sue necessità.

 

Sono queste le principali novità sulle quali si focalizzerà un Convegno, dal titolo “Un nuovo approccio alla demenza, una mappa a supporto del PDTA regionale”, che si terrà mercoledì prossimo, 22 maggio 2019, con inizio alle ore 9.30, presso l’Auditorium “G.Rama” dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre.

 

I lavori saranno aperti dagli interventi dell’Assessore alla Sanità della Regione Veneto, del Direttore Generale della Sanità Veneta Domenico Mantoan, del Dg dell’Ulss 3 Serenissima Giuseppe Dal Ben e del Dg dell’Azienda Zero Patrizia Simionato.

 

Il tema, sul piano tecnico, sarà introdotto dalla dottoressa Cristina Basso, dell’Unità Operativa Complessa Servizio Epidemiologico Regionale e Registri di Azienda Zero; vi sarà inoltre la testimonianza di una persona affetta da demenza, l’irlandese Helen Rochford-Brennan, Presidente del Working Group Europeo per le Demenze. Per tutta la giornata, tecnici e specialisti del settore sia alterneranno nell’affrontare i singoli aspetti delle demenze.

A seguito del convegno dei Verdi europei per l’Europa, tenutosi ieri sera a Mestre, riportiamo in versione integrale l’intervento di Eugenia Fortuni

 

Desidero portare la voce delle donne in Europa, in particolare delle madri. La voce delle donne italiane che diventano madri oggi.
Abbiamo molto da dire.
Abbiamo da raccontare fatiche, frustrazioni e abbiamo priorità che vogliamo inserire con forza nell’agenda politica europea.

 

Non si può pensare di parlare di femminismo senza parlare di ciò che accade alle donne quando diventano madri.

Scomparire.
La donna quando diventa madre rischia di scomparire.
Scompare trai suoi familiari perché tutti gli occhi sono rivolti al bambino.
Scompare al lavoro perchè non è più produttiva.
Scompare nella rete sociale perché non appare più.

 

Quando vado a trovare le donne dopo il parto a casa, ho l’impressione che uno dei motivi principali per cui vengo chiamata, e per cui il mio lavoro di doula è emergente come professione in Italia, sia che la donna, la neo-mamma ha bisogno di essere vista, ascoltata, valorizzata.

Pensiamo a una giovane laureata. Ha studiato per almeno 18 anni, di cui gli ultimi 5 all’università, e saranno stati particolarmente impegnativi. Magari ha qualche specializzazione, o master, quindi altri due anni di impegno e investimento economico.
Avrà poi passato altri 2 o 3 anni a trovare un lavoro, che molto probabilmente stabile non è. Sarà invece una precaria, una lavoratrice flessibile in altre parole. La retribuzione on conseguenza non sarà così alta come sperato al momento dell’iscrizione al corso di laurea.

 

Quindi:
Ha studiato a lungo.
Ha procrastinato la soddisfazione pecuniaria a data da definirsi.
Non ha un lavoro stabile, ma magari si sta adoperando per stabilizzarsi.
E nel frattempo il tempo è passato , saremo verso i 30 anni… ed ecco apparire naturale desideri di diventare madre che hanno la maggior parte delle donne. Non tutte, non voglio generalizzare.
La donna si trova a un bivio, nel mezzo del cammin di sua vita.
Diventare madre e rischiare di scomparire o consolidare ciò che ho con fatica costruito fino a quel punto?

 

Io voglio immaginare con le donne, con le madri un futuro prossimo in cui non ci sia questo bivio. In cui una donna che sceglie di avere figli non debba scomparire .
Desidero un’Europa che si occupi di questi temi. Che ponga nei suoi obiettivi quello di costruire standard di welfare che gli statu devono applicare.

 

Così anche per l’educazione.
Credo che questo sia un tema fondamentale per il futuro dell’Unione.
Dobbiamo essere ambiziose e costruire un sistema educativo che abbia delle linee comuni, degli standard comuni: sogno un sistema di educazione e istruzione europeo! Ecco come tenere insieme l’Europa, ecco come costruire un’identità comune, una forte solidarietà: attraverso la scuola, l’università e i servizi per l’infanzia.
E naturalmente mi lego qui anche quanto detto prima, perché servizi per l’infanzia significa servizi per le famiglie e quindi per le donne che diventano madri.

 

Per chi come me fa parte di quella generazione che ha iniziato a girare l’Europa durante l’università, è impensabile vedere come
non-europei popoli come gli inglesi, gli scandinavi, i francesi, ma anche gli slovacchi, i rumeni, i croati… chi si ostina a star fuori dall’unione o addirittura a volerne uscire , è anacronistico, miope e anche pericoloso.

 

Ma c’è molto da fare per costruire insieme un’Europa federale di servizi comuni. Che venga percepita da cittadini e cittadine al servizio dei contribuenti.

 

Mi immagino insomma un’Europa di welfare.
Un welfare comunitario e generativo.
Ciò che desidero generare è la solidarietà.
Cioè la coesione sociale che porta pace e benessere, e porta capacità di accogliere e prendersi cura.
Degli europei e di chi desidera diventarlo.

 

 

 

Il calcio italiano, dati alla mano, rappresenta una delle principali industrie dell’economia del Paese. Eppure il settore del nostro calcio professionistico presenta evidenti difficoltà: la spesa per il calciomercato in Italia, pur risultando equiparabile ai livelli delle leghe estere più facoltose, presenta un giro di affari complessivo ben inferiore; e ancora l’elevatissima dipendenza dalle televisioni in termini di ricavi e stadi in genere non di proprietà e poco funzionali alla generazione di ricavi, contribuiscono a rendere la sostenibilità finanziaria dei club traballante.

 

Questo è lo scenario che il management delle aziende sportive ha oggi di fronte; management a cui è richiesto di dare nuove risposte e trovare soluzioni, affinché la visione di breve periodo legata al risultato sportivo e alla “felicità” del tifoso sappia coniugarsi con quella di lungo periodo, legata invece alla vita di un club finanziariamente stabile nel tempo.

 

Attorno a questi temi si snoderà il convegno “Le sfide del calcio italiano”, in calendario martedì 7 maggio alle ore 16, in Aula Magna “Guido Cazzavillan” del Campus San Giobbe, Università Ca’ Foscari Venezia. L’incontro, promosso e organizzato da Invenicement Ca’ Foscari, Associazione studentesca in collaborazione con il Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia, sarà l’occasione per fare il punto proprio sulle sfide a cui oggi sono chiamati i dirigenti sportivi.

 

A discuterne saranno alcuni ospiti d’eccezione, a partire da Giuseppe Marotta, amministratore delegato dell’Area sport FC Internazionale, Paolo Bedin, direttore generale L.R. Vicenza, Tommaso Bianchini, Marketing Manager dell’ACF Fiorentina, e ancora Andrea Di Biase, giornalista di Calcio e Finanza, e Vincenzo Flores, direttore dell’Area audiovisivi della Lega nazionale professionisti Serie B. Moderano l’incontro Moreno Mancin, docente di Economia aziendale del Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia, e Paride Rossi, responsabile eventi Invenicement ETS.

 

L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sul sito di Ca’ Foscari.

“La sicurezza è uno dei temi cruciali per il futuro di Carbonera”. Così il candidato sindaco della lista del Centro Destra di Carbonera, Federica Ortolan, presenta l’appuntamento in programma venerdì 3 maggio, alle ore 20.45 presso la sala alternativa in via Cardinal Callegari a Vascon di Carbonera.

 

Ospiti e relatori del convegno saranno gli assessori regionali Roberto Marcato e Federico Caner, che illustreranno le novità normative introdotte dalla nuova legge sulla legittima difesa approvata il mese scorso dal Governo.

 

“Si tratta di un’occasione importante per i cittadini di Carbonera di poter approfondire le novità sulla legittima difesa – sottolinea Ortolan – ma anche per riuscire a parlare di sicurezza a 360 gradi. La sicurezza infatti non si basa soltanto sulla prevenzione, ma anche sull’idea più generale di garantire la sicurezza di tutti i cittadini negli spazi pubblici del comune”.

 

Su questo tema, il programma della Lista Civica Ortolan per il prossimo mandato amministrativo, ha progetti importanti ai quali sarà dedicato un assessorato: “Nell’intento di rendere il nostro territorio più sicuro verrà dato specifico incarico ad un assessore di occuparsi di promuovere e monitorare la sicurezza del territorio – continua Ortolan – vogliamo garantire ai cittadini sia gli strumenti necessari quali deterrente al verificarsi di reati, sia le misure di prevenzione al verificarsi di incidenti in luoghi pubblici”.

 

Un cambio di passo evidente rispetto all’attuale amministrazione, che in tema di sicurezza ha lasciato alquanto a desiderare: “Nonostante le lamentele da parte dei cittadini sull’assenza delle forze dell’ordine, l’attuale amministrazione ha optato per la dislocazione del comando della Polizia locale al di fuori del comune che ha aumentato la percezione di insicurezza fra i cittadini.  Senza dimenticare i furti e le spaccate registrate nel territorio comunale: un fenomeno su cui vogliamo assolutamente mettere un freno garantendo tranquillità ai nostri cittadini ed esercenti”.

Un dibattito dal respiro internazionale per fare il punto sulle modalità di tutela e fruizione del luogo simbolo di Venezia in cui arte, storia e fede convivono da 900 anni: “San Marco, la Basilica nel Terzo Millennio” è il convegno che avrà luogo il 13 aprile 2019 alle ore 15.30 a Palazzo Ducale a Venezia, su iniziativa della Procuratoria di San Marco.

 

 

I temi

 

La mezza giornata di lavori si compone di un momento di riflessione sulle condizioni attuali della basilica di San Marco, su cosa è stato fatto in questi anni per mantenere il suo splendore, e di una tavola rotonda che guarderà al suo futuro, alle nuove modalità di tutela e di fruizione sostenibile ed inclusiva. Verrà evidenziato il ruolo della Procuratoria nella gestione del monumento, e dell’aiuto da parte di Stato e privati, a partire dalle iniziative già intraprese a quelle in via di progettazione.

 

La notevole pressione turistica (nel 2018 sono stati 5,5 milioni i visitatori entrati in basilica) costituisce insieme un’opportunità ed un rischio: essa impone l’urgenza di pensare a una “fruizione sostenibile” del patrimonio di San Marco che lo renda godibile anche per le generazioni future in un suo rinnovato messaggio culturale e spirituale, in un mondo che è radicalmente cambiato e si appresta ad affrontare sfide globali. Quasi fosse un simbolo di queste sfide, l’acqua alta è causa di aggressioni crescenti negli ultimi anni, dovute ad eventi climatici sempre più estremi e frequenti (l’episodio del 29 ottobre scorso è solo l’ultimo di questi). L’invasione dell’acqua salata mette a rischio mattoni, marmi, mosaici, colonne, e richiede interventi mirati e straordinari di salvaguardia.

Questi ed altri i temi che saranno affrontati nel convegno.

 

I presenti

 

I lavori saranno introdotti dagli interventi di Carlo Alberto Tesserin, Primo Procuratore di San Marco; S.E.R. Mons. Francesco Moraglia, Patriarca di Venezia; arch. Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia; on. Gianluca Forcolin, vice Presidente della Regione del Veneto; on. Vincenzo Zoccano, Sottosegretario di Stato per la famiglia e disabilità.

Gli argomenti

 

A seguire, sul tema “Tutelare, conservare ed innovare: la Basilica di San Marco come organismo vivente”, vi saranno le relazioni degli architetti Mario Piana, attuale Proto della Basilica di San Marco, e di Ettore Vio, proto emerito, che per l’occasione presenterà la pubblicazione da lui curata “San Marco. La Basilica di Venezia. Arte, storia, conservazione”, un’opera di grande cura editoriale in tre volumi, edita da Marsilio, che raccoglie i contributi di oltre 60 studiosi, massimi esperti della materia.

 

 

Saggi e splendide immagini ripercorrono con rigore scientifico la storia della Basilica e dei suoi capolavori d’arte, permettendo di scoprirne anche gli angoli più remoti. I tre volumi di Marsilio rappresentano una fotografia precisa e millimetrica dello stato di salute della basilica oggi, alla luce degli studi più recenti in ambito spirituale, religioso, artistico e architettonico, sociale, nonché un punto di riferimento fondamentale sugli interventi di restauro compiuti negli ultimi anni con le migliori tecnologie disponibili.

 

La tavola rotonda “Le sfide del terzo millennio” sarà condotta dal giornalista Bruno Vespa. Interverranno: il dott. Pierfrancesco Pacini, Presidente dell’Associazione Fabbricerie Italiane; Mons. Antonio Meneguolo, già Arcidiacono del Capitolo della Basilica di S. Marco; l’ing. Pierpaolo Campostrini, Direttore CORILA e Procuratore di San Marco; l’arch. Emanuela Carpani, Soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio per il Comune di Venezia e laguna; il prof. Peter Schreiner, bizantinista all’Università di Colonia e Monaco.

La giornata si chiuderà con il concerto di musica sacra in Basilica “Passio Christi”, diretto dal maestro Marco Gemmani, a cura della Cappella Marciana.

Nella mattinata di martedì 4 dicembre si è tenuto, presso la sala degli Atti parlamentari della Biblioteca del Senato Giovanni Spadolini, il convegno dal titolo “Il complesso paradigma assistenziale e gestionale delle patologie tumorali”, dedicato al sostegno delle figure di assistenza familiare dei malati oncologici, promosso dalle senatrice Roberta Toffanin, in collaborazione con FAVO (Federazione Italiana Volontariato Oncologico).

 

“I numeri delle persone colpite dal cancro e l’elevato impatto socioeconomico di questa patologia, anche in termini di costi da sostenere per il paziente e le famiglie, rendono necessaria l’azione legislativa mirata a riconoscere il valore sociale ed economico per l’intera collettività della figura del caregiver (assistente) familiare, la cui attività rappresenta ormai un servizio imprescindibile per il funzionamento dei sistemi sociosanitari. Con il disegno di legge a mia prima firma si è ritenuto quindi fondamentale il riconoscimento giuridico della figura del caregiver includendovi anche l’assistente familiare oncologico” – dichiara la senatrice Toffanin. Lo Stato ha il dovere di riconoscere, in termini economici, contributi previdenziali e assicurativi per chi deve rinunciare alla propria attività lavorativa per occuparsi del malato in famiglia, in termini di decontribuzione le spese sostenute e in termini di sostegno morale e psicologico attraverso corsi di formazione e di collaborazione con enti e associazioni. Gli ultimi studi evidenziano che, in mancanza del caregiver familiare, vero e proprio ammortizzatore sociale, lo Stato dovrebbe spendere annualmente cifre elevatissimo per l’assistenza.

 

“Sostenere e valorizzare la figura del caregiver familiare, costituisce dunque un vero e proprio investimento per la sostenibilità dei sistemi sanitari e come tale deve essere considerato” conclude la senatrice Toffanin.

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