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Nella mattinata di martedì 4 dicembre si è tenuto, presso la sala degli Atti parlamentari della Biblioteca del Senato Giovanni Spadolini, il convegno dal titolo “Il complesso paradigma assistenziale e gestionale delle patologie tumorali”, dedicato al sostegno delle figure di assistenza familiare dei malati oncologici, promosso dalle senatrice Roberta Toffanin, in collaborazione con FAVO (Federazione Italiana Volontariato Oncologico).

 

“I numeri delle persone colpite dal cancro e l’elevato impatto socioeconomico di questa patologia, anche in termini di costi da sostenere per il paziente e le famiglie, rendono necessaria l’azione legislativa mirata a riconoscere il valore sociale ed economico per l’intera collettività della figura del caregiver (assistente) familiare, la cui attività rappresenta ormai un servizio imprescindibile per il funzionamento dei sistemi sociosanitari. Con il disegno di legge a mia prima firma si è ritenuto quindi fondamentale il riconoscimento giuridico della figura del caregiver includendovi anche l’assistente familiare oncologico” – dichiara la senatrice Toffanin. Lo Stato ha il dovere di riconoscere, in termini economici, contributi previdenziali e assicurativi per chi deve rinunciare alla propria attività lavorativa per occuparsi del malato in famiglia, in termini di decontribuzione le spese sostenute e in termini di sostegno morale e psicologico attraverso corsi di formazione e di collaborazione con enti e associazioni. Gli ultimi studi evidenziano che, in mancanza del caregiver familiare, vero e proprio ammortizzatore sociale, lo Stato dovrebbe spendere annualmente cifre elevatissimo per l’assistenza.

 

“Sostenere e valorizzare la figura del caregiver familiare, costituisce dunque un vero e proprio investimento per la sostenibilità dei sistemi sanitari e come tale deve essere considerato” conclude la senatrice Toffanin.

Una giornata di convegno dedicata alle Rievocazioni Storiche richiama a Palazzo Ducale conservatori, operatori culturali, studiosi, amministratori e varie associazioni per discutere sulla tutela di un patrimonio immateriale importante.

 

Si terrà giovedì 06 dicembre, a partire dalle ore 09:30, l’incontro dal titolo Rievocazioni Storiche. Un patrimonio da salvaguardare”, promosso dalla Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna e da Vela Spa, nell’ambito degli incontriFARE TUTELA. Idee, ricerche, contributi”.

 

Ospitato presso la Sala del Piovego dell’incantevole Palazzo Ducaleil convegno costituisce un’occasione di confronto a livello nazionale sul tema generale dei beni etnoantropologici, con particolare attenzione alle rievocazioni storiche, a quegli eventi tradizionali cioè legati a pratiche e conoscenze materiali di lunga tradizione.

 

I lavori verranno aperti da Emanuela Carpani, Soprintendente ABAP Venezia-Laguna e da Giovanni Giusto, Consigliere delegato per la tutela delle tradizioni del Comune di Venezia. Per il Comune di Venezia, interverrà oltre  al Consigliere Giusto su “Politiche, misure ed eventi per la tutela delle tradizioni del Comune di Venezia“, l’Assessore al Turismo, Paola Mar, sul tema “La rete delle città d’arte e il turismo“.

 

La prima sezione del seminario, moderata da Leandro Ventura, direttore del Servizio VI della DG ABAP del MiBAC, svolge un inquadramento generale del tema e avrà uno sguardo su scala geografica più ampia, con riflessioni su esperienze toscane ed emiliane. La seconda parte, moderata da Alberto Toso Fei, scrittore e divulgatore veneziano, porrà il focus sulle tematiche veneziane. Venezia infatti conserva un passato ricco di feste e pratiche identitarie, alcune vive e praticate ancora oggi, come la Festa del Redentore, la Festa della Sensa, la Festa della Salute, e le regate, altre, in parte trasformate ma ancora caratterizzanti, come il Carnevale. Altre ancora sono messe a repentaglio, come nel caso dei natanti storici lagunari e la contestuale minaccia di perdita definitiva della conoscenza materiale, del saper fare, essenziale per le pratiche di manutenzione e fabbricazione.

Anche Vela, società del Gruppo AVM incaricata dal Comune di Venezia dell’organizzazione gli eventi tradizionali veneziani, ha aderito all’incontro nella logica di una sempre maggiore valorizzazione delle tradizioni locali identitarie.

 

L’accesso è libero, fino al raggiungimento dei posti disponibili, previa prenotazione obbligatoria all’indirizzo [email protected]

 

 

 

 

Una riflessione comune a ottant’anni dalla promulgazione

 

La presidente della commissione Cultura, Giorgia Pea, è intervenuta ieri pomeriggio a Palazzo Cavalli-Franchetti, sede dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, alla tavola rotonda “I giuristi italiani e le leggi antiebraiche del 1938. Una riflessione comune a ottant’anni dalla promulgazione”.

 

Il convegno, promosso dalla Commissione Diritti umani del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Venezia in collaborazione con la Commissione per la Storia dell’Avvocatura e la Commissione Diritti umani del Consiglio nazionale forense, è stato introdotto dal presidente dell’Ordine degli avvocati lagunari Paolo Maria Chersevani e moderato dall’avvocato Federico Cappelletti, coordinatore della commissione Diritti umani dell’Ordine. Si è concentrata l’attenzione sull’importanza del sistema giuridico come colonna del nostro vivere quotidiano, ricostruendo anche le ragioni per cui il Fascismo istituì le Leggi Razziali del 1938. Tra i momenti clou la lectio magistralis del presidente del Consiglio nazionale forense, avvocato Andrea Mascherin, e l’intervento del primo presidente della Corte suprema di Cassazione, Giovanni Canzio.

 

“Vi porto i saluti dell’Amministrazione comunale – ha dichiarato Giorgia Pea – perché è proprio grazie ad appuntamenti come questo che il Consiglio nazionale forense e l’Ordine degli avvocati possono esercitare al meglio il proprio compito che è, in primo luogo, quello di rinnovare e rinsaldare le ragioni su cui vive la nostra estesa e plurale comunità metropolitana. Un grazie particolare va al presidente della nostra Comunità ebraica, Paolo Gnignati, la quale tanto soffrì da quando, nel 1938, entrarono in vigore i provvedimenti odiosi e ignobili basati sulla discriminazione razziale”.

 

“Allora essi colpirono i cittadini di religione israelita – ha continuato Pea – impedendo loro i matrimoni misti e l’esercizio di particolari professioni, tra cui quella forense, fino a spingersi alla barbarie di richiedere il possesso di un attestato di non appartenenza alla razza ebraica, requisito che consentiva l’iscrizione dei bambini alle scuole pubbliche. È proprio su questo espetto su cui intendo concentrarmi: mai una decisione fu tanto orrenda e inumana volendo andare a colpire il libero accesso all’istruzione e, con esso, proprio il futuro dei giovani. Si comincia col negare il diritto all’istruzione e di lì a poco si arriva all’abominio del togliere la vita, attraverso l’Olocausto. Fu in seguito alla promulgazione di quelle leggi scellerate che l’organizzazione di una scuola ebraica diventò l’impegno culturale e finanziario più rilevante della Comunità di Venezia, dando vita a una sezione staccata dell’elementare di San Girolamo con gli stessi programmi dell’allora scuola statale, garantendo in tal modo l’istruzione negata dallo Stato a ventidue bambini dell’asilo e a ben cinquantasei nel primo ciclo scolare”.

 

 

“Un filo di speranza – ha rimarcato Pea – che la Comunità, con enormi sacrifici, volle garantire ai propri bambini e ai propri giovani per riaffermare i valori della vita rispetto ai venti di morte che percorrevano la nostra Città e l’intera Europa. La Comunità seppe profondere tutti i suoi sforzi proprio nel difendere la scuola, futuro di ogni società. Venezia, aperta e accogliente, ha espresso la propria vicinanza e solidarietà concreta ai concittadini ebrei, allora e in seguito. Anche quando, nel buio angoscioso del 1943 e del 1944, i migliori veneziani non ebbero timore di mettere a rischio la propria vita per salvare molti appartenenti alla comunità israelitica dalla deportazione”.

 

“Ogni anno, nel Giorno della Memoria – ha continuato la presidente della commissione Cultura -, Venezia fa sentire la sua concreta e sincera vicinanza agli ebrei, contribuendo com’è suo dovere a demandare la memoria diffusa nel nostro tessuto cittadino di una comunità che molto ha contribuito alla vita culturale ed economica della città. Una sensibilità riconosciuta a Venezia anche dal recente ‘Viaggio della Costituzione’, la cui mostra itinerante che celebra il settantesimo anniversario della Carta è stata ospitata di recente nel polo dell’innovazione culturale e tecnologica M9 di Mestre. Riconoscendo quanto da Venezia è stato fatto in tema di dialogo religioso, di apertura per cristiani, ebrei, musulmani, armeni, è stato riservato alla Città proprio l’articolo 8 della Costituzione sulle confessioni religiose ‘ugualmente libere davanti alla legge’. A questo proposito, mi sembra utile ricordare come Simon Luzzatto, un rabbino vissuto a Venezia nel XVII secolo, di fronte al pericolo che il permesso di risiedere in Ghetto non gli venisse rinnovato dalla Serenissima, scrisse un libro per dimostrare quanto questa minaccia fosse stupida e come andasse contro gli interessi concreti della Città e come sia sempre controproducente, allora come ai tempi della dittatura fascista o ai giorni nostri, introdurre limitazioni di qualsiasi genere in campo economico e lavorativo, privandosi dell’apporto che proviene da una parte ordinata, laboriosa e rispettosa delle norme del vivere in comune”.

 

“Chiudo – ha concluso Pea – ribadendo come alla radice della discriminazione di cui il nostro mondo è stato capace in passato, e di cui spesso ancora si rende colpevole, ci sia l’ignoranza. Quest’ultima è fonte di chiusura verso gli altri e fabbrica di ingiustificate paure. Solo la conoscenza è la precondizione per raggiungere quelle giuste valutazioni e quei corretti giudizi della realtà che ci possono mettere al riparo dal rischio di rivivere quanto i nostri padri furono costretti a subire a causa della follia umana”.

Questo sabato, a Padova, presso il Four Points by Sheraton in corso Argentina 5, a partire dalle ore 9.30 avrà luogo il convegno “Oltre questa Unione Europea per salvare l’Europa”, promosso e organizzato dall’On. Elisabetta Gardini (capogruppo di Forza Italia al Parlamento Europeo).

 

Il convegno avrà all’ordine del giorno tutta una serie di temi aventi per oggetto il futuro politico dell’Unione Europea esaminata nei suoi vari risvolti, dalle nuove generazioni all’era digitale, al confronto Italia/Europa ai giovani 4.0, al contesto Italia, Europa e Mediterraneo, fino a un excursus storico nell’anno del Centenario della Grande Guerra. Ma non solo. Nel corso della giornata verranno affrontati anche argomenti di grande attualità. Si parlerà del disastro ambientale che ha coinvolto le regioni del Nord Est. Si parlerà di giustizia con riferimento alla riforma penale che tante polemiche ha suscitato. Si parlerà del tema “Quale Europa dopo il 26 maggio 2019”, data delle elezioni europee e poi ci si interrogherà sulla tutela da parte dell’Europa nei confronti della nostra industria, problema molto sentito in Veneto.

 

In chiusura verrà delineato un quadro della situazione politica attuale. Le note conclusive del convegno saranno affidate all’On. Elisabetta Gardini.

 

Domani convegno a Treviso a partire dalle 14.30 presso il Palazzo San Leonardo

 

“Autonomia finanziaria dei Comuni: ci sono prospettive?”: è il titolo del convegno, promosso dall’Associazione Comuni della Marca Trevigiana, in programma per domani, venerdì 26 ottobre, con inizio alle 14.30, a Treviso presso l’Aula Magna Universitaria di Palazzo San Leonardo in Riviera Garibaldi 13/E.

 

Dopo la riforma sul federalismo fiscale (legge 5 maggio 2009, n. 42) è intervenuta la crisi economica e una serie di interventi normativi di tendenza neo-centralista che hanno bloccato il processo di riforma federalista.

 

Ora ci sono nuove richieste di riprendere il processo per dare maggiore rispetto e valorizzazione alle autonomie locali con pronunciamenti sul piano giurisprudenziale da parte della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato che dimostrano una diversa sensibilità su questi temi.

 

Un ventaglio di esperti di prim’ordine si confronterà su quali prospettive reali ci sono per la realizzazione nel nostro Paese dell’autonomia comunale, in rispetto del dettato costituzionale (art. 5).

 

Il convegno si articolerà in due momenti. Nella prima, dalle 14.30 alle 17.00, dopo i saluti dei rappresentanti istituzionali, si confronteranno gli esperti portando argomenti e valutazioni sul tema dell’iniziativa.

 

Seguirà alle 17.15 la tavola rotonda tra i sindaci trevigiani Marzio Favero (Montebelluna), Pieranna Zottarelli (Roncade), Fabio Chies (Conegliano), Roberto Bet (Codognè) e Silvano Piazza (vicesindaco di Silea).

 

 

PROGRAMMA

Ore 14.30

Apertura dei lavori:
Presidente dell’Associazione Comuni della Marca Trevigiana Avv. Mariarosa Barazza

 

Saluti:
Presidente della Provincia di Treviso Stefano Marcon

Sindaco del Comune di Treviso Mario Conte

Prefetto di Treviso Dott.ssa Maria Rosaria Laganà

 

Relazioni:

Ore 15.00 – La recente giurisprudenza della Corte Costituzionale sugli avanzi di amministrazione dei Comuni

Dott. Aldo Carosi

Ore 15.30 – Le sorti del federalismo fiscale Prof. Franco Gallo

Ore 16.00 – Il contenzioso avviato dai Comuni trevigiani Avv. Giacomo Quarneti

Ore 16.30 – La Corte dei Conti e la finanza locale Dott. Angelo Buscema

 

Moderatore: Prof. Luca Antonini

 

Ore 17.00 – Pausa

 

Ore 17.15 – Tavola rotonda

Marzio Favero – Sindaco di Montebelluna

Pieranna Zottarelli – Sindaco di Roncade

Fabio Chies – Sindaco di Conegliano

Roberto Bet – Sindaco di Codognè

Silvano Piazza – Vicesindaco di Silea

Unimusatti, Università Popolare Cesare Musatti, di via Palladio 3 a Marghera, organizza per il 27 ottobre, nella Sala Mabilia dell’Antica Scuola dei Battuti di Mestre, dalle ore 8.30 alle 12.30, il convegno “Diabete mellito: un approccio olistico alla persona secondo il modello bio-psico-sociale”.

 

Il convegno – a ingresso libero – è organizzato con la collaborazione dell’associazione Diabetici Venezia Mestre dott. Flavio Virgili, e con il patrocinio della Città di Venezia, della Regione del Veneto, dell’Ulss 3, della Società Scientifica S.I.M.P. Venezia e dell’Ordine degli Psicologi del Veneto.

 

La medicina olistica è quella medicina che si pone esplicitamente l’obbiettivo di curare l’essere umano nella sua globalità psico-fisica-sociale e spirituale nel suo ambiente materiale e immateriale di vita e di lavoro.

Mancano davvero pochi giorni al prossimo convegno nazionale della Fondazione Centesimus Annus Pro Pontefice, che sarà ospitato sabato 6 ottobre a Padova, nella splendida Sala dello studio teologico-chiostro della Magnolia della Basilica del Santo.

 

Aperto alla partecipazione di simpatizzanti e membri aderenti di lingua italiana, l’evento avrà per titolo “Il lavoro è amico dell’uomo e l’uomo è amico del lavoro”: una frase pronunciata dal Santo Padre Francesco lo scorso anno, in occasione dell’incontro con il mondo del lavoro presso lo stabilimento ILVA di Genova.

 

Un convegno quindi improntato sul tema lavorativo, che si aprirà alle ore 9.00 con la celebrazione della Santa Messa nell’oratorio di S. Giorgio, e sarà poi inaugurato da Domingo Sugranyes Bickel (presidente della Fondazione CAPP), cui seguirà un breve intervento del prof. Giovanni Marseguerra (coordinatore del comitato scientifico della Fondazione).

 

 

L’incontro, suddiviso in tre sessioni, fornirà l’occasione per approfondire le criticità e le sfide appartenenti alla sfera lavorativa e per ragionare sugli investimenti possibili in tema di formazione e di innovazione, senza perdere di vista le opportunità offerte dal progresso tecnologico.

 

Per chiudere la giornata in bellezza è stata organizzata anche una visita guidata alla magnifica Cappella degli Scrovegni (dalle 16.45 alle 18.30), che sarà seguita da un piacevole evento sociale con cena nella splendida location dell’antico Orto botanico cittadino.

 

 

Per chi lo desidera, ci sarà l’occasione di stare insieme anche nella giornata di domenica 7 ottobre, con la visita guidata al Gran Teatro La Fenice di Venezia.

 

Sabato 30 giugno, a Vicenza si terrà il convegno “Protezione civile: le nuove normative europee”, in collaborazione con 112 Emergencies, che avrà luogo nella sala del Ridotto, presso il teatro comunale in viale Giuseppe Mazzini, 39.

 

All’incontro, che si aprirà alle ore 9, con gli accrediti, e terminerà alle ore 13, lasciando spazio al buffet, interverranno:
– Elisabetta Gardini, capogruppo Forza Italia al Parlamento Europeo;
– Francesco Rucco, neosindaco della Città di Vicenza;
– Luca Tognana, consulente ed esperto di Fondi Europei;
– Francesco Musco, docente dello Iuav Venezia;
– Mattia Bertin, dello Iuav Venezia;
– Alberto Baban, presidente VeNetWork;
– Agostino Miozzo, già managing director Seae;
– Zeljana Zovko, relatrice per la Protezione civile in commissione Sviluppo al Parlamento europeo;
– Giovanni De Siervo, coordinatore Servizio relazioni e attività internazionali Protezione civile;
– Guido Bertolaso, già capo della Protezione civile Italiana.

 

Oggi a Monastier di Treviso confronto pubblico della Cisl con i direttori delle Ulss 1 Dolomiti e 2 Marca trevigiana

 

Quanto è stato attuato del Piano sociosanitario regionale 2012/2016? Cosa ha funzionato e cosa è necessario correggere? Cosa prevede il nuovo Piano recentemente approvato dalla giunta regionale? Quale modello sociosanitario intende adottare il Veneto? E quali sono le ricadute sui territori di Treviso e Belluno? Sono alcune delle domande a cui la Cisl intende dare risposta con il convegno “Lavorare in rete per governare il cambiamento: riflessioni sul sistema sociosanitario del territorio”, che si svolgerà tra pochi minuti al Park Hotel Villa Fiorita di Monastier di Treviso.

 

Si confronteranno sui temi della sanità Cinzia Bonan, segretario generale Cisl Belluno TrevisoAnna Orsini, segretario Cisl Veneto, ildirettore generale della Ulss 1 Dolomiti Adriano Rasi Caldogno e il direttore sanitario della Ulss 2 Marca trevigiana Stefano Formentini. Introduce Rudy Roffarè, segretario generale aggiunto Cisl Belluno Treviso e conclude Patrizia Volponi, segretario Fnp nazionale. Modera la giornalista Maria Pia Zorzi.

 

Il convegno si colloca in un percorso di confronto con le Ulss territoriali avviato grazie agli accordi Ulss-O.O.S.S. sottoscritti nei mesi scorsi che hanno sancito l’avvio strutturato di tavoli di confronto in entrambi i territori. Le diverse riforme che si sono susseguite in questi anni a livello nazionale e locale hanno condotto a una rivisitazione profonda del modello sociosanitario veneto, che è sempre stato un elemento di riferimento per l’efficacia di funzionamento, la presenza capillare sul territorio e l’attenzione al sistema sociale. La riforma del PSSR 2012/2016 e, in particolare, la legge regionale 19/2016, stanno profondamente cambiando il modello, sia dal punto di vista della governance, con la costituzione dell’Azienda Zero, che dell’organizzazione dell’offerta sociosanitaria, con l’accorpamento delle Ulss territoriali e la revisione complessiva del sistema ospedaliero e di assistenza.

 

“Partendo dall’analisi del cambiamento che sta avvenendo – spiega il segretario generale Cisl Belluno Treviso Cinzia Bonan – analizzeremo con i direttori generali lo stato dell’arte della riforma sociosanitaria, con attenzione alle ricadute concrete nei territori di Belluno e Treviso anche in considerazione del nuovo Piano socio sanitario al momento in discussione in Regione Veneto. Per la Cisl è prioritario garantire cure e servizi di qualità sul territorio a tutte le diverse necessità di assistenza e che queste siano disponibili anche alle diverse fasce di reddito dei cittadini, ma è anche cruciale migliorare l’integrazione operativa fra medici di base e distretti sociosanitari, anello importante di un sistema sociosanitario che è fondamentale per garantire la salute e la cura alla nostra popolazione”.

Dal 24 al 26 maggio si è tenuta la Conferenza Internazionale organizzata dalla Fondazione Centesimus Annus Pro Pontefice, giunta quest’anno al 25° anniversario della sua istituzione, che ha visto raccogliersi numerosi personaggi illustri, tutti chiamati a riflettere sulle sfide etiche del nostro tempo e sulla nostra condizione di figli di una cultura “usa e getta”.

 

L’obiettivo della conferenza ha mirato a individuare quali siano, oggi, gli aspetti più urgenti in campo economico ed etico su cui agire, ripensando alle priorità che abbiamo di fronte per capire come evolverà il futuro e provare a ridisegnare un modello di economia incentrato sulla dignità e la solidarietà fra le persone, poiché – come ha aggiunto Papa Francesco nel suo intervento – una delle sfide legate a questa tematica è la minaccia che le famiglie stanno affrontando a causa delle incerte opportunità di lavoro e dell’impatto della rivoluzione della cultura digitale.

Ad aprire come di consueto la Conferenza, è stato S.Em.za Cardinal Domenico Calcagno (Presidente APSA), seguito dal Presidente Sugranyes Bickel e dal Prof. Giovanni Marseguerra, Coordinatore del Comitato Scientifico della Fondazione CAPP.
Sono seguite poi varie sessioni secondo il programma visibile all’interno del website che il nostro editore, Webtechnet, ha avuto il piacere di realizzare in occasione dell’evento.

 

Con l’obiettivo di cercare nuove vie per interpretare i cambiamenti e le novità nel campo dell’economia e dell’innovazione tecnologica, e quale debba essere il ruolo del cattolico negli scenari globali che si andranno a delineare, il convegno della Fondazione Centesimus Annus Pro Pontefice si è rivelato, quest’anno, particolarmente ambizioso nei temi affrontati.

 

 

Nel corso di questo incontro a sfondo economico, solidale, formativo ed evangelico, si è voluto dare ampio spazio, inoltre, al tema della formazione giovanile, che ha portato i presenti a chiedersi in che modo i giovani d’oggi possano essere aiutati a inserirsi in una realtà lavorativa che sempre più spesso richiede nuove specializzazioni e costante capacità di rinnovo.
Per questo, in concomitanza dell’anniversario, si è festeggiata la nascita del “Gruppo Giovani” all’interno della Fondazione, che intenderà diffondere la dottrina sociale della chiesa nel proprio percorso di studio e lavorativo.

 

Al termine della Conferenza, il 26 maggio, si è tenuta la tradizionale Messa presso la Basilica di San Pietro, presieduta dal Cardinal Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano.
Dopo la funzione, si è tenuto l’Udienza privata con Sua Santità Papa Francesco, preceduta dal discorso del patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, che ha preso la parola che ci ha parlato del tema: “Un’agenda cristiana per il Bene Comune”.

 

 

Particolarmente significative le parole di apertura del discorso di Sua Santità Papa Francesco, che ha dichiarato: “Le attuali difficoltà e crisi nel sistema economico hanno una innegabile dimensione etica: sono legate a una mentalità di egoismo e di esclusione che ha generato nei fatti una cultura dello scarto, cieca rispetto alla dignità umana dei più vulnerabili.”

 

È possibile ascoltare l’intero discorso del Pontefice a questo link.

 

 

Valentina Nespolo

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