Nella notte tra il 23 e il 24 gennaio a Venezia tra San Marco e Rialto, delle canne di bambù color smeraldo sono comparse, dipinte sulle vetrine di 130 negozi sfitti.
Ma è in questi giorni, a ridosso del Carnevale, che l’eco di questo “art attack” si fa più forte. Turisti e avventori si fanno numerosi e camminando per le calli vengono incuriositi da questi disegni che trasformano un vetro in opera d’arte.
L’azione è stata compiuta da Freak of Nature, la street artist di origine milanese d’istanza in Veneto che parla, denuncia, solleva tutto attraverso la sua arte.
Il problema dei negozi vuoti, chiusi per gli affitti sempre più cari è un problema che attanaglia la città più bella al mondo e oggi, complice la crisi per la pandemia, non può più rimanere ai margini.

«La performance non contiene critiche, vuole essere di buon augurio – spiega l’artista – faccio crescere una pianta dove ora non c’è nulla e vige l’abbandono. Lo stile è scarno, voglio creare una suggestione, riportare vita. Sono piante di bambù perché somigliano all’uomo: infestanti, adattabili, longeve»

Ogni vetrina ospita il bambù riprodotto con l’ausilio di rulli, uno stile pulito, libero da ogni orpello, e al suo fianco una scritta e un numero: “negozio sfitto n….”
Come una caccia al tesoro l’artista dissemina tra le calli indizi. A giocare però non sono i bambini e in palio non c’è alcun premio, ma solo la consapevolezza di un fenomeno con cui bisogna fare i conti e l’arte ce lo ricorda.
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