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Aeroporto Canova. Zorzi: “Serve impegno di tutti per una soluzione sostenibile”

1 minuti di lettura

Domenica mattina si è riunita a Istrana l’assemblea del PD provinciale, la prima del nuovo anno, alla presenza del sottosegretario Pier Paolo Baretta.

 

Come rappresentante del governo, da sempre vicino ai temi che interessano la nostra provincia, Baretta è stato aggiornato dal segretario provinciale Giovanni Zorzi sui principali dossier che in questo momento agitano cittadini, amministratori, lavoratori e categorie produttive della Marca Trevigiana: la grave crisi dell’industria del tessile, che, dopo Stefanel, ha portato alla dichiarazione di insolvenza della Tessitura Monti di Maserada,  il mega-progetto di dighe sul Piave, che sta preoccupando le popolazioni del Montello, e infine il futuro dell’aeroporto Canova.

 

“Su quest’ultimo punto – dichiara Zorzi –  registriamo la disponibilità del sottosegretario Baretta, poi ribadita direttamente all’assessore Caner, a sollecitare il governo ad aprire un tavolo con tutti gli attori interessati: Regione, SAVE, Comuni, forze sindacali e comitati di cittadini”.

 

“A fronte delle dichiarazioni di questi giorni – prosegue Zorzi – ribadiamo la posizione del Partito Democratico: per noi lo stop al masterplan di SAVE da parte del ministro Costa non è frutto di un capriccio né di una provocazione politica ma risponde all’esigenza di avere un quadro chiaro e definitivo dell’impatto che lo sviluppo dello scalo potrebbe avere sulla salute degli abitanti”.

 

Conclude Zorzi: “Andiamoci quindi cauti a trasformare il dibattito attorno al futuro del Canova in uno scontro tra tifoserie. Non sarebbe utile a nessuno, considerato il pesante stress ambientale che già sta sopportando questo territorio, come dimostra l’allerta rossa per l’inquinamento dell’aria di questi giorni. Il dialogo auspicato dal sottosegretario Baretta serve proprio a mettere in campo un’iniziativa condivisa alla ricerca della soluzione più sostenibile e che riesca a tenere dentro sviluppo e ambiente, lavoro e salute. D’altronde, resto convinto che questo debba essere il compito principale della politica, delle istituzioni e delle organizzazioni intermedie: se per ragioni di parte o di campanile si viene meno a questa responsabilità, si fa danno proprio alle comunità che si vuole tutelare”.

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