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“Il cuore non si vede”. Chiara Valerio apre il 2020 di “Parole di carta” 

Ospite della serata Chiara Valerio con il suo ultimo libro Il cuore non si vede (Einaudi 2019), in dialogo con Claudio Panzavolta.

L’edizione 2020 della rassegna “Parole di Carta, un libro e uno scrittore”, curata e organizzata da “quarantaduelinee | circolazione culturale” con il patrocinio del Comune di Mogliano Veneto, riprenderà la programmazione martedì 21 gennaio alle 20.45 presso il Centro Sociale di Piazza Donatori di Sangue. Ospite della serata Chiara Valerio con il suo ultimo libro Il cuore non si vede (Einaudi 2019), in dialogo con Claudio Panzavolta.

 

Incontro ad ingresso libero e gratuito.

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Il libro

Protagonista è Andrea Dileva, quarantenne, studioso, curioso e professore di greco che un giorno si sveglia improvvisamente senza cuore. Un paradosso che ha dell’assurdo ma che lo catapulta in una dimensione di scoperta e di imprevedibilità. Ha una compagna, Laura, e un’amante, Carla, che vive con un marito, un cane e il figlio Simone, destinatario di storie di leviatani giganti e donne con la coda di pesce che Andrea gli racconta andando nel frattempo alla ricerca di una vicenda che assomigli alla sua, scavando dentro la mitologia come “archetipo di ogni cosa” perché così ha sempre pensato fosse. Se l’umanità intera ha il terrore di morire, deve prendere atto che per lui è diventato impossibile: può infatti smettere di battere un cuore che non c’è più? In questo romanzo Chiara Valerio racconta con una leggerezza rara le metamorfosi delle relazioni, la loro complessità e la meccanica involontaria che le caratterizza.

 

Chiara Valerio

Nata a Scauri nel 1978, Chiara Valerio vive tra Roma e Venezia, è responsabile della narrativa italiana della casa editrice Marsilio e lavora a Rai Radio3, dove conduce il programma “L’Isola Deserta” ed è consulente per il programma “Ad Alta Voce”.
Ha studiato e insegnato matematica per molti anni e ha un dottorato di ricerca in calcolo delle probabilità. Ha scritto romanzi, racconti, saggi e testi teatrali. Tra le sue pubblicazioni: A complicare le cose (robin, 2003), La gioia piccola d’esser quasi salvi (nottetempo, 2009), Spiaggia libera tutti (Laterza, 2012).
Per Einaudi, ha pubblicato anche Almanacco del giorno prima (2014) e Storia umana della matematica (2016).
Redattore di «Nuovi Argomenti», collabora con «la Repubblica» e il mensile «Amica».
Per nottetempo ha tradotto e curato “Flush, Freshwater” e “Tra un atto e l’altro” di Virginia Woolf.

 

Claudio Panzavolta

Dopo la laurea in Storia all’Università di Bologna, Claudio Panzavolta ha studiato Sceneggiatura cinematografica e televisiva a Roma. Suoi racconti e contributi sono apparsi su «Flanerí Mag», «Pastrengo» e «Rifrazioni».
Lavora come junior editor della narrativa italiana alla Marsilio Editori.
Ha pubblicato il romanzo L’ultima estate al Bagno Delfino (Isbn Edizioni, 2014). Il suo nuovo romanzo uscirà nel corso del 2020 per Rizzoli.

 

“Parole di Carta, un libro e uno scrittore”

Dal 2016 quarantaduelinee promuove la cultura in città favorendo l’incontro della cittadinanza con la letteratura contemporanea, quella che si fa, si legge e si conosce oggi, occupandosi anche di valorizzare aspetti di studio e ricerca in ambito linguistico, di storia della letteratura italiana e della critica.
Il programma della rassegna proseguirà con Ginevra Lamberti, “Perché comincio dalla fine” edito da Marsilio (12 febbraio) e Andrea Tarabbia (4 marzo) con “Madrigale senza suono” per Bollati Boringhieri, autore vincitore del Premio Campiello 2019.
Lamberti, autrice prodigio della sua generazione, attraversa il tema della morte con una scrittura dissacrante e peculiare, con invenzioni di stile: dal quotidiano alle derive di un tema che coinvolge tutti, sullo sfondo della città di Venezia, fondando una storia che si dipana tra movimenti imprevedibili.
Tarabbia, in un romanzo gotico e sensuale, narra la storia del madrigalista Gesualdo da Venosa, attraversando le sue vicende tra musica e vita privata ma anche i secoli dal Seicento al Novecento, e rillacciandosi alla tradizione narrativa di Dostoevskij, Carrère e Vollman come la critica ha affermato. Un romanzo importante e destinato a restare.

 

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