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Nel Veneto, solo un calo del 25% delle donazioni di cornee durante il periodo dell’emergenza

1 minuti di lettura

Questa mattina, il dott. Diego Ponzin, medico oculista, direttore di Fondazione Banca degli Occhi del Veneto Onlus, durante la conferenza stampa di aggiornamento sui dati dell’emergenza Covid-19 in Veneto, ha parlato della donazione dei tessuti oculari e del trapianto di cornea in questi tempi di pandemia Covid.

 

“Noi dobbiamo cercare di restituire la vista, garantendo la massima sicurezza al paziente sapendo che anche un tessuto o un organo possono veicolari degli agenti infettanti – ha spiegato il dott. Ponzin. – Dalla fine di febbraio abbiamo dovuto applicare delle norme che aumentavano la sicurezza nella selezione dei donatori per il trapianto. L’effetto è che le donazioni sono diminuite di circa il 25%, ma non si sono azzerate, mentre sono state sospese tutte le attività degli ospedali che erano rimandabili, e il trapianto di cornea, nella maggior parte dei casi, non è un’urgenza. Questo ci ha creato un problema perché ricevevamo delle donazioni che non potevamo distribuire. È stato quindi necessario creare dei percorsi “Covid-free” per permettere ai pazienti che si sottoponevano a trapianto di essere al sicuro dalla possibilità di un contagio in ospedale. Importante per noi è stata la direttiva della Regione Veneto che dal 21 aprile ha ridato il via ai trapianti anche non urgenti. E l’effetto è stato straordinario perché la nostra media era di circa 100 trapianti alla settimana con i nostri tessuti, eravamo scesi a circa 5 trapianti a settimana e con la direttiva del Veneto i trapianti sono ripartiti. Quindi abbiamo preservato il valore della donazione anche durante l’emergenza, ma siamo stati anche utili dal punto di vista epidemiologico perché abbiamo effettuato test a tampone a tutti i donatori e circa uno su duecento è risultato positivo. La scoperta di questi positivi ha permesso di risalire ai loro contatti per spegnere eventuali focolai. Inoltre, insieme all’università di Padova, abbiamo studiato i tessuti donati da donatori positivi. E questo ci ha permesso di scoprire che il virus può nascondersi anche nei tessuti oculari, ma le tracce di virus che abbiamo trovato in questi tessuti non avevano capacità infettanti”.

 

 

Silvia Moscati

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