Nobel per la pace 2024 all’organizzazione antinucleare giapponese Nihon Hidankyo
Stoccolma -Dialogo, diplomazia e rispetto tra i popoli. L’insigne riconoscimento del Nobel per la pace 2024 è stato conseguito dall’organizzazione antinucleare giapponese Nihon Hidankyo.
Il 132esimoPremio Nobel per la pace è stato assegnato dal Comitato per il Nobel norvegese all’associazione creata dai sopravvissuti alle bombe atomiche, movimento noto come Hibakusha, una testimonianza unica di storie personali che ha fatto delle campagne educative basate sulla loro drammatica esperienza affinché non possa capitare mai più.
Ripudio delle armi atomiche
L’associazione che riunisce i superstiti di Hiroshima e Nagasaki da decenni propugna e divulga nel mondo il ripudio delle armi atomiche come risoluzione dei conflitti. Mai come adesso, dal momento che la pace nel mondo e la stessa sopravvivenza del genere umano sono compromesse da conflitti accesi come micce nei vari angoli del pianeta, occorre riflettere sull’opportunità del dialogo, della diplomazia e del rispetto tra i popoli.
Il Giappone da Paese protagonista di eventi bellici drammatici e distruttivi è riemerso dalle ceneri dei funghi atomici come nazione simbolo del pacifismo.
La voce di chi può testimoniare in prima persona gli orrori degli squarci elettrici nel cielo e delle radiazioni violente, i cui effetti perdurarono per lustri sui corpi e sugli edifici spazzati via dall’onda d’urto degli ordigni nucleari deve continuare a richiamare l’attenzione dei grandi della terra e dei cittadini comuni su quanto sia fragile e prezioso il bene della pace.
Nel caso di Hiroshima e Nagasaki morirono circa fra le 150.000 e le 220.000 persone; feriti e mutilati in misura ancora maggiore.
Parlare nelle scuole della pace e del significato dell’art. 11 della Costituzione
Il prof. Romano Pesavento, presidente del Coordinamento Nazionale dei Docenti della Disciplina dei Diritti Umani, esprime viva soddisfazione per il Nobel assegnato all’organizzazione antinucleare giapponese Nihon Hidankyo:
“Adesso un’escalation nucleare potrebbe condurci all’annientamento totale perché dopo quasi ottant’anni da quell’orribile mattina in cui esplose la bomba, molti Stati si sono dotati di strumenti analoghi di morte e in caso di “necessità” sarebbero pronti a ricorrervi.
Il nobel di Nihon Hidankyo sia un monito per la società occidentale e il mondo intero: il punto di non ritorno è veramente prossimo.
Il CNDDU auspica nell’ambito dei percorsi di Educazione civica si possano avviare dibattiti sull’importanza della pace e il significato profondo dell’art. 11 della Costituzione italiana”. “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.
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