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Grazie al contributo dell’Amministrazione comunale e alla collaborazione con il liceo Berto, WEB 2012, APIO, Officina 31021 e Salviamo il Paesaggio, anche quest’anno il Circolo Galilei — SOMS propone un ciclo di conferenze per la stagione autunno-inverno su temi di particolare attualità e di grande interesse sociale, impreziositi da relatori esperti e di altissimo livello.

 

“Questo è un tema che non va affrontato con superficialità, come invece a volte accade. È nostro dovere di Amministrazione continuare a insistere su questa linea, perché anche gli avvenimenti di questi giorni ci fanno capire che i cambiamenti climatici sono in atto”. Queste le parole del vicesindaco di Mogliano Veneto, Giorgio Copparoni, in apertura alla conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa AlterAzioni: il clima che verrà, in collaborazione con gli esponenti del Circolo Galilei — SOMS, tenutasi ieri mattina in sala consiliare.

 

“La nostra amministrazione – prosegue Copparoni – è sensibile alle tematiche ambientali e si è posta degli obiettivi che contiamo di raggiungere in tempi brevi. Il primo è quello di istituire una Commissione Ambiente. Il sindaco Bortolato, oggi assente perché impegnato in altra sede, è il più sensibile di tutti noi della giunta a questo tema. Mi ha chiesto infatti di ricordarvi un punto del nostro programma elettorale: Sostenibilità e riqualificazione ambientale saranno i principi fondamentali della nostra azione amministrativa. L’amministrazione sarà particolarmente sensibile ai temi della sostenibilità ambientale, alla tutela dell’ambiente, del territorio, favorendo una politica votata alla lotta contro l’inquinamento, causa principale dei cambiamenti climatici”.

 

La frequenza e l’intensità di questi fenomeni estremi stanno infatti impattando sulla vita quotidiana dell’umanità. Le 9 conferenze promosse dal Circolo Galilei – SOMS di Mogliano Veneto intendono dare uno sguardo approfondito e scientifico su cause e possibilità di azione relative alla crisi climatica in atto, chiedendo ai partecipanti di ragionare anche sulla correlazione con altri aspetti, come l’agricoltura, il suolo e i fenomeni migratori.

 

Il Presidente Silvano Scaramuzza ha precisato: “Come Circolo Galilei — SOMS, già da anni collaboriamo con le scuole e in particolare con il liceo Berto di Mogliano, sede del ciclo di conferenze in programma.

Mi soffermo un momento a dire che gli interventi di quest’anno non vogliono essere solamente teorici, ma molto più concreti. Oggi ci troviamo di fronte a una situazione di emergenza che purtroppo sta diventando la regola. Mi fa davvero piacere che l’Amministrazione faccia proprio questo argomento, perché significa che non è una cosa isolata quella che affronta il Circolo Galilei, ma è parte di un progetto più ampio, che la Città di Mogliano ha abbracciato”.

 

L’intento delle conferenze è fare informazione e passare il messaggio che ciascuno di noi possa e debba agire, nel proprio piccolo, nel modo più consapevole possibile. Alla base di questa consapevolezza, ricordano gli esponenti del Circolo, è necessario essere informati nel modo migliore.

 

Al termine della conferenza, il vicesindaco ha concluso: “Bisogna lavorare sugli attuali adolescenti perché un domani diventino una generazione di adulti e genitori ecologisti e consapevoli”.

Il mio augurio è che la città di Mogliano risponda a questo ciclo di conferenze in modo positivo, come ha sempre fatto”.

 

Anche quest’anno gli incontri si terranno il venerdì sera alle ore 21.00, presso l’auditorio del liceo statale Berto. Saranno a ingresso libero per una capienza di circa 200 posti.

Il primo appuntamento è fissato per il prossimo 22 novembre.

Il calendario completo è disponibile a questo link.

Si appresta a prendere avvio la rassegna di conferenze scientifiche che SOMS Mogliano – Circolo Galilei propone ormai da anni per la stagione autunno – inverno, con il patrocinio del Comune di Mogliano Veneto e la collaborazione di WEB 2012APIOOfficina 31021 e Salviamo il Paesaggio.

 

Quest’anno il tema è di grandissima attualità: AlterAzioni: Il clima che verrà – Crisi climatica Green economy Sostenibilità. Uno sguardo approfondito e scientifico su cause, conseguenze, impatto e possibilità di azione sulla crisi climatica, i cui primi effetti sono già evidenti.

 

Gli incontri, impreziositi da relatori esperti e di altissimo livello, si terranno a partire dalle ore 21.00, presso l’aula magna del liceo statale “G. Berto”, con ingresso libero e responsabile.

La Cisl Belluno Treviso sostiene lo sciopero globale per il clima e venerdì 27 settembre parteciperà alle manifestazioni studentesche di Treviso e Belluno

 

In occasione del terzo Global Climate Strike proclamato dal movimento Fridays For Future per rivendicare una svolta decisa di lotta ai cambiamenti climatici, la Cisl territoriale sarà in piazza – senza bandiere – con i giovani e la società civile per rivendicare il diritto di vivere in un mondo sostenibile.

 

La Cisl, a livello nazionale, ha sottoscritto la Dichiarazione di Emergenza Climatica promossa dal movimento di Greta Thunberg e si è impegnata a realizzare il monitoraggio dei consumi energetici di tutte le proprie sedi di lavoro e a verificare nel corso del tempo l’efficacia della programmazione di interventi per la riduzione dell’impatto delle attività sull’ambiente. Ha inoltre l’obiettivo di definire nell’ambito del Patto per la Fabbrica un capitolo specifico per una Fabbrica più Verde e più Solidale.

 

 

“Sosteniamo il movimento globale per il clima – spiega il Segretario generale Cinzia Bonan – consapevoli che per una crescita ecosostenibile bisogna porre fine alla povertà con strategie che riducano le disuguaglianze sociali ed economiche, affrontando i cambiamenti climatici e lavorando per preservare i mari e le foreste. Per questo sosteniamo le nuove politiche dell’economia circolare e riteniamo fondamentale cogliere l’opportunità suggerita dalle trasformazioni indicate nell’Agenda 2030, con l’avvio di processi innovativi per ridurre il consumo del suolo e delle materie prime, per contrastare l’inquinamento e agire nella rigenerazione delle aree dismesse e/o inquinate. Per la Cisl è una questione cruciale: siamo convinti che rimodulare in senso circolare il nostro assetto produttivo abbia un impatto positivo sotto il profilo economico, sociale e ambientale. Stiamo affrontando e continueremo ad affrontare questi temi con determinazione ai vari livelli della nostra organizzazione, per spingere il governo, locale e nazionale, ad attivarsi urgentemente e agire in questa direzione, non più differibile ad un futuro remoto, visto che gli eventi del presente ci obbligano già a fare i conti con la gravità di danni tangibili determinati dal surriscaldamento del clima”.

A ridosso dell’anniversario della morte di Giuseppe Toniolo (fondatore della Settimana sociale dei cattolici italiani), che ricorre il prossimo 7 ottobre, il Seminario vescovile di Treviso organizza una serie di eventi che sostengono il tema dell’ecologia integrale.

 

La cura per il Creato e l’urgenza di scelte concrete per difendere la Casa Comune, oggi sempre più minacciata, sono diventate una priorità necessaria dell’azione politica e sociale, sia a livello globale che locale. Un impulso a fare scelte più forti e sollecite sta venendo dalle nuove generazioni e dal movimento globale, che ha lanciato per il 27 settembre 2019 uno sciopero mondiale per il clima.

 

Il dibattito di questi mesi ci fa ulteriormente comprendere e apprezzare la portata, per certi aspetti rivoluzionaria, dell’enciclica Laudato Sì di Papa Francesco, scritta nel 2015. In particolare, il Papa ci parla della nozione di “ecologia integrale”, esortando a un approccio originale della questione ambientale, inserita e integrata con gli altri capisaldi della Dottrina sociale della Chiesa. Scrive, infatti, il Papa: “La sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale” (n° 13). E ancora: “Dal momento che tutto è intimamente  relazionato e che gli attuali problemi richiedono uno sguardo che tenga conto di tutti gli aspetti della crisi mondiale, propongo di soffermarci adesso a riflettere sui diversi elementi di un’ecologia integrale, che comprenda chiaramente le dimensioni umane e sociali” (n° 137).

 

L’ecologia, infatti, “studia le relazioni tra gli organismi viventi e l’ambiente in cui si sviluppano. Essa esige anche di fermarsi a pensare e a discutere sulle condizioni di vita e di sopravvivenza di una società, con l’onestà di mettere in dubbio modelli di sviluppo, produzione e consumo”. Un esempio paradigmatico di cosa intenda il Santo Padre per “ecologia integrale” è dato dal Sinodo per l’Amazzonia, che inizia proprio nei giorni della nostra Settimana Sociale. Tale approccio chiama sicuramente in causa il bene comune e le autorità chiamate a compiere scelte sollecite e importanti, a tutti i livelli. E, al tempo stesso, gli attori della società civile e in particolare quelli economici. Ma anche ciascuno di noi, in nome di quell’ecologia “della vita quotidiana” di cui ci parla papa Francesco. In quest’ottica, il tema della Settimana sociale 2019 incrocia quello di stili di vita evangelici e responsabili per il futuro del pianeta. Proprio quello degli stili di vita è una delle dimensioni che nelle comunità della nostra Diocesi stiamo vivendo, nella prospettiva del Cammino Sinodale. Le serate della Settimana sociale intendono avviare un dibattito, che porti anche a scelte concrete e a ulteriori riflessioni che saranno possibili grazie a una “staffetta” con altri appuntamenti, come quelli proposti dalla scuola sociopolitica di “Partecipare il presente”, dalla scuola sociopolitica di Sant’Agnese (da confermare), dal percorso del Meic.

 

Che strano animale è l’essere umano, la sua casa sta bruciando, ma lui non se ne preoccupa o se ne preoccupa molto poco.

 

Restano inascoltati i gridi di allarme lanciati da più parti. Da ultimo anche da Luca Palmisano, l’astronauta che dalla stazione spaziale osserva la nostra Terra. Da lassù Palmisano vede i ghiacciai sciogliersi e i deserti avanzare.

 

Testimonia ormai non più la bellezza del Pianeta, ma lancia l’allarme sulla lenta morte della Terra, ma anche lui non viene ascoltato.

 

Nessuno si preoccupa se 15 su 28 lidi siciliani sono privi di depuratori e hanno quindi le acque inquinate. Quasi tutti restano inerti di fronte al montante inquinamento da plastica dei mari e sul loro lento ma inesorabile riscaldamento e innalzamento, che a poco a poco divorerà le nostre coste e anche molto di più.

 

“Ci resta molto poco tempo – grida Palmisano – sto osservando deserti avanzare e ghiacciai sciogliersi”. Ci siamo dimenticati ormai tutti le parole di Greta Thunberg che continua a lanciare l’allarme sul riscaldamento globale e sul progressivo inquinamento dell’atmosfera?

 

Tutti ci stiamo dimenticando che consumiamo molto di più di quello che il Pianeta mette a disposizione. Dal rapporto della Global Footprint Network, l’Italia ha consumato le sue riserve alimentari sin dal 15 maggio ultimo scorso e ora sta usando a credito le risorse del futuro. Si calcola che servono 4,7 Paesi come l’Italia per soddisfare i consumi degli italiani.

 

Sembra che non ci riguardi il fatto che a causa della desertificazione, provocata in gran parte dalle azioni dell’uomo, ogni anno nel mondo si perdano 24 miliardi di tonnellate di suolo fertile, con gravi danni su miliardi di esseri umani e di animali.

 

L’allarme è stato lanciato dal segretario generale delle Nazioni Unite. E non si pensi che la desertificazione sia cosa che non ci riguardi. Non è così perché sono a rischio desertificazione vastissime zone della Sicilia e del Sud Italia.

Situazione allarmante quella descritta per il Veneto dal sito Climate Central, formato da scienziati indipendenti e da giornalisti.

 

Relativamente allo studio sulla previsione delle aree italiane che verranno sommerse dal mare entro il 2050, questo sito ipotizza che l’area più a rischio allagamento in Italia sia il Nord Est.

 

Secondo questo studio, nell’ipotesi di un innalzamento della temperatura media di almeno 2 gradi – cosa non difficile se l’inquinamento da anidride carbonica resterà quello attuale – il mare Adriatico arriverà a lambire le città di Padova e Treviso, mentre verranno sommerse Venezia, Rovigo e San Donà di Piave.

 

Siamo arrivati alla follia, visto che le decisioni prese dai 197 paesi presenti alla Conferenza Internazionale sul Clima non sembrano sufficienti per affrontare il problema del cambiamento mondiale del clima.

 

Non sembrano abbiano avuto grande ascolto nemmeno gli avvertimenti accorati degli scienziati, che hanno messo in guardia sull’innalzamento delle temperature medie. Un innalzamento che deve essere contenuto entro 1,50 gradi, se non vogliamo arrivare alla catastrofe.

 

L’avvertimento è che le emissioni di anidride carbonica dovranno essere ridotte del 45%. Se così non sarà, le temperature medie aumenteranno a breve di almeno 2 gradi. Quei 2 gradi che, appunto, innalzerebbero l’Adriatico fino a sommergere parte del Nord Est, come ipotizzato dal sito americano Climate Centrale.

 

Ecco la mappa del Veneto sommerso nel 2050, se la temperatura media si innalzasse di 2 gradi.

 

 

 

Fonte immagine: sito Climate Central

Riceviamo da Marco Trevisan dei Verdi Metropolitani/e Venezia le considerazioni elaborate dal gruppo per rispondere al problema smog nel territorio del Comune di Venezia-Mestre

 

Dall’inizio dell’anno gli sforamenti del valore giornaliero di legge del PM10 per Venezia sono stati ben 28 (dati Arpav). La concentrazione giornaliera di inquinanti in atmosfera sono oltre il doppio di quelli definiti dalla legge (si vedano ultimi dati Legambiente).
Il territorio è allo stremo: l’eccessiva cementificazione ha portato a una situazione non accettabile. L’inquinamento atmosferico ha un forte impatto sulla salute di cittadini, soprattutto nelle aree urbane dove vivono e passano la maggior parte del loro del tempo.

 

Eliminare l’idea di emergenzialità sul tema smog e sviluppare progetti di lunga durata dovrebbe essere la soluzione più efficace per risolvere questo problema. Bisogna quindi partire da:

• riqualificazione green per le aree degradate,

• mezzi pubblici gratuiti nei periodi di maggior concentrazione di smog

• incentivazioni al fotovoltaico e all’accumulo di energia

• soluzioni europee come le terrazze verdi e siepi in ambito urbano, cinture boscate di sempreverdi vicino alle strade, “barriere stradali” verdi di edera (riduce le particelle inquinanti e il biossido di azoto)

• concetti urbanistici vicini all’emissione zero e alla limitazione al consumo del suolo

• incentivazione al riuso urbano

• stop alle costruzioni lontane dalle linee di trasporto pubblico

• ripristino di linee di navigazione fluviale e miglioramento del trasporto su treno (facendo pressione alla regione)

• introduzione di idee vincenti come i Night Bus a Padova (autobus che può essere prenotato tramite app per il trasporto notturno), l’utilizzo di cemento mangia smog (o cemento autopulente), l’inserimento di semafori intelligenti contro lo smog come quelli realizzati dai ricercatori del MIT di Boston (che coordinano il traffico attraverso un algoritmo che analizza l’inquinamento in città in tempo reale)

• impegno, anche a livello locale, nel seguire l’Agenda ONU 2030 per lo Sviluppo sostenibile.

 

Al contrario del blocco del traffico, che risulta una soluzione obsoleta e colpisce chi non può permettersi di cambiare auto, molti lavoratori e fasce produttive come le piccole medie imprese, senza risolvere il problema, queste sono risposte di ampia veduta e risolutive.

 

Invitiamo dunque il Comune di Venezia, Città Metropolitana e Regione Veneto a stilare un programma per risolvere il problema smog, aprendo un tavolo con le associazioni e gli enti di ricerca.

 

Anche noi, come Greta Thunberg (l’ambientalista 16enne che si batte contro i cambiamenti climatici), invitiamo il prossimo ad ascoltare quello che dice la scienza, perché il tempo a disposizione per cambiare ciò che ci circonda è ormai poco.

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