AmbienteMogliano VenetoSlide-main

Flashmob a Mogliano Veneto a cinque anni dagli Accordi di Parigi

2 minuti di lettura

Esattamente cinque anni fa, con la conclusione di una sudata COP21, credevamo di assistere al trionfo dell’ambientalismo: 175 Stati (ora 195) firmavano un accordo passato alla storia come Accordi di Parigi.
Esso impegnava le nazioni firmatarie, tra cui USA (ora usciti ma in procinto di rientrare), Cina, India, Paesi Europei e tante altre, a ridurre gradualmente le proprie emissioni di gas serra attraverso la transizione ecologica.
Questo per scongiurare un riscaldamento globale oltre i 2°C, un possibile scenario futuro definito “pericoloso e instabile” dalla maggioranza della comunità scientifica, dai servizi di sicurezza nazionali e (tra gli altri) anche buona parte dei fondi assicurativi. [1]

 

 

Basti considerare che il riscaldamento attuale è di 1,1°C dall’inizio dell’età industriale, e già si notano crescenti conseguenze sulla sicurezza e sulla vita delle persone: ad esempio è stimato che nella sola Europa negli ultimi 10 anni più di 700mila persone siano state costrette a migrare per via di eventi meteorologici estremi ed anomali; del resto, il nostro continente è una delle zone più vulnerabili agli effetti della crisi climatica. [2]

Il tasto dolente è che, a dispetto della serietà dell’emergenza climatica, risulta che solo Marocco e Gambia abbiano finora rispettato gli impegni presi. [3]

Per quanto gli Accordi di Parigi siano spesso celebrati come punto saldo dell’azione globale contro la crisi climatica, i rilevamenti ci mostrano come da quella data le emissioni antropiche di gas serra non abbiano purtroppo smesso di aumentare [4].
Uno dei motivi sembra essere che, essendo gli Accordi NON vincolanti, gli Stati abbiano deciso semplicemente di NON rispettarli, di fatto continuando a stanziare migliaia di miliardi in euro, a livello globale, per i sussidi alle fonti fossili: parecchie volte più che, ad esempio, nel settore medico-sanitario (situazione chiaramente rappresentata dal grafico seguente, realizzato dal professor Francesco Gonella dell’Università Ca’Foscari di Venezia):

 

In questo contesto s’inserisce bene una celebre frase di Antonio Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite, rivolta anni fa ai Capi di Stato: “Con i sussidi alle fonti fossili usiamo i soldi della gente per finanziare gli uragani”.

Sfatato quindi il mito de “gli Accordi di Parigi hanno risolto il problema”, viene spontanea una domanda: oltre alle piccole azioni quotidiane, come può ognuno di noi agire per spingere le istituzioni a rispettare gli impegni presi? Del resto, ne va del futuro delle nostre comunità e della stessa Città di Mogliano.

 


Fonti:
[1] https://www.rinnovabili.it/ambiente/clima-polizze-assicurative/ https://www.italiachecambia.org/2020/02/clima-sicurezza-cosa-dicono-militari/
https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/11/06/clima-lallarme-degli-11mila-scien
[2] https://it.euronews.com/2020/02/27/migranti-climatici-sono-gia-tra-noi-e-sono-europei
https://environmentalmigration.iom.int/europe-and-africa
[3] https://climateactiontracker.org/
[4] https://climate.nasa.gov/vital-signs/carbon-dioxide/

Articoli correlati
AmbienteAttualitàItaliaSlide-main

Pantelleria, la Perla Nera del Mediterraneo

2 minuti di lettura
Pantelleria celebra il decimo anniversario del riconoscimento UNESCO, esaltando la sua tradizione vitivinicola unica e il patrimonio culturale e naturale dell’isola Pantelleria,…
CulturaSlide-mainSpettacoloTempo liberoVenezia

Notte d'estate: festa della musica con la Big Vocal Orchestra

2 minuti di lettura
Venerdì 21 giugno, la Scalinata del Palazzo del Casinò al Lido di Venezia ospiterà un evento speciale: la Festa della Musica con…
NarrazioneSlide-main

La mia passione oltre le molestie

1 minuti di lettura
Sarà presentato sabato prossimo, 22 giugno, a Mestre, il libro di Anna Giuliano dal titolo: “Io sono Anna – La mia passione…