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Treviso

Premio Locanda Da Gerry 2023: sul podio tre giovani donne

5 minuti di lettura

Venerdì 16 giugno la cerimonia di premiazione a Monfumo (TV). Il ricavato della serata andrà alla Lilt per la ricerca scientifica sul cancro al seno

MONFUMO – Sono stati resi noti i nomi dei vincitori dell’edizione 2023 del Premio Locanda Da Gerry, il riconoscimento promosso dallo chef di Monfumo Gerry Menegon e dedicato al talento under 35. Meglio dire vincitrici, perché quest’anno il podio ha riconosciuto la determinazione e l’inventiva di tre giovani donne impegnate nei campi dell’ecologia, della salvaguardia ambientale e della conservazione degli antichi mestieri.

Sarà venerdì 16 giugno alle ore 20 nell’omonimo ristorante Da Gerry a Monfumo l’appuntamento con le premiazioni di:

  • Sara Pilla, 23 anni, di Venezia, gondoliera, il mestiere più caratteristico e storico della città lagunare;
  • Giselda Torresan, 33 anni, influencer ecologista originaria di Asolo, cresciuta nella malga di famiglia alle Bocchette in provincia di Belluno;
  • Sara Furlanetto, 29 anni, di Castelfranco Veneto (TV) fotografa documentarista tra i fondatori di Va’ Sentiero, progetto di riscoperta e valorizzazione del Sentiero Italia, il percorso più lungo che attraversa il nostro Paese.

L’evento è aperto al pubblico e chi partecipa contribuirà a sostenere il progetto per la ricerca scientifica sul cancro al seno, che ha per capofila la LILT (Lega italiana per la lotta contro i tumori di Treviso) denominato “Best Clinical Practice nella Radioterapia dei Tumori della Mammella in Italia“. La finalità è creare una banca dati per studi epidemiologici e diffondere le informazioni sugli effetti del trattamento radiante nelle pazienti con questo tipo di neoplasia, attivando specifici programmi di follow up per l’analisi dei risultati.

«Questa edizione del Premio vuole essere l’occasione per rendere onore al merito e alla bravura di tre giovani donne che sono riuscite a convogliare passioni e interessi in un progetto personale più ampio, che può essere fonte d’ispirazione ed esempio per altri giovani» sottolinea il patron Gerry Menegon. «Forte è quest’anno l’attenzione verso l’ambiente, che passa attraverso il racconto rispettoso di chi frequenta la montagna, di chi riscopre borghi e comunità tra Alpi e Appennini, fino ad arrivare alla laguna di Venezia e ad uno dei mestieri più antichi in cui la componente femminile si sta via via affermando».

L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Monfumo.


LE VINCITRICI

Sara Pilla. Professione: gondoliera. È una delle poche donne ad aver ottenuto la licenza per esercitare questo antico mestiere che fino a una quindicina di anni fa era appannaggio maschile. Ha 23 anni, vive nel sestiere di San Polo a Venezia.

«Sono finita su una gondola per stare con mio padre, avevo otto anni, fu lui ad insegnarmi i trucchi della voga. All’inizio era un gioco, poi è diventato un sogno, quindi un progetto che volevo realizzare, ho studiato e preso la licenza per farne un mestiere. Ho iniziato a vogare prima a prua “alla veneta” e poi quando ho fatto esperienza, sono passata da poppa. La conoscenza viene da sé, si impara a dosare le forze, a disporre i turisti a bordo in base al peso. Forse è perché sono veneziana, ma dove c’è l’acqua mi sento a casa. Una cosa molto bella che accade sulla mia gondola: quando fanno le proposte di matrimonio, vedere la commozione della coppia è sempre emozionante, mi sembra di vivere il momento con loro, e sono pure io in ansia a volte nel vedere se lei dirà sì».

Alla passione per le acque chete della laguna si aggiunge quella per le arti: il canto in particolare. «Ho iniziato a cantare fin da piccola nel coro della Giuseppe Verdi di Venezia, mettendo in scena delle opere teatrali al Malibran. In seguito, ho iniziato gli studi di flauto traverso con la mia migliore amica. Ho frequentato il liceo musicale Marco Polo di Venezia e ho sempre avuto la passione per il canto. Studio con Giancarlo Genise, mi sono diplomata in flauto traverso, pianoforte, musica da camera. Sono cantautrice, sto studiando per diventare attrice, mi piacerebbe anche fare esperienza nella conduzione. Nel 2022 sono stata eletta Miss Italia Social».

Giselda Torresan. Radici nella Marca Trevigiana, cuore in provincia di Belluno, 33 anni, fin dall’infanzia ha frequentato e vissuto lunghi periodi nella malga di famiglia alle Bocchette nel Bellunese. Ed è stata questa esperienza a portarla a diventare oggi un’affermata influencer ecologista che, con i suoi trekking in solitaria, fotografati e documentati sui social, ha conquistato oltre 120mila follower trasmettendo loro la bellezza di boschi e cime, ma anche il profondo rispetto che la montagna richiede ai suoi frequentatori.

«La malga di mio nonno Alfonso alle Bocchette, mi ha permesso di entrare in contatto con la dimensione della montagna fin dalla tenera età. Standogli accanto ho imparato molte cose, lui accudiva gli animali, mucche e maiali, vendeva i prodotti. Mi ha insegnato a fare il formaggio» racconta.

Oggi lavora in una fabbrica di stampaggio plastica ma ogni momento libero è buono per andare a fare una passeggiata in alta quota. «Adoro stare sulle Dolomiti, sono la mia dimensione prediletta. Lassù mi sento libera e credo sia proprio questa emozione, oltre al fatto di stare a contatto con la natura, a piacere tanto alle persone che mi seguono in Rete».

Ogni stagione regala qualcosa: il foliage autunnale, l’avvento della neve, i prati in fiore, l’estate che conserva il fresco e i cieli stellati.

Gli scatti più recenti, pochi giorni fa, quando ha dormito in un bivacco sperduto, sulle Dolomiti feltrine. «Mi piace l’idea di partire e tornare quando voglio. Mi metto in cammino, ascolto il silenzio, ho fatto arrampicata e qualche ferrata. Il sogno nel cassetto? Poter tornare a gestire, un giorno, la malga di famiglia. Ce la metterò tutta per poter realizzare questo mio desiderio».

Sara Furlanetto. Ha 29 anni, è di Castelfranco Veneto (TV) ed è una giovane donna con il piglio per l’esplorazione. Laureata in Fotogiornalismo, insieme agli amici Yuri Basilicò e Giacomo Riccobono si è messa in moto per riscoprire il Sentiero Italia, un cammino di 8.000 chilometri lungo lo Stivale.

«Abbiamo iniziato nel 2019 dal golfo di Trieste e siamo arrivati al parco dei monti Sibillini. Poi la pandemia ci ha rallentato, siamo riusciti a fare un piccolo pezzo tra Marche e Puglia, l’anno scorso abbiamo completato la parte mancante, arrivando fino in Sicilia» racconta, indicando con il dito sulla mappa il tragitto che il Club alpino italiano (Cai) ha sistemato e messo in sicurezza con un imponente lavoro di ripristino e manutenzione.

Durante la scoperta del patrimonio di natura e genti che popolano i borghi del Sentiero Italia a Sara è venuta l’idea di fondare, insieme ai suoi compagni di viaggio, Va’ Sentiero (www.vasentiero.org) una guida digitale e multilingue a disposizione di tutti i praticanti del trekking con cartine, tracce, informazioni tecniche e culturali, foto e video dell’itinerario. Il sogno ha preso forma piano piano, grazie al sostegno di alcuni sponsor, una rete di patrocinatori, la raccolta fondi e l’eco mediatica arrivata fino alla CNN.

Di recente, l’esperienza di Sara è diventata anche un libro Va’ Sentiero. In cammino per le Terre Alte d’Italia edito da Rizzoli. «Questo libro vuole essere una guida d’ispirazione, che valorizza i territori ai quali viene dato il ritmo delle tappe del sentiero. Abbiamo cercato di dare sapore all’esperienza che avevamo fatto in prima persona».

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Classe 1993, è giornalista pubblicista e studentessa magistrale in Editoria e Giornalismo presso l’Università degli Studi di Verona. Ama i cani, i libri e i viaggi. Scrive di ambiente, politica, assaggi, turismo.
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