Il 22 novembre del 1963, John Fitzgerald Kennedy, 35esimo presidente degli Stati Uniti d’America, si trova in Texas per un viaggio ufficiale. Era atterrato alle 11.40 all’aeroporto di Dallas e poi salito su una Lincoln Continental 1961 decappottabile. Con lui c’era la moglie Jackie e il governatore del Texas John Connally Jr e la consorte Nellie Connally per un corteo in giro per la città.
Alle 12.29 la Lincoln arriva in Dealey Plaza. Un minuto dopo una scarica di colpi di fucile si riversa contro Kennedy che viene colpito al collo, alla testa e alla schiena.. Anche Connally Jr è ferito. I soccorsi li portano al Parkland Memorial Hospital. Il governatore texano riuscirà a sopravvivere. Intorno alle 13, Kennedy viene dichiarato morto. Aveva 46 anni.
Rientravo a piedi da scuola, quel giorno. Frequentavo le elementari Leonardo Da Vinci di via Bissuola a Mestre, a pochi passi da casa. Quando entrai in casa trovai mia mamma in lacrime. “Hanno ucciso Kennedy” mi disse.
Papà la prendeva sempre in giro dicendo che era innamorata di quel bell’uomo potente, a capo degli Stati Uniti d’America.

A 60 anni da quel giorno, la teoria del complotto ha ancora molti seguaci.
L’abito indossato dala moglie Jackie il giorno dell’omicidio fu prelevato dagli investigatori e messo al sicuro nell’archivio nazionale, dove si trova ancora oggi, senza mai essere stato lavato.
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