Riceviamo e volentieri pubblichiamo un nuovo intervento a firma di Luigi Giovannini in tema di elezioni presidenziali
E così abbiamo eletto un Presidente, e nei successivi commenti abbiamo ancora una volta evidenziato le lacune della politica, dimenticandoci che il nostro declino va ricercato nell’insufficienza e negli egoismi di tutta la classe dirigente.
All’inizio del nostro percorso democratico le reciproche indipendenze di Banca d’Italia, magistratura e politica ci hanno garantito preziosi equilibri, ma poi le barriere sono state erose.
Fu così che nel marzo 1979 dopo furiosi contrasti, la politica s’adoperò per una pretestuosa incriminazione dei vertici di Bankitalia e al governatore Baffi furono inflitti gli arresti domiciliari, mentre il vice direttore generale Sarcinelli fu arrestato: il New York Time scrisse che “l’assalto dei politici alla Banca d’Italia è paragonabile all’agguato delle Br in via Fani”.
Non servono poi particolari sforzi per ricordare le fratture esistenti tra magistratura e politica, ma ricordiamoci che solo il 4% dei magistrati italiani è coinvolto nella “problematica Palamara”: questa percentuale evidenzia l’eccesso polemico sulle attuali lacune sulla magistratura, visto che sarebbe un risultato sontuoso se solo il 4% dei potenziali evasori concretizzassero la loro azione, o se solo il 4% dei possibili corruttori centrassero i loro obiettivi.
La politica quindi, dopo aver addomesticato i rapporti con la struttura finanziaria e la magistratura del Paese, non si preoccupa di rafforzare le proprie competenze o correggere la sua azione, ma continua a stringere cerchi funzionali sempre più attenti alle necessità proprie e dei suoi gruppi di sostegno.
E così in Italia nel 2021 abbiamo avuto 1404 morti sul lavoro e per comprendere appieno questo numero lo dobbiamo raffrontare con quanto successe nella Germania nazista nel 1944, dove nella costruzione del bunker per la produzione di sottomarini Valentin (Brema), in un anno morirono 1600 persone: dopo 77 anni di democrazia la sicurezza in Italia rimane evidentemente un optional non solo per i dipendenti, ma anche per gli utenti di ponti e funivie.
Il precariato ha oggi raggiunto il 70% dei rapporti di lavoro, perché l’acquiescenza della politica permette alle imprese di non lavorare per il Paese, con il risultato che i depositi bancari sono aumentati di 110 miliardi, ma 1 milione e quattrocento mila famiglie è sprofondato nella povertà.
I compiti del governo Draghi sono numerosi, perché non solo il PNRR è ben lontano dall’essere realizzato, ma i cambiamenti in atto ci portano a ridiscutere in sede europea di disavanzo pubblico e di revisione del patto di stabilità, ma Draghi – decisamente imposto e entusiasticamente accolto per sostituire Conte – con tutta evidenza puntava al Colle, per cui il concretizzarsi dei fatti mi sembra svelare l’impossibilità della realizzazione in Italia del suo famoso “whatever it takes”, visto che il suo progetto di governo era e rimane del tutto temporaneo.
Luigi Giovannini
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