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Vincono i tabaccai: niente POS per sigarette, valori bollati e postali

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Il 24 ottobre 2022 l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli rende noto che “in data odierna con determinazione direttoriale prot. n. 484555, sono state fornite istruzioni circa l’applicabilità ai rivenditori di generi di monopolio e ai titolari di patentino dell’obbligo di accettazione dei pagamenti elettronici ex art. 15, commi 4 e 4-bis, del Decreto-Legge 18 ottobre 2012, n. 179 convertito con modificazioni dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, così come modificato dall’art. 18, comma 01 e comma 1, del Decreto-Legge n. 36/2022, convertito con modificazioni dalla Legge 29 giugno 2022, n. 79.

In particolare, con il citato provvedimento è stato chiarito che tali soggetti, in relazione all’attività di vendita di generi di monopolio, di valori postali e valori bollati, non sono tenuti all’obbligo di accettare forme di pagamento elettronico”, conclude la nota.

È la vittoria dei tabaccai. La richiesta nasce dalle associazioni di categoria proprio per i costi elevati di ogni transazione. Immediatamente il popolo dei pagamenti elettronici è insorto, arrivando a paragonare questa decisione di ADM a “un ritorno al Medioevo”.

Per una volta, mettiamoci dalla parte dei tabaccai e vediamo perché si è arrivati a questa risoluzione, spiegata in pochissime parole da un rappresentante mestrino della categoria: “Ogni transazione mi costa veramente tanto. A me spiace, ma alla lunga è un danno per la mia attività. Ho sempre accettato i pagamenti con il POS ma a un certo punto ho dovuto fare una scelta”.  

Quindi, d’ora in poi, i tabaccai potranno rifiutare i pagamenti elettronici per sigarette, prodotti soggetti a monopolio, valori bollati e postali. L’obbligo per gli esercenti di accettare i pagamenti con Pos è in vigore dal 2013, ma le sanzioni per chi rifiuta i pagamenti elettronici è scattata dal 30 giugno scorso.

L’annuncio arriva alla categoria nel corso del T2000 in Tour di Catania, la più importante fiera del settore, proprio dal Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Marcello Minenna, dopo aver completato l’istruttoria propedeutica all’esenzione dall’obbligo.

“Siamo molto soddisfatti da quanto comunicato dal Dott. Minenna per il tramite del suo delegato Liberatore – dice Mario Antonelli, Presidente Nazionale della Federazione Italiana Tabaccai. – È questa un’istanza che portiamo avanti senza risparmio di energie da molto tempo. La bassa marginalità di questi prodotti e servizi, infatti, mal si concilia con i costi della transazione della moneta elettronica”.

All’interno della querelle s’inserisce il Codacons con un comunicato, in cui afferma che l’esclusione dei tabaccai dall’obbligo di accettare pagamenti con il Pos introdurrà una disparità di trattamento tra gli esercenti.

“Sono felice di constatare che anche il Codacons abbia finalmente notato che le tabaccherie non sono un semplice esercizio commerciale ma concessionarie dello Stato sul territorio – commenta Antonelli. – Le tabaccherie sono concessionarie di Stato e solo in virtù di tale concessione possono vendere prodotti di monopolio come il tabacco. Ciò significa che la fiscalità dei tabacchi e dei valori bollati e postali è certificata a monte e pertanto su tali prodotti le finalità antielusione della norma del 2012 sono superflue”.

“Senza contare – dice ancora il Presidente Nazionale FIT – che il margine di guadagno su tali prodotti è così basso da essere del tutto incompatibile con i costi connessi all’accettazione della moneta elettronica. Per questo, accettare o meno il pagamento con il POS deve essere per il tabaccaio una facoltà e non un obbligo”.

“Numerosi tabaccai già oggi accettano il pagamento con carta e continueranno a farlo. Fermo restando che – conclude Antonelli – solo condizioni bancarie più favorevoli possono davvero facilitare la più completa diffusione dei pagamenti con moneta elettronica”.

La palla, insomma, passa alle banche. Ai cittadini, per ora, resta il denaro contante o la disponibilità del proprio tabaccaio.

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