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Velasco incontra l’ItalRugby

2 minuti di lettura

Il CT della Nazionale femminile di volley Julio Velasco ha fatto visita nel ritiro dell’ItalRugby pronta a debuttare nelle Quilter Nations Series

VERONA – Imparare dai vincenti. Ma non solo. Scambiarsi opinioni, filosofie di allenamento e gestione del gruppo in due sport che sembrano talmente lontani ma che sono accomunati da grandi valori oltre che dalla maglia azzurra. Nasce così un incontro fuori dal comune, dove il CT più vincente della storia italiana, Julio Velasco, trascorre una giornata con la Nazionale Italiana Rugby.

Il team azzurro guidato da Gonzalo Quesada, in ritiro a Verona per preparare il debutto nelle Quilter Nations Series dell’8 novembre a Udine contro l’Australia, ha potuto così confrontare le idee con il Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Femminile di pallavolo, fresca di titolo mondiale. Due CT argentini, accomunati dallo stesso ruolo in discipline diverse e che hanno potuto condividere un reciproco interscambio di informazioni legato alla preparazione di partite a livello internazionale.

Le dichiarazioni

Queste le parole del CT dell’ItalRugby maschile Gonzalo Quesada:

“La presenza di Julio Velasco in raduno è una grandissima opportunità per tutti noi, staff e giocatori e ci può essere da ispirazione. Ci ha chiesto di osservare le modalità di lavoro e passare una giornata con noi. Abbiamo poi avuto la possibilità di confrontarci con lui: è stato un momento molto importante per noi”. 

Julio Velasco ha commentato:

“Sono nato come allenatore condividendo metodologie con altri sport, considerando che in Argentina i club sono polisportivi: basket, calcio, tennis. Quando giocavo a pallavolo ero in un club che aveva la sezione Rugby, Hockey su prato, basket. Mi piace molto il Rugby e lo guardo spesso: ho anche giocato un anno quando ero più piccolo. Vedere come si lavora, come allenano, la velocità dei giocatori dal vivo: se lo vedi in tv non te ne rendi conto, ma da vicino è molto bello.

La prima cosa è che noi dobbiamo “convincere” i giocatori: fanno tutto loro in campo. Se non riusciamo a convincerli, le cose non funzionano. Dopo dobbiamo anche farle funzionare bene insieme: il gruppo unito aiuta a far funzionare le cose, ma anche il funzionamento delle cose aiuta ad avere un gruppo unito. È una sorta di “andata e ritorno”. Non significa necessariamente che sia una squadra vincente, ma che funzioni: a volte l’avversario è più forte e anche fare tutto quello che possiamo, non serve. Negli sport di squadra l’aiuto e la collaborazione tra i compagni di squadra non deve essere una questione “etica”: se lo è, meglio. Ma deve essere una delle componenti del gioco”.

CLICCA QUI per la video intervista a Julio Velasco

Photo credits: federvolley.it

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AUTORE
Nasce a Venezia e fin da piccola coltiva la passione per lo sport, la scrittura e l'Oriente. Prima cestista, poi calciatrice, infine allenatrice. Lotta da sempre per l'uguaglianza nello sport. Caregiver, convive con 4 gatti maschi
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