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Mercoledì 28 agosto, alle ore 17.00 si terrà una visita guidata gratuita nelle sale monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana, sul tema: “Libreria di San Marco: i rinnovamenti”, a cura di Federica Benedetti.

È richiesta la prenotazione online (massimo 25 persone) sul sito della biblioteca.

Punto di ritrovo al portone della Libreria Sansoviniana, Piazzetta San Marco 13/a, alle ore 16.45.
Ingresso di Piazzetta San Marco n. 13/a, Venezia.

Le sale monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana

Per accogliere degnamente il rilevante lascito di manoscritti del cardinale Bessarione, avvenuto tra il 1468 ed il 1474, la Serenissima dispone la costruzione di una Pubblica Libreria e ne affida l’incarico al noto architetto Jacopo Sansovino.

Tra il 1537 e il 1553 Sansovino realizza le prime sedici arcate dell’edificio, mentre Vincenzo Scamozzi prosegue l’opera dal 1588, edificando le ultime cinque arcate delle Procuratie verso il molo.

La sede dell’antica Libreria di San Marco e dei Ridotti dei Procuratori si compone di una straordinaria Scala d’onore, di un Vestibolo, trasformato a fine Cinquecento in Pubblico Statuario, e della Biblioteca, il tutto arricchito da un notevole apparato iconografico.

La caduta della Repubblica (1797) porta alla dispersione degli arredi e al ripensamento degli spazi, e all’adattamento all’uso di Palazzo Reale.

Tale adattamento coinvolge anche i locali adibiti in epoca veneziana a sede dei Ridotti dei Procuratori di San Marco, resi di recente visitabili a seguito di un rilevante intervento di restauro attuato negli anni 2015-2017.
Le Sale Monumentali si inseriscono nel percorso integrato dei Musei di Piazza San Marco.

Nell’ambito delle attività del Premio internazionale Carlo Scarpa per il Giardino 2019, dedicato a I giardini del tè di Dazhangshan, martedì 11 giugno alle ore 18, negli spazi Bomben di Treviso, il sinologo Livio Zanini, docente dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e presidente dell’Associazione Italiana Cultura del Tè, terrà una conferenza pubblica dedicata alla cultura del tè in Cina.

Sarà un’occasione per scoprire i quasi duemila anni di storia di una bevanda entrata a far parte della nostra quotidianità.

 

Qualche cenno sulla pianta del tè

La pianta del tè ha origine nell’area tropicale e subtropicale nella Cina sud-occidentale. Il primo riferimento testuale alla bevanda preparata con le foglie di questa pianta risale al secolo III d.C., ma fu solo durante la dinastia Tang (618-907) che il tè si diffuse in tutta la Cina.
Il Canone del tè, scritto da Lu Yu in questo periodo, è il primo libro al mondo interamente dedicato a questa bevanda. In epoca Tang il tè era lavorato e consumato in un modo molto diverso da quello che conosciamo oggi. Dopo la raccolta, le foglie venivano cotte con il vapore e pressate in forma di pani. La bevanda si preparava macinando un pezzo di questi pani e mettendo a bollire la polvere di tè in una pentola.

Nel periodo Song (960-1279) divenne comune l’usanza di preparare la bevanda mescolando la polvere dentro una tazza con l’acqua calda con un apposito frullino di bambù, lo stesso tipo di preparazione ancora oggi usata nella cerimonia del tè giapponese.
Nel corso della dinastia Ming (1368-1644) avvennero importanti trasformazioni nella lavorazione e nell’uso del tè. Si affermò la lavorazione del tè in foglie sfuse cotte in padella e l’infusione in teiera. Questo metodo era già diventato il sistema di preparazione standard quando nel secolo XVI arrivarono in Cina i primi missionari e mercanti occidentali, i quali in seguito lo introdussero in Europa e lo diffusero nel resto del mondo.

Nel corso dell’ultima dinastia imperiale nella provincia costiera del Fujian prese vita la produzione dei tè oolong e tè neri. Si diffuse inoltre l’usanza di preparare infusi molto concentrati con teiere e tazze di piccole dimensioni, oggi conosciuta con il nome di gongfucha. Attualmente in Cina la cultura del tè sta vivendo un momento di grande riscoperta. Negli ultimi trent’anni, sono state aperte numerose sale da tè e molte scuole dove si insegna l’arte del tè.

 

Visita guidata alle Gallerie delle Prigioni

Dopo la conferenza, alle 19, è in programma una visita guidata con i curatori Patrizia Boschiero e Nicolas Vamvouklis alla mostra del Premio Carlo Scarpa 2019, The Ground We Have in Common, nelle Gallerie delle Prigioni, a Treviso in piazza Duomo, 20.
La mostra affianca alla componente documentaria l’esposizione di opere d’arte contemporanea. Partendo dall’esplorazione del paesaggio dei giardini del tè di Dazhangshan, il percorso mette in luce il contesto geografico e architettonico di un territorio che è storicamente il cuore delle coltivazioni della pianta del tè e della produzione della bevanda che ne deriva, la sua valenza storica e culturale. La mostra ripercorre poi idee e temi che hanno attraversato alcune delle precedenti edizioni di questo Premio a un luogo, con opere d’arte, materiali d’archivio, testi, fotografie, pubblicazioni e video. Unendo ricerca artistica e indagine paesaggistica, l’esposizione si snoda tra contributi di natura diversa ed esplora i linguaggi scelti da artisti contemporanei che indagano la nozione di giardino in senso ampio e quella della cura della terra.

Ingresso libero sia alla conferenza che alla mostra.

 

 

Chi è Livio Zanini

Livio Zanini è ricercatore di Lingua e letteratura cinese presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Asian and African Studies presso l’Università di Lubiana, con una tesi dal titolo Form and Significance of Tea Connoisseurship in the Late Ming Dynasty.
Ha fondato, con il sinologo Marco Ceresa, e presiede l’Associazione Italiana Cultura del Tè ed è consigliere onorario del China International Tea Culture Institute.
I suoi interessi di ricerca privilegiano la cultura del tè in Cina, con particolare attenzione alla saggistica sul tè dell’epoca imperiale e agli sviluppi storici della bevanda. Ha risieduto per lunghi periodi di studio in Cina e a Taiwan e ha effettuato viaggi di ricerca anche in Giappone e in Corea, visitando numerose aree di produzione del tè, per approfondire gli aspetti culturali e tecnici della bevanda.
È autore del libro La via del tè. La Compagnia inglese delle Indie Orientali e la Cina (2012) e di diversi studi sul tè e altri aspetti della cultura cinese. Ha contribuito alle attività del Premio Carlo Scarpa 2019 con un saggio dal titolo Prima dell’arrivo del tè in Europa. La bevanda cinese nelle fonti occidentali anteriori al secolo XVII, edito in italiano e in inglese nel volume collettivo I giardini del tè di Dazhangshan. Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino 2019, a cura di Patrizia Boschiero, Luigi Latini, Maurizio Paolillo (Fondazione Benetton Studi Ricerche-Antiga, Treviso 2019), e con una relazione al seminario pubblico Dai giardini del tè di Dazhangshan: cultura del paesaggio e patrimoni rurali nella Cina antica e contemporanea, sabato 11 maggio 2019.

Una domenica da trascorrere ripercorrendo la storia di uno dei luoghi più suggestivi della laguna di Venezia, approfittando dell’arrivo delle gradevoli temperature primaverili e di giornate più luminose: momento migliore per godere dello spettacolo dei fiori, degli ampi cieli e dei riflessi nell’acqua.

 

L’iniziativa

La Città metropolitana di Venezia, in accordo con San Servolo Srl, offre per domenica 7 aprile una visita guidata al Museo di Torcello; un’occasione per ripercorre la storia di uno dei più antichi insediamenti lagunari, punto di intermediazione tra il mare, la laguna e l’entroterra, ma anche antico emporio e centro produttivo, sede vescovile, di monasteri e cenobi. Un centro importante che ebbe un governo autonomo con Podestà e Consiglio con Magistrature e nobiltà proprie.

 

Il museo

Gestito dalla Città metropolitana di Venezia, il Museo di Torcello si pone a testimonianza della grandiosa storia dell’isola; il complesso si trova nella Piazzetta dell’isola, uno spazio erboso attorniato dalla Chiesa di Santa Fosca, dalla Basilica di Santa Maria Assunta e dal Palazzetto gotico del XIV secolo, un tempo sede del Consiglio dell’isola e dalla piccola costruzione del Palazzo dell’Archivio, entrambi sede attuale del Museo.

 

I partecipanti potranno anche approfondire i molteplici aspetti dell’iconografia botanica, in particolare floreale, presente sia nei numerosi esempi di decorazione architettonica – dove si snodano, tra realismo e fantasia, tralci, fiori, foglie di vite e grappoli d’uva – sia nei dipinti, dove affiancano le figure dei Santi e le vicende delle storia sacra, ed infine negli oggetti d’uso dove fiori e natura offrono le loro forme e i loro colori alla decorazione e alla bellezza. Questo grazie all’illustrazione delle varie testimonianze conservate all’interno del Museo.

 

 

La visita guidata è offerta dalla Città metropolitana di Venezia.

Il biglietto di ingresso al Museo di Torcello ha un costo di 3 euro.

Le visite si terranno alle ore 15.10 e alle ore 16.10. L’appuntamento è davanti al Museo.

 

Per la prenotazione

(fino a un massimo di 25 persone per visita)

[email protected] o telefonando in ufficio: 041.2765001

Arrivo e rientro dall’isola con il trasporto pubblico locale ACTV (Linea 12: partenza Venezia F.te Nove ore 14.10 e ore 15.10 – arrivo Torcello ore 14.51 e ore 15.51)

 

Per Informazioni sul museo e sulle attività che vi si svolgono

http://www.museoditorcello.cittametropolitana.ve.it

https://museotorcello.servizimetropolitani.ve.it/

[email protected]

Tel. 041.2501780/3/4

La visita guidata alla Treviso Noir fa il bis. A pochi giorni dall’apertura delle iscrizioni all’iniziativa promossa da Banca Mediolanum per rendere omaggio al Festival Treviso Giallo i 40 posti gratuiti disponibili sono già esauriti. Tanto che l’ente organizzatore ha deciso di raddoppiare. Oltre alla visita di sabato 13, sono aperte le iscrizioni per domenica 14 (sempre alle 19.00).

 

 

La durata della visita è di un’ora e mezza con una guida turistica autorizzata che farà scoprire leggende e misteri di Treviso.

 

 

Le terre trevigiane celano spiriti di dolci fanciulle e di prelati, discendenti dei Collalto, anime dannate della dinastia degli Ezzelini e creature misteriose di un antico bosco veneziano. Esperienze emozionanti, un percorso misterioso che farà scoprire i tanti segreti di Treviso, luoghi evocativi e secoli di storia, a volte macabra e a volte curiosa.

 

 

Quale migliore occasione per intraprendere un percorso misterioso alla scoperta dei tanti segreti di Treviso?

 

 

L’itinerario prevede la partenza da piazza Pola – piazza Duomo (dove si consumò l’eccidio della famiglia di Ezzelino) e prosegue verso le carceri, contrada della Morte, leggenda dell’ulivo, via Cornarotta, via Inferiore, piazza S. Vito, Portico Oscuro, via Palestro, Pescheria, via S. Agostino, S. Caterina (assassinio di Rizzardo da Camino), Fiume Sile (leggenda Cornaro), Giardini S. Andrea (delitto contessa Onigo) e via Collalto (leggenda di Bianca di Collalto), per fare ritorno a piazza Pola.

 

 

Il Festival sarà aperto al pubblico con ingresso gratuito fino a esaurimento posti ed è unico nel suo genere in ambito nazionale; questo per l’impostazione scientifica che lo caratterizza e offre un approfondimento del genere giallo e noir che lo proietta a fianco dei maggiori festival europei.

 

Per informazioni:

Punto Mediolanum, p.zza Pola 12 – Treviso

0422 590151

[email protected]

Continuano le ormai “classiche” visite guidate alla mostra Illustri persuasioni. Verso il boom 1950-1962, allestita al Museo nazionale Collezione Salce di Treviso (via Carlo Alberto, 31): il prossimo appuntamento p per domani, domenica 27 gennaio, alle ore 15.

Attraverso i capolavori della grafica pubblicitaria – opera di Armando Testa, Franco Grignani, Bob Noorda, Giovanni Pintori e tanti altri – ci si immerge nel periodo compreso tra la Ricostruzione postbellica e l’esplosione del miracolo economico degli anni Sessanta, che cambierà il volto sociale e culturale dell’Italia.

 

L’iniziativa, realizzata in collaborazione con l’associazione culturale Heritage Italy di Treviso, sarà un’occasione per permettere a singole persone, famiglie, coppie o piccoli gruppi di amici, di assaporare il percorso espositivo accompagnati da guide esperte.

 

Info e prenotazioni

h[email protected]

340.2814124

http://www.collezionesalce.beniculturali.it
https://www.facebook.com/museocollezionesalce

 

Costi

Euro 4 + biglietto d’ingresso al museo (Euro 8 intero; Euro 4 ridotto)

Il salone passante superiore della Villa ospita la raccolta più prestigiosa lasciata da Bruno Abramo Lattes in donazione al Comune di Treviso: la collezione di carillon e di automi, oggi tutti rinnovati ed esposti al centro dell’ampio ambiente.
La Villa è stata restaurata di recente con tutti i suoi affreschi e stucchi. Sono visitabili i due saloni passanti del primo e secondo piano, i salotti, le stanze da letto, le sale da bagno, la cucina e la sala da pranzo, la stanza della musica.

 

Tutti ambienti arredati con mobilio e suppellettili d’epoca che l’avvocato Bruno Lattes amava collezionare e che provenivano dai suoi viaggi all’estero.
Oltre al corpo centrale sul retro si vedono le due peschiere coronate dai busti dei “Cesari “ e al di là il “brolo” delimitato da un muretto semicircolare.

 

L’appuntamento è per domani, domenica 4 novembre, davanti alla Villa di Istrana nel Park a fianco dell’ingresso, alle ore 16.00.

Prezzo ingresso + visita guidata:

€ 5 per i soci over 65.

€ 7 per i soci under 65 e per i non soci.

 

La visita è a numero chiuso ed è necessaria la prenotazione telefonica al 333.4148800.

A febbraio 2018 ha riaperto la nuova Pinacoteca Civica del Museo di Santa Caterina a Treviso. Le origini di questa istituzione trevigiana risalgono alla metà del XIX secolo, e ad oggi, raccoglie i quadri dei più importanti artisti trevigiani a partire dal basso Medioevo fino al 1700 compreso.

Mentre le opere risalenti all’800 e al ‘900 sono esposte al pubblico presso il Museo Bailo, anch’esso parte dei Musei Civici Trevigiani.

 

Il percorso della nuova pinacoteca coinvolge numerosi ambienti del complesso museale di Santa Caterina; spesso si tratta di locali dagli spazi contenuti, un tempo dimora dei frati che lì avevano la loro sede, fino ad abbracciare il prezioso ciclo di affreschi di Sant’Orsola realizzato da Tomaso da Modena e salvato da Luigi Bailo.

 

L’allestimento della nuova Pinacoteca Civica di Treviso è frutto di un intenso lavoro di esperti del settore tra cui Sergio Marinelli, Emilio Lippi, Eugenio Manzato, Maria Elisabetta Gerhardinger, Andrea Bellieni ed Enrica Cozzi.

 

Sono esposte complessivamente oltre 150 opere, alcune delle quali recentemente restaurate e mai viste prima.

Tra i quadri in ordine cronologico ci sono quelli di una Madonna col Bambino di Gentile da Fabriano, i quadri rinascimentali di Dario da Treviso e poi quelli di Cima da Conegliano, Giovanni Bellini, Pordenone, Lorenzo Lotto.

 

Il visitatore potrà ammirare le grandi pale d’altare di Paris Bordon e di Jacopo Bassano e poi le opere più tarde che si rifanno al Barocco e Roccocò di Giovanni Marchiori, Giambattista e Giandomenico Tiepolo, Rosalba Carriera, Francesco Guardi, alti esponenti della pittura veneta.

 

 

I Musei Civici di Treviso, in collaborazione con Studio Didattica Nord Est, presentano un ultimo appuntamento con una visita guidata alla nuova Pinacoteca civica nel Museo di Santa Caterina, domenica 29 aprile 2018, dalle 10.30 alle 12.00.

 

Costi:

– € 7,00 per gli adulti (comprensivi di biglietto d’ingresso)

– € 3,00 per i bambini e ragazzi fino a 18 anni

 

La prenotazione è obbligatoria.

Si chiede cortesemente ai partecipanti di presentarsi presso la sede museale almeno 15 minuti prima dell’inizio delle attività.

 

Informazioni e prenotazioni:

Musei Civici di Treviso

Tel. 0422 658964

[email protected]

Venerdì scorso, 16 febbraio, il gruppo storico “La Grande Guerra” ha effettuato la seconda uscita annuale, dedicata alle azioni della Brigata Lombardia.

 

Prima tappa a Santa Croce, dove è stata deposta una corona al monumento ai Ragazzi del ’99. Poi il gruppo (una quarantina di soci), si è portato lungo la sponda del Piave dove ha visitato i nidi di mitragliatrici, i vari bunker ben conservati e la grotta del Tavaran Grando.

La Grotta è un magnifico fenomeno carsico dovuto all’erosione del fiume; la visita è stata possibile grazie al fatto che il Piave non era in piena e si è limitata alla discesa nel grande androne dove si forma un laghetto. Il successivo cunicolo a sinistra non è stato ancora esplorato interamente.

 

Prima di pranzo, puntata a Casa serena, caposaldo italiano dove si infranse l’urto austriaco nelle prime giornate della Battaglia del Solstizio (15-23 giugno 1918).
Nel pomeriggio interessantissima visita guidata al Castello di Collalto.

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