Home / Posts Tagged "viabilità"

Arpav oggi ha emesso un comunicato nel quale segnala il mantenimento per l’agglomerato di Venezia del livello 1 – Arancio, scattato lo scorso 19 febbraio dopo 4 giorni consecutivi di superamento del valore limite consentito per il PM10 di 50 µg/m3.

 

Restano vigenti quindi nel Comune di Venezia le misure di limitazione alla circolazione veicolare per il contenimento degli inquinanti atmosferici previste.

 

Nello specifico il livello 1 “Arancio” vieta la circolazione per tutti i giorni della settimana, compresi quindi anche sabato e domenica, dalle 8.30 alle 18.30, di ciclomotori e motocicli Euro 0 a due tempi, di autovetture ad uso proprio alimentate a benzina Euro 0 e 1 e diesel Euro 0, 1, 2, 3 e 4 e dei veicoli commerciali N1, N2, N3 alimentati a diesel Euro 1, 2 e 3. Per quanto riguarda l’utilizzo degli impianti termici e delle combustioni, in questi giorni sarà vietato utilizzare impianti termici a biomassa di classe inferiore alle 3 stelle e sarà vietato effettuare combustioni all’aperto. Si ricorda inoltre che non è possibile, in livello arancione, effettuare lo spandimento di liquami zootecnici, in quanto rilasciano composti azotati precursori della formazione di polveri sottili in atmosfera.

 

Il divieto sarà valido fino a lunedì 25 febbraio, quando il nuovo bollettino Arpav comunicherà se passare al livello di allerta 2 Rosso o se retrocedere a livello Verde, qualora nel fine settimana le concentrazioni di PM10 presenti in atmosfera rientrassero al di sotto della soglia dei 50 microgrammi/m3.

 

Per ulteriori informazioni e approfondimenti è possibile consultare la pagina web dedicata oppure il canale telegram @AllertaPM10Venezia (info alla pagina https://www.comune.venezia.it/it/content/servizio-telegram-i-livelli-allerta-pm10).

Il clima piacevole di questi giorni ha purtroppo creato le condizioni per un allerta meteo arancione, di livello 1, per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico da PM10.

 

L’allerta è stato lanciato dall’Arpav per l’agglomerato di Venezia e Treviso (di cui Mogliano fa parte), e di conseguenza da oggi, martedì 19 febbraio, scattano le limitazioni previste in questi casi dall’Ordinanza per il contenimento dell’inquinamento atmosferico dello scorso dicembre.

 

Limitazioni a Mogliano Veneto

In particolare, col livello arancione l’ordinanza prevede il divieto di circolazione tutti i giorni dalle 8.30 alle 18.30 per i veicoli provati e commerciali, alimentati a benzina e diesel, Euro 2.

 

L’ordinanza prevede alcune deroghe, in particolare per:

• i veicoli alimentati a GPL o Metano

• quelli elettrici e ibridi funzionanti a motore elettrico

• quelli che hanno almeno tre persone a bordo compreso il conducente

• il servizio di disabili col contrassegno

• servizio di soccorso

• il trasporto di persone presso strutture sanitarie, o di lavoratori che non possono avvalersi del trasporto pubblico locale.

 

L’allerta viene attivato da ARPAV dopo 4 giorni consecutivi di superamento nella stazione di riferimento del valore limite di 50 µg/m3 sulla base della verifica effettuata il lunedì e giovedì (giorni di controllo) sui quattro giorni antecedenti. I livelli di allerta restano in vigore fino al giorno di controllo successivo compreso.

 

 

 

L’ordinanza  di Mogliano prevede anche limitazioni e disposizioni da attuare, fino a fine marzo, anche in caso non ci sia allerta. E in particolare vieta l’utilizzo di generatori di calore a biomassa ci classe inferiore alle “3 stelle” (in base alla classificazione regionale), la combustione all’aperto anche in ambito agricolo e di cantiere, vieta di superare la temperatura di 18 gradi (con una tolleranza di + 2 gradi), in residenze, uffici, locali commerciali o utilizzati per attività sportive, e nelle scuole, mentre vieta la temperatura superiore ai 17 gradi (+ 2 di tolleranza) nei locali industriali, e artigianali.

 

 

 

 

 

 

È sempre in vigore, indipendentemente dal livello raggiunto, la circolazione di veicoli privati e commerciali Euro 0 ed Euro 1 a benzina, ed Euro 0 – 1 – 2 diesel, su tutto il territorio comunale escluso il Terraglio e la circonvallazione nord (sp 106).

 

“Queste misure si aggiungono alle nostre politiche per il contenimento dell’inquinamento atmosferico. In particolare il PAES ha dato il via ad un lavoro intenso per l’efficientamento energetico di edifici pubblici, scuole e palestre, degli impianti sportivi, per la produzione di energia da fonti rinnovabili. L’Amministrazione ha concesso incentivi economici che hanno portato al cambio di 278 caldaie domestiche vecchie con altre a nuova tecnologia meno inquinante, incentivato la mobilità dolce, realizzando nuove piste ciclabili e il Pedibus, puntato sul miglioramento della raccolta differenziata al fine di sottrarre agli inceneritori che avvelenano l’aria molte tonnellate di materiali riciclabili, promosso un’agricoltura sostenibile a basso uso di prodotti fitosanitari di sintesi, realizzato un primo bosco, installato casette dell’acqua, aperto lo sportello energia per aiutare i cittadini a compiere le loro scelte in modo consapevole e avviato molte altre iniziative” hanno dichiarato il Sindaco Carola Arena e l’assessore all’Ambiente Oscar Mancini.

 

 

Limitazioni a Venezia

Anche nel Comune di Venezia, da oggi e fino a nuova comunicazione, entrano in vigore le misure di limitazione alla circolazione veicolare per il contenimento degli inquinanti atmosferici previste.

 

Nello specifico il livello 1 “Arancio” vieta la circolazione per tutti i giorni della settimana, compresi quindi anche sabato e domenica, dalle 8.30 alle 18.30, di ciclomotori e motocicli Euro 0 a due tempi, di autovetture ad uso proprio alimentate a benzina Euro 0 e 1 e diesel Euro 0, 1, 2, 3 e 4 e dei veicoli commerciali N1, N2, N3 alimentati a diesel Euro 1, 2 e 3. Per quanto riguarda l’utilizzo degli impianti termici e delle combustioni, in questi giorni sarà vietato utilizzare impianti termici a biomassa di classe inferiore alle 3 stelle e sarà vietato effettuare combustioni all’aperto. Si ricorda inoltre che non è possibile, in livello arancione, effettuare lo spandimento di liquami zootecnici, in quanto rilasciano composti azotati precursori della formazione di polveri sottili in atmosfera.

 

Il divieto, come anticipato, sarà valido fino al prossimo giorno di controllo previsto per giovedì prossimo, quando il nuovo bollettino Arpav segnalerà se mantenere il livello 1, se passare a livello 2 o se retrocedere a livello 0 “Verde”, se le concentrazioni di PM10 presenti in atmosfera saranno rientrate al di sotto della soglia dei 50 microgrammi/m3.

 

Per ulteriori informazioni e approfondimenti vi invitiamo a consultare la pagina web dedicata.

“Basta rimpalli di competenze sulla messa in sicurezza dell’incrocio ‘del Baston’: non possiamo attendere l’ennesimo incidente, speriamo non mortale come quello dello scorso maggio dove hanno perso la vita una nonna e la sua nipotina. Serve una soluzione che garantisca l’incolumità dei cittadini e non penalizzi la mobilità del territorio”. Il sollecito sull’incrocio stradale nel comune di Ponzano Veneto è contenuto in un’interrogazione presentata da Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico.

 

“L’incrocio lunga la Strada provinciale 102 Postumia Romana, tra via Postumia, via Del Bellato e via Volpago Nord del Comune di Ponzano Veneto, è considerato uno dei punti più pericolosi, nel quale continuano a verificarsi incidenti. Da anni residenti, il Comitato Zona Nord e varie forze politiche, come la nostra, chiedono alla Provincia di mettere in sicurezza questo tratto di strada, anche perché la situazione con l’apertura della Superstrada Pedemontana Veneta e l’aumento di traffico di mezzi pesanti, è destinata a peggiorare. In assenza di risposte, di recente i diretti interessati si sono rivolti anche al presidente Zaia reclamando un intervento della Regione. Al momento, però, non c’è stato alcun riscontro. È un problema che si trascina da troppo tempo – chiosa il consigliere democratico trevigiano – le istituzioni non possono continuare a guardare e non far niente”. 

 

Insieme a Zanoni, interviene sulla questione anche il segretario locale del Partito Democratico Franco Zanette: “Sono in sintonia con le richieste del Comitato Zona Nord, come PD ci siamo già mossi nel 2016. Adesso auspico che la Regione, nell’ambito delle proprie competenze, e quale facilitatore nel dialogo fra diversi enti di secondo livello, possa sbloccare la situazione di empasse, mettendo in sicurezza le strade del nostro territorio e proteggendo l’incolumità dei nostri concittadini”.

La ZTL sul Ponte della Libertà potrebbe diventare la tassa più consistente di Europa. È questa la considerazione immediata su quanto prevede il Comune di Venezia, che intende mettere un balzello di 2 euro per ogni auto che accederà a piazzale Roma e al Tronchetto.

 

A conti fatti, visto che le auto che transitano sul ponte in entrata sono circa 30.000 al giorno, l’incasso annuale ammonterebbe a circa 20 milioni di euro l’anno.

 

Quanto alle esenzioni, siamo ancora in alto mare: non si sa ancora se coloro che provengono da fuori comune, ma veneti, ne siano esenti.
Il problema sarà affrontato prossimamente alla conferenza dei sindaci della Città Metropolitana.

 

 

Fonte: TGR Veneto

La Direzione comunale Lavori pubblici rende noto che, nella notte tra mercoledì 13 e giovedì 14 febbraio, verrà eseguito un intervento di messa in sicurezza della sede stradale sulla rotatoria tra le vie Castellana – Terraglio – Torre Belfredo.

 

L’intervento, di carattere emergenziale, consiste nel rifacimento dell’asfalto disgregato lungo la rotatoria, al fine di consentire il transito dei veicoli in sicurezza.

 

La viabilità sarà interdetta dalle ore 22 del 13 febbraio fino alle ore 5 del 14 e il traffico verrà deviato per il quartiere Santa Chiara per i veicoli provenienti da Noale, mentre, per i veicoli provenienti da Treviso e dalla tangenziale di Mestre, sul cavalcavia Giovanni da Verrazzano.

 

Tutte le deviazioni saranno debitamente segnalate sul posto, al fine di ridurre i disagi agli automobilisti.

Inizieranno domani le operazioni di scavo in umido in rio de San Daniele, a Castello. I lavori, eseguiti da Insula S.p.A, avranno una durata di 34 giorni e si inseriscono in quel progetto più ampio approvato dalla Giunta comunale che ha stanziato, dal 2016 ad oggi, 4,5 milioni di euro per lo scavo di 28 rii per un totale di oltre 20 mila metri cubi di fanghi da rimuovere.

 

“Fin dall’insediamento di questa Amministrazione comunale – commenta l’assessore Francesca Zaccariotto – il sindaco ha voluto che fosse ripresa quella fondamentale attività di scavo dei rii che, per anni, era stata abbandonata. Una prima delibera del 2016 ha previsto lo scavo di 7 rii per un totale di 1 milione di euro e un’altra approvata lo scorso anno per ulteriori 3,5 milioni con interventi su 21 rii. Le stime ci dicono – aggiunge l’assessore – che l’interramento medio dei rii di Venezia è dell’ordine di 2 centimetri l’anno, valore che porta a considerare necessario uno scavo complessivo annuo di almeno 10.000 metri cubi di fango. Un lavoro di manutenzione che deve essere eseguito costantemente al fine di assicurare le condizioni di navigabilità, salubrità e sicurezza necessarie alla vita della città e dei cittadini. Va infatti evidenziato che – continua Zaccariotto – contestualmente alle operazioni di scavo saranno eseguite attività di manutenzione ordinaria e straordinaria degli elementi della viabilità pubblica prospicienti alle vie d’acqua interessate dallo scavo che ne costituiscono il marginamento. Interventi quindi che interesseranno le gradinate, i parapetti lignei, metallici o in muratura, le colonnine marmoree, le balaustre, il listoline. Sarà inoltre eseguito il lavaggio dei paramenti spondali per eliminare le alghe e saranno integrati gli anelli per l’ormeggio dei natanti. Una vera e propria attività di manutenzione che ha visto l’Amministrazione già ultimare i lavori in 9 dei rii in programma e che nei prossimi mesi procederà con gli ulteriori 19. Una promessa mantenuta anche grazie all’impegno di tanti operatori che, anche con condizioni meteorologiche non sempre favorevoli, come successo la settimana scorsa in Bacino Orseolo, lavorano per riuscire ad arrecare meno disagi possibili a chi usa la via d’acqua per spostarsi in città. A tutti loro va il più sincero ringraziamento da parte di tutta l’Amministrazione comunale”.

 

 

 

 

“Lunedì inizieranno gli interventi in rio de San Daniele – ha commentato Nicola Picco, presidente di Insula S.p.A. Lo scavo verrà effettuato mediante benne, poste su barconi, ed è limitato alla sola fascia centrale del canale per non danneggiare i muri di sponda e va quindi eseguito in assenza di imbarcazioni ormeggiate. Per questo chiediamo la collaborazione dei cittadini per poter eseguire i lavori in totale sicurezza. I fanghi scavati verranno conferiti nell’area di smaltimento realizzata dal Provveditorato interregionale alle opere pubbliche per il Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia (ex Magistrato alle acque) all’interno della conterminazione lagunare o in un impianto di trattamento autorizzato. Rio de San Daniele – Rielo – continua Picco – si trova vicino all’Arsenale. Lo specchio acqueo che sarà interessato dai lavori di scavo in umido ha uno sviluppo di circa 297 metri lineari per una superficie di 1.700 metri quadrati. Il volume dei fanghi da scavare è stimato in 894 metri cubi e si presume di concludere le operazioni entro il 16 marzo”.

 

Nello specifico, lo specchio acqueo sarà suddiviso in 2 tratte. La prima riguarderà lo spazio tra rio delle Vergini a calle San Giovanni, la seconda da calle San Giovanni al rio di Sant’Anna. L’ufficio spazi acquei del Comune di Venezia emanerà delle ordinanze specifiche per ogni singolo rio, a cui seguono specifiche notifiche indirizzate ad ogni concessionario. Per arrecare il minor disagio possibile ai residenti e ai concessionari degli spazi acquei, le operazioni di scavo vengono eseguite anche in presenza delle strutture di ormeggio, senza rimuovere le paline, sollevando così i concessionari dall’onere di rimozione e riposizionamento delle stesse. Tuttavia, essendo i canali occupati dai pontoni con benne, la circolazione acquea sarà generalmente interdetta a tutte le unità, sia a remi sia a motore, e verranno sospese le occupazioni di spazio acqueo fino al termine dei lavori di scavo di ciascun rio. Prima di avviare lo scavo dovranno essere pertanto spostate tutte le barche ormeggiate negli stazi dati in concessione. A tale scopo, l’Amministrazione comunale ha individuato alcuni siti da destinare al ricovero temporaneo dei natanti che dovranno essere rimossi durante le attività di scavo in umido dei rii: nella darsena di Quintavalle, alla Celestia, nella darsena della Misericordia e al Tronchetto. A tal riguardo, gli uffici comunali sono a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento. Nel corso dei lavori saranno rimosse tutte le strutture non autorizzate, comprese le paline di ormeggio diversi per caratteristiche e materiale da quanto previsto nel regolamento.

È stata inaugurata oggi la nuova passerella ciclopedonale di via Motta sul fiume Zero.

Viene così realizzato un altro tratto della Rete ciclopedonale moglianese che va a potenziare l’attuale sistema esistente favorendo la mobilità lenta e in sicurezza.

 

Questa nuova passerella è decisiva per il collegamento della frazione di Campocroce con il centro e fa da raccordo con i comuni limitrofi Sambughè Preganziol (a nord) e Venezia (a sud).

 

Nello stesso tempo, inoltre, questo intervento crea una via ciclopedonale che collegandosi con le ciclabili del veneziano e del trevigiano già esistenti, si inserisce in una Rete più vasta di livello nazionale e internazionale, che, in linea con le più recenti e moderne politiche comunitarie, punta alla promozione di nuove forme di turismo lento, ecosostenibile e a contatto con la natura.

 

La passerella di via Motta si inserisce un circuito virtuoso che collega verso sud la già importante rete ciclabile europea che si sta già allargando, nelle province di Treviso e Venezia, in tutte le direzioni. Verso nord si va a Monaco attraverso la spettacolare ciclabile delle Dolomiti, verso sud/est al mare via Restera, verso ovest a Castelfranco, Padova, Vicenza via la Treviso-Ostiglia. Da Treviso passa anche la Claudia Augusta che da Venezia va verso la città tedesca di Donauwoerth, sul Danubio, seconda per preferenze nella classifica stilata dalla Federazione dei cicloturisti tedeschi.

 

“In questi anni stiamo lavorando per la promozione della mobilità dolce quale antidoto al traffico veicolare e all’inquinamento, come strumento per favorire il benessere e la salute dei cittadini. Sicuramente la passerella di via Motta è un elemento importante della rete ciclabile moglianese. Ambisce anche a diventare un nodo di collegamento perché intendiamo creare le condizioni per allargare la rete e rendere possibili percorsi che si innestino nelle grandi direttrici ciclabili europee. Il cicloturismo, per noi una priorità, è una delle nuove frontiere del turismo soprattutto nordeuropeo e può essere un terreno di sviluppo per il nostro territorio che ne ha tutte le potenzialità”, ha commentato il sindaco Carola Arena.

 

La nuova passerella è stata realizzata, come quelle della pista ciclopedonale Olme-Zerman, in ferro, con l’utilizzo un cemento lisciato antisdrucciolo sul fondo, a garanzia della sicurezza degli utenti e della manutenzione futura.  

 

“Il costo complessivo dell’opera è stato di 90mila euro, di cui la metà per la sola passerella. Ora che è stato definitivamente chiarito che la  strada, privata, è di servitù pubblica ci siamo anche assunti l’onere della sua manutenzione e nell’occasione è stata sistemata a dovere, mantenendone l’aspetto paesaggistico e morfologico”, ha commentato l’assessore ai Lavori pubblici Filippo Catuzzato.

Poco dopo le 19, i vigili del fuoco sono intervenuti in via Spercenigo, in località Mignagola, nel comune di Carbonera, per un’auto finita contro un muro che delimita un’azienda: deceduta una diciottenne.

 

Nonostante i soccorsi, il personale medico del Suem ha dovuto dichiarare la morte della giovane donna, che era alla guida dell’auto, andata a sbattere contro una colonnina del gas della ditta Silcart, dopo la perdita di controllo del mezzo.

 

Le operazioni di soccorso dei vigili del fuoco e rilievi da parte delle forze dell’ordine sono tuttora in corso.

La Giunta comunale, riunitasi lunedì scorso a Ca’ Farsetti, ha approvato, su proposta dell’assessore alla Mobilità Renato Boraso, una delibera con la quale si prende atto che la Regione Veneto ha assegnato al Comune di Venezia un finanziamento di 870mila euro per contribuire all’acquisto di 6 autobus da 12 metri alimentati con carburanti non tradizionali da destinare al servizio di trasporto urbano e che saranno impiegati nella terraferma veneziana. Si tratta di un contributo per ogni autobus pari a 145mila euro che corrispondono al 60% del suo valore complessivo ai quali si aggiungerà il 40% che verrà stanziato da Actv S.p.A, azienda partecipata del Comune di Venezia, beneficiaria del contributo.

 

Entro il giugno 2020 – commenta l’Assessore Boraso – vedremo girare per le strade di Mestre e di tutta la terraferma 6 nuovi autobus moderni ed ecologici che prevedono una alimentazione o esclusivamente elettrica, o a trazione ibrida (elettrica e termica) o a metano. Inoltre, non appena entreranno in funzione questi nuovi veicoli provvederemo alla dismissione di altrettanti autobus esistenti e decisamente più inquinanti. Un’occasione per dimostrare quanto questa città sia impegnata in un lavoro di efficientamento dei propri mezzi di trasporto pubblico locale. Dopo gli importanti investimenti fatti per incentivare la mobilità pubblica elettrica al Lido e a Pellestrina e dopo l’acquisto di una trentina di nuovi autobus per la terraferma avvenuto lo scorso anno, con questi ulteriori 6 mezzi andremo a dare un ulteriore segnale green a tutta la città”.

 

Per quanto riguarda le tempistiche di attuazione del progetto, si dovrà procedere, entro il 30 settembre con la stipula dei contratti di fornitura per vederli consegnati entro il giugno del prossimo anno.

 

Riceviamo e pubblichiamo un articolo a firma della presidente di “Veneto Vivo”, Simonetta Rubinato, che porta alla luce le proprie riflessioni in merito alla TAV e alle priorità del nostro Paese

 

Sulla TAV non possiamo permetterci l’ennesima discussione puramente ideologica tra chi è pregiudizialmente a favore o contro, come quella in atto nel Governo tra i due viceministri Salvini e Di Maio. Il ministro Toninelli renda perciò pubblica quanto prima l’analisi costi-benefici, già depositata dai tecnici, perché la decisione di costruire o meno linee ad alta velocità deve essere assunta dalla politica in modo trasparente e responsabile verso i contribuenti, atteso che investire decine di miliardi di euro su questo fronte significa giocoforza, considerati i vincoli derivanti dal debito pubblico, sottrarli nei prossimi anni ad altri programmi, come ad esempio alla sanità, alla scuola, al welfare. Per cui va dimostrato che l’alta velocità è una priorità per i bisogni di mobilità di persone e merci dell’Italia.

 

La stessa Corte dei Conti Europea in una relazione specifica sulla TAV ha avvertito che “la qualità della valutazione dei bisogni reali degli Stati membri è scarsa e la soluzione alternativa, che consisterebbe nel potenziare le linee convenzionali esistenti, spesso non è stata debitamente considerata, sebbene i risparmi conseguiti ricorrendo a tale opzione possano essere significativi. La decisione di costruire linee ad alta velocità si basa spesso su considerazioni politiche ed è raro che ci si avvalga di analisi costi-benefici per approdare a decisioni efficienti in termini di costi”. Nel Rapporto la Corte argomenta, tra le altre cose, che “ogni minuto risparmiato costerà in media più di 100 milioni di euro” e che la TAV in Europa è così costosa anche perché vengono costruiti binari per far viaggiare i treni fino a 300 km orari quando, in realtà, in media si riesce a viaggiare ad appena il 45% della potenzialità. Tra le prassi positive, viene citata dalla Corte la scelta alternativa alla TAV fatta per la tratta Venezia-Trieste di potenziamento della linea convenzionale esistente, con un risparmio di 5,7 miliardi di euro ed appena 10 minuti in più di tempo di viaggio.

 

Motivo di soddisfazione per chi, come me, ha contrastato dal 2010 con gli altri amministratori del territorio, sia come sindaco di Roncade, sia come parlamentare, l’insostenibile progetto di alta velocità della Giunta regionale del Veneto, per la cui inutile progettazione – ricordo – sono stati buttati via 14 milioni di euro dei contribuenti. Perché il punto non è essere pro o contro la TAV, ma stabilire di quali infrastrutture prioritarie hanno bisogno i cittadini e le imprese per sostenere la crescita e lo sviluppo e su queste destinare le risorse limitate disponibili.

 

 

Simonetta Rubinato, presidente “Veneto Vivo”

 

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Notizie da Venezia, Treviso, Mogliano e dintorni