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Alle 11.30 circa, i vigili de fuoco sono intervenuti in via Castellana a Martellago appena fuori il casello autostradale per il rovesciamento di un camion autocisterna di trasporto alimentare, dopo la perdita di controllo del mezzo dell’autista, rimasto ferito.

 

La squadra dei pompieri, accorsa da Mestre, ha messo in sicurezza il mezzo e tamponato la fuoriuscita del mosto e di olio motore.

 

L’autista è stato assistito dal personale del Suem 118. Le operazioni di soccorso dei vigili del fuoco sono terminate dopo circa un’ora. Sono ora in corso le operazioni di recupero del mezzo da parte del soccorso stradale.

Arrivo a Venezia del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli dopo l’incidente della nave da crociera MSC Opera a San Basilio. Toninelli non si è incontrato con il Sindaco della Città lagunare né con il Governatore del Veneto, ma a quanto pare con i rappresentanti dei comitati No Grandi Navi.

 

Dopo un breve giro aereo su Marghera, il ministro ha dichiarato che le navi sono pericolose poiché, come riporta Il Gazzettino: “Canale dei petroli e Porto Marghera non sono soluzioni adeguate. Questa è una zona a rischio Seveso, ci sono raffinerie, ci sono stoccaggio di benzine e petrolchimici. Non posso accettare il rischio che una nave con a bordo circa seimila persone vada a scontrarsi contro una petroliera attraccata, magari contro una raffineria”.

Un corteo formato da migliaia di persone ha percorso sabato pomeriggio le calli e i campi di Venezia per protestare contro il transito delle Grandi Navi.

 

Il corteo è partito dalle Zattere e ha attraversando il Ponte dell’Accademia e campo Santo Stefano, per concludersi in Campo Sant’Angelo.

 

Il corteo di protesta è stato organizzato dal comitato No Grandi Navi. Nonostante il divieto della prefettura, è arrivato fino in piazza San Marco.

 

Questa è stata la risposta della città al passaggio di questi giganti del mare per il Bacino San Marco, alla luce dell’incidente verificatosi alcuni giorni fa alla Giudecca.

Il noto saluto, ormai internazionale, altro non è che la contrazione del venezianissimo servo vostro – ssciàvo – ovvero schiavo.

 

Era accompagnato da un inchino e serviva a cedere il passo ad una signora  o a un uomo di grado superiore, in
segno di riverenza.
Oggi associare l’inchino, di schettina memoria, all’incidente di domenica 2 giugno a Venezia, è fin troppo facile. E dopo l’inchino arriva il ciao purché si tratti di un ciao definitivo, o meglio di un addio, tutti chiedono a gran voce. Sopratutto la stampa estera, che si meraviglia del fatto che simili mostri passino per il bacino di San Marco! E già, come se le grandi navi portassero in gita i gondolieri di Venezia!
Erano gli anni ’70 -’80, quando noi mestrini passavamo  con i barchini o piccoli semi cabinati per quella che potremmo definire la tangenziale acquea  di Venezia, ovvero l’orrido canale dei Petroli, arrivando a Sottomarina. Un divieto morale ci impediva di “tagliare” per Venezia, attraversandola, ovunque volessi andare.
Poi sono arrivate loro, le navi condominio, e il divieto morale si è trasformato in diritto alla sopravvivenza.
Di quanto sia pericoloso per gli altri mezzi transitare tra pilote e grandi navi, si parla poco . Spostarle bisogna, dove lo diranno i tecnici, a noi basta una sola parola, ciao.
Silvia Moscati

È stata aperta stamane al traffico veicolare la prima tratta funzionale della Superstrada a pedaggio Pedemontana Veneta (SPV), 7 chilometri tra l’autostrada A31 Valdastico e Breganze, in provincia di Vicenza.

 

Alla cerimonia di inaugurazione, svoltasi al casello di interconnessione tra la SPV e la A31, in comune di Breganze, erano presenti: il Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro dell’interno, Matteo Salvini, il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, il Presidente della SPV Spa, concessionaria per la realizzazione dell’opera, Domenico Dogliani, il Commissario dell’Autorità Vigilante della SPV, Marco Corsini e il Direttore della struttura di progetto Superstrada Pedemontana Veneta (SPV), Elisabetta Pellegrini.

 

La messa in esercizio anticipata della prima tratta ultimata, non era prevista contrattualmente, ma è stata tenacemente voluta dalla Regione del Veneto, concedente dell’opera, al fine di mettere quanto prima a frutto le risorse pubbliche investite, e fortemente richiesta dalle categorie economiche della zona.

 

 

Infatti, pur non essendo particolarmente lungo rispetto ai 94 chilometri del percorso principale della Pedemontana, questo primo segmento di 7 chilometri (compresi gli svincoli) ha una funzione di particolare rilievo.

 

Sarà possibile accedere all’area del Bassanese dalla A31 senza attraversare il centro di Dueville, liberando l’area dal traffico e risparmiando dai 20 ai 30 minuti di percorrenza su strade locali, riducendo sensibilmente l’immissione di gas di scarico nell’atmosfera.

 

 

Caratteristiche

È stato condiviso un accordo aggiuntivo con il concedente col quale si stabilisce l’apertura attraverso un canone di disponibilità pari all’incasso da pedaggi, in modo che la Regione non abbia costi.

 

Il pedaggio per questa tratta risulta pari a 1.10 euro per i mezzi di classe A, a 1.20 euro per i mezzi di classe B, rispettivamente a 1.50, 2.40 e 2.80 euro per i mezzi pesanti, suddivisi in tre classi.

 

La piattaforma stradale è costituita da due corsie (ognuna larga almeno 3,75 metri) e una di emergenza per senso di marcia, suddivise da uno spartitraffico centrale di 3 metri.

 

 

La tratta è stata costruita in trincea profonda, per attenuare l’impatto territoriale e ambientale sull’area circostante. La continuità della ferrovia, delle viabilità secondarie e della rete idraulica in superficie viene mantenuta mediante la realizzazione di manufatti.

 

In particolare il tracciato annovera, percorrendo dal casello verso Breganze, un sottopasso di Pedemontana alla Linea ferroviaria Vicenza-Schio di 32.35 metri di lunghezza, affiancata al casello di Valdastico; si prosegue in trincea e quindi si incontra la galleria artificiale Igna, lunga 99.60 metri. Poi il cavalcavia che dà continuità alla strada comunale via Contrada Longa, e due ponti canali. In prossimità delle località Madonnetta di Sarcedo sono stati costruiti alcuni tratti in trincea coperta, realizzando la galleria artificiale “Cà Fusa-Vegra/Madonnetta” di 630 metri di lunghezza, al fine di limitare l’intrusione nel territorio e garantire la protezione e mitigazione nei confronti dell’abitato e delle aziende agricole limitrofe.

 

Con un’altra galleria di 158 metri si sottopassa la SP Gasparona, ponendo il tracciato della SPV a nord della provinciale citata, risalendo poi in rilevato per superare il torrente Astico con un viadotto di lunghezza di 180 metri per raggiungere lo svincolo di Breganze ovest, dove ci si immette provvisoriamente sulla SP 111 Gasparona con segnaletica orizzontale gialla.

 

A disposizione dei viaggiatori sono installate 16 colonnine SOS (di cui 12 in galleria) e a tutela della sicurezza il tratto è monitorato 24 ore al giorno da 37 telecamere (di cui 8 di tipo “Incident detection”). Completano la dotazione impiantistica per la sicurezza due impianti meteo e un impianto radio.

 

Questo primo tratto, percorribile in un tempo tra i 5 e i 7 minuti è stato realizzato con una spesa di circa 120 milioni di euro.

Il completamento dell’intera Superstrada, che collegherà Montecchio Maggiore (Vi) a Spresiano (Tv), passando per il distretto industriale di Thiene-Schio, per Bassano del Grappa e a nord di Treviso, interconnettendosi a tre autostrade (da ovest: l’A4, l’A31 e l’A27) è previsto per la fine del 2020. L’arteria, come detto, si svilupperà per complessivi 162 km di cui, 94 di viabilità principale e 68 di viabilità secondaria, interessa 114 Comuni, 36 dei quali sono attraversati dal tracciato, 22 nella Provincia di Vicenza e 14 nella Provincia di Treviso.

 

Estratto dell’intervista al governatore Luca Zaia

 

 

Estratto dell’intervista al ministro Matteo Salvini

 

Il primo tratto della Superstrada Pedemontana Veneta, sette chilometri tra l’autostrada A31 Valdastico e Breganze, in provincia di Vicenza, sarà aperto al traffico domani, lunedì 3 giugno, con una cerimonia di inaugurazione che si terrà alle ore 11.00 al casello di Valdastico della Pedemontana Veneta, alla connessione con la A31 (in allegato le indicazioni per arrivare).
All’evento saranno presenti:
– il Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro dell’interno, Matteo Salvini;
– il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia;
– il Direttore della Struttura di Progetto Superstrada Pedemontana Veneta (SPV), Elisabetta Pellegrini;
– il Commissario dell’Autorità Vigilante della SPV, Marco Corsini;
– il Presidente della SPV Spa, concessionaria per la realizzazione dell’opera, Domenico Dogliani.

Una nostra affezionata lettrice, costretta a percorrere quotidianamente il Terraglio da Mogliano a Treviso, ci segnala alcuni grossi inconvenienti derivanti dalla segnalazione semaforica posta lungo la strada. Ringraziamo la nostra lettrice.

 

Buonasera voglio fare una segnalazione, sono una ragazza che percorre il Terraglio quotidianamente da Mogliano a Treviso per andare al lavoro. Ultimamente a causa del funzionamento permanente dei semafori come San Trovaso e Dosson, questa strada è diventata insostenibile a causa delle numerose code che si formano e mi ritrovo costretta a percorrere altre stradine secondarie allungando molto il mio percorso. Con la presente chiedo cortesemente se possibile revisionare i tempi dei suddetti semafori.

Cordiali saluti,

Federica

Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma di Stefano Bison, ingegnere candidato di Piazza Civica, in merito alla viabilità sul Terraglio

 

L’Amministrazione uscente avrà spiegato ai dipendenti Generali che le code su Terraglio e via Marocchesa resteranno per altri anni?
È quello che succederà, dopo la decisione della Sindaca uscente di chiudere una via di accesso/uscita (via Sassi) senza aver pensato a una contestuale alternativa, seguendo una propria assurda “teoria delle code”.

 

Il protocollo d’intesa siglato lo scorso agosto e reso possibile grazie all’iniziativa del Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, alla disponibilità della società Generali e al finanziamento dell’ANAS, prevede la realizzazione di un by-pass con una nuova regolamentazione del traffico da/per il Terraglio e via Marocchesa.

 

Il by-pass consentirà di eliminare le criticità del nodo “Postiglione” che oggi presenta lunghi accodamenti, soprattutto nelle ore di punta, e un elevato rischio di incidentalità per ciclisti e pedoni. Ma quello che ha omesso l’Amministrazione uscente è di aver informato chiaramente che, dal momento che non ha alcuna intenzione di riaprire via Sassi, le code sul Terraglio e su
via Marocchesa resteranno per oltre 2 anni, tempo previsto per l’inizio lavori del by-pass.

 

Come noto, le code comportano gravi conseguenze dal punto di vista economico e, soprattutto, ambientale: nelle ore di punta all’incrocio Terraglio/via Marocchesa è possibile registrare valori di PM10 simili a quelli di Pechino.
La lista Piazza Civica, se risulterà vincitrice alle imminenti elezioni comunali, si farà promotrice fin da subito della diminuzione dei disagi dei dipendenti e collaboratori delle Generali nonché dei pendolari che utilizzano il Terraglio, concedendo, in attesa che sia realizzato e completato il by-pass all’incrocio di Marocco, un accesso regolamentato da/per via Sassi in modo di facilitare il percorso verso la sede delle Generali.

Ieri sera a Treviso, in via Canizzano, si è verificato un incidente stradale che ha coinvolto due auto. Entrambi i conducenti sono stati portati al Pronto soccorso in codice 2.

 

Verso le 23, si è verificato un secondo incidente stradale nei pressi dell’incrocio delle Stiore. Il conducente ferito è stato liberato dalla squadra VVF di Treviso.
Sul posto anche il Suem 118 e le forze dell’ordine.

 

La proposta di Matteo Pontini, candidato Consigliere comunale di Preganziol Viva, per ridurre code e inquinamento agli incroci di Preganziol

 

Alcuni cittadini del territorio ci hanno manifestato il loro disappunto per la nuova regolamentazione dei semafori lungo il Terraglio in corrispondenza degli incroci di San Trovaso e Frescada.

 

Essendo stati attivati a ciclo continuo dalle 6 alle 21 tutti i giorni, weekend compresi, si sono venute a formare code pressoché costanti durante tutto l’arco della giornata raggiungendo, a volte, il serpentone unico tra i due semafori.

 

Preganziol Viva apprezza la decisione dell’amministrazione comunale di aver accolto le nostre numerose segnalazioni e di aver voluto dare un forte segnale di sicurezza lungo la Napoleonica, storicamente strada pericolosa ed a rischio per i pedoni che devono attraversarla, però con questa soluzione si creano disagi per chi deve percorrerla in auto ma soprattutto si aumentano le emissioni di CO2 con un pesante impatto ambientale.

 

In questi anni dove quotidianamente dobbiamo lottare con i limiti delle polveri sottili sarebbe opportuno cercare di sveltire il traffico invece di intasarlo. In quest’ottica ci permettiamo di suggerire una soluzione come già visto in altre parti e che riteniamo possa essere interessante.

 

Mantenendo il vecchio regime semaforico che consentiva un traffico snello durante la giornata, si potrebbero attivare i semafori pedonali a chiamata in modo tale che facciano diventare rossi contemporaneamente quelli per gli automezzi e verde quelli pedonali. Dopo il tempo tecnico necessario per l’attraversamento pedonale tutti i semafori tornerebbero lampeggianti.

 

Riteniamo che questa soluzione possa soddisfare contemporaneamente sia le esigenze di sicurezza che di scorrevolezza ma soprattutto possa limitare le emissioni in atmosfera dimostrando che abbiamo sempre un occhio di riguardo per l’ambiente.

 

Ci auspichiamo che, quando l’amministrazione unitamente all’ANAS tirerà le somme di questo (a loro detta) periodo “di prova”, vorrà come in altre circostanze accogliere i nostri suggerimenti propositivi.

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