Home / Posts Tagged "viabilità"

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma di Erika Baldin, Consigliera regionale m5s, candidata alle prossime elezioni regionali nella circoscrizione di Venezia e Sara Visman, Consigliera comunale in carica e candidata sindaca del Movimento 5 Stelle alle elezioni amministrative di Venezia

 

«Siamo all’assurdo. Sono mesi che invochiamo chiarezza e organizzazione, e adesso l’unica risposta concreta data alle famiglie, per evitare che i figli possano rischiare la salute e avere disagi a causa dei mezzi troppo affollati, è l’ultima imbarazzante uscita del sindaco di Venezia Brugnaro: “Portate i figli a scuola in auto o mandateli in bici, così abbiamo tempo di organizzarci”. Se non fosse un problema gravissimo, ci sarebbe da pensare a uno scherzo mal riuscito. Invece è il risultato di una evidente incapacità di programmazione, di organizzazione e, per quanto riguarda soprattutto la Regione, di coordinamento».

 

Inizia così l’affondo di Erika Baldin (nella foto qui affianco), consigliera regionale e candidata del M5S e Sara Visman (in foto di copertina), candidata sindaca di Venezia per il Movimento 5 Stelle sul fronte del trasporto pubblico e del ritorno a scuola, che prosegue: «Da tempo chiediamo che Regione, Comune, aziende di trasporto, istituti scolastici e categorie si confrontino assiduamente per trovare – e provare – meccanismi, orari e gestione di mezzi (anche con l’introduzione della telematica) che garantiscano il funzionamento del trasporto pubblico alla ripresa delle scuole, nonché l’elasticità necessaria ad evitare il collasso. Il tempo passa e si continua a brancolare nel buio. Con nuove perle di saggezza: mentre si sottolinea la paura che il ponte della Libertà e piazzale Roma, nelle ore di punta, si intasino di mezzi, si invitano però le persone a usare le auto private. Che non causeranno ingorghi o code perché, grazie a una magica ordinanza elettorale del sindaco, voleranno a mezz’aria, come nei film di fantascienza».

«Questi signori – aggiungono Visman e Baldin –sono rimasti per settimane intere a baloccarsi con i numeri della capienza e lamentandosi a vuoto contro il governo. Ma si sapeva che il problema esisteva comunque, 100% o 80%, e che andava gestito con stress test e preparazione. Ora invece scivoliamo impreparati verso l’emergenza, e le soluzioni verranno prese con l’acqua alla gola, come al solito».

 

«Un altro tema fondamentale, su cui insistiamo da mesi, è quello della sicurezza e dei controlli. Mascherine, gel a bordo dei mezzi, procedure di salita e discesa, controllo del numero di utenti, distanziamento alla fermate, rischio-ressa. Tutti argomenti lasciati sul tavolo senza agire davvero. Come dimostrano le dichiarazioni del presidente di Actv che si chiede – pure lui – chi farà i controlli, affermando che non spettano a loro. Frasi che lasciano basiti – affermano la candidata sindaca e la consigliera regionale – come se i problemi si volessero schivare e non risolvere. Proprio come se, in questi mesi, nessuno si fosse messo attorno a un tavolo per discutere di chi dovesse farli, questi controlli. Ed evitare che l’inizio della scuola, sul fronte del TPL, si trasformi in un incubo».

«Siamo estremamente preoccupati per la situazione del trasporto pubblico veneziano, soprattutto in vista di settembre, quando lavoratori e studenti torneranno ad affollare autobus e vaporetti», intervengono così Sara Visman, consigliera comunale e candidata sindaca del Movimento 5 Stelle a Venezia ed Erika Baldin, consigliera regionale pentastellata in Veneto. «Non si tratta di polemiche sterili, il tema è fondamentale e riguarda la sicurezza di tutti i cittadini – aggiungono Visman e Baldin – non possiamo permettere che recarsi al lavoro si trasformi in un rischio per la salute».

 

«Uno dei grandi problemi riguarda la flessibilità – affermano la candidata sindaca e la consigliera regionale – con le fermate affollate, il trasporto pubblico sarà in grado di fornire più corse per evitare mezzi affollati? Le resse e i disservizi di questi giorni, fatta la tara sul non inaspettato afflusso dei pendolari delle spiagge, sono la fotografia di un meccanismo troppo statico, che dimostra di non essere in grado di rispondere con elasticità ed efficienza ai flussi dinamici che si trova a gestire. In concreto, siamo in grado di allestire corse bis su linee stracolme in tempi congrui ad evitare ritardi e disagi? Situazioni di stress, che gli anni scorsi erano l’eccezione, da settembre potranno diventare abituali. Prepariamoci, anche con l’uso intensivo della tecnologia telematica».

 

Visman e Baldin lanciano inoltre l’allarme controlli: «Con i contagi che tornano a salire, chi controllerà che tutti indossino le mascherine nei mezzi pubblici? Trenitalia con passeggeri senza dpi interrompe le corse alla prima stazione utile, Actv come si comporterà? Queste sono risposte che i cittadini devono avere, non si tratta di semplice organizzazione, ma di questioni di salute pubblica. Quella del trasporto è la prossima sfida da vincere».

 

Non manca la risposta della candidata sindaca e della consigliera regionale alle parole di Giuseppe Dal Ben, direttore generale dell’Ulss 3, che nei giorni scorsi aveva consigliato di evitare autobus e vaporetti se affollati. «Sono parole irrispettose per gli abitanti, di chi non conosce il territorio e di chi non pensa all’impatto ambientale legato all’uso di mezzi privati – affermano Visman e Baldin. – I cittadini, pensiamo soprattutto a quelli residenti nelle isole, senza il trasporto pubblico andrebbero incontro a disagi inaccettabili. La soluzione non può essere quella di spostarsi con mezzi privati, che avrebbero conseguenze su inquinamento e traffico. I veneziani hanno tutto il diritto di recarsi al lavoro con il TPL, senza mettere a repentaglio la sicurezza propria e quella altrui».

POST TAGS:

Conoscere lo stato delle piste ciclabili del Veneto e ottimizzare la pianificazione di nuovi interventi: sono questi gli obiettivi dello studio avviato a dicembre 2017 dalla Regione Veneto in collaborazione con le Province e la Citta Metropolitana di Venezia, di cui vengono resi noti i primi risultati. 

 

Dall’analisi emerge che su 7.857 chilometri di percorsi censiti, 2.563 km sono ad uso ciclabile e si trovano su sedi riservate, proprie o su fondo non asfaltato.

 

I percorsi censiti sono stati distinti principalmente in base alle loro caratteristiche (strada, argine, pista ciclabile), specificandone la tipologia (a uso promiscuo veicolare, a uso promiscuo pedonale, corsia riservata, sede propria), la gerarchia (di livello europeo, nazionale, regionale e provinciale) oltre che in base al fondo del tracciato (asfalto, ghiaia, terra battuta).

 

 “Questi elementi di conoscenza – spiega l’Assessore regionale alle infrastrutture – rappresentano un punto di partenza fondamentale per la futura programmazione del cosiddetto traffico lento e dello sviluppo dell’intermodalità dei trasporti, componenti essenziali del sistema di mobilità nei nostri territori”. 

 

“Dal lavoro svolto – prosegue l’Assessore – è emerso che la maggior parte di questi itinerari corre ancora in maniera promiscua al traffico veicolare rendendo alcuni tratti meno appettibili per lo spostamento in bicicletta; la volontà è di concentrare gli sforzi per risolvere queste problematiche”.

 

“Il database che abbiamo costruito – sostiene l’Assessore – rappresenta uno stimolo per procedere con l’implementazione degli itinerari per le due ruote, sempre più utilizzati da un’utenza locale, per trasferimenti abituali, per esigenze di lavoro o di studio, ma anche come scelta di vacanza o escursione, fenomeno quest’ultimo in costante crescita che coinvolge diversi attori dell’offerta turistica, dal ricettivo alla ristorazione, dai servizi all’enogastronomia, in una regione come la nostra che, per la varietà dei suoi ambienti e  paesaggi, è un paradiso per gli appassionati della bici. Non a caso attraversano il Veneto ben cinque delle dieci ciclovie di interesse nazionale: quella del Sole (Verona-Firenze), del Garda, VenTo (Venezia-Torino), Adriatica, Venezia-Trieste”.

 

Sviluppo turistico, tutela ambientale, sicurezza stradale, riqualificazione di aree marginali che possono trovare nuove opportunità grazie alla mobilità lenta, sono tutti aspetti virtuosi di questo progetto. La realizzazione di una sempre più ampia e articolata rete ciclabile a collegamento tra le città venete e gli itinerari locali, nazionali  e sovranazionali è già oggi un vettore di crescita economica non trascurabile.

 

“Il lavoro non finisce qui – conclude l’Assessore –: inizia ora la fase di costante monitoraggio e aggiornamento del data base, proseguendo nell’attività di georeferenziazione dei dati cartografici degli itinerari ciclabili e utilizzando al meglio le grandi potenzialità digitali disponibili”.

Un percorso nel verde che dimezza i tempi di percorrenza per raggiungere alcuni punti strategici della città. È stata inaugurata questo pomeriggio, alla presenza del sindaco Luigi Brugnaro, la nuova pista ciclopedonale tra via Torino e viale San Marco a Mestre. Viene così portato a compimento un tassello fondamentale di un progetto, finanziato con i fondi europei Pon Metro e i contributi del Programma sperimentale di mobilità sostenibile casa-scuola casa-lavoro del Ministero dell’Ambiente, che prevede un percorso ciclabile e pedonale che da via Forte Marghera arriva in viale San Marco, all’altezza della fermata del tram, e all’imbocco del ponte strallato di accesso al parco di San Giuliano.

 

Un itinerario all’insegna della mobilità leggera lungo 660 metri e largo 3,5, realizzato con materiale drenante ed ecologico in accordo con la Soprintendenza Archeologia, Belle arti e paesaggio riprendendo le caratteristiche principali di Forte Marghera, che “avvicina” luoghi prima connessi in modo molto meno diretto: per esempio gli studenti che frequentano il campus di via Torino fino a ieri erano costretti a percorrere 2,7 chilometri per raggiungere il parco di San Giuliano, ora, invece, ne servono solo 800 (passando da dieci minuti di percorrenza a 3). Previsti anche stalli per biciclette e possibilità di un loro noleggio, attraverso l’App “Movi by Mobike” che, in futuro, riguarderà anche i monopattini.

 

“È in questo modo che miglioriamo la vita dei cittadini – ha dichiarato il sindaco Brugnaro prima della benedizione dell’opera e del taglio del nastro. – I residenti sanno quanto è importante il ponte ciclopedonale che abbiamo realizzato assieme alla pista. Ma tutto questo fa parte di un disegno ben più ampio di città inclusiva e sempre più connessa. A pochi metri da qui c’è il cantiere per il nuovo raccordo viabilistico che collegherà via Torino al Vega e alla prima zona industriale di Porto Marghera, ma basta spostare lo sguardo di qualche metro e si vede l’area dove sorgerà l’idrovora da 8 milioni di euro che metterà finalmente questa parte di Mestre al sicuro dal punto di vista idrogeologico. All’elenco si aggiunge poi il nuovo canile, gli investimenti per le remiere, la sistemazione della pista d’atletica del campo di San Giuliano, i lavori di recupero a Forte Marghera.

La nostra idea – ha aggiunto il primo cittadino – è che i giovani possano studiare al campus, fare ginnastica a San Giuliano e divertirsi a Forte Marghera, senza magari disturbare vicino alle case o in centro storico. Serve fornire loro delle alternative. La città si espande e diventa più interconnessa, la stiamo ridisegnando in modo sempre più inclusivo”.

 

Con il taglio del nastro odierno sono così stati ufficialmente collegati in sicurezza il campus universitario di Ca’ Foscari di via Torino con Forte Marghera e il parco San Giuliano: un miglioramento non solo in fatto di tempistiche. Prima, infatti, si sarebbero dovuti attraversare cinque incroci correndo nel traffico, ora uno solo, godendo di un percorso immerso nel verde. Da Venezia, invece, servirà poco più di mezz’ora per raggiungere San Giuliano, un tempo inimmaginabile solo poche ore fa.

 

L’appalto da 1,5 milioni di euro che ha permesso la realizzazione dell’opera comprende infatti anche l’ultimo tratto di pista ciclabile sul Ponte della Libertà, di cui pochi giorni fa è stata inaugurata la passerella a sbalzo all’altezza del bivio al Tronchetto per permettere ai ciclisti di raggiungere il centro storico.

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore ai Trasporti Elisa De Berti, ha approvato l’estensione al 2020 di “In treno in bici”: iniziativa promossa dalla Regione del Veneto che prevede uno sconto sugli abbonamenti trimestrali o annuali di Trenitalia per i possessori di una bicicletta comperata nel corso dell’anno. 

 

“È una ulteriore azione tra quelle che abbiamo intrapreso al fine di perseguire gli obiettivi e le strategie previste dal Piano Regionale dei Trasporti in ambito di intermodalità – spiega l’assessore De Berti -. Integrare le diverse forme di trasporto, tra le quali quello treno-bici, è uno dei modi più efficaci per ottenere la diminuzione del traffico veicolare privato con una riduzione dell’inquinamento atmosferico da un lato e minori spese di trasporto e parcheggio dall’altro. Non meno importante: favorisce un salutare esercizio fisico”.

 

 

Scadenza prorogata al 24 maggio 2020

“Con delibera dello scorso agosto – prosegue De Berti – sono stati destinati complessivamente 280 mila euro per assicurare sconti sull’acquisto di abbonamenti del treno (trimestrali o annuali) a favore degli utenti di Trenitalia che avessero acquistato nel corso del 2019 una bicicletta pieghevole. L’iniziativa, entrata in vigore il 24 settembre scorso, prevedeva una scadenza al 24 gennaio 2020. Indubbiamente, non è mancato il consenso dei fruitori dei servizi ferroviari perché al 12 gennaio di quest’anno erano stati già assicurati 713 bonus per l’acquisto di altrettante bici. Riteniamo sia opportuno continuare nel perseguimento degli obiettivi prefissi e, quindi, la Giunta regionale ha disposto una proroga di 4 mesi dell’iniziativa, portando la scadenza al 24 maggio 2020. Questa estensione offre la possibilità di adesione anche agli utenti del servizio ferroviario che acquistino la bicicletta pieghevole nell’anno in corso”.

 

 

Come ottenere il bonus

Le procedure per l’ottenimento del bonus rimangono invariate rispetto alla precedente formulazione. È sufficiente recarsi in una biglietteria Trenitalia, portando con sé l’apposito modulo di richiesta (scaricabile dall’apposito link) e la fattura o la ricevuta o lo scontrino fiscale che attestino l’acquisto di una bicicletta pieghevole che, una volta ripiegata, abbia le dimensioni non superiori a 80x110x45 centimetri stabilite per il trasporto gratuito in treno.

 

 

Sconto sull’abbonamento ferroviario

La riduzione sull’acquisto di un abbonamento annuale o trimestrale, a tariffa 40/21 e 14/VE, applicata una tantum, corrisponde ad una quota fino ad un importo massimo di 150,00 euro (IVA compresa), pertanto non verrà corrisposto alcun resto in denaro o altra forma per acquisti di importo inferiore ai 150,00 euro. I beneficiari della riduzione potranno usufruire dell’agevolazione una sola volta nell’arco di validità dell’iniziativa. Non essendo cedibile lo sconto, l’abbonamento ridotto potrà essere intestato solo al possessore della bici pieghevole.

 

Maggiori informazioni possono essere reperite nelle biglietterie e gli sportelli di Trenitalia e sul sito della Regione Veneto.

È accaduto in via Castellana. La 74enne si è fratturata entrambe le braccia e il setto nasale. L’automobilista si è costituito solo in un secondo tempo

 

Stava andando alla “pizzeria all’angolo”, si ritrova con due braccia e il naso rotti. A settantaquattro (quasi 75) anni. E l’automobilista che l’ha travolta sull’attraversamento pedonale non si è neppure fermato, assumendosi solo in un secondo tempo le sue responsabilità.

 

Poche ore dopo il tragico investimento costato la vita l’altro venerdì notte alla studentessa universitaria di 29 anni Pegah Naddafi, in viale Vespucci, a Mestre si è consumato un altro grave episodio ai danni di un pedone di cui si sta occupando Studio3A.

 

I fatti

È successo sabato 4 gennaio 2020, verso le 18.40, in via Castellana, all’altezza del civico 61 e dell’intersezione con via Ciardi. Una settantaquattrenne del posto, residente a due passi, si stava recando presso la pizzeria di asporto sotto casa per prendere una pizza per la cena, ha attraversato la Regionale regolarmente sulle strisce pedonali in direzione nord-sud e, quando aveva ormai quasi completato l’attraversamento, si è ritrovata improvvisamente di fronte un’autovettura, una Fiat Punto, che l’ha centrata in pieno. L’anziana ha cercato istintivamente di proteggersi proiettando in avanti le braccia, con il risultato però che a causa dell’urto se le è fratturate entrambe e in seguito ai colpi e alla successiva caduta si è rotta anche il setto nasale: un miracolo che si sia salvata, ma la prognosi è pesante, anche in ragione dell’età.

 

Ad aggravare il quadro, l’automobilista non si è fermato e ha tirato diritto. La settantaquattrenne è stata inizialmente soccorsa da alcuni passanti e negozianti della zona, che hanno allertato il 118. Dell’incidente, per fortuna, ci sono anche un paio di testimoni oculari.

 

Solo successivamente l’investitore si è costituito e ha ammesso le sue responsabilità agli agenti della polizia locale di Venezia: si tratta di G. B., 78 anni, residente nel comune di Venezia, così come la passeggera di un anno più giovane che trasportava in macchina.

 

Mesi di guarigione

All’ospedale dell’Angelo, dov’è stata subito condotta, l’anziana, che è vedova e vive da sola, è stata ingessata ad entrambe le braccia, mentre sulla frattura al setto nasale i medici interverranno in un secondo tempo. Adesso è tornata a casa ma ne avrà per dei mesi, nei quali avrà bisogno di assistenza continuativa da parte dei figli.

 

La donna e i suoi familiari, per ottenere giustizia, attraverso la consulente personale dott.ssa Alice Righi, si sono dunque affidati a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, che si è subito attivato per fare piena luce sull’incidente e sulla condotta dell’automobilista e per risarcire in modo congruo la sua assistita.

Facciamo squadra per rispondere alle tante tragedie della strada con una grande campagna di sensibilizzazione nazionale.

È questo il senso di una lettera che il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ha inviato oggi al Premier Giuseppe Conte e al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli.

 

Nella missiva, il Governatore ricorda che, nel solo Veneto, nel 2018 (e i dati in elaborazione per il 2019 non consentono ottimismo), ci sono state 311 vittime per incidenti stradali, con 19.313 feriti, e fa riferimento alla campagna “Occhio alla Vita” lanciata il 30 dicembre scorso da Spresiano in collaborazione con l’Associazione delle Imprese di Intrattenimento (il Silb), che utilizza immagini forti, come carcasse di auto incidentate piazzate all’esterno delle discoteche a far da monito ai giovani frequentatori.

 

Zaia chiede a Conte sostegno alle iniziative del Silb, ma va oltre: “Ritengo – scrive al Premier e alla De Micheli – necessaria e urgente la definizione, il finanziamento e la realizzazione di una capillare campagna nazionale, che coinvolga ogni settore del mondo dell’informazione: giornali, televisioni e radio pubbliche e private, il web in ogni sua articolazione. A questo scopo proporrò in sede di Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome italiane un diretto coinvolgimento di Regioni e Province, in ipotesi partendo dalla partecipazione a un tavolo tecnico comune con il Governo nazionale ove definire e concordare i contenuti, i mezzi i costi e le modalità di attivazione di quella che si configurerebbe come una vera e propria campagna nazionale salvavita”.

Sono aperti gli stand in Piazza Caduti per l’ormai tradizionale mostra mercato del “Fiore d’Inverno” più pregiato e conosciuto in tutto il mondo, il radicchio rosso di Treviso IGP.

 

Il ricco calendario d’eventi prevede molteplici degustazioni di prodotti tipici regionali e al pomeriggio di oggi, sabato 14 dicembre, per grandi e piccoli, i giochi di una volta con la compagnia  “La Tana dei Tarli”. Alle 17.30 si esibirà il gruppo folkloristico “Borgo Furo” con le Zampogne di Natale.

 

Domani, domenica 15, novità della manifestazione, l’evento “Io sto con l’ambiente” un Test Drive di veicoli elettrici a disposizione del pubblico.  Tra le ore 10 e le 16 nell’area di via Don Bosco, tra via 24  e via Battisti saranno a disposizione mezzi elettrici per i test di guida affidati alla società Energojob. È questa una novità inserita nel programma in quanto il Comune di Mogliano aderisce al PAES, piano di azione per l’energia sostenibile e il clima, che prevede tra l’altro eventi, all’interno di sagre e fiere, per sensibilizzare la popolazione riguardo i temi ambientali.

 

Alle 11.30 il Gruppo Musicale Città di Mogliano si esibirà in un concerto natalizio. Alle 12 il tradizionale risotto al radicchio rosso offerto dagli organizzatori della Mostra.

 

Nel pomeriggio “Ricchi Radicchi “ a cura di Veneto a Tavola una degustazione di prodotti a base di radicchio e alle 16 esibizione di “Artisti di strada” con  numeri di giocoleria itinerante.

 

Alle ore 17.00, degustazione di quattro diversi panettoni al Radicchio con valutazioni e premiazione

del vincitore. La  prenotazione è obbligatoria al 335.6033639.

 

Poi, alle 18.30 il Radicchio si fa dolce, con la degustazione al Radicchio offerta dai produttori.

 

 

Silvia Moscati

 

Da domenica 15 dicembre entrano in vigore i nuovi orari ferroviari che, rispetto agli attuali, presentano poche variazioni che migliorano ulteriormente i servizi.  

 

“La conferma della validità della struttura complessiva dell’orario – sottolinea l’assessore regionale ai trasporti, Elisa De Berti – testimonia il proficuo e costante lavoro di perfezionamento del servizio di trasporto che abbiamo condotto in questi anni, instaurando da una parte un buon rapporto di collaborazione con Trenitalia e mantenendo dall’altra un proficuo confronto con le rappresentanze dei pendolari, alle cui istanze abbiamo sempre dedicato una doverosa attenzione. Le poche modifiche che abbiamo introdotto per il 2020 ci consentono di affinare l’offerta e di assicurare viaggi più puntuali e funzionali, soprattutto nelle aree a maggior domanda”. 

 

Oltre a delle piccole modifiche agli orari dei treni da e per Venezia, dovuti alla rimodulazione della stazione “nodo” di Santa Lucia, con benefici sulla puntualità e sull’affidabilità del servizio, la principale novità riguarda la Venezia-Verona, una delle linee a più forte domanda. Anche in base alla richiesta dell’utenza, saranno introdotte due nuove coppie di treni veloci nella fascia oraria mattutina, nella quale oggi non circolano treni in quanto utilizzata per attività di manutenzione dell’infrastruttura: la prima coppia (Venezia 9:10 – Verona 10:38; Verona 11:22 – Venezia 12:50) sarà introdotta a partire dal 15 dicembre e circolerà dal lunedì al venerdì, la seconda coppia (Venezia 10:10 – Verona 11:38; Verona 12:22 – Venezia 13:50) circolerà inizialmente il sabato e i giorni festivi e poi, dal 13 settembre 2020, tutti i giorni.  

 

“È anche giunto il momento di toccare con mano i notevoli progressi pianificati grazie al miliardo di euro di investimenti realizzato con Trenitalia – precisa l’assessore –: nel 2020 entreranno progressivamente in servizio 14 nuovi treni Rock e 9 nuovi treni Pop, che dal mese di giugno saranno impiegati anche sulla Padova-Bassano e sulla Padova-Montebelluna, linee sulle quali si concluderanno la prossima primavera i lavori di elettrificazione. Entro il 2023 i Rock e i Pop circolanti sulla nostra rete saranno in complessivamente 78 e sostituiranno i vecchi convogli diesel, garantendo ai viaggiatori innovative tecnologie di bordo e soprattutto un servizio più puntuale, confortevole e sicuro”. 

 

Il 2020 vedrà ancora un deciso impegno della Regione sul fronte dell’intermodalità, al fine di rendere sempre più allettante l’offerta del trasporto pubblico. 

 

“Grazie agli accordi con le aziende del trasporto pubblico locale – precisa De Berti – sarà sempre più facile e comodo raggiungere gli aeroporti del Veneto. Dopo il servizio stazione-aeroporto di Treviso, analogo collegamento tra il terminal ferroviario e quello aeroportuale sarà attivato anche a Verona, prevedendo la vendita di un unico biglietto per il trasporto su ferro e su gomma. Nel corso di questo mese di dicembre saranno, inoltre, attivati servizi analoghi da Verona Porta Nuova con destinazioni verso gli Ospedali di Borgo Roma e di Borgo Trento, la Fiera e la località di  Castel D’Azzano”.

 

“E sempre a proposito di intermodalità – conclude l’assessore De Berti – proseguiranno le iniziative per promuovere l’integrazione treno-bici, una soluzione che facilita la mobilità quotidiana in ambito urbano e che favorisce lo sviluppo del cicloturismo, attività che annovera un numero crescente di appassionati. Nel 2020 sono confermati i servizi ‘Trenobus delle Dolomiti’, ‘VeronatrenoBici’ e ‘TrenoBici del mare’, effettuati con convogli dotati di numerosi posti per l’alloggiamento delle biciclette”.

Al fine di eseguire importanti lavori consistenti nella posa di una tubazione idonea a convogliare le acque meteoriche, per evitare allagamenti, nei giorni di lunedì 2, martedì 3 e mercoledì 4 dicembre p.v. la carreggiata di via Ronzinella sarà chiusa al traffico.

 

In particolare, il cantiere di lavoro sarà ubicato tra i civici 7 e 9 di via Ronzinella.

Fino ai civici 7 e 2/A di via Ronzinella (compresa via IV Novembre) si suggerisce pertanto agli automobilisti di imboccare via Ronzinella da via Terraglio.

Per i civici superiori, si suggerisce invece di imboccare via Ronzinella da est.

Le deviazioni alla viabilità saranno comunque indicate in loco.

 

Scarica qui l’Ordinanza.

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Notizie da Venezia, Treviso, Mogliano e dintorni