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Il rinvio del concerto è stato deciso in ottemperanza al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sulle misure di contenimento e gestione del Coronavirus, che ha previsto la chiusura dei teatri fino al 3 aprile

 

C’è una nuova data per il concerto di Giovanni Allevi, in programma al Teatro Mario Del Monaco di Treviso. L’evento, che avrebbe dovuto svolgersi il 12 marzo, è stato riprogrammato per il 25 maggio (ore 20.45).
I biglietti già acquistati in prevendita rimangono validi per la nuova data. Altri biglietti sono disponibili in prevendita nel circuito Ticketone, nel circuito del Teatro Stabile del Veneto e alla biglietteria del Teatro Del Monaco di Treviso. Si informa che la biglietteria del Teatro è chiusa fino al 3 aprile, con disponibilità esclusivamente telefonica negli orari 10.00-13.00 e 15.00-18.00.

Compositore, direttore d’orchestra e pianista, Giovanni Allevi ha stregato con le sue note milioni di giovani che, affascinati dal suo esempio, si sono avvicinati alla musica colta e all’arte creativa della composizione. Due diplomi con il massimo dei voti in Pianoforte al Conservatorio di Perugia e in Composizione al Conservatorio di Milano. Una laurea con lode in Filosofia, con la tesi “Il vuoto nella Fisica Contemporanea”. Jeans, t-shirt, scarpe da ginnastica: questo il look con cui Allevi va incontro al suo pubblico nei teatri più prestigiosi del mondo, dalla Carnegie Hall di New York all’Auditorium della Città Proibita di Pechino. Numerose sono le tesi di laurea a lui dedicate. L’agenzia spaziale americana NASA gli ha intitolato un asteroide.

 

Il concerto fa parte della rassegna “Dal Vivo” firmata da Veneto Jazz in collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto.

 

Giovanni Allevi – Piano Solo
25 maggio 2020 – ore 20.45

Biglietti
Platea 40€ + diritto di prevendita
Palchi I, II, III ordine centrali 40€ + diritto di prevendita
Palchi I, II, III ordine laterali 35€ + diritto di prevendita
Palchi IV ordine 35€ + diritto di prevendita
Loggione 30€ + diritto di prevendita
Loggione scarsa visibilità 12€ + diritto di prevendita

 

Ridotto Abbonati:
Platea 30€ + diritto di prevendita
Palchi I, II, III ordine centrali 30€ + diritto di prevendita
Palchi I, II, III ordine laterali 25€ + diritto di prevendita
Palchi IV ordine 25€ + diritto di prevendita

 

Prevendite: 
www.ticketone.it
www.teatrostabileveneto.it

 

Biglietteria Teatro Del Monaco 
Tel. +39 379 1201100
[email protected]

Per i 250 anni dalla nascita del grande compositore tedesco l’orchestra, diretta da Massimo Raccanelli con il pianoforte di Anna Barutti, esegue sul palco del Del Monaco la Sinfonia n. 5. in Do min. Op. 67 e il Concerto n.3, op.37 in do minore.

 

Dopo aver aperto la stagione concertistica del Teatro Mario Del Monaco, ideata dallo Stabile del Veneto e dal Comune di Treviso, i Solisti di Radio Veneto Uno tornano sul palcoscenico del Comunale – mercoledì 22 gennaio,  ore 20.45 – con il primo dei tre concerti Beethoven 250, il focus dedicato al duecentocinquantesimo anniversario dalla nascita del grande compositore tedesco Ludwig van Beethoven (1770-1827). L’Orchestra diretta dal maestro Massimo Raccanelli e accompagnata dal pianoforte di Anna Barutti eseguirà il Concerto n.3, op.37 in do minore e la Sinfonia n. 5. in Do min. Op. 67.

 

Il concerto verrà trasmesso in live su un network televisivo della Corea Del Sud

Il concerto verrà trasmetto in live su un network televisivo della Corea Del Sud, in virtù del premio Korea Award 2019 assegnato lo scorso ottobre ai Solisti di Radio Veneto Uno dalla ICDI di Seul, un ente internazionale affiliato al ministero della Cultura della Corea del Sud e dal CWAP, Comitato Internazionale per la Cultura e la Pace nel mondo, per il lavoro di promozione della musica e della cultura in Italia svolto dall’Orchestra.

 

Alle ore 20.00 nel Ridotto del Teatro Del Monaco il Dipartimento di musica di Radio Veneto Uno terrà la conferenza di introduzione al concerto aperta al pubblico.

 

Il Concerto n. 3, Op. 37 in Do minore per pianoforte e orchestra di Ludwig Van Beethoven è uno dei concerti d’orchestra e solista più amati dai grandi esecutori del repertorio classico e romantico. Fu stampato a Vienna nel 1804, ma già un anno prima vide Beethoven stesso cimentarsi nell’esecuzione in prima assoluta a Vienna. Il suo stile è diverso, del tutto sperimentale, rispetto a quanto conosciuto nel Settecento, sia relativamente all’orchestrazione che alla tecnica tastieristica. Nonostante l’inevitabile riferimento allo stile settecentesco, periodo della formazione musicale, si evolve, in sicura energia, verso quella che sarà l’evoluzione romantica, stacco deciso dal secolo passato. È un concerto straordinario al quale il compositore conferisce un’energia diversa rispetto alle forme tradizionali, ed è marcata la volontà di ricerca per il rinnovamento.

 

Il pianoforte, strumento relativamente recente inventato dal padovano Bartolomeo Cristofori solo nel 1701, con il classicismo divenne molto presto lo strumento con cui venivano riprodotte, studiate, adattate le partiture orchestrali, dando origine a una diversa e proficua relazione tra universi musicali fino a prima sconosciuti. Sta scritto nelle cronache del tempo, ma chissà perché sempre tenuto nascosto, che nel periodo della sua formazione Beethoven ha avuto come insegnante il trevigiano compositore e maestro Andrea Lucchesi di Motta di Livenza, Kappelmaister dell’orchestra nella quale il grande compositore tedesco ha suonato la viola per almeno quattro anni. Un’esperienza che nel tempo ha poi spinto il Beethoven pianista e compositore ad affinare la sua sfida in termini di creatività, rendendolo uno dei primi protagonisti del classicismo.

 

Sinfonia n. 5. in Do min. Op. 67

La leggenda racconta che i violenti battiti della governate alla porta del suo studio, corrispondessero alle prime due battute, quelle che hanno dato ispirazione al famosissimo tema della quinta sinfonia. In effetti la composizione che assieme alla nona, si ritiene sia la più nota, costò al compositore tedesco almeno quattro anni di lavoro prima della sua stesura finale; dopo le continue esecuzioni al pianoforte, furono innumerevoli i rifacimenti per perfezionare l’orchestrazione.

 

Vero è, il senso dato, del destino che bussa alla porta: un destino contro il quale Beethoven suo malgrado si è dovuto misurare con veemenza, è ben nota la sordità che lo ha afflitto e penalizzato, una tragedia per un musicista, essere privato dell’udito; ascoltare le Sue composizioni, rende idea della chiara vittoria della ragione umana sul fato avverso, del grande compositore. Beethoven vince e ricaccia il Suo ingrato destino nella tenebra della superstizione in nome della chiarezza della ragione umana. La Quinta Sinfonia inizia con un “Allegro con brio,” un turbine carico di energia, protagonista è l’inciso iniziale, rare apparizioni del secondo tema cantabile ad esaltare la suprema arte del Grande Maestro che con poche note sa esaltare contrasti e vigore fino ad allora inarrivabili.
A seguire un “Andante con moto” a trasmettere sensazioni di tranquillità, pacatezza, due i temi cantabili, strutturati con eleganza di varianti colorate di musicalità quasi leggiadra.
Su questo delicato quadro irrompe lo “Scherzo”, tratto arcigno ad opera di bassi ascendenti che declinano nel ritorno del tema “del destino,” per attimi di estrema drammaticità; seguono momenti quasi di danza che si dissolvono sullo “Scherzo,” saranno poi i timpani a dare il senso dei cupi colpi del destino. Ma la vittoria dell’intelletto e della ragione su un fato inclemente, è il senso dell’”Allegro” finale, sfolgorante ritorno al motivo centrale della Sinfonia, ad affermare l’universalità della composizione. Vale la pena di citare le parole del musicologo Paul Bekker, che, nel 1918 intuì la soluzione di continuo data dalle sinfonie di Beethoven, non tanto relativamente alla composizione il modello sinfonica, ma di sensazioni fino ad allora sconosciute allo spettatore, considerato dal grande e rivoluzionario compositore non più il consueto passivo pubblico, ma colto fruitore di sensazioni universali, date dalla musica: “L’immagine ideale di un uditorio per il quale Beethoven scrisse, e da cui attinse la forza e l’impeto delle sue idee, fu un’ulteriore elaborazione del grande movimento democratico che dalla Rivoluzione francese condusse alle guerre di liberazione tedesche. Elaborazione come si presentò allo spirito di Beethoven. Possiamo percepirla ogni volta di nuovo quando viviamo in noi stessi la potenza catartica e solenne di una Sinfonia di Beethoven, poiché in tali momenti noi stessi diventiamo il pubblico per il quale Beethoven ha composto, la comunità cui egli parla”.

 

Orchestra filarmonica “I Solisti di Radio Veneto Uno”

Radio Veneto Uno è la radio di Treviso che nel 2020 compie i suoi primi 45 anni, e da circa 20 svolge attività di informazione di interesse generale, con in palinsesto programmi di carattere culturale. Da una decina d’anni ha creato il Laboratorio permanente per la riscoperta della “Scola Granda” di Musica Veneta, la prima scuola di musica mai esistita al mondo, dalla quale hanno attinto a piene mani tutte le scuole del mondo evolvendosi di generazione in generazione, nella musica classica attuale. L’Orchestra filarmonica di Radio Veneto Uno è il loro punto d’incontro, e la radio è la loro cassa armonica: all’iniziativa collaborano i musicisti più autorevoli e prestigiosi del Veneto e non solo.

Con un’anteprima per le scuole (25 ottobre) e una grande festa per la città Comune di Treviso e Teatro Stabile del Veneto, sabato 26 ottobre, danno il via al programma della lirica 2019/2020

 

Con una delle stelle più luminose del firmamento dell’opera mondiale, Madama Butterfly, si alza il sipario sulla stagione lirica 2019/2020 del Teatro Mario del Monaco di Treviso.
Sabato 26 ottobre alle ore 20.00 il Comune di Treviso e il Teatro Stabile del Veneto riaprono, infatti, la storica sala trevigiana portando in scena la tragedia giapponese in tre atti di Giacomo Puccini, su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, ispirata dal racconto omonimo di John Luther Long e dal dramma omonimo di David Belasco.

 

Anteprima per le scuole

La serata della prima è preceduta da un evento d’eccezione pensato per i giovani spettatori. Il 25 ottobre gli studenti e i docenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado a indirizzo musicale, dei conservatori e degli istituti musicali nell’ambito del Progetto Sipario verranno guidati all’ascolto e alla comprensione dell’opera per poi assistere all’anteprima. Il progetto formativo ideato dal Teatro Stabile del Veneto e Comune di Treviso, è frutto della collaborazione con Fondazione Benetton Studi e Ricerche, Conservatorio A. Steffani di Catelfranco Veneto e Soroptimist International Club Treviso, intende offrire a studenti e insegnanti occasioni di conoscenza e approfondimento di una selezione di spettacoli che compongono la stagione lirica trevigiana.

 

Per tutti gli appassionati, inoltre, sabato 26 ottobre (ore 19.00) è prevista al Ridotto del Teatro Comunale Mario del Monaco una conferenza sull’opera condotta da Elena Filini.

 

Prodotta dal Teatro del Monaco insieme al Teatro Pergolesi Spontini di Jesi (AN) e al Teatro Comunale di Ferrara, diretta da David Crescenzi sul podio della FORM – Orchestra Filarmonica Marchigiana per la regia di Matteo Mazzoni, l’opera racconta la storia dell’amore tormentato tra il tenente della marina americana Pinkerton e la geisha Cio-Cio-San dando forma alle affascinanti atmosfere del lontano oriente evocate in modo mirabile da Puccini.

 

Madama Butterfly, tragedia giapponese in tre atti

Il soggetto giapponese attivò l’interesse che Giacomo Puccini provava nei confronti dell’elemento esotico, ingrediente che agli inizi del ‘900 era ampiamente sperimentato nella teatralità d’epoca. Per caratterizzare l’atmosfera interrogò artisti e personalità della cultura nipponica, annotò melodie su pentagrammi ascoltate da dischi provenienti da Tokyo, consultò pubblicazioni che riportavano canti originali. Una cura maniacale nel ricreare un mondo musicale che fondesse oriente e occidente ampiamente ripagata dal successo dell’opera, che è ancora oggi, ad oltre un secolo di distanza, tra le più riprodotte al mondo.

 

Protagonisti dell’opera, rappresentata per la prima volta il 17 febbraio 1904 al Teatro alla Scala di Milano, sono il soprano Silvia Pantani nel ruolo di Cio-Cio-San alias Madama Butterfly, la giovanissima sposa giapponese del tenente della Marina americana Pinkerton, interpretato dal tenore Francesco Fortes. Il mezzosoprano Ilaria Ribezzi è Suzuky, il baritono Italo Proferisce interpreta il ruolo del console Sharpless. Completano la compagnia di canto Katia Di Munno e Margherita Hibel che si alternano nel ruolo di Kate Pinkerton, Claudio Zazzaro (Goro), Dielli Hoxha (Il principe Yamadori – Il commissario imperiale), Andrea Tabili (Lo zio Bonzo), Luca Giorgini (Lo zio Yakusidé), Andrea Cutrini (L’ufficiale del registro), Eleonora Nota (La zia), Carmela Osato e Yue Wu nel ruolo della cugina, So Hyun Lee e Lucia Conte si alternano invece nel ruolo della madre.

 

Durante l’intervallo, la famiglia del Teatro Del Monaco festeggia la riapertura del teatro cittadino insieme al suo pubblico con un brindisi offerto dalla Confraternita del Raboso del Piave.

 

Con l’inizio della stagione 2019/2020, inoltre, prendono il via gli Aperitivi Off in cui alcuni dei più importanti protagonisti del mondo dell’opera e del teatro raccontano il loro rapporto con gli autori in cartellone nel foyer del Teatro Comunale Mario Del Monaco.

Una vita per il teatro” è il titolo del primo appuntamento previsto domenica 27 ottobre alle ore 11 con Enza Ferrari.

Note di regia

Nella vita di tutti i giorni, nei libri, nei film e naturalmente in molte opere liriche, spesso ci troviamo di fronte a storie d’amore: storie d’amore belle, felici come la primavera ed altre tormentate, a volte con tragici finali, come ancora ai giorni nostri si legge purtroppo nelle pagine di cronaca nera. Ecco, Madama Butterfly non è una vera storia d’ amore, per una storia d’amore bisogna essere in due. Siamo agli inizi del ‘900 a Nagasaki nel Giappone musicale inventato da Puccini; un giovane tenente della Marina degli USA, Pinkerton, decide di allontanare la solitudine tipica della vita da soldato comprando una casa in collina con dentro una giovane ragazza, appena quindicenne, da sposare come formale copertura per normalizzare la compravendita di giovani fanciulle tra i ricchi stranieri e le classi sociali più basse. Butterfly ha quindici anni, orfana di padre, viene da una famiglia di nobili origini, caduta ormai in povertà e per sopravvivere si è adattata a fare la geisha; non sogna altro che incontrare un uomo vero, magari uno straniero, un eroe venuto addirittura dal mare, luogo mistico dei sogni e dei peggiori incubi per la cultura nipponica, che venga apposta a salvarla, a portarla via. Si incontrano, lui rimane scioccato dalla grazia, dalla gentilezza e dall’educazione di quella piccola bambolina così affascinante, proprio perché diversa da tutto quello che aveva visto fino a quel momento e la desidera ardentemente; lei invece, trovando finalmente la risposta a tutti i suoi sogni, si perde nell’amore.

Matteo Mazzoni

Il Comune di Treviso e il Teatro Stabile del Veneto in collaborazione con l’associazione trevigiana Musincantus presentano il cartellone musicale che rende omaggio all’ultimo secolo e mezzo del tempio culturale cittadino, distrutto da un incendio nel 1868 e riaperto l’anno successivo.

 

L’evento inaugurale sabato 5 ottobre vedrà protagonisti Fabio Sartori, tenore trevigiano che ha aperto la stagione 2018 – 2019 al Teatro alla Scala con Attila, e l’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta, che fa ritorno nella sua sede originale: insieme ripercorreranno la storia musicale del palcoscenico cittadino.

 

150 anni sono un traguardo ragguardevole e se il compleanno riguarda il Teatro Comunale Mario del Monaco di Treviso, tempio cittadino della musica e della prosa, “sentirli tutti” è solo un piacere: per celebrare la ricorrenza, che ricorda la riapertura del teatro nel 1869 dopo l’incendio dell’anno prima, il Comune di Treviso e il Teatro Stabile del Veneto in collaborazione con l’associazione trevigiana Musincantus presentano Autunno musicale, stagione concertistica che include anche i tre titoli d’opera presentati nel cartellone promosso dallo Stabile, e insieme numerose occasioni di approfondimento culturale. Prenderà il via sabato 5 ottobre alle 20.45 con il Galà di apertura del Teatro Comunale Mario Del Monaco, che vedrà la partecipazione straordinaria del tenore Fabio Sartori e dell’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta.

 

Il filo conduttore del cartellone, che non a caso riprende il nome storico della stagione concertistica e operistica trevigiana che aveva l’obiettivo di invogliare i villeggianti veneziani a prolungare la propria permanenza in città, è riscoprire e valorizzare la storia e il dna del Mario Del Monaco.

 

Le proposte sono 14 e spaziano dai concerti alle esposizioni, alle conferenze, alle messe nelle chiese trevigiane, fino agli spettacoli per scuole e famiglie, per una narrazione del teatro – che fu e vuole a continuare ad essere il polo culturale cittadino – a tutto tondo, capace di raggiungere tutte le fasce di popolazione.

 

Il Teatro Comunale Mario Del Monaco è un’istituzione della nostra città e parte integrante del suo patrimonio artistico. – sottolinea il sindaco del Comune di Treviso, Mario ConteL’ingresso nella rete del Teatro Stabile del Veneto è stato il grande passo e un salto di qualità per il rilancio, ma siamo altrettanto felici che un luogo così importante e prezioso venga valorizzato con iniziative di elevatissimo livello in grado di influenzare, attraverso l’armonia, la bellezza e la partecipazione, la scena culturale di Treviso“.

 

La cultura – aggiunge l’assessore ai Beni Culturali e Turismo del Comune di Treviso, Lavinia Colonna Pretideve essere  un veicolo di eccellenze e valori, e proprio per questo motivo, siamo orgogliosi di sostenere questa serie di eventi e di concerti che rappresentano una risorsa per l’intera Città di Treviso e per il suo territorio. D’altra parte, bellezza, armonia e qualità sono le tre caratteristiche fondamentali che non solo identificano il Teatro Comunale Mario Del Monaco, perla d’ arte e risorsa fondamentale per la Città, ma anche ciò che tutti noi ci aspettiamo dagli eventi celebrativi per il 150° anniversario della sua ricostruzione“.

 

“Il Teatro Stabile del Veneto è al servizio della città che oggi celebra i centocinquant’anni del Teatro Mario Del Monaco. – afferma Massimo Ongaro, direttore dello Stabile del Veneto – Un palcoscenico prestigioso che, forte delle ricche stagioni concertistiche e operistiche ospitate, volge ora lo sguardo al futuro per continuare, nel segno della propria tradizione, a dare alla città grandi soddisfazioni mettendo in scena opere di grande qualità come quelle in cartellone per la nuova stagione lirica, Madama Butterfly e i due atti unici Rita e Gianni Schicchi”.

 

“È con grande piacere e soddisfazione – spiega Edoardo Bottacin, giovanissimo presidente di Musincantus – che presentiamo al pubblico questa nuova stagione di Musincantus, un cartellone che ripercorre i 150 anni del Teatro Mario Del Monaco di Treviso grazie a illustri presenze internazionali come Fabio Sartori, Fabio Armiliato e Giancarlo Andretta, ma anche a giovani promesse. Gli eventi che accompagneranno i numerosi appassionati dal 5 ottobre al 22 dicembre spazieranno dal grande repertorio sinfonico corale, agli eventi di nicchia per la valorizzazione e la riscoperta del patrimonio musicale del nostro territorio con prime esecuzioni assolute, nuove pubblicazioni e conferenze storico – divulgative”.

 

L’evento inaugurale. Come 150 anni fa il teatro veniva restituito alla città, così sabato 5 ottobre saranno “restituite” due eccellenze musicali trevigiane che dalla Marca hanno spiccato il volo verso palchi internazionali. Fabio Sartori, è oggi il più importante tenore italiano nel panorama internazionale per il repertorio lirico spinto. Dopo il debutto nel 1996 ne La Bohème alla Fenice ha calcato i maggiori teatri lirici del mondo, dal Covent Garden alla Staatsoper di Vienna, da Parigi a Roma e Berlino fino al Teatro La Scala di Milano dove nel 1997 ha preso parte al Macbeth, diretto da Riccardo Muti. Seguono nuovi titoli e produzioni sino all’inaugurazione della stagione del Teatro alla Scala, dove è tornato lo scorso anno ancora per la prima di stagione con Attila nel ruolo di Foresto. Mancava da Treviso da molti anni e il suo sarà un grande ritorno nella propria città. Di ritorno possiamo parlare anche per l’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta, nata nel 1980 come orchestra stabile del Teatro Comunale di Treviso e poi costituitasi, dopo la chiusura del teatro, come organismo autonomo, continuando l’attività lirica e musicale nei principali teatri e festival italiani e in prestigiose istituzioni internazionali. Concertatore e direttore del galà sarà Marco Titotto.

 

Sartori e la Filarmonia Veneta proporranno un emozionante viaggio musicale negli ultimi 150 del Teatro Comunale, pensato e condotto da Elena Filini, ripercorrendo le tappe fondamentali della lunga storia del palcoscenico cittadino.

 

Una storia, tante storie. Quella del Teatro Comunale Mario Del Monaco è una storia che ha contribuito a fare la storia di Treviso: per comprenderne l’evoluzione direttamente dalle fonti originali, venerdì 18 ottobre dalle 17.00 alle 18.00 (in due turni su prenotazione [email protected], alle 17.00 e alle 18.00) nelle sale storiche della Biblioteca Comunale di Borgo Cavour si potrà visitare l’esposizione I 150 nei documenti, bozzetti, progetti del massimo palcoscenico trevigiano. Cronaca, aneddoti, ricordi e testimonianze di un secolo e mezzo saranno invece ripercorsi sabato 9 novembre alle 18.00 nel Ridotto con l’appuntamento Buon compleanno Teatro Comunale. E domenica 17 novembre alle 16.00, con la riproposizione delle atmosfere di centocinquant’anni fa attraverso il concerto dell’ensemble di fiati Musincantus 1869, la musica e il salotto a Treviso. Il clima culturale di quella che veniva chiamata la “Stagione di San Martino” si potrà infine assaporare anche dal 6 al 10 novembre con l’opera seria in tre atti La Statira, con musiche del veneziano Tomaso Albinoni  che tra Sette e Ottocento era l’operista veneziano più conteso e celebrato.

 

Tra gli aspetti che saranno maggiormente approfonditi, l’Autunno trevigiano riserverà un’attenzione particolare a Giacomo Puccini, compositore con cui Treviso ha sempre avuto un legame speciale, culminato nel 1874 con l’esecuzione dell’opera omnia: per ricordarlo dal 25 al 27 ottobre sarà messa in scena Madama Butterfly, con la regia di Matteo Mazzoni e la direzione di David Crescenzi, mentre giovedì 21 novembre alle 19.30 si potrà partecipare alla conferenza Treviso e Puccini, un legame indissolubile, con Giuliano Simionato e Vivien Hewitt, e giovedì 26 novembre alle 21.00 si avrà la Messa in Gloria di Giacomo Puccini per soli coro e orchestra con la partecipazione di Fabio Armiliato, uno dei nomi più importanti

 

della scena lirica attuale che ha anche preso parte come attore protagonista nel film di Woody Allen To Rome with love. Assieme a lui sul palco ci sarà l’Orchestra GAV – Giovani Archi Veneti, realtà di eccellenza del territorio, diretta dal trevigiano Giancarlo Andretta, uno dei direttori più importanti della scena internazionale, che presta la sua arte per accanto a giovani promettenti in segno di incoraggiamento e di vicinanza al progetto Autunno musicale.

 

Infine, dal 4 all’8 dicembre andrà in scena il curioso affiancamento di due atti unici, Rita, un vaudeville di Gustave Vaëz musicato da Donizetti nel 1839 ma rappresentato nel 1860, Gianni Schicchi, capolavoro di comicità sulle note di Puccini andato in scena per la prima volta nel 1918, in cui parola, musica e azione scenica risultano mirabilmente fuse: gli interpreti saranno i vincitori delle audizioni per giovani artisti del Teatro Comunale di Treviso, diretti da Fabrizio Da Ros.

 

Dopo 1823, Rossini a Treviso, cartellone di eventi organizzato da Musincantus lo scorso anno al Comunale ecco lo spettacolo per le scuole e le famiglie Lo scherzo di Rossini, ossia un teatro dai mille volti mercoledì 18 dicembre.

 

Il Teatro Comunale, come accade per i luoghi che riuniscono centinaia di persone attorno ad una grande passione, è stato palcoscenico non solo di moltissimi spettacoli e concerti ma anche di numerose vite che vale la pena raccontare. Tra queste quella di Enza Ferrari, milanese d’origine, che dal 1971 al 1998 è stata pianista ufficiale del Concorso Internazionale di Canto Toti Dal Monte del Teatro Comunale di Treviso e coordinatrice della Bottega diretta dal maestro svizzero Peter Maag, un progetto che prese avvio nel 1989 e prevedeva la sezione di cast vocali attraverso il Concorso di canto Toti Dal Monte e la preparazione attraverso masterclasses vocali tenute da nomi di prestigio come Leyla Gencer e Regina Resnik. Ferrari racconterà il “suo” teatro visto dal palcoscenico, dietro ai tasti del pianoforte, domenica 27 ottobre nel corso dell’incontro Enza Ferrari, una vita per l’opera alle 11.00 nel Foyer del Teatro Comunale nell’ambito degli Aperitivi Off di Oltre la scena.

 

Completano il cartellone i concerti nelle chiese cittadine: domenica 20 ottobre si inizierà alla Chiesa di Santa Maria Maddalena con la Messa a Tre voci per soli, coro ed organo di Carlo Fontebasso, organista della cattedrale di Treviso e direttore di coro al comunale negli anni in cui Toscanini fu a Treviso ( la casa editrice Diastema curerà l’edizione della partitura), domenica 8 dicembre, il Concerto dell’Immacolata a Sant’Agnese, da sempre legato alle sorti del Concorso Toti Dal Monte, ai giovani debuttanti e alla vita del teatro, e domenica 22 dicembre al Sacro Cuore Oratorio de Noel di Camille Saint – Saens.

 

La manifestazione è sostenuta da Airtel, Banca Prealpi Credito Cooperativo, Crema Costruzioni, NovaGest, Ivan Trevisin Onoranze funebri, Premium, Yeti, Andrea Trevisi, Koiné Comunicazione, Marca Print.

 

 

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