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Apollo 11, che allunaggio! Il 20 luglio del 1969, 50 anni fa, la missione di Armstrong, Collins e Aldrin scrisse la storia tra l’uomo, la sua impronta e lo spazio.

 

In quell’estate calda, priva di condizionatori e social, il mondo, in mondovisione, si apprestava a vivere un’emozione rara, unica, da raccontare.

 

Che la diretta RAI con il celeberrimo Tito Stagno, abbronzatura indelebile, chioma bionda naturale dietro un gran bel paio di occhialoni fece epoca, anche in virtù del fatto che il nostro Tito non era certo il tipo avvezzo a leggere i testi altrui sul “gobbo”.

 

Si racconta di una notte torrida, in trepida attesa, dove il Direttore Willy De Luca impose cortesemente la giacca e Andrea Barbato, che coordinava l’edizione straordinaria del telegiornale, incassò, salvo poi ritrovare tutti o quasi con i pantaloni calati, tanto era il caldo, visto che da sotto la scrivania non poteva palesarsi nulla.

 

E poi il celebre siparietto con Ruggero Orlando, quasi un bisticcio in vista dell’allunaggio tanto era la tensione della diretta.

 

Una pagina di giornalismo da ribaltone, specie quando le immagini sparirono, e il regista Mario Conti fece sua la situazione, delegando in pieno il nostro Tito che dovette far immaginare alla gente quello che non poteva vedere, descrivendo quello che accadeva o sarebbe potuto accadere.

 

Ma quando Armstrong disse Eagle has landed, l’Aquila è atterrata, allora tutto si placò, era proprio vero e indelebile.

L’Apollo 11 alla luna bussò.

 

 

Mauro Lama

A Cimadolmo è atterrata Space Girls Space Women, un’originale mostra che promuove il ruolo della donna nel settore spaziale, dove oggi è ancora una piccola protagonista.

 

Il progetto proposto, reso possibile grazie al contributo dell’Agenzia Spaziale Europea e dello IEST (Istituto europeo per lo sviluppo tecnologico), è stato inaugurato domenica 5 maggio alla presenza della vicesindaco Chiara Lovat, nella biblioteca comunale cittadina, dove ora rimarrà per le prossime due settimane.

 

In un affascinante percorso tra le meraviglie e i misteri dell’universo, l’esposizione si propone l’obiettivo di raccontare lo spirito di conquista spaziale delle donne e di avvicinare sempre più persone – in particolare le giovani generazioni – a questa realtà.

 

 

L’insieme di fotografie realizzate in luoghi di tutto il mondo, da Nairobi a Mosca, da Bangalore a Monaco, da Milano a Colonia, fino al deserto dell’Atacama e ai sobborghi di Smirne, ritrae scienziate, ricercatrici, astronaute, studentesse e appassionate della volta celeste. Tra queste non poteva mancare l’italiana Samantha Cristoforetti, immortalata nello scatto mentre si prepara al lancio verso la stazione spaziale.

 

 

 

Accompagnati da un’APP multimediale per smartphone con quiz, testimonianze e giochi educativi, gli scatti mostrano la varietà dei mestieri nel settore spaziale e promuovono i progetti spaziali italiani ed europei, con un invito a interrogarsi su cosa ci riserverà il futuro delle esplorazioni.

 

La mostra, a ingresso libero, sarà aperta fino al 17 maggio, dal lunedì al venerdì, dalle 14.30 alle 18.30.

 

           

L’impegno italiano per la realizzazione di uno spazio museale dedicato al cosmonauta sovietico, Aleksandr Aleksandrovič Serebrov

 

Il presidente italiano della Società spaziale russa in Italia, Ivan Venerucci, ha incontrato Alexander Ivanovich Morgunov, membro della Società spaziale russa di Mosca, che ha lavorato con il cosmonauta Aleksandr Aleksandrovič Serebrov e di cui era amico.

 

Alexander Ivanovich Morgunov ha manifestato la volontà di rendere vivido il ricordo di questo grande cosmonauta russo, vero eroe sovietico, dimenticato da molti.

 

Qualche nota su Aleksandr Aleksandrovič Serebrov

Aleksandr Aleksandrovič Serebrov ricevette la medaglia “Per merito all’esplorazione spaziale”. Tale medaglia è assegnata ai cittadini della Federazione russa per i risultati raggiunti nella ricerca, nello sviluppo e nell’utilizzo dello spazio esterno, per un contributo sostanziale allo sviluppo della tecnologia spaziale e spaziale e all’industria, alla formazione, alla ricerca e alle attività di progettazione, per l’attuazione di programmi internazionali, nonché per altri risultati nel campo delle attività spaziali finalizzati allo sviluppo socioeconomico globale della Federazione russa, al rafforzamento della difesa e alla garanzia di interessi nazionali, per incoraggiare e aumentare la cooperazione internazionale.

La medaglia “Per il merito nell’esplorazione dello spazio” può essere assegnata anche ai cittadini stranieri che raggiungono risultati eccezionali nello sviluppo della tecnologia spaziale nella Federazione russa.

 

Aleksandr Aleksandrovič Serebrov si laureò all’istituto di fisica e tecnologia di Mosca nel 1967, venne scelto come cosmonauta il 1° dicembre 1978. Si è ritirato il 10 maggio 1995. Era sposato e aveva un figlio.
Volò su Soyuz T-7, Soyuz T-8, Soyuz TM-8 e Soyuz TM-17.

Fu uno dei pochi cosmonauti a volare sia per l’Unione Sovietica che per la Federazione Russa che lo seguì. Ottenne il record per la maggior parte delle passeggiate nello spazio (10), fino a quando Anatoliy Solovyev lo superò.
In tutto, Serebrov trascorse 371,95 giorni nello spazio. Serebrov contribuì alla progettazione di Salyut 6, Salyut 7 e Mirstazioni spaziali. Concorse inoltre a progettarne il design e, secondo un necrologio del New York Times, “fu il primo a testare un veicolo personalmente, attraverso il suo personale moto spaziale inventato al fine di salvare gli equipaggi spaziali in difficoltà e riparare i satelliti”. Questo veicolo, noto come Icarus, fu testato nel febbraio 1990 e rimase a bordo di Mir per diversi anni, ma non fu mai usato in seguito.
Serebrov morì improvvisamente a Mosca il 12 novembre 2013, all’età di 69 anni, e fu sepolto il 15 novembre nel cimitero di Ostankinsky.

 

Venne premiato con:
• Titolo di eroe dell’Unione Sovietica
• Titolo di Pilota-Cosmonauta dell’URSS
• Ordine di amicizia dei popoli
• Due ordini di Lenin
• Ordine della rivoluzione d’ottobre
• Medaglia “Per merito all’esplorazione spaziale” (Federazione Russa)
• Ufficiale della Legion of Honor (Francia)

 

 

Il Presidente italiano della Società spaziale russa in Italia, Ivan Venerucci, si è immediatamente mobilitato al fine di omaggiare il grande Aleksandr Aleksandrovič Serebrov anche in Italia, dichiarando: “Aleksandr Aleksandrovič Serebrov, non è solo un eroe sovietico, ma un eroe mondiale, un esempio di coraggio, un uomo di scienza, un padre e un grandissimo patriota. Oggi Aleksandr Aleksandrovič Serebrov è una stella del firmamento e se oggi il progresso scientifico ha ottenuto i mirabili obiettivi che ha raggiunto, deve ringraziare questo orgoglio universale. L’Italia lo ringrazia, lo onora e saprà onorarlo. Sarà mio l’impegno in questo senso”.

 

Alexander Ivanovich Morgunov ha ringraziato commosso tutta l’Italia e ha abbracciato il presidente italiano, donandogli libri e calendari realizzati in passato per tributare Serebrov, l’uomo delle stelle.

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