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Italiani d’eccellenza. “Con i piedi per terra ma la testa nello spazio”

6 minuti di lettura

Storia della D-Orbit e del suo Co-founder Renato Panesi: da start up ad azienda leader del settore
di Carlo Franchini

Guarda il video su YouTube.

È proprio così. Renato Panesi, Co-founder e Chief Commercial Officer della D-Orbit, ha sempre avuto i piedi per terra ma la testa nello spazio.
Lo incontro in una splendida giornata primaverile a Roma, una delle città che ama di più, per farmi raccontare la sua straordinaria storia, quella di un italiano d’eccellenza!

Renato Panesi nasce ad Asmara, l’odierna capitale dell’Eritrea, per rientrare in Italia dopo qualche anno. Fin da bambino amava le stelle, lo spazio, ed era sempre intento a costruire con il meccano e i lego strani oggetti che, nella sua mente, avrebbero potuto raggiungere l’orbita terrestre. Assistere alle stelle cadenti la notte di San Lorenzo è sempre stato un must per lui. Così come osservare il firmamento di notte in occasione dei suoi tanti viaggi nel mondo a ridosso dell’equatore, dove sembra di avere le stelle a portata di mano per la straordinaria limpidezza dell’aria ed assenza di contaminazioni da luci artificiali.

ING. RENATO PANESI CO-FOUNDER CHIEF COMMERCIAL OFFICER D-ORBIT CREDITS D-ORBIT
CREDITS SpcaeX Trans2_beachrd

Poi gli studi, la laurea in Ingegneria aerospaziale, un impiego. Ma la testa continuava a pensare allo spazio e ad essere fortemente attratta dallo spazio! Non si dà pace Renato Panesi e con fatica ed impegno ottiene una borsa di studio Fulbright…

“È stato dunque nel 2009 quando io mi trovavo nella Silicon Valley con una borsa di studio Fulbright che ho incontrato Luca Rossettini, l’altro fondatore dell’azienda che ha lavorato con me nello stesso programma di studio alla Santa Clara University. Il programma era focalizzato sul trasformare in un business plan – quindi in un’idea di impresa sostenibile – quello che era il progetto di ricerca portato avanti durante il nostro dottorato. Entrambi ingegneri spaziali e specializzati, io in guida, navigazione e controllo di satelliti, lui in propulsione, abbiamo messo insieme le nostre competenze e l’idea iniziale è diventata un vero e proprio business plan visto e rivisto con i professori di Santa Clara University e di Stanford.”

La loro esperienza nella Silicon Valley continua con un importante tirocinio presso il centro ricerca NASA Ames a Mountain View, nella bay-area di San Francisco. Una volta rientrato in Italia lascia l’impiego e con l’amico Luca Rossettini si dedica anima e corpo al progetto. Con grande passione, ottimismo, tenacia e non poco coraggio, ultimano il loro business plan e riescono ad ottenere il seed money, i primi fondi finanziari indispensabili per iniziare la loro avventura. Il progetto era piaciuto e non poco!

CREDITS D-ORBIT CLEAN ROOM

Ma di che cosa si tratta?

”Abbiamo fondato la D-Orbit, un’azienda che opera nel settore spazio. Si parla tanto di space economy in questo periodo. La space economy è un qualcosa che sta crescendo, che rivoluzionerà le nostre vite. È una filiera industriale completa, che ha come ultimo obiettivo l’erogazione di servizi di natura diversa dallo spazio. Servizi di cui possono beneficiare tutti i cittadini, le aziende e le istituzioni. Servizi di connettività voce, di messaggistica, di dati, ad esempio per il controllo del traffico aereo o marittimo, previsioni del tempo, prevenzione e monitoraggio dei disastri naturali, ma anche osservazione della Terra nelle sue varie forme, che può andare dall’immagine del visibile all’immagine all’infrarosso, utili nei più diversi settori. Ovviamente questi dati vengono erogati da satelliti che sono proprietà di operatori satellitari e questo segmento della space economy è il cosiddetto downstream. Per avere in orbita questi satelliti operativi serve poi tutta un’infrastruttura che è quella che progetta i satelliti, li costruisce, li lancia in orbita, e consente a questi satelliti di comunicare con la Terra e quindi ne gestisce l’operatività. Questo è il settore upstream, il cosiddetto settore abilitante ed è il settore in cui operiamo noi come azienda.”

CREDITS D-ORBIT Mk02 in orbit (12) NEW

L’upstream in particolare mi sembra che dunque costituisca il core business della D-Orbit…

“Sì, la missione di D-Orbit, che si colloca nel pieno del settore upstream, è erogare servizi di logistica spaziale. È un qualcosa che prima non esisteva, che abbiamo inventato noi perché vedevamo che lo spazio cambiava e diventava sempre più commerciale. È ancora diffusa nell’opinione pubblica l’idea che lo spazio sia un affare di stato, un qualcosa gestito solo dalle agenzie spaziali, dove presenti, o dagli enti governativi preposti, ma in realtà esiste un vero e proprio spazio commerciale di aziende che erogano servizi che costruiscono piattaforme.”

CREDITS D-ORBIT SPACE SYMPOSIUM (2022)

Mi pare di capire che la D-Orbit sia e debba necessariamente essere un’azienda in continua evoluzione…

“Certo! D-Orbit ha appena compiuto 12 anni. Siamo partiti in due e oggi siamo una squadra di 270 persone e l’azienda è ancora in crescita con diverse linee di business: lancio e commissioning, in orbit servicing, manutenzione, gestione di fine vita. Il nostro servizio di punta al momento è proprio il lancio e il commissioning (posizionamento preciso in orbita) di piccoli satelliti fino a 200kg, che eroghiamo tramite la nostra piattaforma ION satellite carrier, che altro non è che un satellite delle dimensioni di una lavatrice industriale con una massa di 350 kg. Questo satellite trasporta a bordo satelliti più piccoli di terze parti e una volta rilasciato in orbita dal razzo vettore li va a posizionare nelle loro orbite operative esattamente dove loro devono essere per erogare il proprio servizio. Come fosse un servizio di taxi last mile delivery spaziale, consentendo agli operatori satellitari di raggiungere l’orbita operativa in molto meno tempo in modo da anticipare, estendere i ricavi ed allungare la vita operativa dei propri satelliti.”

CREDITS D-ORBIT Lancio D-Sat (2017)
CREDITS D-ORBIT TEAM WITH ION SCV010

“Si prevede saranno 65.000 i satelliti ad essere lanciati da adesso alla fine del 2030. Per avere un ordine di grandezza, si pensi che dal 1957, quando i sovietici lanciarono il primo Sputnik, ad oggi, ne sono stati lanciati solo 6.000 quindi… c’è proprio una corsa allo spazio commerciale di tipo esponenziale, ecco tutte queste infrastrutture spaziali devono essere in qualche modo gestite e mantenute. I satelliti devono essere lanciati, posizionati correttamente in orbita, rimossi alla fine della propria vita operativa e durante la vita operativa che può durare 2/5 ma anche 10 anni devono essere mantenuti, come un vero e proprio tagliando. Queste operazioni si chiamano in orbit servicing ed è quello di cui ci occupiamo noi… servizi di lancio, commissioning in-orbit servicing e gestione del fine vita.

Siamo stati i primi ad oggi. Abbiamo vari competitor, ma continuiamo essere leader indiscussi con diverse missioni di successo nei nostri track record. 

Siamo quindi un’azienda in crescita e guardiamo al futuro. La nostra vision è nel costruire e mantenere questa infrastruttura logistica per abilitare la space economy in continua crescita, ma vogliamo farlo in modo sostenibile. Crediamo in una economia circolare, si parla tanto di in orbit recycling, cioè riciclare materiali già presenti in orbita da vecchi satelliti in disuso, in orbit manufacturing, ovvero arrivare a costruire satelliti in orbita come oggi si costruiscono le navi nei porti e non lontano dal mare. E noi puntiamo ad arrivare a questo risultato, ci diamo da fare ogni giorno ben sapendo l’importanza della space economy e del significativo ruolo di protagonista del nostro paese in questo settore.”

CREDITS D-ORBIT ION_Iceland background

Un’attività di carattere fortemente internazionale, ma avete scelto l’Italia come vostra sede principale…

“Sì, abbiamo voluto creare questa azienda in Italia sebbene sia operante in un mercato globale. Ed essa stessa è una realtà internazionale con 17 diverse nazionalità di persone che collaborano con noi e tre sedi all’estero, una in Gran Bretagna, una in Portogallo e un ufficio commerciale negli Stati Uniti. Ma il cuore in Italia, e la ragione è molto semplice: l’Italia ha una grande tradizione di eccellenza nel settore spazio. Basti pensare, e pochi lo sanno, che dopo l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti, l’Italia è stato il primo paese a lanciare in modo autonomo un satellite nello spazio. Ci sono pochissimi paesi al mondo, in Europa solo due, Italia e Francia, che possiedono tutta la filiera necessaria per progettare, costruire, lanciare i satelliti, gestirli finché sono in orbita. Noi abbiamo tutto, a questo si affianca anche una formazione accademica di primo livello, di primissima qualità per cui i nostri ingegneri sono ritenuti i migliori al mondo e nel settore dell’aero-spazio questo, se vogliamo, è ancora più vero.  Inoltre in Italia ci sono tutte le aziende che costruiscono e progettano materiale e componentistica di eccellenza, si pensi alle piccole medie aziende della Brianza, a quelle della Motor Valley in Emilia Romagna che costruiscono sistemi per noi preziosissimi, di estrema qualità e che abbiamo a un tiro di schioppo dalla nostra sede.”

CREDITS D-ORBIT ION SCV002

“Siamo una azienda globale con un forte DNA italiano di cui siamo molto orgogliosi e che vogliamo mantenere. Il paese ci ha dato un grande supporto fino ad oggi e siamo convinti e sicuri che continuerà a darcelo e noi speriamo di darlo al paese negli anni che verranno.”

In un periodo storico in cui si parla continuamente di fuga di cervelli e di un paese con tanti problemi credo sia per tutti noi motivo di orgoglio e di speranza guardare a questa azienda leader del mercato dello spazio che guarda con fiducia al futuro, creata, organizzata e gestita qui, nel nostro paese, da italiani di eccellenza!

CREDITS D-ORBIT LANCIO D-SAT D-Sat (2017)

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