Home / Posts Tagged "Referendum"

Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Modifiche degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – Serie generale – n. 240 del 12 ottobre 2019?

 

È questo il quesito presente sulla scheda elettorale che gli italiani si sono ritrovati di fronte nelle giornate di ieri e di oggi, fino alle 15.00. I cittadini hanno così manifestato la loro preferenza sulla conferma o meno della riforma del taglio dei parlamentari, che prevederà 230 deputati e 115 senatori in meno dalla prossima legislatura.

 

Alle ore 15.00, a urne chiuse, è iniziato lo spoglio, ora in pieno svolgimento, in attesa dei risultati nazionali ufficiali in arrivo nelle prossime ore.

 

Stando a quanto emerso dai primi exit poll, si direbbe che il Sì abbia ottenuto una netta vittoria rispetto al No.

 

In ogni caso, non essendo previsto un quorum dal momento che si tratta di un referendum confermativo, sarebbe bastato anche un solo Sì superiore ai No per approvare la riforma.

 

I risultati ufficiali possono essere seguiti in diretta live sul sito del Governo.

 

 

Fonte: money.it

In occasione dell’incontro a Roma tra il Presidente Mattarella e il Sindaco Brugnaro, +Mestre+Venezia invia al Presidente Mattarella una lettera aperta per richiamare il Sindaco al rispetto dell’espressione del pensiero dei cittadini, come garantisce la costituzione, anche di quei cittadini che non la pensano come lui.

 

+Mestre+Venezia coglie questa opportunità istituzionale per pubblicare una nuova lettera aperta al Presidente Mattarella firmata da tutti i comitati e le associazioni per il SÌ, per segnalare l’affronto alla democrazia al quale il nostro territorio è soggetto in queste settimane.

 

 

Questo il contenuto della lettera aperta:

 

APPELLO AL SIG. PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PROF. SERGIO MATTARELLA

 

Egregio Sig. Presidente,

alcuni giorni or sono Le abbiamo indirizzato un appello sulla stampa affinché i cittadini del Comune di Venezia potessero votare INFORMATI al REFERENDUM del 1° dicembre prossimo sull’AUTONOMIA di Venezia e Mestre.

 

In tale appello scrivevamo che la devastazione provocata dalle forze della natura insieme all’ incuria degli uomini ci ha provocato un immenso dolore unito all’onta insopportabile, non solo per i veneziani ma per l’Italia intera, nel constatare che dopo più di 50 anni la città è ancora in grave pericolo.

 

Scrivevamo anche che coltiviamo la speranza che nessuno si sottragga al dovere di chiedersi se il modello di governo di Venezia non sia anch’esso corresponsabile dei risultati drammatici che sono sotto gli occhi di tutti. Perché a nostro avviso la risposta è sicuramente SÌ, esso è corresponsabile.

 

Va quindi riconosciuto il diritto di noi veneziani di decidere per la nostra città. Un diritto negato sin dal 1926.

 

Venezia infatti ha bisogno di un sindaco dedicato a tempo pieno ai propri problemi e non condiviso, ed anzi scelto da Mestre come avviene oggi.

 

E così pure Mestre ha bisogno di un’amministrazione ad essa interamente dedicata e che la liberi dal suo destino di dormitorio low cost, e dai problemi di droga ed impoverimento che l’affliggono.

 

Concludevamo chiedendo rispettosamente il Suo aiuto affinché i cittadini siano correttamente informati ed abbiano gli strumenti informativi necessari per decidere cosa votare nel prossimo referendum del 1° dicembre.

 

Non sapevamo però cosa Ella avrebbe potuto eventualmente fare e ci rimettevamo interamente alla Sua saggezza ed alla Sua rigorosa attenzione per il Suo ruolo istituzionale.

 

Abbiamo tuttavia letto sulla stampa che il prossimo 26 novembre Ella riceverà al Quirinale il sindaco di Venezia e ora sappiamo esattamente cosa chiederLe.

 

Forse Ella non è stato informato che il Sindaco, così come alcuni assessori del Comune hanno invitato ed invitano la cittadinanza a NON VOTARE.

 

Ebbene, Le chiederemmo solo di ricordare al nostro sindaco che un rappresentante delle istituzioni non può e non deve mai invitare a non votare.

 

Le chiederemmo di ricordargli che molti italiani hanno perso la vita per regalarci tale diritto e che alla loro memoria si deve deferenza e rispetto.

 

Le chiederemmo di ricordargli che chi rappresenta le istituzioni, e soprattutto il Comune, dovrebbe invece tendere ad educare i giovani alla democrazia e che l’elemento fondamentale di essa è costituito proprio dall’espressione del voto popolare.

 

Le chiederemmo di ricordargli che le istituzioni devono anche farsi carico di stimolare e rispettare l’espressione del pensiero dei cittadini come garantisce la costituzione, ed anche di quei cittadini che non la pensano come chi le rappresenta.

 

La ringraziamo signor Presidente, e ci auguriamo che anche grazie al Suo prezioso aiuto la cittadinanza di Venezia VOTI, e VOTI INFORMATA al prossimo referendum.

 

Con deferenza.

 

I comitati e le associazioni per il SÌ

L’azione della Polizia Municipale, che è andata casa per casa sotto lo sguardo soddisfatto del Sindaco Brugnaro per far rimuovere i drappi dei sostenitori del SÌ al referendum per l’autonomia di Mestre e Venezia, ha destato un moto irrefrenabile di indignazione sia nei Veneziani che nei Mestrini, indipendentemente dal loro orientamento.

 

Gli abitanti delle due città hanno quindi deciso di protestare contro questa grave limitazione del diritto di parola esponendo lenzuola bianche a finestre e balconi.

 

Lenzuola bianche per rappresentare la censura subita, inaccettabile per una consultazione referendaria in un paese democratico come il nostro.

Lenzuola bianche per esprimere lo sdegno per chi rappresenta le istituzioni democratiche e invece invita A NON VOTARE.

Lenzuola bianche che raccontano il silenzio voluto dall’amministrazione per tentare di zittire il referendum sul futuro di mestrini e veneziani.

Lenzuola bianche che per gli abitanti di laguna e di terra ferma significano una sola cosa: voteremo sì al referendum per ridare dignità e diritto di parola a chi vive nelle due città di Venezia e Mestre.

I sostenitori del SÌ, oltre al divieto dei drappi, hanno dovuto vedere AVM – Azienda Veneziana della Mobilità – finanziata da tutti, e sottolineiamo TUTTI, i contribuenti di Venezia e di Mestre schierarsi arbitrariamente per il NO nella contesa referendaria.

La stessa AVM, governata dal Comune che, diffondendo ipotesi fuorvianti, fa campagna per il NO e rifiuta di vendere spazi pubblicitari a chi sostiene il SÌ.

 

Per non parlare degli spazi messi a disposizione dal Sindaco per apporre i manifesti, praticamente introvabili e in quantità ridicole rispetto alle indicazioni di legge.

Sono tutte ragioni che per +Mestre+Venezia rafforzano le motivazioni a votare SÌ il 1° dicembre.

Il 16 dicembre prossimo, in ben 26 comuni della Regione, i cittadini saranno chiamati a esprimersi sulle fusioni

 

Il 16 dicembre prossimo, in ben cinque province venete, una popolazione di quasi 83 mila abitanti (di cui 77.464 elettori) sarà chiamata a esprimersi su una serie di fusioni finalizzate a far nascere 10 nuovi comuni.

 

Si tratta della più rilevante tornata referendaria dal 1995 ad oggi, periodo nel corso del quale sono già stati soppressi 20 comuni veneti (l’85% del quali con meno di 5 mila abitanti) che si sono fusi in nove (per i due terzi con più di 5 mila abitanti).

 

I dati sono stati evidenziati nel corso dell’incontro che il vicepresidente della Regione Gianluca Forcolin ha avuto giovedì a Palazzo Ferro Fini con i sindaci dei comuni interessati al voto.

“Il 16 dicembre – ha fatto presente Forcolin – la popolazione di questi territori si pronuncerà quindi per la nascita o meno di nuove realtà comunali. Se la consultazione referendaria avrà esito positivo, come auspichiamo, con la fusione il numero complessivo di Comuni componenti il territorio regionale passerà dai 571 attuali a 555. L’impegno comune deve essere quello di portare il maggior numero possibile di cittadini a votare, ma il messaggio che deve passare è che la fusione non è un’imposizione ma una grande opportunità, di cui la popolazione deve essere cosciente”.

 

Il vicepresidente ha sottolineato anche il percorso che la Regione del Veneto ha fatto e continuerà a fare per supportare i processi di fusione sul territorio, soprattutto per le realtà comunali al di sotto dei 5 mila abitanti (che nel Veneto costituiscono il 45% dei comuni con circa un milione di abitanti complessivamente) mentre è già in consiglio regionale il testo della normativa per il riordino territoriale.

 

Forcolin ha garantito ai sindaci sia la continuità degli strumenti di incentivazione amministrativa ed economica nel bilancio regionale, coerentemente con quanto già messo a disposizione negli anni precedenti, sia l’affiancamento e la vicinanza della Regione in tutte le fasi anche quelle successive ai referendum.

 

Non è previsto nessun quorum per questi referendum consultivi e la fusione sarà approvata se sarà raggiunta la maggioranza dei voti favorevoli. Se vincerà il sì, entro febbraio sarà approvata dal Consiglio regionale una legge per l’istituzione di ciascun nuovo comune. I Prefetti nomineranno i commissari per la gestione dei comuni soppressi fino alle elezioni che daranno vita alle nuove amministrazioni.

 

 

 

“A maggior ragione di fronte a questa notizia dobbiamo lavorare, progettare, fare squadra come se avessimo mille competitors. Guai abbassare la guardia”.

Con queste parole, il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, commenta la notizia, rimbalzata nelle edizioni web dei giornali che, nel referendum indetto sull’opportunità o meno della candidatura di Calgary alle Olimpiadi invernali del 2026, i cittadini canadesi hanno bocciato l’idea. Pur essendo di tipo consultivo, va ricordato che il Consiglio comunale di Calgary si era invece espresso favorevolmente, ma aveva in qualche modo legato la decisione finale all’esito della consultazione.

 

“A questo punto – aggiunge il Governatore del Veneto – dobbiamo sostenere la candidatura Milano-Cortina con ancora più tensione e determinazione di prima, a cominciare dall’andare a Tokyo ancora più forti e convinti delle qualità della nostra proposta. Sarebbe un errore calare la tensione per un possibile avversario in meno, perché non si vince adesso, ma il giorno dell’assegnazione ufficiale da parte del Cio”.

 

“Ce la dobbiamo fare – conclude Zaia – e allora non c’è che mettersi pancia a terra e lavorare, uniti e forti come sinora”.

Ieri, mercoledì 18 luglio, si è tenuta l’udienza presso il Tribunale amministrativo di Venezia. I giudici stanno valutando i ricorsi proposti dal Comune di Venezia e dalla Città Metropolitana avversi l’indizione, da parte della Regione del Veneto, del referendum consultivo fissato per il 30 settembre sulla divisione del Comune di Venezia. La sentenza dovrebbe arrivare in tempi brevissimi, ragionevolmente prima della pausa estiva, poiché i giudici stessi hanno annunciato “tempi celeri”.
Entro la fine di luglio quindi, potremo sapere se l’iter seguito dalla Regione, per indire il quinto referendum di separazione “Venezia-Mestre”, sia legittimo o meno. Secondo il Comune di Venezia, avallando la consultazione, si andrebbe contro la legge Delrio, che presuppone un nulla osta da parte del Consiglio comunale (non della Regione) e porterebbe il bacino degli aventi diritto al voto ad allargarsi a tutti i cittadini appartenenti alla città metropolitana.
I comitati a sostegno del referendum dichiarano di aver raccolto le firme prima dell’entrata in vigore della legge istitutiva della città metropolitana, quindi, secondo l’articolo 133 della Costituzione, la competenza apparterrebbe alla Regione.
Ora si attende la decisione dei giudici. Fra una decina di giorni sarà stabilito se i mestrini e i veneziani saranno o meno chiamati alle urne il 30 settembre.

 

Fonte: VeneziaToday

Il Consiglio dei Ministri rinuncia al ricorso contro la delibera regionale

 

Il quinto referendum per la separazione tra Venezia e Mestre, che mira alla realizzazione di due comuni distinti e separati, ormai quasi certamente si farà.

La data fissata per il ricorso alle urne è il 30 settembre prossimo.

L’ultima notizia è che il Consiglio dei Ministri ha rinunciato al ricorso davanti alla Corte Costituzionale contro la delibera della Giunta Regionale favorevole al referendum.

L’unico possibile ostacolo al referendum ora potrebbe essere solo il ricorso presentato al TAR dal Comune di Venezia, il cui responso del TAR è atteso entro il mese di luglio.

 

Fonte: La Nuova Venezia

L’ennesimo, atteso referendum sulla separazione tra Venezia e Mestre si terrà il 30 settembre prossimo e gli schieramenti a favore del SÌ o del NO stanno affilando le armi.

 

Possiamo annunciare che è nato “MuoverSi 2018” per il fronte del SÌ, capeggiato dal dott. Giovanni Armellin, che darà vita a una serie di incontri con i cittadini per spiegare i vantaggi che deriveranno alle due comunità dalla loro divisione in due distinti comuni.

 

Per i fautori del NO è stato già presentato il comitato “Un unico grande Comune”.

 

Ricordiamo che tutti i referendum per la separazione svoltisi nel tempo hanno visto prevalere il fronte del NO e che Mestre è stato un comune autonomo sino al 1926.

Di seguito pubblichiamo una nota stampa del Movimento Cinque Stelle, che si esprime in merito alla campagna referendaria.

 

La campagna referendaria si fa ormai accesa, da sempre ribadiamo la nostra ferma convinzione che l’istituto referendario, quale espressione diretta del cittadino, debba essere difeso e incoraggiato.

 

Dare voce al popolo è una delle nostre battaglie e consapevoli della necessità di far luce sui vantaggi e svantaggi della separazione, abbiamo iniziato il mese scorso a organizzare degli incontri tematici aperti a tutti, dando voce ad entrambe le parti.

 

Ad oggi permane la volontà di non schierarsi né per il “Sì” né per il “No”, ritenendo il nostro ruolo puramente informativo, confidando con il nostro lavoro di poter accompagnare i cittadini a un voto più consapevole.

 

Pur tuttavia apprendiamo con rammarico dalla stampa locale che il MoVimento 5 Stelle di Venezia abbia appoggiato il fronte del NO.

Desideriamo sottolineare che la persona citata in un articolo di stampa odierno non rappresenta in alcun modo il MoVimento 5 Stelle, bensì una persona allontanata dal gruppo locale ed esclusa dalle scorse Parlamentarie.

 

Con la presente chiediamo cortesemente che gli organi di stampa prestino ogni necessaria attenzione alle fonti, e confermiamo la disponibilità ad ogni chiarimento utile nel perseguire il comune obiettivo di una corretta comunicazione cittadino.

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Notizie da Venezia, Treviso, Mogliano e dintorni