Home / Posts Tagged "Mose"

Le criticità del Mose sono state esaminate durante un vertice tecnico convocato dal Provveditore alle Opere Pubbliche Roberto Linetti.

 

Le criticità più importanti sono i buchi scoperti nelle tubazioni del cassone Malamocco, che si trova a 14 metri sotto il livello del mare, che devono essere riparati.

 

Non solo questo, ma gli “steli” hanno segni di corrosione e anche parte delle cerniere (garantite cento anni) in alcuni casi si sono deteriorate in 14-15 anni. Danni anche questi da riparare.

 

Inoltre verrà dato il via ai lavori per costruire gli impianti e i sistemi di aerazione dei corridoi subacquei, e per azionare il meccanismo che farà sollevare le paratoie di Treporti, che hanno solo un impianto provvisorio, e le schiere di Malamocco e Chioggia, che non hanno ancora nulla.

 

L’ultimo cronoprogramma prevedeva la fine lavori per dicembre 2018, ma i ritardi ormai sono forti.

 

 

Fonte: La Nuova Venezia

POST TAGS:

In contemporanea con l’annuncio su Facebook del Presidente Zaia, di aver inviato al ministro per gli affari regionali la proposta di legge delega per l’autonomia del Veneto, abbiamo letto sulle agenzie l’annuncio del presidente della Liguria Toti di avvio del percorso dell’autonomia come scelta strategica sul fronte della portualità, affinché Genova diventi ‘il principale crocevia delle merci in movimento nel Mediterraneo e verso i mercati del centro e nord Europa’.

 

Non sembra invece che chi governa il Veneto abbia presente quanto sia altrettanto strategico restituire al porto di Venezia l’accessibilità nautica, sacrificata sull’altare della salvaguardia affidata al sistema MOSE, per cogliere la straordinaria opportunità che esso sia il punto di arrivo della via commerciale della Seta e possa competere alla pari con i porti del Nord Europa (oltre che di Atene e Instanbul). Accessibilità possibile solo con la realizzazione del VOOPS (Venice offshore onshore port system), di cui però Zaia non sembra interessarsi.

 

Eppure, senza difendere fermamente la centralità per tutto il Nordest del rilancio di quello che fu per secoli l’asset strategico della potenza della Serenissima, cioè il suo porto tra Europa e Oriente, neppure il valore dell’autonomia e dell’autogoverno che Zaia si accinge ad esigere potranno esprimere tutte le ricadute positive che auspichiamo per il bene dei Veneti di oggi e delle future generazioni. Rimanendo fedeli alla vocazione di Venezia, città che – riprendendo le parole rivolte nel 1198 da una delegazione di messi veneziani a Papa Innocenzo III – “non si preoccupa d’agricoltura, ma piuttosto rivolge i propri sforzi alla navigazione e ai commerci”.

(“Nostra civitas non agricolturis inservit, sed navigiis potius et mercimoniis est intenta”).

 

Simonetta Rubinato

La ruggine sta corrodendo il MOSE. La corrosione ha colpito principalmente le cerniere delle paratoie di San Nicolò ferme in fondo al mare da anni.

I problemi sono stati rilevati anche dal Consorzio Venezia Nuova, che ha individuato molti punti di criticità e per sistemarli occorrono 100 milioni di euro.

Altri 28 milioni sono necessari per sostituire le porte subacquee della conca di navigazione di Malamocco. I soldi però non ci sono.

Insomma il MOSE costruito per salvare Venezia dalle acque alte rischia di annegare la città nei debiti.

Fonte: La Nuova Venezia

“A seguito della notizia diffusa dalla stampa nei giorni scorsi in merito all’esistenza di un corposo dossier, redatto dai commissari straordinari del Consorzio Venezia Nuova e contenente le innumerevoli criticità del Mose, ho inviato una richiesta di accesso agli atti  al Ministero delle Infrastrutture e all’ex Magistrato alle Acque per poter visionare i dieci punti critici segnalati nel dossier.

 

 

Con mia grande sorpresa scopro oggi dalla risposta ricevuta dal Provveditore capo Linetti che questa documentazione non è mai stata trasmessa al Provveditorato per le opere pubbliche del Veneto, il che è davvero grave se consideriamo che sugli interventi di salvaguardia di Venezia l’ex magistrato ha primaria competenza e che sul Mose dovrebbe quindi svolgere un’attenta vigilanza!

 

 

Da quanto riportato dalla stampa, quelli contenuti nel dossier sul Mose sarebbero dati allarmanti che confermerebbero i gravi danni subiti dalla struttura, per una previsione di  spesa di 100 milioni di euro: soldi che vanno ad aggiungersi agli oltre 5 mld di euro spesi finora dallo Stato per un’opera che avrebbe dovuto salvare Venezia dall’acqua alta e che invece ha finito per prosciugare le casse pubbliche.

 

 

Tutto quello che si poteva guastare nel Mose si è già guastato, a partire dalle cerniere (secondo le perizie metallurgiche sarebbero già irrimediabilmente  danneggiate e corrose) e ai tubi sott’acqua, già ossidati.

 

 

Mi chiedo ora  chi pagherà il conto di questo folle sperpero di risorse pubbliche e chi si assumerà la responsabilità di una gestione fallimentare e fraudolenta, ai danni dei cittadini.”

 

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Notizie da Venezia, Treviso, Mogliano e dintorni