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Polemiche contro la Regione per la tassa di scopo sul Mose

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l presidente dell’Associazione Veneziana Albergatori, Vittorio Bonacini, interviene sulla decisione del governo che, nel prevedere una figura commissariale per concludere il Mose, prevede anche una sorta di agenzia pubblica per la gestione e manutenzione dell’opera, i cui costi (circa 100 milioni l’anno) dovrebbero essere finanziati in parte da una tassa di scopo che andrà a gravare sui turisti.

Le accuse

 

«È ora di finirla. È evidente che il ministro Toninelli non ha ben chiaro quale sia il suo ruolo, in termini governativi. Ed è altrettanto evidente che, in quanto al Mose, non sa di cosa sta parlando. La proposta è inaccettabile: un’opera iniziata dallo Stato che deve essere seguita e gestita dallo Stato. Scaricare sul turismo tutta una serie di costi mai preventivati, andando a chiedere il denaro ai visitatori che già pagano l’imposta di soggiorno e sostengono la nostra economia, è un’ipotesi non percorribile».

 

La norma

 

La nuova norma è contenuta nell’emendamento al disegno di legge per la conversione del decreto Sblocca cantieri, depositato ieri dal ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli. Ava si augura che la tassa di scopo sui turisti si fermi in parlamento.

 

Il Presidente Bonacini

 

«Mi auguro che tale demenzialità non trovi spazio all’interno della manovra di governo. Andrebbe infatti a gravare su un sistema che già contribuisce in modo importante e decisivo all’economia della città. Questo provvedimento dovrà passare per Camera e Senato e noi ci rivolgeremo anche ai nostri parlamentari: si schierino dalla parte della città chiedendo allo Stato di prendersi le proprie responsabilità».

 

Allo stesso modo infatti l’associazione appoggia la levata di scudi di Comune, Città metropolitana  e Regione che chiedono che a pagare non siano ancora i cittadini veneziani e veneti. «Lo Stato si prenda la responsabilità della sua opera – conclude Bonacini -. Siamo in presenza di un un governo che non è in grado di gestire una realtà complessa come l’Italia e credo sia ora di voltare pagina. Preoccupano infatti, e non poco, anche i segnali che giungono dall’estero. Si guarda all’Italia con grande preoccupazione, non come un Paese in cui continuare a investire. Il nostro è un Paese dalle risorse culturali infinite ma mal gestite e in cui la parola affidabilità risulta un concetto ignoto».

 

Infine un riferimento al ministro Toninelli. «È evidente che non conosce l’argomento di cui parla. Se immagina il ponte Morandi come un luogo di aggregazione per grandi e bambini, dobbiamo aspettarci che il ministro faccia altrettanto con il Mose»?

 

Le accuse dei consiglieri regionali di centrosinistra: Bartelle, Guarda e Ruzzante

«Zaia dovrebbe spiegare come mai la tassa di scopo ai veneti andava benissimo per la Pedemontana; con un’addizionale che avrebbe colpito anche i redditi medio bassi». I consiglieri sottolineano le contraddizioni del governatore che ieri ha tuonato contro l’emendamento del ministero delle Infrastrutture inserito nello Sblocca cantieri per la manutenzione del sistema di dighe mobili nella laguna di Venezia.
«Era stato proprio Zaia a proporre l’addizionale Irpef per i redditi da 28 mila euro in su in modo da trovare i 300 milioni per sbloccare i cantieri di un’opera mastodontica con un impatto pesante sul territorio per il consumo di suolo e non solo. Non parli quindi di Veneto ‘punito’ da Roma cattiva; perché la soluzione della Lega per far quadrare i conti della Pedemontana era identica, anzi peggiore. Pesa ancora solo sui Veneti, che dovranno pure pagare i pedaggi a peso d’oro, oltre ai 300 milioni di soldi delle tasse dei veneti, privati a sociale, cultura, turismo, ambiente nei bilanci regionali del 2018 e 2019 ed i 12 miliardi di canone per i prossimi 39 anni. Abbia almeno il buongusto, una volta tanto, di non prenderci in giro».
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