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Da Legacoop Veneto un appello alla responsabilità e all’impegno di tutti per salvare Venezia

2 minuti di lettura

La tremenda mareggiata che ha messo in ginocchio la città di Venezia e il litorale veneto mette in luce le criticità strutturali di questo fragile territorio.
Ma una volta gestita al meglio la fase complessa e difficile dell’emergenza, vanno introdotte soluzioni strutturali che consentano la messa in sicurezza definitiva dell’ambito lagunare da eventi che non possono più essere considerati come eccezionali.

 

Lo evidenziano pure Legacoop Veneto e le sue cooperative associate, ogni giorno impegnate sul fronte della grande opera del Mose: tutte pronte a dare il proprio contributo ma anche a lanciare insieme un appello a una responsabilità condivisa.

 

«Se si parla di Venezia, in primis di fronte a catastrofi come quella di questi giorni, immediatamente il fuoco del dibattito si sposta sul Mose – dice Adriano Rizzi, presidente di Legacoop Veneto –, opera che attendiamo da molti anni e di cui, a riprese, si chiede a gran voce la rapida ultimazione, ricordandone l’urgenza. Un intervento, quello del Mose, che per i suoi pregressi ha macchiato la storia del Veneto, in tutte le sue dimensioni: politica, economica e sociale. Eppure è chiesto oggi di andare oltre e scrivere insieme un nuovo capitolo: non per chiedere di dimenticare, voltando pagina, una vicenda che non va dimenticata e che confidiamo abbia insegnato a tutti qualcosa, ma perché serve andare avanti e portare al più presto a conclusione l’opera serrando le fila e facendo sistema».

 

«Da parte nostra come Legacoop Veneto abbiamo allora seguito e accompagnato con grande intransigenza e fermezza quella fase difficile – ricorda sempre Rizzi –, operando perché le responsabilità personali dei singoli non ricadessero sul lavoro di molti soci e dipendenti: sollecitando la sostituzione dei dirigenti implicati e la formazione di una nuova governance, segnando il passo della discontinuità totale col passato, facendo infine ogni sforzo per preservare il know how scientifico e tecnologico delle nostre imprese e tutelare l’occupazione: questa è stata per noi la priorità». «Oggi va però riconosciuto – conclude – che chi ha raccolto quello scomodo testimone sul progetto Mose, ossia le imprese di seconda fila, ce la sta mettendo tutta per garantire qualità e puntualità a un progetto sperimentale e innovativo a cui molti guardano con attenzione e ammirazione. Tutto questo pagando il duro prezzo di ritardi e di una cattiva reputazione causati a monte da altri venuti prima».

 

Tra le realtà impegnate sul Mose c’è il consorzio Kostruttiva (ex Consorzio Coveco), che riunisce oggi quasi 80 imprese cooperative e il cui incarico copre circa il 50% dei lavori complessivi dell’opera. «Il dibattito pubblico di questi giorni – sottolinea il suo presidente Devis Rizzo – in alcuni casi amareggia ma soprattutto genera confusione. La data annunciata di conclusione lavori (fine 2021) deve essere rispettata, e da parte nostra faremo tutto il possibile perché lo sia. Ma perché ciò accada tutti i soggetti interessati devono fare la propria parte: lo Stato, la Regione, la Città metropolitana, il Consorzio Venezia Nuova, il tessuto imprenditoriale locale, devono operare all’unisono, per conseguire l’obbiettivo comune di consegnare un’opera che la città aspetta da troppo tempo». «I soldi per finirlo ci sono, le capacità tecniche anche – prosegue –: servono però la responsabilità e l’impegno di tutti. Il Mose va terminato e messo in funzione, ma da solo non è sufficiente. Va avviata fin da subito una grande opera manutentiva, senz’altro delle dighe mobili, ma al contempo di tutto il contesto lagunare e dell’intero litorale.  Serve in tal senso dare il via alle fasi di progettazione e pianificazione, e parallelamente a un piano pluriennale di investimenti finalizzato alla successiva messa in opera. Lo strumento che consente di accelerare sul fronte delle tempistiche c’è ed è il Consorzio Venezia Nuova, il cui ruolo – debellate le pratiche illegali del passato – va assolutamente potenziato e valorizzato. Questa è l’agenda per salvare Venezia e la laguna, e serve realizzarla con rapidità».

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