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In campo Calcio Femminile FC Venezia e l’Asd Accademia Spal Ferrara per la gara valida del campionato di serie C

 

Il maltempo non ha fermato la partita della prevenzione che ieri ha visto sfidarsi Venezia Calcio Femminile e Accademia Spal Calcio Femminile sul campo di Marcon a sostegno della LILT di Venezia. Anche se il verdetto del campo è stato favorevole alla squadra di casa (4-2 il risultato finale) la partita della prevenzione ha avuto un unico positivo risultato, quello di aver coinvolto oltre 400 persone nella divulgazione dei corretti stili di vita e informato sull’importanza degli screening per la diagnosi precoce del tumore al seno.

 

Molte delle giocatrici in campo ieri sono protagoniste del video virale #giocadanticipo #scendincampoconlaprevenzione.

 

Scopo del progetto in cui l’evento si inserisce è stato infatti quello di combattere il tumore al seno con la partecipazione. Il progetto è nato in seno al Gruppo Centro di medicina e Casa di cura Villa Maria, rete di strutture sanitarie private e convenzionate da oltre 35 anni, che lo ha pensato e condiviso con tutti i partner.

 

Al pubblico è chiesto di vedere il video e condividerlo, oltre a farsi il selfie della prevenzione per ribadire #giocadanticipo #scendincampoconlaprevenzione hashtag della campagna.

 

La campagna ha fatto leva anche su altri due pilastri: eventi informativi e divulgativi come le partite di calcio. Grazie alla collaborazione, siglata in un preciso protocollo, della lega Nazionale Dilettanti, alcune delle partite di serie C del campionato femminile si giocano in questo campionato proprio nel nome della prevenzione e della LILT. Queste partite si giocano infatti con la finalità di raccogliere fondi per le delegazioni LILT provinciali. La partita di ieri tra Venezia e Spal è stata una di queste.

Appuntamenti calcistici: in campo con la LILT

Nelle scorse settimane si sono giocate per la prevenzione le partite di calcio tra Vicenza – Spal, domenica 13 ottobre, allo stadio di via Baracca; tra Padova – Vicenza, domenica 20 ottobre allo stadio Appiani, e tra Vittorio Veneto – Perugia, domenica 27 ottobre allo stadio Barison Permac.

Domenica 10 novembre alle 14 si giocherà l’ultima partita allo stadio comunale di Villorba, tra Villorba e Belluno.

Combattere il tumore al seno con la partecipazione, facendo in modo che siano sempre più persone a parlarne, spingendo le dirette interessate a fare la diagnosi precoce, superando paure e pigrizia, perché stare ferme non vale, bisogna agire.

 

Nasce da queste considerazioni il progetto di sensibilizzazione del Gruppo Centro di medicina e Casa di cura Villa Maria, rete di strutture sanitarie private e convenzionate da oltre 35 anni, subito sposato dalle Lilt provinciali di Ferrara, Padova, Treviso, Venezia, Vicenza, culminato con la produzione del video “Gioca d’anticipo! scendi in campo con la prevenzione”, dove oltre 70 giocatrici di 6 squadre di diverse categorie di Veneto ed Emilia Romagna ci hanno messo la faccia.

 

Campagna in collaborazione con la lega Nazionale Dilettanti

Al pubblico è chiesto di vedere il video e condividerlo, oltre a farsi il selfie della prevenzione per ribadire i due hashtag ufficiali della campagna: #giocadanticipo #scendincampoconlaprevenzione.

 

La campagna fa leva anche su altri due pilastri: eventi informativi e divulgativi come le partite di calcio. Grazie alla collaborazione, siglata in un preciso protocollo, della lega Nazionale Dilettanti, alcune delle partite di serie C del campionato femminile si giocano in questo campionato proprio nel nome della prevenzione e della Lilt. Queste partite si giocano infatti con la finalità di raccogliere fondi per le delegazioni Lilt provinciali.

 

Domenica 3 novembre, alle 17, allo stadio comunale di Marcon scendono in campo il Calcio Femminile FC Venezia e l’Asd Accademia Spal Ferrara per una gara di campionato di serie C, che vale anche come raccolta fondi pro Lilt di Venezia.

 

Ogni incontro viene aperto dai volontari Lilt presenti per la divulgazione delle buone prassi della diagnosi precoce, che in questo caso significa per la donna in età a rischio sottoporsi all’esame strumentale della mammella, ovvero mammografia, ecografia e visita.

 

È stato presentato ieri il progetto avviato dalla LILT di Treviso con la Casa di Cura “Giovanni XXIII”: si chiama “Cafè Coraggio”. Si tratta dell’istituzione di un punto di incontro, simile ad un salotto, all’interno del Centro Servizi “Villa delle Magnolie”, in cui chi sia stato operato al seno si metta a disposizione di donne che stanno vivendo la malattia.
“L’iniziativa intende offrire un supporto e sostegno nel momento in cui la donna è particolarmente fragile -ha detto Rita De Mattia responsabile della delegazione LILT di Treviso e referente di Cafè Coraggio. – Abbiamo pensato che tramite il confronto con altre donne, che hanno già affrontato questa prova molto difficile, si possa fornire, alle donne alle quali è appena stata diagnosticava, gli strumenti necessari per affrontare il peridoto di cure con maggiore serenità”.
“Ho tre figli e la mia diagnosi è stata fatta 2 anni fa” – racconta con commozione Michele Bardi Volontaria di Cafè Coraggio e donna operata al seno. – “Il mio primo pensiero è andato a loro. Ricordo benissimo che proprio quel giorno il medico mi disse che in quel momento non dovevo pensare a loro ma concentrare la forza su di me. E da lì è partita la volontà di capire cosa mi stava succedendo e di farcela.
È per questo che ora mi sento di condividere la mia esperienza con altre persone che stanno facendo il mio stesso percorso. Per far capire loro che le emozioni e i sentimenti che proviamo sono veramente cose normale”.
Il fine di Cafè Coraggio è di creare un ambiente confidenziale e sincero in cui condividere stati d’animo, esperienze, difficoltà e trasmettere fiducia sui risultati che possono essere raggiunti superando l’inevitabile stato di prostrazione iniziale.
L’iniziativa partirà l’11 novembre e avrà cadenza mensile.
Chi fosse interessato può telefonare allo 0422.896659, dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 19.

L’obiettivo della Run for Children è importante, Treviso è pronta ad andare di corsa per sostenerlo           

 

L’obiettivo è sempre lo stesso: far vincere la solidarietà. Inizia il conto alla rovescia in vista della terza edizione della Run for Children, manifestazione a carattere ludico-motorio, aperta a tutti, che percorrerà le strade del centro storico di Treviso nella serata di mercoledì 11 settembre.

 

Nata nel 2017 a sostegno del progetto Giocare in corsia

La Run for Children è nata due anni fa per sostenere il progetto della LILT “Giocare in corsia”. E il successo è stato immediato: 1144 partecipanti nel 2017, 1206 l’anno scorso. I volontari di “Giocare in corsia” dal 1994 sono impegnati a portare il gioco nei reparti di pediatria degli ospedali di Treviso e Conegliano. Il sostegno della Run for Children è importante: nelle prime due edizioni la manifestazione ha raccolto e interamente devoluto a “Giocare in corsia” oltre 23 mila euro.

 

«Conosciamo l’impegno dei volontari di “Giocare in corsia” – spiegano Gian Luca Sacilotto e Fabio Simionato, organizzatori della Run for Children insieme alla società sportiva H.Robert Running Team -. Sappiamo con quanta serietà e preparazione operano per portare il sorriso ai piccoli ospiti dei reparti di pediatria di Treviso e Conegliano. Le prime due edizioni della Run for Children sono state un successo, l’atmosfera era bellissima. Pensiamo che l’evento possa crescere ancora: più saremo, l’11 settembre, e più doneremo”.

 

Partenza da Piazza Indipendenza alle 19.30

La partenza della Run for Children avverrà alle 19.30 da Piazza Indipendenza. Il percorso sarà di 8 chilometri e si svilupperà interamente in centro storico. L’interpretazione della Run for Children sarà assolutamente libera: i partecipanti potranno correre o camminare.

 

Iscrizioni già aperte

Le iscrizioni – al costo di 10 euro – sono già aperte in otto punti di raccolta: Farmacia Calmaggiore (via Calmaggiore 24, Treviso), Tato Bar (viale Brigata Treviso 34, Treviso), Cappelletto (Piazza dei Signori 10, Treviso), Farmacia Santarello (via Trento Trieste 23, Zero Branco), Mio Mio Run (via Padre L. Tezza 6, Conegliano), Passsport (via Ortigara 84, Signoressa), LILT – Giocare in corsia (via Ospedale 1, Treviso), Treviso Assicura (viale Vittorio Veneto 3, Treviso).

 

È anche possibile iscriversi online attraverso il portale B4RUN SERVICE all’indirizzo www.b4run.com (pagamento con carta di credito, paypal o bonifico).

 

L’iscrizione comprende l’esclusiva t-shirt ufficiale dell’evento, gadget offerti dalla LILT e dagli sponsor, pettorale simbolico, assicurazione e ristoro finale all’arrivo.

Preziose azioni, portate avanti insieme, per brindare alle donne e alla vita!

 

Pinot Grigio Rosé e Rosé Spumante Brut Bosco del Merlo inaugurano il nuovo impegno dell’azienda verso il sociale, sostenendo i progetti promossi e portati avanti da LILT Treviso.

 

Si chiama “4V Project” l’approccio al vino di Casa Paladin, sintesi di quella passione che anima la nostra famiglia fin dal 1962. Le 4 “V” (Vino, Vite, Verde e Vita) riflettono la filosofia di sostenibilità in tutte le sue tenute, Paladin in Veneto, Bosco del Merlo in Friuli, Castello Bonomi in Franciacorta e Castelvecchi nel Chianti Classico. Si esprime in un percorso che comprende innovazioni profonde portate dentro il sistema complessivo “vigneto-cantina”: perché la qualità di ogni vino non può prescindere da una tensione più ampia verso l’eccellenza, intesa anche come rispetto per la terra madre e responsabilità verso il futuro.

 

La quarta “V” del progetto 4V sta per Vita e in essa è racchiusa l’intera filosofia di Casa Paladin e di Bosco del Merlo, espressa e veicolata da prodotti a cui si è pensato non semplicemente come prodotti di qualità elevata, ma perché siano comunicatori attenti e rispettosi dei valori della persona legati al suo benessere fisico e psicologico. Questo ci fa muovere verso una sempre maggiore attenzione per il sociale. Ed è ciò che ci ha portati alla decisione di sostenere le attività di LILT Treviso devolvendo parte del ricavato delle vendite di Pinot Grigio Rosé e Rosé Brut Bosco del Merlo all’impegno di questa Associazione nella lotta contro i tumori, in particolare per la prevenzione del tumore al seno, per il potenziamento dell’attività di educazione alla salute e di sensibilizzazione alla diagnosi precoce.

 

Vi invitiamo a seguire il sito per maggiori informazioni sull’iniziativa.

I vincitori del Premio Locanda da Gerry 2019 sono una videomaker che vive a New York e lavora per Vice, uno dei più importanti siti di informazione mondiale, una violinista dal lungo palmares di riconoscimenti, ultimo dei quali l’ingaggio al prestigioso teatro San Carlo di Napoli, e due fratelli che stanno rilanciando un’impresa artigiana dopo la scomparsa del padre.

Li ha scelti nei giorni scorsi la giuria del riconoscimento che dal 2018 premia i talenti “under 35” che si siano distinti nel campo della cultura, dello sport, dell’impresa.

I loro nomi: Elena Grosso, 27 anni di Roncade, Claudia Irene Tessaro, 23 anni di Vallà di Riese e i fratelli Riccardo e Marco Zanesco, 27 e 26 anni di Pederobba.

Le loro storie raccontano la migliore gioventù fatta di coraggio, passione e determinazione. Conosciamoli!

Elena Grosso

Nasce a Roncade, studi al Liceo Canova e al Duca degli Abruzzi, dopo il diploma si trasferisce a Miami (Usa) dove per un anno lavora nella cucina di un ristorante italiano; poi il rientro in Italia e la decisione più coraggiosa: investire nel proprio futuro, d’intesa con la famiglia che la incoraggia a una scelta di vita internazionale. Elena passa una selezione per entrare nella prestigiosa scuola di recitazione Actors Studio, fondata da Elia Kazan nel 1947 a New York, e per due anni si forma in questo “tempio sacro”. Nel frattempo si specializza nella tecnica video e insieme a un socio fonda la Lightofilm, casa di produzione di video e realizza alcuni lavori di successo. Uno di questi, dedicato a un pescatore di Murano, vince numerosi premi. Collabora con Netflix per la realizzazione di un video sulla Juventus. Da alcuni mesi lavora a Vice, uno dei più importanti siti di informazione mondiale, come tecnico al montaggio e alla post produzione.

Claudia Irene Tessaro

Inizia  gli studi  di violino all’età di cinque anni e si diploma a 17 anni con il Massimo dei voti, Lode e Menzione d’Onore nel Conservatorio” A. Steffani” di Castelfranco sotto la guida di Stefano Pagliari. Dal 2013, si perfeziona con Salvatore Accardo, nel 2016 consegue una borsa di studio alla Musikhochschule di LuganoÈ considerata nel panorama nazionale dalla critica un talento emergente del violino, e una raffinata interprete del repertorio violinistico del ‘900.  In ambito orchestrale è risultata idonea alle audizioni indette al Teatro San Carlo di Napoli e dal 2018 ricopre il ruolo di Professore d’orchestra aggiunto; nella stagione 2018-’19 è già stata convocata per alcune produzioni in cartellone . Dal 2015 al 2018 è stata a fianco del maestro Riccardo Muti, come violino di ruolo dei primi, risultando idonea anche come spalla, nell’Orchestra Giovanile L. Cherubini da lui diretta. Suona un violino per lei espressamente costruito del Liutaio Franco Simeoni.

 

Riccardo e Marco Zanesco

Rappresentano una storia di impresa positiva. All’età di poco più di vent’anni, a causa della prematura scomparsa del padre, Nico, sono costretti a rimboccarsi ancora di più le maniche e a fare la scelta di proseguire nell’azienda di famiglia, la ORVI (Officina Riparazioni Veicoli Industriali) di Pederobba, fondata appunto dal padre nel 1972 con un socio. La scelta è condivisa e incoraggiata dalla famiglia: dalla madre Elisabetta e dalle sorelle Marta, Sara e Serena. Oggi l’azienda di famiglia prosegue nella sua attività, riscuotendo l’apprezzamento dei clienti e del territorio: ha sette dipendenti e ricavi per 1,5 milioni di euro. La storia di Riccardo e Marco, e delle loro famiglie, rappresenta un esempio di talento applicato al mondo dell’impresa.

La cerimonia di consegna del Premio Locanda Da Gerry venerdì 21 giugno nell’omonimo ristorante Da Gerry di Monfumo, nel corso di una serata speciale che renderà omaggio alla tradizione enogastronomica locale per dare il benvenuto all’estate.

L’iniziativa del Premio Locanda da Gerry ha avuto il patrocinio di Confartigianato AsoloMontebelluna e Credito Trevigiano. Il ricavato della serata, attraverso una sottoscrizione libera, andrà a sostenere la Lega italiana per la lotta contro i tumori di Treviso (LILT).

L’anno scorso il Premio Locanda da Gerry era stato attribuito allo chef stellato Francesco Brutto, al designer e progettista Andrea Mocellin e alla campionessa mondiale di scherma Eleonora De Marchi.

La grande manifestazione al femminile organizzata da Trevisatletica e Corritreviso con la partecipazione della LILT, pur penalizzata dal maltempo, ha offerto una mattinata di divertimento e solidarietà che ha coinvolto migliaia di donne 

 

Il bello delle donne è che nessuno può fermarle. Neanche la minaccia della pioggia. Treviso in rosa doveva essere, e Treviso in rosa è stata. Dopo il rinvio di due settimane fa, quando la domenica di brutto tempo avrebbe potuto mettere a rischio l’incolumità delle partecipanti, ieri mattina l’evento al femminile organizzato da Trevisatletica e Corritreviso si è regolarmente disputato.

 

Molte le assenze tra le 17.543 iscritte, ma il tempo tutto sommato ha retto: non è piovuto per una buona porzione della mattinata e solo la parte finale del gruppo è arrivata nella zona arrivo di Piazzale Burchiellati con gli ombrelli aperti. È stata una festa in rosa parzialmente bagnata ma felice, che ha coinvolto migliaia di donne.

 

C’era nonna Anna, classe 1923. La figlia Edi e la nuora Regina l’hanno spinta in carrozzina. Ma il traguardo ha voluto tagliarlo sulle proprie gambe. Poi ha dato appuntamento al prossimo anno: “S’el vol el Signor”.

E c’era la piccola Frida di 4 mesi, che non si è scomposta quando, poco prima del via, l’hanno appoggiata sulle ginocchia di nonna Anna e poi ha dormito beata in braccio a mamma Manola per tutto il tempo della corsa.

 

Treviso in rosa è fatta così: la prendi e la interpreti come vuoi. C’erano bambine spinte sul passeggino da mamme affaticate ma sorridenti. C’erano nonne con le unghie laccate, i cappellini colorati e l’entusiasmo delle ragazzine. C’è chi si è presentata al via con un ombrellone da spiaggia e chi, nonostante il tempo incerto, ha sfoggiato il look delle migliori occasioni.

 

C’erano Leo e Gianluca Pacini, i deejay di Radio Company, che hanno organizzato il riscaldamento a tempo di musica delle atlete, trasformando Piazzale Burchiellati in una gigantesca palestra a cielo aperto. E c’era l’assessore allo Sport Silvia Nizzetto, con il pettorale numero 2, che si è entusiasmata di fronte alla grande marea rosa: “Non c’è sole, ma il sole lo portiamo noi”, ha urlato al microfono. Mentre il sindaco Mario Conte, al suo fianco, sottolineava, insieme alle finalità benefiche di Treviso in rosa, il grande impegno dei volontari, “capaci di fermare la macchina organizzativa due settimane fa, com’era giusto che fosse, e poi di farla ripartire alla grande”.

 

È stata la grande domenica della LILT, la Lega italiana per la lotta contro i tumori, al quale l’edizione 2019 di Treviso in rosa donerà un pulmino attrezzato per il trasporto dei malati. “Abbiamo l’orgoglio di essere al fianco di Treviso in rosa sin dalla prima edizione – ha commentato la vicepresidente della sezione provinciale Nelly Raisi Mantovani -. L’anno scorso, 180 volontari della LILT trevigiana hanno accompagnato 582 persone a svolgere le cure oncologiche in vari ospedali della provincia. Un servizio gratuito e a disposizione di chiunque. Quando Treviso in rosa ci ha chiesto di dare un obiettivo all’edizione 2019, ci è venuto spontaneo pensare all’acquisto di un pulmino attrezzato per potenziare il nostro parco mezzi”.

 

Qualcuna delle partecipanti, dopo il via da Piazzale Burchiellati, ha corso sul serio. Come Katia Menegaldo, di Treviso, la prima a completare il percorso da 5 chilometri, anche se nel finale ha imboccato la strada sbagliata. O come Irene Furlan, di Preganziol, la più veloce sul percorso di 8 chilometri.  “Correre è un po’ come affrontare la malattia – ha detto subito dopo aver tagliato traguardo -. Devi cercare di essere il più forte possibile. E se, strada facendo, trovi qualcuno che cammina al tuo fianco, è tutto più semplice”.

 

Tra le 17.543 iscritte all’edizione 2019 di Treviso in rosa, provenienti da 15 regioni e 17 province, c’erano anche il sindaco di Vedelago Cristina Andretta, il capo di gabinetto della Questura di Treviso, Immacolata Benvenuto, l’ex sindaco di Ponte di Piave, Paola Roma, impegnata in una nuova “corsa” elettorale. E c’erano ben 205 gruppi. Il più numeroso? Quello della LILT, con 935 iscritte. Al secondo posto il Supermercato Maxì di Quinto (724), al terzo la Polisportiva Palextra di Olmi (493). A seguire, Ottica Soluzione Vista di Quarto d’Altino, Palestra Sport Team e Le Rose di Monigo.

 

“La minaccia del maltempo ci ha fatto perdere la partecipazione di almeno due terzi delle iscritte, ma il bilancio della giornata è soddisfacente” – spiega Filippo Bellin, a nome delle società organizzatrici Trevisatletica e Corritreviso -. “Due settimane fa abbiamo fatto la scelta più difficile: rinviare una manifestazione di questa portata a 48 ore dal via. Ma non potevano fare diversamente: il 5 maggio le condizioni meteorologiche erano davvero pessime, molto peggio di oggi. Siamo comunque contenti. La macchina organizzativa ha risposto molto bene. Abbiamo trovato una location ampia e funzionale come Piazzale Burchiellati, che rappresenterà anche il futuro di Treviso in rosa. Il prossimo obiettivo? Le ventimila partecipanti, con il sole possiamo farcela perché, anche quest’anno, abbiamo dovuto rifiutare moltissime iscrizioni”.

 

“In tante si sta meglio che da sole”, scriveva Angelica, una ragazza che non c’è più, ricordata anche quest’anno dal gruppo Tegoine in Pink. Il senso di Treviso in rosa è anche questo: la condivisione. Di una festa, così come di un momento difficile. In tante si sta meglio che da sole, ed è per questo che Treviso in rosa punterà sempre più alto. “Considerando le dimensione della città, siamo senz’altro la corsa in rosa più partecipata d’Italia. Abbiamo un fantastico gruppo di volontari, tante associazioni e aziende che si supportano. In molti casi sono loro stesse a cercarci. Per Treviso in rosa è solo l’inizio”. E anche il sole, in futuro, tornerà a splendere.

 

Nel corso del 2018 in Italia sono stati stimati 373.300 nuovi casi di tumore (194.800 uomini e 178.500 donne); con un aumento, in termini assoluti, di 4.300 diagnosi rispetto al 2017.

 

Il tumore più frequente è quello della mammella: nel 2018 sono stimati 52.800 nuovi casi contro i 51.000 dell’anno precedente. In aumento prevalentemente nella fascia di età 45-49, nella quale in alcune regioni è stato ampliato lo screening.

 

A dirlo il rapporto 2018 dell’ Aiom-Airtum che evidenzia come i trend temporali indichino che la mortalità continua a diminuire in maniera significativa in entrambi i sessi come risultato di più fattori. Tra questi la prevenzione primaria ed in particolare la lotta al tabagismo, i progressi terapeutici (chirurgici, farmacologici, radioterapici) e la diffusione degli screening su base nazionale e i miglioramenti diagnostici.

 

Il merito è della maggiore adesione alle campagne di screening e alla prevenzione che sono diventate, senza ombra di dubbio, le “cure” più efficaci.

 

Per questo diventa importante saper riconoscere i primi “segnali” della malattia che arrivano dal nostro corpo e intervenire subito ma anche sottoporsi periodicamente a quegli esami diagnostici che solo se fatti contemporaneamente e con strumentazione all’avanguardia possono fornire una percentuale di diagnosi precisa quasi al 100%.

 

Bisogna saper fare una giusta prevenzione.

 

Per questo motivo la Casa di Cura “Giovanni XXIII” Monastier di Treviso e il Comune San Biagio di Callalta hanno deciso di organizzare per venerdì 10 maggio alle ore 20.30 un incontro aperto a tutta la popolazione dal titolo “Conosci il tuo SENO e gli strumenti per PROTEGGERLO”

 

 

Interverrà il dottor Roberto Busolin Primario di Chirurgia Generale che parlerà de “Il Tumore della mammella oggi” e il dottor Francesco Di Toma Primario di Diagnostica per immagini che illustrerà le “Innovazioni tecnologiche nella prevenzione senologica, mammografie ed ecografie”.

 

Ad anticipare gli interventi dei due medici della Casa di Cura “Giovanni XXIII” di Monastier la testimonianza di una donna che ha vissuto l’esperienza della diagnosi e della cura del cancro al seno, la “guerriera” Michela Bardi.

Anch’io come tante donne ho avuto paura. Una paura che all’inizio mi ha bloccata. Poi ho capito che dovevo reagire per me e per i miei figli. Ho trasformato la malattia in una forza per dare ancora più valore alla vita. Ho deciso di raccontare la mia esperienza per dare coraggio a tutte quelle donne che come me si trovano ora ad affrontare il periodo difficilissimo della prima diagnosi e della cura. Non mollate donne, non mollate! Perché ce la si può fare. La vita è meravigliosa e ora, come non mai, abbiamo dalla nostra parte la scienza e la tecnologia che stanno facendo “miracoli”.

 

Questa è una parte della testimonianza che la “guerriera” Michela Bardi racconterà venerdì sera a San Biagio. E proprio per infondere “coraggio” alle donne che hanno appena avuto la diagnosi, la Casa di Cura “Giovanni XXIII” in collaborazione con la LILT di Treviso, ha istituito “Cafe’ Coraggio”.

 

 

Un punto di incontro mensile dove donne che hanno superato la malattia raccontano le proprie esperienze e danno suggerimenti su percorsi da seguire per ritornare vincenti. L’appuntamento con “Conosci il tuo SENO e gli strumenti per PROTEGGERLO” è per venerdì 10 maggio presso la Sala Consigliare Piazza W. Tobagi, 2 a San Biagio di Callalta (TV).

 

Seguirà rinfresco.

Il ritmo è giusto, l’obiettivo è da record. Treviso in rosa ha raggiunto le 12.000 iscritte. Ad un mese da domenica 5 maggio, data dell’edizione 2019, la grande corsa al femminile ha tagliato un primo, significativo traguardo. Il riferimento sono le 16.314 iscritte dell’edizione scorsa, ma gli organizzatori puntano ben oltre.

Dal 31 marzo sono chiuse le iscrizioni per i gruppi, ora si accettano solo adesioni individuali – commenta Filippo Bellin, portavoce del comitato organizzatore rappresentato da due società di atletica cittadine, Trevisatletica e Asd Corritreviso -. La situazione è ancora in piena evoluzione, gli ultimi giorni sono stati davvero frenetici. Ma abbiamo già alcune certezze: i gruppi iscritti sono oltre 160, la crescita complessiva rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso è attorno al 20%. La data ufficiale di chiusura delle iscrizioni è il 21 aprile. Migliorare il già straordinario risultato di partecipazione dell’edizione 2018, a questo punto, ci pare il minimo”.

Il successo dell’evento

 

Già l’anno scorso Treviso in rosa aveva decisamente perso la connotazione di corsa locale, per diventare un evento di risonanza nazionale. E la tendenza prosegue. “Sono arrivate iscrizioni da tutto il Triveneto – spiega Bellin – ma anche dalla Lombardia, dall’Emilia-Romagna, persino dal Lazio e dalla Campania. Siamo sorpresi da tanto entusiasmo: considerando anche le iniziative legate all’arrivo del Giro d’Italia, a maggio Treviso sarà davvero la città più rosa d’Italia”.

 

Tra gli oltre 160 gruppi iscritti a Treviso in rosa, ci sono palestre, corsi di yoga e di zumba, appassionate di nordic walking. Ci sono squadre parrocchiali e comunali. Scenderanno in campo scuole e le “quote rosa” di intere aziende. C’è chi domenica 5 maggio festeggerà l’addio al nubilato. E chi approfitterà di Treviso in rosa per riunire le compagne di scuola d’un tempo, per quella che, inevitabilmente, diventerà anche una corsa tra i ricordi.

 

Dopo i grandi numeri dell’edizione 2018, gli organizzatori di Treviso in rosa hanno pianificato alcune importanti novità: la partenza non sarà più in viale Bartolomeo d’Alviano, ma in Piazza del Grano, in modo da poter utilizzare gli ampi spazi di Viale Burchiellati per le fasi precedenti allo start. L’arrivo avverrà sulle mura, ma dal lato opposto rispetto alle precedenti edizioni. E il villaggio rosa che accoglierà la grande festa finale troverà spazio, subito dopo l’arrivo, nell’ampio Piazzale Burchiellati.

 

Due, come sempre, i percorsi: 5 e 8 chilometri. Saranno toccati gli angoli più suggestivi della città. Ma i tracciati quest’anno sono stati parzialmente ridisegnati in modo da avere uno sviluppo che si mantenga interamente dentro il perimetro del centro storico.

 

Treviso in rosa è una festa dedicata a tutte le donne, indipendentemente dall’età e dalla forma fisica, che per una domenica all’anno prendono simpaticamente possesso della città, colorandola di sorrisi, balli e voglia di stare insieme.

 

Ma Treviso in rosa è anche l’occasione per riflettere su tematiche importanti che riguardano la salute e i corretti stili di vita. E non mancherà, come sempre, l’aspetto solidale: al fianco degli organizzatori ci sarà infatti la sezione trevigiana della LILT, la Lega italiana per la lotta contro i tumori, che anche quest’anno patrocina la manifestazione. L’obiettivo 2019 proposto dalla stessa LILT? L’acquisto di un mezzo attrezzato per il trasporto dei pazienti oncologici. Il conto alla rovescia va avanti. Nel segno dell’entusiasmo.

 

L’iniziativa

La prima edizione di Treviso in rosa si è svolta il 17 maggio 2015 su iniziativa di due società sportive della città, Trevisatletica e Asd Corritreviso, che hanno pensato di organizzare un evento, esclusivamente dedicato alla donne, che facesse da preludio al passaggio in città della Corsa Rosa per eccellenza, il Giro d’Italia.

 

 

La manifestazione nacque in meno di un mese, e fu subito un successo. Tanto che gli organizzatori l’hanno subito trasformata in un appuntamento fisso. La seconda edizione di Treviso in rosa si è disputata nel 2016 e ha coinvolto oltre 4.500 donne, il doppio dell’anno precedente. La terza, nel 2017, ha superato le 11.000 partecipanti.  E’ stato però nel 2018 che Treviso in rosa ha fatto davvero boom: il 6 maggio dell’anno scorso, oltre 16 mila donne (16.314, per la precisione) si sono presentate ai nastri di partenza della corsa, che si è così ritagliata un posto tra le più partecipare kermesse in rosa d’Italia.

 

 

La prossima edizione di Treviso in rosa – la quinta – si svolgerà il 5 maggio 2019. Tra i partner, anche quest’anno, la sezione trevigiana della Lilt, la Lega italiana per la lotta contro i tumori. A Treviso chi corre rosa, corre solidale. Per ulteriori informazioni: www.trevisoinrosa.it.

Treviso si colora di rosa. Dopo il grande successo dell’anno scorso, quando le partecipanti furono oltre 16mila, domenica 5 maggio torna la Treviso in rosa, la grande manifestazione a passo libero dedicata a tutte le donne.

 

Anche quest’anno, si riconferma il sostegno della sezione trevigiana della Lilt (Lega italiana per la lotta contro i tumori), pronta a colorare di rosa la città.

 

Un evento da record per colorare insieme la città

Treviso in rosa toccherà gli angoli più suggestivi del capoluogo della Marca: da Piazza Duomo a Piazza dei Signori, da Piazza San Leonardo al Lungosile. L’ultima parte del percorso sarà interamente sulle antiche Mura, mentre l’ampio Piazzale Burchiellati accoglierà la grande festa finale.

Due le distanze: 5 e 8 chilometri. Potrete correre o camminare. Vi aspettiamo da sole o in gruppo. L’anno scorso eravate in tantissime e, grazie al vostro entusiasmo, Treviso in rosa è diventata una delle manifestazioni al femminile più partecipate d’Italia.

 

Di corsa o camminando, sarà una festa davvero per tutte

Treviso in rosa è organizzata da due società sportive: Trevisatletica e Corritreviso.

Non è una gara, è un modo di diverso per stare insieme. La partecipazione è aperta a tutte le donne, indipendentemente dall’età, senza obbligo di certificato medico e di tesseramento sportivo.

Ciascuna potrà interpretare Treviso in rosa a proprio piacimento. O di corsa o semplicemente camminando.

 

T-shirt, zainetto e pettorale con il nome

Tutte le partecipanti alla Treviso in rosa riceveranno una splendida t-shirt in tessuto tecnico, ovviamente di colore rosa, un esclusivo zainetto e altre sorprese.

Per saperne di più e prenotare subito il pettorale, che sarà personalizzato con il proprio nome, si consiglia di visitare il sito. Come sempre: vince chi c’è!

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